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Italia | Oppressione religiosa

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Cazzarola, hanno censurato il papa!

category italia | oppressione religiosa | opinioni author domenica 20 gennaio, 2008 21:22author by Gianluca Bifolchi - Achtung banditen-Blog collettivo per il Socialismo del Secolo XXI

Prendiamo per buono quello che ci dicono i Tg di oggi, cioè che Piazza San Pietro era gremita di gente accorsa a portare solidarietà al papa, che c'era un codazzo di politici di destra e di sinistra, e che da oggi tutti ci penseranno sopra due volte prima di "censurare" il papa. L'immagine simbolo, trasmessa dal Tg5, era una cattolica pakistana (devono essercene anche lì) che dichiarava la sua vergogna per quanti avevano così indegnamente trattato il papa, evidentemente associato nella sua devozione al martirio di Benazir Bhutto.

Prendiamo per buono quello che ci dicono i Tg di oggi, cioè che Piazza San Pietro era gremita di gente accorsa a portare solidarietà al papa, che c'era un codazzo di politici di destra e di sinistra, e che da oggi tutti ci penseranno sopra due volte prima di "censurare" il papa. L'immagine simbolo, trasmessa dal Tg5, era una cattolica pakistana (devono essercene anche lì) che dichiarava la sua vergogna per quanti avevano così indegnamente trattato il papa, evidentemente associato nella sua devozione al martirio di Benazir Bhutto.

Voglio precisare una cosa, io sono un ateo ma non ce l'ho con i cattolici. Quel filino di attenzione che ho per la storia recente dell'America Latina mi porta sempre a ricordare l'arcivescovo Romero, la teologia della Liberazione, il movimento missionario, che spesso è l'unico a denunciare con coraggio le ingiustizie patite dai popoli del Terzo Mondo. Se faccio un bilancio di tutte le percezioni che ho a riguardo del cattolicesimo, almeno per la sua azione attuale nel mondo, il saldo finale non è negativo. E se la Chiesa cattolica venisse emarginata ed umiliata mi è facile immaginare molte cose che potrebbero prendere il suo posto, tutte peggiori di essa.

Di più, non provo animosità personale per Benedetto XVI, che spesso mi dà l'impressione di essere una brava persona (al di là di ciò che posso pensare del suo ufficio). Impressione che uno come Camillo Ruini non mi dà mai.

Ciò che veramente non sopporto è la marmaglia dei sicofanti della politica italiana, che stiano a destra o che stiano a sinistra, che avviliscono giorno dopo giorno i principi della laicità, attraverso una laida adulazione di tutto ciò che è ecclesiatico e clericale. Costoro comprendono bene che non esiste potere spirituale che non sia anche, in qualche misura, potere temporale, nel senso di indebita ingerenza nella vita pubblica della nazione. Ed invece di operare per porre dei limiti, e fare in modo che la religione sia contenuta nei limiti della coscienza, danno campo al dilagare temporale del clero nella speranza di potersene ritagliare una fettina per sé. Tutto sta ad escogitare sufficienti sofismi per far credere all'opinione pubblica che la loro complice difesa del clero sia compatibile con i principi della laicità repubblicana.

Hanno sostenuto, in questi giorni, che la storia della "censura" avrebbe fatto fare una brutta figura all'Italia nel mondo. E a parlare erano gli stessi signori che hanno prodotto l'emergenza rifiuti in Campania. Ma a parte che ora si comincia ad ammettere che il "mondo" ha accolto la notiza con indifferenza, e che le grandi testate vi hanno dedicato a stento un trafiletto, c'è da chiedersi se sanno che in nessun paese del mondo il papa e il vaticano hanno l'abnorme copertura mediatica che hanno in Italia. In nessun paese del mondo giornali e televisioni hanno la figura del "vaticanista", che segue con attenzione ossessiva tutti i fatti, anche i più banali, che riguardano la Santa Sede. Avviene in Italia perché esiste un'obiettivo interesse della classe dirigente repubblicana, totalmente priva di ogni autorevolezza, ad allearsi col clero per riceverne un po' di luce riflessa.

PS. A proposito, vedo che si sta spaccando il capello in quattro sull'interpretazione da dare sulla vicenda di Galileo, e se la Chiesa è davvero colpevole degli addebiti che gli sono stati fatti per secoli. Molto bene. Ciò capita solo perché in Italia si è sbagliato nella scelta del campione dei valori laici. Non parlate più di Galileo, e parlate invece di Giordano Bruno, arso su un rogo amorevolmente apprestato per lui da Santa Romana Chiesa Cattolica. V

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