Altri media
settaggi utente
|
GENOVA - SPY STORY AL PESTO - ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA italia |
altro |
notizie
marted 04 marzo, 2008 05:41 by Saud Al-Thani Hamad bin Khalifa - Saudi Iron and Steel Company
Desecretati" dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET Dagli scaffali impolverati (ed incustoditi) della Procura delle Repubblica di Genova torna alla luce un carteggio riservato (e alquanto sconcertante). Un Thriller senza pari, storie di intrighi e spionaggio internazionale all'ombra della Lanterna.
E' uno scomodo giornalista genovese. Vien denunciato dalla società Armatrice COECLERICI SPA per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive. Il quotidiano ligure pubblica la notizia: "SPIATA VIA FAX L'ALTA FINANZA, INTERCEPTOR RUBA I SEGRETI DI AZIENDE ED AVVOCATI" (IL LAVORO-REPUBBLICA 20/12/1994)
|
Visualizza solo i titoli dei commenti
save preference
Commenti (52 of 52)
Vai al commento: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52GENOVA - SPY STORY AL PESTO - ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA - Parte II
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
COECLERICI - Spionaggio DOC Made in Italy
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA
ATTO DI DENUNCIA/QUERELA
Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica
Il sottoscritto Altana Pietro, nato a Torino il 14 gennaio 1960, residente a Genova, 5. Olcese,
Via XXXXXXXXXXX Tel. XXXXXXXXXXXXX3 GiXXXXXXXXXXxxbblicista
espone
In data 14 agosto 1998 l’esponente ha depositato presso la Stazione Carabinieri di Genova-Bolzaneto, denuncia/querela contro ignoti (Doc. n. 1) in ordine alla notizia ANSA diramata in data 15 maggio c.a., ore 20,07: "FALSO ALLARME BOMBA DURANTE LA CERIMONIA COECLERICI... LA POLIZIA HA INDIVIDUATO LA GABINA DA DOVE E’ PARTITA LA TELEFONATA A SANT'OLCESE..."(Doc. n. 2). Prescindendo dal concreto accertamento di responsabilità a carico di chichessia (su cui è ovvio mi astengo dal formulare alcun giudizio) il 'falso allarme bomba"lanciato dalla telefonata anonima, mi ha posto, per la mia zona di residenza (Sant'Olcese) ed i miei precedenti con il Gruppo Coeclerici ad una situazione un po' imbarazzante. Chiunque abbia anche solo una vaga conoscenza dell'esponente saprebbe che performances di tal sorta sono - per mia cultura e formazione - a me un po' distanti. Gradisco qui ricordare che in età utile al servizio di leva - per obiezione di coscienza - mi sono fatto 15 mesi di reclusione (nel carcere militare di Gaeta) per non imbracciare le armi. Essendo, come sono, pacifista convinto, non a parole ma nei fatti anche se non ho cambiato il mondo - vado abbastanza orgoglioso di ciò. Tornando invece alla pagliacciata dell'allarme bomba, nella citata denuncia/querela osservavo:
"...non posso far a meno di notare come anche questo deplorabile episodio cadi in fstraordinaria coincidenza' con indagini giornalistiche che stò completando in questo momento e che riguardano la società armatoriale genovese. Al momento non sono in condizione di anticioare dettagli, ma posso però dire che le notizie in mio possesso riguardano reati non nuovi, che nel passato ho più volte denunciato anche alla Magistratura (concorrenza sleale, turbativa d'asta, spionaggio) e che puntualmente, purtroppo (dal momento che nessuno se ne preoccupa) tornano a rioetersi...". Ciò che apparentemente potrebbe passare alla stregua di untinfamante allusione - come riferirò di seguito in questa sede - purtroppo trae origine da autentiche notizie circostanziate, ben documentate e da numerosi documenti attendibili.
Mentre in fatto di attendibilità dell'informazione invece (secondo un pungente rapporto dell'UNESCO) l'Italia si trova ormai al 410 posto, prima del Gambia e dopo la Guinea, secondo un'indagine della Freedom House, da tempo il nostro Paese sta uscendo sempre più dal gruppo degli Stati a piena libertà di stampa (Leonard R. Sussman, Press Freedom Worldwide 1994). Come si èarrivati a questo degrado non è difficile immaginarlo. Nel caso personale ad esempio, trovo paradossale che un giornalista debba segnalare certi fatti direttamente all'autorità giudiziaria, perché oramai i giornali - per non indispettire i "poteri forti" - si guardano bene dal compiere il loro dovere istituzionale. Proprio quel dovere, come concludevo in querela: "...che è primario di chi fa informazione - specialmente economica - cioè il dovere di stare sempre in vigile ed attenta osservazione, dando notizia di quelle società che non si comportano correttamente sul mercato finanziario. Anche se questo può non piacere ad alcuni..." Eppure sui fatti politici come negli avvenimenti economici si chiede ai giornali la capacità di spiegare e interpretare una realtà che molto spesso si trincera dietro ai tatticismi bizantini di piccoli o grandi personaggi. A meno di non voler tornare indietro al tempo dei comunicati del Ministero della Cultura Popolare Fascista (quelli che imponevano ai giornalisti la verità) si deve avere la libertà di andare oltre le versioni ufficiali
2
per scoprire che cosa davvero avviene o si prepara nelle stanze del potere (specie quello economico).
Il diritto di fornire tutte le notizie relative a fatti realmente accaduti e riguardanti interessi generali della collettività credo che assolva quindi a funzioni di interesse generale meritevoli di tutela da parte del nostro ordinamento come sancito anche dall'art. 21 della Costituzione che tutela espressamente l'interesse a "manjfèstare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, ed ogni altro mezzo di difusione". La libertà garantita da tale norma costituzionale ossia la libertà di esprimere le proprie idee e di cercare in ogni modo di divulgarle, la libertà di tentare di persuadere gli altri (che rappresenta senza dubbio un valore centrale e caratterizzante dell'intero ordinamento giuridico e forse il più alto fra i diritti primari e fondamentali) assolve dunque ad una sua funzione sociale ben precisa assicurando - oltre la libera circolazione delle idee ed il formarsi della libera opinione - il contributo di pensiero e di "verità" di ciascuno, che rappresentano uno strumento per il pieno sviluppo del Paese che mai come ora aspira ad operare in una più limpida, trasparente ed onesta stagione sociale.
Nell'ambito della dialettica esistente tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela dei diritti della personalità del singolo/i, vi sono naturalmente delle condizioni di legittimità alle quali deve rispondere il cronista se vuole liberamente esplicarsi e prevalere sui diritti all'onore, all'immagine, alla reputazione, all'identità personale e credo che le norme siano universalmente ben note trovando unanime e costante applicazione da parte della giurisprudenza e dalle corti italiane (da ultimo Cass., 7 febbraio 1996, in Danno e resp., 1996, 456). Quanto alla legittimità del diritto del giornalista di salvaguardare il legittimo possesso di atti e la tutela delle sue fonti di informazione queste sono tutelate direttamente dall'art. 2 della legge n. 69/63 in relazione al loro carattere strettamente fiduciario. Come rileva un'importante sentenza della Corte UE (che ha condannato il Governo Inglese a rifondere con 90 milioni un cronista che non aveva voluto rivelare la fonte delle proprie notizie): "... la tutela delle fonti giornalistiche è una delle condizioni base della libertà di stampa. Senza questa tutela, le fonti potrebbero non essere più disposte a dare il loro contributo alla stampa nell'informare il lettore su problemi di pubblico interesse..."
Operando quindi un rigorosissimo controllo sulle notizie provenienti dalle mie fonti ed avendo effettuato uno scrupoloso vaglio in merito all'attendibilità delle informazioni ricevute - al di fuori di qualsiasi intento polemico con la Società Coeclerici - ritengo doveroso segnalare a questa spettabile Procura della Repubblica tutti i seguenti fatti-reato a mia conoscenza:
I FATTI
Londra 24 luglio 1998 ore 22,00; Aeroporto Heathrow Terminal 3 di Londra. C'è una delegazione della Società Coeclerici di Genova composta dall'Ing. Ugo Salerno e dal Capt. Tobia Costagliola, che giunta a Londra da Milano-Linate (volo BA569) riparte con il volo GF8 alla volta del Bahrein (Golfo Persico) dove giunge il successivo giorno 25 alle ore 6,55. Ad attenderli un dirigente Coeclerici, il Capt. Mario Terenzio. Si sosta all'Hotel Le Royal Meridien (Manama) per partire -con una macchina predisposta da INTERCOL - alla volta di Al Jubail, meta e destinazione finale del viaggio. Lì il giorno 26 luglio 1998, alle ore 21,30 circa si unisce alla delegazione Coeclerici il Sig. Pino Silvestri (Direttore della Società di brokeraggio genovese Banchero & Costa); si cena tutti insieme presso l'Al Jubail Inter-Continentai Hotel. L'occasione è di quelle importanti, perché bisogna riuscire a finalizzare e portare a casa un contratto da parecchi milioni di dollari, che la
3
Società armatrice genovese Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato "HADEED LIGHTERAGE PROJECT" (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company che ha indetto la gara). L'ottimismo è palpapile perché la Società Coeclerici è reduce da un recentissimo e prestigioso contratto vinto sempre nella zona del Golfo Persico con la GIIC Bahrein (Gulf Industrial Investments Co.) che ha indetto una gara internazionale per l'allibo da navi oceaniche di elevato tonnellaggio (allibo in rada di minerale di ferro da navi transoceaniche per il successivo trasporto e scarico fino in banchina di tale minerale, poi destinato ad impianti di produzione di 'pellets", semilavorati della GIIC). Come evidenzia giustamente Andrea Clavarino (Director Institutionai Relation and Speciai Affairs Coeclerici) in una corrispondenza dell 7 aprile 1998 (Doc. n. 3) indirizzata a SABIC (Saudi Basic Industries Corporation) "... The Hadeed lighterage project is very similar to the one awarded by Coeclerici Logistic in June J997 with GIJC... ~', ossia "il progetto Hadeed è molto simile a quello vinto da Coeclerici Logistic nel giugno '97 con Giic Bahrein". Da notare poi che la società Intercol prima citata (Internationai Agencies Co. Ltd, terzo gruppo industriale del Bahrein), a seguito del contrattoCoeclerici/GIJC è divenuta partner locale di Coeclerici. Visti quindi gli ottimi rapporti di Intercol con tutte le maggiori acciaierie presenti nel Golfo (inclusa l'acciaieria di Hadeed che ha indetto la nuova gara) vi sono ottime prospettive per guardare con fiducia alla ulteriore compenetrazione commerciale di Coeclerici in quest'area geografica.
Un'ulteriore fattore di ottimismo è determinato dal fatto che la società Coeclerici si sente poi particolarmente votata per l'acquisizione di questo tipo di contratti; infatti i tre grossi settori di attività del Gruppo Coeclerici si esplicano nel "procurement", il trasporto marittimo, la logistica di carico e scarico delle materie prime, che sono poi i tre settori principali a cui fanno riferimento le più significative fasi del ciclo di approvigionamento di materie prime sia le industrie siderurgiche che metallurgiche.
In ultimo un fattore incoraggiante per l'eventuale aggiudicazione. Gli aspiranti candidati all'assegnazione del contratto sono solamente due: Coeclerici appunto, e la società Norvegese Torvald Klaveness Konsern AS di Oslo.
I tre managers Coeclerici ed il loro partner della Banchero & Costa, Pino Silvestri, sanno che l'appuntamento al fatidico "meeting" per la 'final commercial discussion"(che decreterà il vincitore della gara) è fissato per i successivi giorni 27, 28 e 29 luglio 1998 a Jubail Industriai City 31961, Tareg 230. Nessuno se non solo loro, sanno che in mano Coeclerici ha un'arma vincente, di fronte alla quale non c'è gara che tenga. Di fronte la quale Klaveness nulla può. "Un'arma letale" contro cui bravura, leale concorrenza e la corretta competizione non possono misurar~.
Per rivelare qual è il misterioso "asso nella manica di Coeclerici, non riuiscirei ad immaginare parole migliori dei documenti scritti in mio possesso, che passo senza ulteriore indugio subito in rassegna.
La prima lettera faxata in data 16/7/98 (Doc. n. 4) da Ugo Salerno al Dott. Paolo Clerici (Presidente della Società Coeclerici) esplicita con grande disinvoltura quanto segue: "Oggetto:
Klaveness. ... L'appuntamento con Hadeed rimane fissato per il lunedì 27 luglio (inizio meeting ore 09,00... le novità sono che Berdv, dopo aver controllato l'of/erta di Klaveness, ci ha mandato tutti i dati che ci interessavano Siamo praticamente sicuri di vincere la gara ... Secondo Berdy domani dovremmo avere qualcosa di Hadeed ed ulteriori notizie con fidenzia li sull'offerta di Klaveness..”.
Il Fantomatico sig. Berdy, che "controlla l'offerta di Klaveness" e che manda "tutti i dati che interessavano" Coeclerici è da tenere in grande evidenza perché è certamente il personaggio chiavedi questa vicenda (ricorrendo spesso nelle corrispondenze riservate) e come riferisce la lettera di Banchero & Costa/Pino Silvestri a Coeclerici Armatori/Ugo Salerno del 23/7/1998 (Doc. n. 5), Berdy è personaggio "affidabile": "... Queste notizie di Hadeed venendo dal livello di Al Atig (manager, Raw Material Department di Hadeed) sono sicuramente valide, perlomeno come le notizie passate da Berdy circa contr. Hadeed, Ceres, Klaveness, etc. ...". Da indagini che ho svolto nell'ambiente dello shipping - Berdy è risultato essere un ex dirigente della Società Hadeed, allontanato dal "Board" di Hadeed per motivi e ragioni poco chiare. Pochissimo tempo dopo èrientrato nella veste di consulente, per la sua fitta rete di conoscenze e relazioni. Lo stesso Berdy (di cui non si conosce bene il cognome) risulta essere titolare (o collegato) ad una società con sede in India (dove lui stesso risiede) la CHENNAI CHARTERING SERVJCES (14, Sunkurama Street -3~ Floor, Chennai 600 001 India - Tel. 44-583920/560080/580277 - Fax 44-560076 - Tlx 41 6753 RAJA IN - Email: prasanna @md2.vsnl.net.in).
Sulla falsariga della sucitata lettera-fax, ma però un po' più generosa di dettagli (perché emergono particolari dell'offerta di un'altra società scartata dalla gara) è la lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri a Coeclerici del 5.05.98 (Doc. n. 6) che nei tratti salienti dice: "...Berdy mi ha detto che la Ceres (società Ellenica esclusa in precedenza dalla gara) ha proposto nella loro seconda presentazione 4 cranes Liebherr. Electro-Hvdraulic level luffinz four rope ~rab deck crane tvpe CGB 25(30)28 Litronic (hi~h sped). Mi ha confermato che hanno presentato variazioni alla prima proposta così come anche Klaveness ha fatto. Cercherà di farmi sapere Qualcosa di più possibilmente domani. Gli ho anche chiesto di farmi sapere che rata di lightenin~ ha offerto questa volta la Ceres. Tenterà difarmelo sapere. ... Jasim (Funzionario Hadeed) comunque mi ha detto, visto che poteva parlarmi senza essere sentito che: Klaveness ha ridotto la rata di allibo che è ora più bassa di CCL (Coeclerici Logistics) ed ha anche presentato modifiche al loro precedente sistema. ... Mi ha su~~erito come amico di inviare una proposta in busta sigillata rivedendo al massimo la rata ... sempre come amico mi ha detto che al momento CCL (Coeclerici Logistics) è la numero uno nella lista eccetto per una piccola difftrenza sui soldi. Il suo consiglio è quindi quello di fare uno sforzo adesso questa volta sui soldi perché ora Hadeed va a decidere definitivamente per il contratto...
Anche la lettera Banchero & Costa/Pino Silvestri "Confidenziale" del 3/7/1998 faxata al Capt. Tobia Costagliola di Coeclerici Logistics (Doc. n. 7) dice: "...Berdy è rientrato in Jndia ... per quanto riguarda il contratto... lui dice che hafatto del suo meglio per sponsorizzare noi durante la sua permanenza però non è completamente tranquillo sul risultato finale perché dice che: ]) mi ha confermato che le rate di nolo offerte da Klaveness sono Quelle che ci aveva già comunicato cioè circa un dollaro più basse delle nostre ... i punti forti della CCL (Coeclerici Logistics~ sul quantitativo superiore la rata CCL è più conveniente di Quella di Klaveness. Berdy ritiene che quindi in queste circostanze sarà una trattativa molto dura e che l'aspetto monetario sarà importantissimo... se ci saranno ulteriori sviluppi/suggerimenti ci farà sapere".
Ancora una lettera di Banchero & Costa/Pino Silvestri del 4/6/98 indirizzata al Capt. Tobia Costagliola e Capt. Mario Terenzio di Coeclerici Logistics (Doc. n. 8) che aggiunge: "... appena parlato con Jasim ... dice che il comitato per analisi delle revised offers ha inviato raccomandazione ... di convocare due società: Klaveness e CCL (Coeclerici Logistics) ... Ci ha tenuto a sottolineare ancora che è necessario per CCL (Coeclerici Logistics) di diventare più competitivo sul prezzo altrimenti nonostante il fatto che lui è amico nostro e vuole che sia CCL (Coeclerici Logistics~ a vincere il contratto lui non potrà aiutarci...".
Lascio per ultimo il documento più succulento e se vogliamo più scandalosamente indecente, con il quale alla società Coeclerici, Berdy rivela integralmente il contenuto dell'offera economica e delle soluzioni tecniche che la società Klaveness in sede di gara ha presentato in busta chiusa e sigillata ad Hadeed. La lettera-fax "Strettamente Confidenziale" a Coeclerici Logistics da Banchero & Costa/Pino Silvestri porta la data del 16 giugno 1998 (un mese circa prima dell'incontro ad Al Jubail per la final discussion') (Doc. n. 9) e dice: "...Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non il 30 giugno. "... Queste sono le rate che ha offerto Klaveness:
1.0 1.2 1.5 1.7 (mio tons per year)
5 yrs USD 5.80 4.85 3.95 3.55
7 “ “ 5.78 4.83 3.93 3.53
10 “ “ 5.75 4.80 3.90 3.50
...E' inspiegabile il salto tra 1.2 e 1.5 e tra 1.5 e 1.7 cioè USD 0,90 (è quindi circa USD 1.0 mio/anno) tra 1.2 e 1.5 mentre solo circa USD 100.000/anno tra 1.5 e 1.7 mio/tons. Inoltre èinspiegabile che facciano una di"ftrenza di soli 5 cents tra 5 anni e 10 anni dal punto di vista matematico almeno. Hanno offerto: (segue tutta la dettagliata descrizione tecnica dell'offerta di Klaveness) ... Sono rimasto d'accordo con Berdy che lui farà pressione su Al-Shabeibi per tutti i vari punti a favore CCL (Coeclerici Logistics)... si e raccomandato di stringere i tempi al massimo per guadagnare su Klaveness . . però ha anche stressato che vista la difftrenza nelle rate, la CCL (Coeclerici Logistics~ dovrà necessariamente rivedere Quelle che ha offerto perché Al-Rashed (Ibrahim Al-Rasched, Manager Hadeed-Commercial Department) sarà influenzato soprattutto dai numeri...
Infine una lettera del 13 agosto 1998 (quindi in epoca successiva alla chiusura del contratto) viene inviata da Banchero & Costa/Pino Silvestri a CCA (Coeclerici Armatori) (Doc. n. 10) che dice:
"Berdv mi ha riferito che avrebbe saputo ~ come erano andate le cose da Hadeed e che cosa era riuscito a sapere in più su Klaveness pre~o pertanto nel Vs. ufficio di non far circolare le notizie con fidenzia li oltre lo stretto necessario e di limitare la diffusione alle persone indispensabili".
I trattati di diritto commerciale insegnavano - almeno una volta - che nella gestione dei processi di approvvigionamento - in sede di gara e licitazione - si doveva esigere la massima correttezza nelle relazioni commerciali seguendo le qualificazioni secondo modalità dichiarate e trasparenti. Stravolgendo tutti gli schemi, Berdy, Banchero & Costa e Coeclerici ora insegnano che le offerte dei fornitori redatte in forma scritta (ed in busta sigillata) non sono più da considerarsi confidenziali e come tali possono quindi essere divulgate a terzi. Non c'è che dire, una bella etica commerciale!
Ritengo importante segnalare che risulterebbe (il condizionale è d'obbligo anche se la notizia proviene da fonte credibile) con particolare riferimento al Sig. Berdy - che lo stesso abbia ricevuto dalla società Coeclerici, per i suoi "servizi di intelligence" la somma di USD (United States dollars 17.667,14 attraverso la società Banchero & Costa di Genova. Sempre secondo queste indiscrezioni - che chiaramente non sono in grado di verificare - Coeclerici avrebbe trasferito a Berdy la somma in questione utilizzando il proprio conto valutario US N0 21095 presso la Banca Popolare di Novara Sede di Genova (Via 5 dicembre) e trasferito la somma (in data 8, 9 o 10 settembre 1998 - non mi è stato detto il giorno con precisione) al conto di Banchero Costa & C. Spa Via Pammatone, 2, Conto N0 16/9301876 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, Via Fieschi, 4, Genova (ABI/CAB: 01025 014000). Torno a precisare per correttezza espositiva, che riferisco ciò solo con beneficio d'inventano, in quanto sono ovviamente impossibilitato a verificare ciò. Sempre secondo la stessa fonte, risulterebbe anche che Coeclerici custodisca presso le sue disponibilità (società del Gruppo o abitazioni dei suoi dirigenti) un "Dossier riservato"(che a tutt'oggi le fonti non sono state in condizione di farmi giungere) custodito in una cartellina rossa (del tipo Buffetti) recante la dicitura "HADEED RISERVATO" il quale "dossier" conterrebbe note riservate sulla Società Torvald Klaveness Group e la fotocopia originale dell'offerta - in carta intestata della società norve~ese - inviata in busta chiusa sigillata alla società saudita Hadeed.
L'occulto ma a questo punto sin troppo evidente intrigo non è rimasto - come voleva Coeclenci -del tutto segreto e nella 'final commercial discussion" di Al-Jubail qualcosa per Coeclerici è andata per il verso storto. Come osserva argutamente - pur senza scendere in dettagli - il cronista di "Trade Winds" (quotidiano economico-marittimo inglese - Doc. 1OBIS): "Paolo Clerici, l'armatore italiano, stà attaccando con accanita violenza la concorrenza per un contratto da molti milioni di dollari, per soddisfare le richieste delle acciaierie ...". Al giornalista di "Trade Winds"(che evidentemente non ha proprio gli occhi foderati di prosciutto) non sfugge che "... contratto è pressochè identico a quello fissato dalla Coeclerici in febbraio con Gulf Industrial Investments (GJJQ nel Bahrain. Il contratto quinquennale esteso a 10 anni... in origine c erano una dozzina di concorrenti per il contratto ma si è capito che si doveva finire con una gara testa a testa tra Coeclerici e Klaveness ...". E qui il colpo di scena. "...il gruppo italiano di trasporti Coeclerici stà mascherando con un sorriso la perdita del più importante contratto di trasporto marittimo l'operazione commerciale è andata al gruppo norvegese Torvald Klaveness ... il contratto di 5 anni stipulato con l'acciaieria Hadeed di Al-Jubail... ". Che cosa sia accaduto esattamente ad Al-Jubail, "Trade Winds" non lo dice, spiega però che "... Clerici potrebbe leccarsi le ferite ... Clerici ha rifiutato il contratto dando la colpa ai problemi che affliggono il mercato stagnante delle navi da carico ... Clerici dice che la sua compagnia armatrice non si comporterebbe correttamente se accettasse di investire in una operazione commerciale povera. Coeclerici ha già avuto successo in altri affari logistici, come in Venezuela, Bahrain e Marocco. Tom Erik Klanevess si è rifiutato di commentare...”
Il quotidiano inglese forse non lo sa, ma ad Al-Jubail Industriai City, Hadeed ha scoperto che la società Coeclerici in questa gara ha condotto il "gioco in modo troppo sporco". Per evitare a qualsiasi costo uno scandalo internazionale, in extremis i sauditi preferiscono quindi fare "buon viso a cattiva sorte" bocciando l'offerta Coeclerici ed assegnando il contratto di trasporto alla società norvegese Torvald Klaveness Group.
Terminando il capitolo dedicato a questo indescrivibile e sbalorditivo esempio di concorrenza sleale (e diciamo pure anche di spionaggio commerciale) offerto dalla società Coeclerici, una particolare menzione merita di essere fatta per la società tedesca Krupp Fùrdertechnik di Essen che in questa avvilente storia non ha brillato per correttezza di rapporti. E' noto (non a tutti) che Krupp è da tempo in joint-venture con la Società Coeclerici nella società Euroseas (società che Coeclerici ha acquisito da Sidermar di Finmare) e che sono numerosi gli interessi economici che legano la società tedesca con la genovese, come ho pubblicato in un articolo su "Il Mondo" del 20/9/1993 (l'articolo "Sidermar in rotta verso Krupp" rivelava gli accordi segreti tra le società Krupp e Clerici per rilevare la Sidermar di Navigazione e la cessione al gruppo tedesco delle due navi italiane da 260.000 DWT (Doc. n. 11). Non è per niente noto invece che Krupp ha fondato una nuova struttura denominata Krupp Marine Technology dedicata per il 50% alle operazioni di "transhipment" (tecnica che nello shipping consente alle navi di divenire autoscaricanti) e 50% "deck crane" (gru di coperta). Con Coeclerici Krupp ha stretto un sodalizio per dare vita ad un esclusivo "gruppo di lavoro" avente la finalità di studiare congiuntamente nuovi soluzioni applicative per progetti di "transhipment" (Doc. 12 - Memo riunione Coeclerici dell'i 1 settembre 1998 ad oggetto: "Partnershio project between CCL and Krupp") . Quando Klaveness a suo tempo consultò la società tedesca Krupp Fòrdertechnik in ordine alla progettazione di gru per le sue navi da utilizzare per l'imminente contratto Hadeed, mai e poi mai Klaveness avrebbe immaginato che copia delle sue corrispondenze riservate, con tutti i dati tecnici delle sue soluzioni sarebbero finite dritto dritto sulla scrivania di Coeclerici! Già in una corrispondenza di Krupp Fòrdertechnik del 9 luglio 1998 (Doc. n. 13 - avente ad oggetto "Proposalfor conversion of existing panamax¬ vessel in to a transhipper") la società tedesca svolgeva alcune interessanti considerazioni sull'attività shipping di Klaveness (con note relative alla nave del gruppo norvegese M/V Ballangen). La lettera-fax di Krupp del 18 giugno 1998 inviata alla società Coeclerici (Doc. n. 14) ha invece un oggetto che è tutto un programma: "Confidential information regarding transh'pper vessel" Indirizzata da Jens Masuch (Direttore Krupp) a Coeclerici Logistics/Mr. Mario Terenzio, le prime righe di questo documento sono sin troppo esplicative: "Dear Mario, attached you will find the inauirv which we 've got ftom your 'best friend' Scandinavia. Please handle these information hi~hly con fiden tiai ". Allegata alla copertina della lettera-fax Krupp vi erano 20 pagine di corripondenza riservata che Klaveness aveva inoltratro a Jens Masuch, attinenti le possibili soluzioni strategiche e progettuali per allestire - con gru Krupp - le navi norvegesi vista del contratto Hadeed!
Dopo quanto complessivamente descritto c'è da dire che la società Torvald Klaveness Konsern AS è stata proprio in tutto e per tutto, mortificata ed offesa. Le soluzioni progettuali discusse con Krupp sono state dalla società tedesca direttamente faxate al concorrente Coeclerici; stessa sorte per l'offerta di Klaveness in busta chiusa sigillata" che da Saudi Arabia, "mani esperte" hanno trovato il modo di far giungere a Genova, alla mercé del suo diretto concorrente, ad 'esclusivo uso e consumo della Società Coeclerici Spa.
Volendo, giunti a questo punto, formulare qualche conclusione avrei quasi voglia di esclamare la noiosissima e retorica fase: "ma io 1' avevo detto". E lo faccio. A ben vedere, in effetti nel recente passato credo di aver lanciato più di qualche messaggio d'avvertimento in tal senso. Non vorrei appesantire eccessivamente l'esposizione e citerei quindi solo poche righe della mia querela del 13 dicembre 1995 (contro Coeclerici Holding - ora Coeclerici Spa): " - - ho ricevuto inoltre documenti 'con fidentiai' inspiegabllmente nella disponibilità della Coeclerici in auanto di aziende ad essa concorrenti come ad esempio le offerte della concorrenza (Barba/Banchero) per la privatizzazione della Sidermar del Gruppo Finmare, offerti concorrenti (Premuda) per l'acquisizione della Fermar (Ferruzzi>, documentazione interna del Consorzio Autonomo del Porto, Piani Strategici e documenti programmatici di società nel settore shipping (Sidermar di Navigazione, Ilva Laminati Piani, Lucchinz), ipotesi di cessione della Ferriera di Servola (Bolmat¬Duftrco), bozze contrattuali compravendita Ilva Stabilimento di Cogne, e moltissimi altri documenti, all'epoca, ancora top-secret. e curiosamente in anteprima nelle mani di questa holding genovese. che ora. paradossalmente accusa me di spionaggio..." (Doc. n. 15).
Dalla mia querela del 20 giugno 1997 (contro il giornale IL LAVORO-REPUBBLICA): " ... se davvero avessi nutrito rancori personali verso Paolo Clerici o la sua società, sarebbe stato sufficiente appagare questo risentimento (senza rischiare granchè) pubblicando il nutrito carteggio in mie mani riguardante ad esempio: 1) lettere e corrispondenze di dirigenti della Coeclerici a uomini di Governo e personalità politiche per richieste e piaceri per la società; 2) documenti della Coeclerici aventi ad oggetto accordi di cartello con società del settore armatoriale e trading; 3) rapporti economici e di interesse della società Coeclerici con società mafiose dei Paesi dell 'Est, sotto indagine anche da parte dell 'FBI;; 4) pagamento tangenti all 'ENEL per ottenere appalti di trasporto: 5) illecito possesso di documenti riservati di aziende concorrenti alla Coeclerici, specialmente di atti afferenti gare internazionali (di interesse per la societa) .. 6) varie lettere di raccomandazione e curiose operazioni di sponsorizzazione".(Doc. n. 16).
In ultimo la mia querela del 4 ottobre 1996 (contro Coeclerici , Paolo Clerici, i giornalisti Massimo Razzi e Franco Manzitti, l'Avv. Prov. Nicola Franco Bonelli): "...gli argomenti su cui fermarsi a rifiettere non mancano, ad iniziare dai documenti sucitati prodotti, da cui emerge chiarissimamente l'intento della Coeclerici - una volta andato a vuoto il tentativo di comprare ilmio silenzio con 50 milioni - di attribuirmi reati per i quali è essa stessa responsabile. Nella fattispecie mi riferisco al considerevole numero di documenti riservati di aziende concorrenti ed inspiegabilmente nella disponibilità della Clerici ... Si inserisce in questo contesto un nuovo
capitolo - destinato seriamente a far rifiettere sul potere corruttivo di Coeclerici "ed altri"il ruolo di certa stampa "vicina" al Gruppo armatoriale genovese, che senza scrupoli si è lasciata comprare... eppure quasi nessuno si accorge di un dettaglio importante; che in molti casi come in questo, il clientelismo non è un fatto occasionale dettato da circostanze straordinarie, ma è per alcuni, un "modus vivendi" uno stile di vita" (Doc. n. 17).
Prima di chiudere del tutto questa indecorosa pagina, vorrei riprendere proprio queste ultime parole per indicare come il termine "modus vivendi" sia alquanto appropriato, utilizzando allo scopo un ultimo documento - con il quale chiuderei questa esposizione - il quale descrive le recenti privatizzazioni che stanno per essere effettuate, alle quali è interessata la società Coeclerici. Si tratta della cessione ai privati delle società Funiviaria Alto Tirreno di Savona (Gruppo EM-Italgas) e della TMB Marghera. La lettera "Riservata confidenziale"inviata da RC (Roberto Cavanna) a PC/US/TC (Paolo Clerici, Ugo Salerno, Tobia Costagliola) datata 1~ settembre 1998 relaziona:
"...L Avvocato Giorgio Simone mi ha inviato una nota riservata nella quale, mi conferma che Coeclerici è stata ammessa alla presentazione della offerta non vincolante per la cessione del TMB e mi ha già trasmesso alcune preliminari informazioni sui concorrenti. I concorrenti dovrebbero essere: (segue una descrizione analitica di tutti i concorrenti) .. Su TMB abbiamo cercato di investigare in loco più approfonditamente possibile, cercando di raccogliere ogni notizia utile. Oltre al rapporto (da considerare riservato) inviato da Santa gada a Tobia Costagliola - di cui vi allego copia - non escludo possano giungerci informazioni più dettagiate sui soggetti interessati all'acquisizione ed eventualmente giungerci anche, in tempo utile. notizie sui prezzi offerti da quei concorrenti con cui non è possibile raggungere qualche accordo ...". (Doc. n. 18). L'Avv. Giorgio Simone in una nota a Paolo Clerici (vedi Doc. 18) scrive: "... i possibili candidati all'acquisizione sono: (segue elencazione) Un 'ultima breve osservazione. La verifica delle strutture (2ru. silos magazzini etc.1 può essere fatta fino a metà giugno previo accordo con lAutorità Portuale. dopo di allora con il filtro dell Advisor (Rothschild Italia) ...". In ordine all'avvertimento dell'Avv. Simone, è agevole notare come l'intraprendente Coeclerici (in sede di asta pubblica ed piena "due diligen ce") si adoperi attivamente, dopo detto termine, per carpire (sia sui terminali veneziani che savonesi) ogni e qualsiasi ulteriore e riservata notizia tecnica ed economica in ordine alle società privatizzande. Alla faccia della legalità, dell'advisor Rothschild e dell'Autorità Portuale, dai quali Coeclerici non ha ottenuto alcuna autorizzazione (come il "Rapporto riservato Santagada" descrive egregiamente) l'ulteriore ed illegittimo procacciamento di informazioni che Coeclerici realizza, sguinzagliando in loco i suoi "managers-detective” pone in essere un comportamento penalmente rilevante, suscettibile ed eventualmente idoneo ad invalidare la gara (la visita "non ufficiale" al terminal T.M.B. Marghera porta la data del 6 agosto 1998 ed è effettuata da Santagada, Giuseppe Bianco dell'Agenzia Agenavimar per conto Coeclerici Carbometal - vedi Doc. 18)
Se non lo si fosse capito prima, appare lampante a questo punto, che il fare dello spionaggio commerciale è divenuto per Coeclerici, proprio uno stile di vita! Un modus vivendi!
CONCLUSIONI
A parte tutte le considerazioni di carattere morale e deontologico che si possono fare è certamente da considerare che il comportamento commerciale della società Coeclerici Spa descritto in queste pagine, risponde a precisi e gravissimi reati di tipo penale, quali appunto il reato di turbativa d'asta. Infatti la turbativa d'asta (turbare la libertà degli incanti) è configurabile ogni volta che ci si trova in presenza di una gara (o si inserisce il meccanismo della competizione sotteso alla gara) e si provoca un'alterazione nel normale svolgimento del pubblico incanto (o della licitazione privata) influenzando l'esito della gara attraverso uno scorretto gioco della concorrenza.
Il Presidente Tesauro (Pres. Antitrust) scriveva: "...da noi non esiste proprio la cultura della concorrenza". "...In ftaha c'è un problema culturale, perché la concorrenza non fa parte della nostra cultura... sono preoccupato sullo stato del rispetto delle leggi nazionali (1990) e dei trattati Europei (1957)". Ciò è verissimo, perché quando viene valorizzato lo strumento della concorrenza sleale viene a mancare la par condicio, e circa la competizione sleale deve osservarsi che l'utilizzo di pratiche corruttive è sicuramente un comportamento contrario ai canoni di correttazza professionale, idoneo a modificare anche significativamente le condizioni di partenza in cui l'operatore economico corruttore viene a muoversi, rispetto al concorrente onesto, la cui attività può risultare da questi fortemente danneggiata. Una riflessione più matura sul delitto di corruzione porta ad avvertire con chiarezza che esso, per come si è diffuso, non è più soltanto un delitto contro le singole imprese ma un delitto contro gli stessi interessi pubblicistici dello Stato. La conseguenza di tali comportamenti posti in essere da alcune società come la Coeclerici, lede fortemente il prestigio e la reputazione di un Paese come il nostro - che troppo spesso è indicato all'estero per fatti di corruzione, Paese nel quale - a dispetto di alcuni deprecabili ed isolati esempi di mala-finanza -invece lavorano e operano migliaia e migliaia di aziende oneste, che tutti i giorni si sforzano di difendere e tenere alto 1' onore ed il prestigio dell'Italia. In Europa e nel mondo.
Potrà forse apparire eccessivo, ma è anche vero che oltre a ciò, l'operatore commerciale disonesto compie pure un vero e proprio delitto contro l'ordine economico internazionale. Infatti il corruttore acquista, per effetto della corruzione una abusiva posizione di vantaggio sui concorrenti, e ciò è idoneo a violare il principio dell' uguaglianza delle posizioni di partenza, non solo all'interno del singolo Stato, ma anche nell'ambito internazionale. Vista la crescente globalizzazione e diffusione di aggregazioni di Paesi, sorte proprio allo scopo di regolamentare le relazioni economiche improntate, esplicitamente o implicitamente, proprio all'affermazione ditale principio, si comprende come a tali situazioni debba urgentemente porsi rimedio.
In questo caso lo strumento idoneo non può che passare attraverso la prospettazione di un rapido, intransigente e severo accertamento delle responsabilità a carico di tutti i soggetti coinvolti nelle vicende descritte, in particolar modo delle società Coeclerici Spa, Coeclerici Armatori, Coeclerici Logistics Spa, Coeclerici Carbometal Spa e dei suoi dirigenti; un puntuale accertamento che, oltre a compensare la malcapitata società Torvald Klaveness Group di tutti i danni subiti, educhi anche la società armatoriale Coeclerici al salutare controllo dei suoi insani istinti, ed addestri al salubre benefico rispetto di tutte le norme ed i precetti del Diritto e della deontologia commerciale.
Per un corretto accertamento della verità, è a mio avviso indispensabile, (per la valenza dei personaggi coinvolti, la natura dei fatti contestati e le implicazioni in cosi gravi episodi di corruzione) prestare particolare attenzione alla società Coeclerici, che è indubbiamente forte di importanti relazioni e rapporti. Essa potrebbe agevolmente contare su soggetti in grado di operare, su sua disposizione, all'occultamento di importanti fonti di prova a suo carico. Avendo anche tutto l'interesse ad inquinare il quadro probatorio, Coeclerici potrebbe agilmente interferire sul procedimento a suo carico e a carico dei coindagati, al fine di impedire il corretto accertamento dei fatti, così da insidiare le decisioni giudiziarie e sviare il corso dei procedimenti. Per tutto quanto complessivamente descritto, e per tutte le ragioni esposte io sottoscritto Altana Pietro sporgo quindi formale denuncia ed occorrendo formale querela contro i sigg.ri:
- COECLERICI S.p.A. - Via di Francia, 28 - 16149 Genova, Grattacielo "I Gemelli", 140~150 170 piano; Viale Brenta, 24 - 20139 Milano, 4° e 5° piano; Via Parigi, 11 - 00185 Roma; Gildo Pastor Center - 7, Rue du Gabian - MC 98000 Montecarlo Francia;
COECLERICI LOGISTICS S.p.A. - Via Di Francia, 28 - 16149 Genova, Grattacielo "I Gemelli", 15° piano; Via San Nicolò, 12 - 34121 Trieste;
- COECLERICI ARMATORI S.p.A. - Via Di Francia, 28 - 16149 Genova, Grattacielo "I Gemelli", 14°, 15°, 16°, 17° piano;
- COECLERICI CARBOMETAL S.p.A. - Via Di Francia, 28 - 16149 Genova, Grattacielo "I Gemelli", 15°,1 6°, 17° piano; Viale Brenta, 24 - 20139 Milano, 4° e 5° piano; C.S.I. (ex unione Sovietica) 4, Dobryninskij, 6/9 - 117040 MOSCA;
- Paolo Clerici (Presidente Coeclerici Spa, Coeclerici Logistics Spa) nato a Genova il 4/9/1945, residente a Genova, Via xxxxxxxxxxx - 16122 GENOVA e per la carica C/o Coeclerici Spa, Via Di Francia, 28 - 16149 GENOVA – C/o Coeclerici Spa, Viale Brenta, 24 - 20139 MILANO;
- Ugo Salerno (Dirigente Coeclerici Armatori, vicepresidente Coeclerici Logistics Spa) nato a Napoli il 21/11/1953, residente a Genova, Corso xxxxxxxxxxxxxx 6;
- Tobia Costagliola (Amministratore Delegato Coeclerici Logistics Spa) nato a Procida (NA) il 18/1/1941, residente a Ravenna, Via xxxxxxxxxxxxxxxxx5;
- Mario Terenzio (Dirigente Coeclerici Logistics) Cb Coeclerici S.p.A., Via Di Francia, 28 -Genova;
- Pino Silvestri (Direttore Banchero & Costa), C/o Banchero Costa & C., Via Pammatone, 2 -16121 Genova;
Berdy Bharadwajan C/o Chennai Chartering Services, 14, Sunkurama Street - 3rd Floor, Chennai 600 001 INDIA;
- Jasim (non è noto il cognome) C/o Saudi Iron and Steel Company Hadeed - Madinat Al-Jubail Al-Sinaiyah 31961 - Kingdom ofSaudi Arabia.
Jens Masuch (Direttore Krupp Fòrdertechnik) C/o Krupp Fòrdertechnik GmbH, EinsiedelstraBe 6, D-23554 Lubecca, Germania.
per tutti i reati di:
1) spionaggio commerciale;
2) turbativa d'asta;
3) concorrenza sleale;
e per qualsiasi altro reato la S.V. illustrissima vorrà ravvisare nei fatti esposti nella presente, chiedendo la punizione di tutti i soggetti penalmente responsabili. Mi riservo inoltre la facoltà di nominare un difensore di fiducia quale persona offesa e di costituirmi parte civile e chiedo di essere informato dell'eventuale richiesta di archiviazione ex art. 408 c. 2 c.p.p. nonché dell'eventuale richiesta di proroga dei termini delle indagini preliminari ex art. 406 c. 3 c.p.p.
In fede
Altana Pietro
12
ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI
Doc.n. 1: Denuncia/Querela contro ignoti depositata presso la Stazione Carabinieri di Genova Bolzaneto in data 14/8/1998 (Pagine 3)
Doc. n. 2: Notizie ANSA del 15 agosto 1998 "Falso Allarme Bomba" ed articolo de IL SECOLO XIX del 16/5/1998 (Pagine 3)
Doc. n. 3: Lettera di Coeclerici del 17/4/1998 a firma del Sig. Andrea Clavarino indirizzata a Saudi Basic Industries Corporation (SABIC)........... (Pagine 2)
Doc. n. 4: Lettera di Coeclerici Armatori datata 16/7/1998 inviata da Ugo Salerno a Paolo Clerici (Pagine 1)
Doc. n. 5: Lettera di Banchero & Costa/Pino Silvestri del 23/7/1998 faxata a Coeclerici Armatori/Ing. Ugo Salerno (Pagine 1)
Doc. n. 6: Lettera di Banchero & Costa/Pino Silvestri del 5/5/1998 indirizzata a
Coeclerici (Pagine 2)
Doc. n. 7: Lettera di Banchero & Costa/Pino Silvestri Confidenziale del 3/7/1998
faxata a Coeclerici Logistics/Capt. Tobia Costagliola (Pagine 3)
Doc. n. 8: Lettera Banchero & Costa/Pino Silvestri del 4/6/1998 faxata a Coeclerici
Logistics/Capt. Tobia Costagliola/Capt. Mario Terenzio (Pagine 1)
Doc. n. 9: Lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri Strettamente confidenziale
del 16/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics (Pagine 2)
Doc. n. 10: Lettera Banchero & Costa/Pino Silvestri del 13/8/1998 inviata a Coeclerici
Armatori/Koert-Hans-Canzian (Pagine 1)
Doc. n. 10: Articolo "Trade Winds" del 25 settembre 1998 dal titolo "Clerici walks
BIS away" ossia "Clerici se ne va" (Pagine 2)
Doc. n. 11: Articolo di Altana Pietro pubblicato su "IL MONDO" del 20/9/1993
"Sidermar in rotta verso Krupp" (Pagine 1)
Doc. n. 12: Memo Riunione Coeclerici dell'i 1/9/1998 ad oggetto: "Partnershio project with between CCL and Krupp" e Memo: "Meeting with Krupp in Genoa " (Pagine 3)
Doc. n. 13: Lettera di Krupp Fòrdertechnik del 9/7/1998 inviata da Jens Masuch a Coeclerici Logistics/MarioTerenzio/R. Corradi ad oggetto: "Proposal for conversion ofexistingpanamax-vessel in to a transhipper" (Pagine 4)
Doc. n. 14: Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici
Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata
da Klavaness a Krupp (Pagine 3)
Doc. n. 15: Denuncia/Querela del 13 dicembre 1995 sporta da Altana Pietro contro
Coeclerici Holdding Spa (Pagine 8)
Doc. n. 16: Denuncia/Querela del 20 giugno 1997 sporta da Altana Pietro contro il giornale "IL LAVORO-REPUBBLICA" (Pagine 9)
Doc. n. 17: Denuncia/Querela del 4/10/1996 sporta da Altana Pietro contro Coeclerici
Spa, Paolo Clerici, i giornalisti Massimo Razzi e Franco Manzitti, il Prof. Avv. Nicola Franco Bonelli (Pagine 9)
Doc. n. 18: Lettera "Riservata confidenziale" del 1~ settembre 1998 inviata da Roberto Cavanna a Paolo Clerici/Tobia Costagliola/Ugo Salerno con allegato rapporto riservato della visita ai Terminal di Funiviaria Alto Tirreno (SV) e TMB Marghera (VE) stilato da Coeclerici CarbometallLuigi Santagada; Lettera dell'Avv. Giorgio Simeone (VE) del 14/5/1998 indirizzata a Paolo Clerici ad oggetto "TMB Marghera"; lettera di Coeclerici Logistics del 1~ luglio 1998 inviata a Rothschild Italia a firma di Paolo Clerici, contenente la manifestazione di interesse all'acquisizione del 100% di TMB Marghera; lettera di Coeclerici Logistics del 20/5/1998 ad oggetto "Funiviaria Alto Tirreno" controfirmata da Paolo Clerici ed Antonio Barone, contenente accordi di partnership per l'acquisizione Funiviaria privatizzanda e varie schede "confidential" illlustranti il progetto di concentrazione delle attività terminalistiche nella nuova Coeclerici Italia Terminali Italiani... (Pagine 35)
TOTALE DOCUMENTI ALLEGATI N0 91 PAGINE
ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA
Colgo l'occasione dell'intrigantissimo soggetto e del gentile spazio che voi di Indymedia mettete a disposizione per esternare un personale sfogo (c'ho una cosa quì sullo stomaco dal 1999 che devo proprio estrinsecare).
Il 25-28 aprile 1999 guidai una delegazione del gruppo ENI (formata da me, Colini, Sgubini, Luciani, Carbone, Incerti, Puce, Spreafico, Rescigno) in Arabia Saudita a Riyad, Jeddah e Dhahran per inontrare le autorità Saudite (Ministro degli Esteri Principe Saud Al Feisal, l'erede al trono Sua Maestà Principe Abdulla bin Abdalaziz al Saud ed altri).
Nel pieno delle trattative (noi dell'ENI stavamo mettendo sul piatto investimenti in progetti per un volume complessivo di 5-6 miliardi di $) i Sauditi ci stroncarono l'entusiasmo e mi dissero che non dovevamo azzardarci a corrompere alcun funzionario saudita e condurre le trattative commerciali col massimo della trasparenza e della correttezza. Diversamente non avrebbero esitato un istante a cacciarci via a calci in culo come avevano fatto pochissimo tempo prima con altra società italiana (accusata ed esplulsa dal paese per corruzione e spionaggio commerciale).
Indovinate un pò voi chi è sto fior fiore di società? Di che società si tratta? Esattamente.
COECLERICI
Il tam tam e la eco di questo deprecabilissimo episodio di corruzione (che per un pelo non rischiò di rovinare le nostre relazioni commerciali con l' Arabia Saudita) gettarono per moltissimi anni un'ombra sinistra su tutte le stimabilissime aziende italiane (e ce ne son tante) che operano nell'area ed ancor oggi quando ci sediamo attorno ad un tavolo con i sauditi - a memento di quel triste episodio - ci vien raccomandato sempre di operare la "correttezza di Enrico Mattei" e "non la disonestà dei Coeclerici di Genova" (è diventata quasi un'espressione proverbiale).
Minchia, ma è questo il made in Italy che esportiamo all'estero? Dobbiamo sempre farci sempre riconoscere ovunque andiamo?
Non è giusto che prodigiose realtà imprenditoriali oneste che si sforzano di tenere alto il prestigio dell'Italia, in Europa e nel mondo debbano venir così pesantemente penalizzate per lo scorretto comportamento di pochi (per fortuna) imprenditori disonesti.
Che dire ragazzi. Anche questo ci deve servire di lezione. Ed insegnarci che l'onestà paga sempre. La corruzione mai.
Ora siccome son passati un pò di annetti (e la mia mente non è più fresca come un tempo) non vorrei passare per il rincoglionito di turno che spara merda per il gusto di farlo. Per completezza quindi Vi ritrascriverei i miei appunti di viaggio in Arabia Saudita.
Con affetto
Vostro Guglielmo (Moscato)
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
(trascrizione del doc. all.)
Relazione sugli incontri avuti a Riyadh, Jeddah e Dhahran, nei giorni 25-28 aprile 1999, dalla delegazione del Gruppo Eni guidata dal Presidente, Ing. G. Moscato
Si sono tenuti in Arabia Saudita a Riyadh, Jeddah e Dhahran degli incontri tra la delegazione del Gruppo Eni (Ing. G. Moscato, Dr. M. Colini, Ing. L. Sgubini, Dr. G. Luciani, Dr. A. Carbone, Ing.A. Incerti, Dr. G. Puce, Dr. C. Spreafico, Dr. F. Rescigno) e le autorità locali saudite (in allegato i partecipanti sauditi ai vari meetings).
Incontro con il Ministro del petrolio, Ali Naimi (Riyadh, 26 aprile)
All'incontro ha partecipato l'ing. Moscato accompagnato dal Dott. Carbone. L'ing. Moscato ha illustrato nelle loro linee generali i progetti proposti dall'Eni, ed è stata concordata una presentazione più dettagliata per il giorno successivo (v. oltre). Il Ministro Naimi ha affermato tra l'altro:
- di condividere l'idea dell'Eni di creare un sistema di trasporto e distribuzione del gas, che nella sua visione deve tenere conto anche del fabbisogno energetico indotto dai programmi di sviluppo del settore minerario non petrolifero.
- che la creazione di un sistema di trasporto nazionale del gas potrà servire anche per convogliare quantitativi di gas verso il mercato europeo, ma questo richiede una cooperazione a livello regionale e l'uso di gas degli altri paesi del Golfo (accennato al progetto di JV per shipping company con nuova flotta di navi metaniere)
- di prevedere l'ulteriore espansione delle capacità di trattamento del gas associato, e di realizzare l'upgrading del sistema di raffinazione con l'obiettivo di aumentare le disponibilità di cariche petrolchimiche. (In seguito da fonte Snamprogetti abbiamo saputo che Saudi Aramco avrebbe allo studio con Stone and Webster l'utilizzo a Rabigh della stessa tecnologia DCC da noi anche proposta)
- di giudicare positivamente l'ipotesi Eni di una collaborazione industriale nel campo della raffinazione (con particolare riferimento all'idea di individuare delle sinergie tra Rabigh ed una raffineria italiana).
Incontro con il Ministro degli esteri, principe Saud al Feisal (Jeddah, 27 aprile)
All'incontro con il Ministro, come pure al successivo incontro con l'Erede al Trono, ha partecipato da parte ENI l'ing. Moscato accompagnato dal Dott. Luciani e dal Dott. Carbone. Era presente anche l'Ambasciatore d'Italia in Arabia Saudita, Marco Sorace Maresca. Il principe Saud al Feisal ha esordito ricordando la sfortunata presenta dell'Eni nell'Empty Quarter negli ultimi anni sessanta e primi anni settanta. Ha ricordato di essere stato personalmente implicato nei negoziati con l'allora rappresentante dell'Agip, Selem.
Il principe ha ascoltato con interesse la presentazione in particolare per l'aspetto riguardante il progetto di gasdotto. Ha sottolineato il fatto che molte compagnie avevano reagito all' apertura saudita, anche se il governo non aveva dichiarato ancora quali fossero i suoi desideri. Ha spiegato come questo fosse deliberato, volendo prima rendersi conto dell'offerta delle compagnie per essere certi di prendere le decisioni utili a sbloccare il coinvolgimento desiderato. Il prossimo passo sarà da parte saudita la formulazione di una "short list" di compagnie con le quali verrà dato inizio ad un dialogo più serrato. Ha sottolineato la volontà del governo di seguire una procedura molto trasparente (accennato ad episodio di corruzione di impresa italiana che ha fatto molto scalpore nel paese saudita – v. oltre). Ha infine auspicato che si possa presto concordare una data per la progettata visita dell'Erede al Trono in Italia.
Incontro con l'Erede al Trono, principe Abdulla bin Abdalaziz al Saud (Jeddah, 27 aprile)
All'incontro hanno partecipato anche il Ministro degli Esteri, principe Saud al Feisal, e il Ministro del Petrolio, Ali Naimi. Il principe Abdulla ha ricordato gli ottimi rapporti politici esistenti fra Arabia Saudita ed Italia ed espresso il desiderio di rinsaldarli ulteriormente. Ha ascoltato con interesse la presentazione dell'ing. Moscato con riferimento al progetto gas, esprimendo ripetutamente il suo assenso per l'impostazione proposta. Ha introdotto lui stesso il tema della raffinazione ed ascoltato con interesse la nostra proposta per Rabigh. Ha espresso compiacimento quando l'ing. Moscato ha sottolineato come i progetti da noi proposti implichino un volume complessivo di investimenti di 5-6 miliardi di dollari, e sia nostra intenzione provvedere al finanziamento senza richiedere alcun contributo al bilancio pubblico saudita. Sua Maestà il Principe Saud al Feisal ha posto l’attenzione - ribadendolo più volte - che è ferma intenzione del governo seguire una procedura della massima trasparenza, nel massimo rigore e pertanto le compagnie italiane debbono astenersi dal ricercare appoggi particolari. Ha insistito che è intenzione del governo punire severamente qualsiasi funzionario governativo che tenti di trarre un vantaggio personale dall'apertura iniziata. Questa sottolineatura (abbiamo saputo in seguito da indiscrezioni) faceva riferimento ad un episodio di corruzione specifico recente nel quale è risultata implicata una società armatrice italiana, tal Coeclerici Logistics Spa (di Genova). La società Coeclerici Logistics Spa (fa capo agli imprenditori Paolo ed Alfonso Clerici) han posto in essere azione corruttive di alcuni funzionari della società Hadeed volte ad acquisire informazioni confidenziali. Coeclerici Logistics Spa è stata espulsa dal tender ed eslcusa da tutte le future gare internazionali nel paese. La notizia ha destato molto scalpore nel mondo arabo (non abbiamo ancora completi elementi di conoscenza pare che lo scandalo sia partito dalla denuncia di un giornalista italiano). Il Dott. Moscato ha assicurato Sua Maestà che in Italia l’attenzione è alta (prova ne è il fatto che la stampa è in vigile osservazione ed è pronta a dare notizie di quelle società che non si comportano correttamente sul mercato finanziario). L'ing. Moscato ha ricordato a Sua Maestà il codice etico dell'ENI e la nostra ferma volontà di seguirlo con il più assoluto e scrupoloso rigore (indicato anche che si darà disposizione alle controllate nel nostro Gruppo di radiare la società armatrice colpevole da ogni tipo di accordo commerciale). In un incontro con il Presidente Moscato successivo al ritorno in sede, l'ambasciatore saudita a Roma, principe Mohammad bin Nawat, ha affermato che il principe Abdallah ha rivolto la medesima raccomandazione a tutte le compagnie, trattandosi di una sua preoccupazione costante, con riferimento particolare alle imprese italiane). Ha chiuso l'incontro ribadendo il desiderio di visitare il nostro paese.
Incontro presso il ministero del petrolio con il vice-ministro del petrolio HRH Principe Abdulaziz bin Salman bin Abdulaziz , e con il vice-ministro per i rapporti con compagnie petrolifere Mr. Abdulrahaman Abdulkarim (Riyad 27.4)
All'incontro da parte ENI hanno partecipato: Sgubini, Colitti, Puce, Spreafico, Incerti, Rescigno. I due viceministri erano accompagnati da una nutrita delegazione nella quale era presente il rappresentante saudita presso l'OPEC Suleiman Harbish. Relativamente ai temi di approfondimento presentati da ENI, un interesse di principio è emerso per le tecnologie esplorative e di produzione tese alla riduzione dei costi, illustrate a titolo esemplificativo da Sgubini. Sono stati consegnati materiali con un repertorio più completo dei prodotti disponibili presso la divisione Agip. Sull'ingresso nell'upstream è stato preso atto della disponibilità di Agip. Particolare interesse, deducibile anche dal numero e dalla qualità delle domande è emerso per la ipotesi di estensione della rete gas ad alta pressione alle regioni occidentali del Regno. In particolare, partendo dalle quantità trasportate è stato chiesto, da un lato da dove verrebbe preso il gas, per esempio per lo scenario di 30 miliardi di mc anno, dal momento che le produzioni attuali sono già impegnate, dall'altro se l'ENI dispone di tecnologie proprie per quanto riguarda il trasporto ad alta pressione. Per quanto riguarda il supply del gas si è risposto che potrebbero essere sviluppate aree a gas finalizzate al progetto, ed a richiesta sono state indicate in ordine di priorità decrescente le aree del Central Arabian Arch, del Tabuk Basin, e con scarse prospettive l'off-shore del Mar Rosso (Midyan). Relativamente all'alta pressione si è fatto presente che l'ENI dispone di tale tecnologia in casa, ed alla osservazione che la Arco avrebbe parlato di una propria tecnologia esclusiva, si è fatto rilevare che il problema centrale non è, come sembravano ritenere i nostri interlocutori, nei tubi, che possono essere acquistati ovunque, ma piuttosto nel fornire le specifiche per realizzarli, e nel rendere compatibili le pressioni del trasporto primario con quelle della distribuzione. Per sgomberare il campo da eventuali perplessità è si è fatto riferimento alle dimensioni ed alla complessità del sistema italiano gestito dalla Snam, ed alla expertise della Snamprogetti sullo specifico argomento.
Altro tema di evidente interesse è risultato essere la raffineria di Rabigh. Qui l'interesse saudita è per un investimento sul sito. Sono state fatte domande circa le sinergie con una raffineria AP in Italia, e sul significato di ulteriori investimenti dopo quelli iniziali.
E' stato rilevato che per una definizione del progetto vero e proprio occorre un altro livello di approfondimento, raggiungibile con uno studio ad hoc eventualmente da fare insieme. Una raffineria italiana, ad esempio Gela potrebbe da parte sua costituire una opportunità, per avviare un progetto più completo, qualora si reputi interessante collocare prodotti petroliferi sul Mediterraneo, tenendo conto della grande quantità di residuo prodotto a Rabigh. In conclusione dell'incontro il principe Abdulaziz ha proposto un incontro con Aramco, organizzato poi per il giorno successivo.
Incontro con il Ministro dell'Industria H. Yamani (Riyadh, 28.4).
All'incontro hanno partecipato l'ing. Moscato, accompagnato da G. Luciani, A. Incerti , F. Rescigno, il ministro era accompagnato dal suo vice, S. al Husseini, e da altri fùnzionari (vedere allegato). Il ministro ha dimostrato interesse per le proposte dell'ENI, in particolare per Rabigh e per il progetto gas. Relativamente a questo ultimo argomento ha fatto una serie di domande per quanto riguarda gli effetti dell'uso del gas sull'apparato produttivo saudita, in particolare per l'area industriale di Yanbu, e di Jeddah; sulla struttura organizzativa per il trasporto e per la distribuzione, sul know-how dell'ENI nella gestione di reti, sulla disponibilità di tecnologie per il trasporto ad alta pressione. Anche in questo caso è stata illustrata: la situazione del sistema gas italiano, e i ruolo della Snam nell'approvvigionamento gas per il sistema; la disponibilità di tecnologie per il trasporto ad alta pressione. Si è fatto altresì presente, riscontrando un immediato consenso, che la proposta ENI oltre a basarsi su criteri di economicità, prevede la partecipazione di capitale privato saudita, e non esclude possibilità di alleanze con altre compagnie. Il ministro ci ha informati che altre compagnie hanno presentato proposte analoghe ed ha citato la presenza a Riyadh il giorno precedente della Total. Ha quindi invitato l'ENI a dettagliare ulteriormente la proposta, perché così stanno facendo gli altri.
Incontro con il viceministro delle finanze 3. Al Sueiseri (Riyadh, 28.4)
Hanno partecipato l'ing. Moscato, Sgubini, Luciani, Incerti, Carbone, Rescigno. Con il Viceministro era presente una sola persona della staff ministeriale. Al Sueiseri ha manifestato un interesse generico sulle diverse proposte sottolineando l'importanza dello sviluppo del settore gas in S. Arabia, mentre si è dichiarato d'accordo sia sulla intenzione di coinvolgere privati sauditi, sia che i diversi progetti fossero pensati su di una base di project financing.
Incontro presso Saudi Aramco (Dhahran, 28.4)
Hanno partecipato per l'ENI, il dr. M. Colitti, Puce, Spreafico. La S. Aramco era rappresentata da Saleh Al-Musa (Manager, reservoir Description and Simulation Dpt), più alcuni consulenti. Le domande più numerose hanno riguardato: il prezzo del gas all'utenza in rapporto all'attuale prezzo praticato per il gas nell'area del Golfo (si è fatto rilevare, così come al ministero del petrolio, che il prezzo finale dipenderà dal prezzo di cessione da parte Aramco); il ritorno sul capitale; la convenienza a generare energia elettrica con più combustibili. E' stato poi chiesto dove si intende prendere i quantitativi di gas previsti (nuovi giacimenti), data la situazione domandai offerta in S.. Arabia, e se la ipotesi contempla trasporto per terzi (es. Qatar). E' stato fatto presente, infine, che ulteriori comunicazioni verranno attraverso il Ministero del Petrolio.
Altri punti di interesse
- E' in atto una verifica circa la possibilità di una visita in Italia del Ministro dell'Industria Saudita (o viceversa di quello italiano a Riyadh). I governi di altri paesi interessati USA, Francia) hanno sostenuto le proposte delle rispettive compagnie con visite analoghe.
- L'insistenza delle domande e la maniera con la quale sono state fatte osservazioni circa le capacità tecnologiche per il trasporto ad alta pressione, rendono utile una presentazione della suddetta tecnologia in una specifica presentazione da parte SP. Al riguardo si stanno predisponendo i passi opportuni per poter arrivare ad un incontro ad hoc.
- L'interesse dimostrato sia a livello di Ministero del Petrolio che dell'Industria per gli aspetti organizzativi e gestionali di un sistema gas, potrebbero rendere opportuno un invito per una visita a S. Donato (Centro dispacciamento Snam; Snamprogetti, Agip Divisione, etc.), durante la quale si può anche illustrare la struttura di gestione del sistema italiano.
- L'informazione circa la presenza di altre compagnie attive sugli stessi argomenti presuppone da un lato che è in corso da parte saudita una specie di preselezione con la quale capire interessi delle singole Compagnie e forse compatibilità per eventuali alleanze. In merito si ricorda che sul progetto di trasporto gas risulta l'interesse di ARCO, come ci è stato detto dagli interlocutori sauditi, e di ELF, come appreso per altre vie.
L'invito a dettagliare le proposte richiede una valutazione circa la maniera di promuovere eventuali studi congiunti almeno per i temi più significativi. Nell'ipotesi, che si ritiene ragionevolmente fondata, che Eni sia inclusa nella "shortlist" in corso di definizione da parte del governo saudita, ci si deve attendere una nuova convocazione a Riyadh per discutere in maggiore dettaglio i progetti proposti entro un lasso di tempo non inferiore ad un paio di mesi. Le ripetute richieste di concretezza inducono a ritenere che sarà opportuno utilizzare questo tempo per approfondire i numerosi aspetti della nostra proposta che per il momento sono solo poco più che abbozzati.
Successivamente al rientro a Roma, si è avuta notizia dell'intenzione del Principe Abdullah di venire in visita di Stato in Italia nei giorni 24 e 25 maggio p.v.
AI/FR
Roma 7.5.99
(firma: Moscato)
Bel made in Italy che esportiamo
Bel made in Italy che esportiamo
Bel made in Italy che esportiamo
Bel made in Italy che esportiamo
Bel made in Italy che esportiamo
Bel made in Italy che esportiamo
".... avrebbe diffuso notizie ai giornali che dovevano restate segrete..."
".... avrebbe diffuso notizie ai giornali che dovevano restate segrete..."
E' inutile quando un uomo di successo come PAOLO CLERICI diventa ricco, famoso, importante, celebre, noto, popolare, conosciuto, stimato, celebrato, illustre, insigne, inevitabilmente s'attira su di sè immeritate critiche e ingiuste censure.
Basti ricordare che Paolo Clerici è stato anche insignito del titolo "IMPRENDITORE DELL'ANNO" premio che viene assegnato ogni anno a "... tutti i protagonisti della piccola e media impresa italiana, uomini e donne che con le loro idee e la loro capacità di realizzarle hanno INCARNATO IL MEGLIO DELLO SPIRITO IMPRENDITORIALE CONTRIBUENDO IN MANIERA SIGNIFICATIVA ALLA CRESCITA DELL'ECONOMIA e al miglioramento della qualità della vita nel nostro Paese"
Quest'anno il riconoscimento verrà assegnato anche a prestigiosissima personalità che come Paolo Clerici s'e distinta - nel passato/presente - per le altissime doti umane imprenditoriali (c'e un pò di indecisione tra Jean-Bédel Bokassa, Sergio Cragnotti, Callisto Tanzi, Raffaele Cutolo, Augusto José Ramón Pinochet Ugarte, Totò Cuffaro, Josef Mengele, Licio Gelli, Salvatore Totò Riina, Jack lo Squartatore, Kenneth Lay e Jeffrey Skilling, Cesare Previti, Al Capone, Gaetano Badalamenti, Pol Pot, Luky Luciano, Girolimoni, Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Heinrich Himmler, Caino) ... (son ancora aperte le candidature)
PAOLO CLERICI IMPRENDITORE DELL'ANNO
Povero, grande (indimenticabile) e buon vecchio Jack, meno male che tu non puoi vedere tutto ciò (se no ti rivolteresti nel sepolcro).
Grande Jack Clerici
I, my brother Trond Harald and the Board of my society (Torvald Klaveness Konsern AS - Oslo) we are really without words...
we are really without words...
"In cima ad ogni vetta puoi essere sull'orlo del precipizio" (Confucio)
"specie se la vetta è quella dell'ignoranza" (aggiungo io)
Un'idea per la sfigata compagnia armatrice genovese con la doppia CC (dal secolo XIX) ... http://www.ilsecoloxix.it/marittimo/view.php?DIR=/marit...bebe4
Consiglio cat ARTICO per Paolo Clerici
Visto che Coeclerici ha fatto tutti sti casini della madonna nel Golfo Persico, volendo, una soluzione dignitosa ci sarebbe. Per almeno 50 anni Coeclerici scompare dal'Europa e dal middle-east e fa rotta sull'ARTICO: Lì ci son sicuramente le condizioni ambientali per consumare più carbone .... vuoi mettere? (lì con qualche bancale di acciughe marinate e di "stocafisce e bacilli" ti fanno aprire una centrale a carbone in Antartide) gli ecologisti groenlandesi certamente poi non saran così agguerriti come quì e ti romperanno meno i coglioni. Dicono anche che i politici esquimesi non son così irreprensibili come i sauditi, te li corrompi facilmente con 30 denari d'argento (dulcis in fundo ti danno anche la moglie) ... e magari t'accorgi che la stampa lappone e innuit è facilmente addomesticabile (che non guasta) ... (a dir il vero quello anche da noi).
Business tra i ghiacci
da: http://italy.indymedia.org/news/2003/11/415835_comment....76071
Se gli Innuit vengono a sapere che Coeclerici cha la brutta consuetudine di far pulire le stive delle sue navi carbonifere in rada ed in prossimità delle coste, Paolo Clerici se lo tagliano tutto a pezzetti e lo fanno essiccare al sole.
Caro Paolo Clerici all'occhio. In italia certamente puoi fare tutti i cazzi che vuoi. Se ti beccano ad inquinare un tratto di mare ti danno al max 5 milioni di ammenda del vecchio conio (com'e accaduto alla tua M/N CAPO NOLI COECLERICI che gli facevi fare le abluzioni davanti alla costa di Venezia - v. documento pdf allegato) se ti pizzicano a fare ste porcate in Groenlandia invece puoi anche rischiare fisicamente.
Berdy Bharadwajan (Chennai Chartering Service)
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Io pago dunque inquino, quindi voi fatevi i cazzi vostri
Ve lo ricordate ALESSANDRO PERUGINI (Digos-Genova)? Perugini i Cd. "Calciatore" (per la discutibile abitudine di prendere a calci in faccia i dimostranti).
Dai documenti desecretati della Procura di Genova risulta che sia stato chiamato proprio lui - il ns. ALESSANDRO PERUGINI - ad inculare il giornalista/ficcanaso Altana Pietro.
Una cosa non capisco: risulta che il Perugini "ha scovato" (dice lui) delle microspie in una gabina telefonica della Società Coeclerici. Questo ha "autorizzato" immediatamente il Perugini e tutta la Digos di Genova a fare irruzione negli uffici del giornalista scomodo (Altana Pietro) e sequestrargli quintali di documenti, computers, floppy, cd, agende, etc etc.
Conoscendo la notoria irreprensibilità professionale del Perugini Alessandro non è che per caso quelle microspie lì ... ecco ... ce l'ha messe lui? Vvisto che ste porcate di falsificazioni ne han fatte in una quantità industriale ... ( vedi le bombe molotov del G8).
Il Giornalista Altana Pietro risulta sia stato prosciolto completamente dall'accusa di spionaggio e intercettazioni telefoniche abusive ... (vedi decreto di archiviazione allegato) ... Perugini chi cha messo le microspie?.
Io fossi in LALLA un'indaginina coi fiocchi lì ce la metterei ...
Perugini: chi cha messo lì le microspie da Coeclerici?
Perugini: chi cha messo lì le microspie da Coeclerici?
Perugini: chi cha messo lì le microspie da Coeclerici?
Perugini: chi cha messo lì le microspie da Coeclerici?
Ma intendi "Perugini il Calciatore" questo quì?
Alessandro Perugini "Il Calciatore"
Enigma inestrinsecabile.
L'irruzione della Digos negli uffici del giornalista avviane (se non ho letto male la data sul doc. postato) il 9 dicembre 1994.
Un mese prima di questa irruzione/blitz di Perugini e della sua ciurma negli uffici del giornalista scomodo ("Guglielmo Dabove" alias Altana Pietro) Alfonso Clerici scrive a suo fratello Paolo Clerici la seguente lettera (lettera che risulta acquisita dalla Procura di Genova):
" Genova 9 novembre 1994. Spett.le Paolo Clerici, Via Serra, 6/2 Genova. GUGLIELMO DABOVE. Son stato contattato quest'oggi a Francavilla Bisio, da G.D. che mi ha ringraziato per i simpatici signori della Questura che gli hai messo dietro. Mi prega di estenderti la sua riconoscenza. Con la Tua brillante idea (o forse di B&P?) di smontare il personaggio devo constatare che dopo la Rizzoli ha stretto amicizie con il Secolo XIX (Cassinis), Il Piccolo (Garau), L'Unione Sarda, Nuova Sardegna (Bazzoni), Lloyd List e mi risulta da indiscrezione anche Herald Tribune, Ansa e Adn Kronos. Sono irritato anch'io dalle continue fughe di notizie su argomenti di interesse strategico per il Gruppo (che puntualmente vanno ai giornali) e di documenti riservatissimi e personali che G.D. so ha ricevuto. Mentre non condivido affatto il tuo unilaterale modo di procedere, vorrei indurti a riflettere sulle possibili disastrose conseguenze a livello di immagine. Consapevole di essere l'ultima ruota del carro e non avendo voce in capitolo su queste riservate questioni aziendali, vorrei segnalarti però il reale pericolo che la situazione ti sfugga. Sarebbe davvero senz'altro imbarazzante che, seguendo G.D. gli investigatori mettano invece poi le mani sui documenti più scottanti che non ha voluto ancora dare ai giornalisti. Semprechè D. non li abbia già dati alla stampa. Mi dissocio dalla tua iniziativa che trovo in questo caso più pericolosa che utile e Ti invito a riflettere. Ti saluto caramente. Alfonso Clerici"
Noi invece salutiamo caramente Lalla (Procuratore Capo della Procura di Genova) e lo Invitiamo seriamente a riflettere.
Considerata anche la vocazione per il core business dello spionaggio, non le pare che sti quì di Coeclerici - in joint venture col Perugini - abbiano fatto un pò di emerite porcate?
"vorrei segnalarti però il reale pericolo che la situazione ti sfugga"
MEMO per Paolo Clerici
Memo per PAOLO CLERICI
Ho sentore che il giornalista della denuncia/querela contro la società Coeclerici abbia commesso più d'un tragico errore. Intanto la data di nascita di Paolo Clerici (4 settembre 1945) non è corretta, e mi risulta sia sbagliata pure la data di nascita indicata di Ugo Salerno (21/11/1953). Se Altana ha commesso sti madornali errori figuriamoci per quanto concerne la denuncia stessa. Infatti nemmeno uno dei soggetti che ha indicato lui in querela è stato oggetto di procedimenti od indagini da parte della Procura della Repubblica. Mentre mi risulta esattamente il contrario. Mettiamo i puntini sulle "i".
Preg.mo Luigi (mica il Luigi che fa cip cip?) dobbiamo francamente ammettere che ha ragione lei. Effettivamente nella querela del giornalista son presenti errori madornalmente macrospcopici.
Come lei ha fatto correttamente notare il Sig. Paolo Clerici non è nato il 4 settembre 1945 (bensì il 4/9/'45) e l'Ing. Ugo Salerno (come erroneamente riportato nella querela del Sig. Altana Pietro) non è nato il 21 novembre 1953, bensì il 21/11/'53, v. doc. allegati al link indicato (opportunamente coperti a norma di Policy Indymedia)
Ce ne scusiamo con i lettori
saluti cordiali
Link:
http://toscana.indymedia.org/article/2599?author_name=S...t1838
Abbiamo letto con grande interesse il testo della denuncia/querela che il giornalista genovese ha sporto contro la società Coeclerici. Se non fosse troppo di disturbo non è che sarebbe possibile pubblicare una copia di alcuni documenti allegati alla querela stesa ( mi sembrano intriganti tutti quanti ma almeno questi 3 un pò di più). Ad esempio:
Doc. n. 4: Lettera di Coeclerici Armatori datata 16/7/1998 inviata da Ugo Salerno a Paolo Clerici (Pagine 1)
Doc. n. 9: Lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri Strettamente confidenziale del 16/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics (Pagine 2) (se non vado errando mi sembra che questa dovrebbe essere la lettera di Banchero & Costa che rivela i contenuti dell'offerta commerciale della società concorrente Klaveness)
Doc. n. 14: Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata da Klavaness a Krupp (Pagine 3)
La ringraziamo molto cordialmente e le porgiamo i nostri più deferenti e cordiali saluti
Norton Rose (Sorengo CH)
Come da cortese richiesta del sig. Norton Rose-Sorengo CH (conosco un Norton Rose avvocato in UK mica parenti?) ecco in allegato:
Doc. n. 4: Lettera di Coeclerici Armatori datata 16/7/1998 inviata da Ugo Salerno a Paolo Clerici (Pagine 1)
Lettera di Coeclerici Armatori datata 16/7/1998 inviata da Ugo Salerno a Paolo Clerici
Come da cortese richiesta del sig. Norton Rose-Sorengo CH ecco in allegato:
Doc. n. 9: Lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri Strettamente confidenziale del 16/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics (Pagine 2 - lettera di Banchero & Costa che rivela a Coeclerici Spa i contenuti dell'offerta commerciale della società concorrente Klaveness)
Lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri Strettamente confidenziale del 16/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics
Lettera-fax di Banchero & Costa/Pino Silvestri Strettamente confidenziale del 16/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics
Come da cortese richiesta del sig. Norton Rose-Sorengo CH ecco in allegato:
Doc. n. 14: Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata da Klavaness a Krupp (Pagine 3)
Con l'acclusa documentazione di cui sopra/sotto speriamo di aver fatto cosa gradita (e di non aver urtato la suscettibilità di alcuno)
Best regards
Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata da Klavaness a Krupp
Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata da Klavaness a Krupp
Lettera-fax di Krupp Fòrdertechnik del 18/6/1998 inviata a Coeclerici Logistics/Mario Terenzio con allegata copia della corrispondenza mandata da Klavaness a Krupp
Ieri mattina mi son permesso di andare a controllare c/o la Procura della Repubblica di Genova gli atti afferenti questo esposto-denuncia di cui ai post supubblicati su questo sito di Indymedia. Effettivamente tutto così come descritto. Se posso permettermi di aggiungere una nota personale (ad integrazione di quanto detto/scritto sin'ora) la Procura di Genova ha archiviato quasi immediatamente la denuncia/querela del giornalista genovese (senza quasi espletare alcuna attività investigativa in merito ai fatti denunciati) e ha chiuso il procedimento NON PERCHE' LA NOTIZIA DI REATO S'E' RIVELATA INFONDATA, bensì perchè nel comportamento truffaldino del management della società armatrice Coeclerici Spa (accertato) non s'e' potuto ravvisare il reato di Turbativa d'Asta, trattandosi nella fattispecie di gara internazionale che non vedeva presente come controparte di Coeclerici una società pubblica (o controllata dallo Stato). Quindi in mancanza di querela di parte - in questo caso della società norvegese Klaveness spiata/danneggiata - i reati commessi dalla Società Coeclerici non potevano esser perseguiti penalmente (il ragionamento non fa una grinza).
Mi pare un'ottima notizia. Da domattina anch'io posso mettermi a fare dello spionaggio professionistico (basta che non spio Finmare o il Ministero del Tesoro) se mi beccano non rischio niente perchè "rubare" notizie confidenziali e "corrompere" per ottenerle non è reato (alla stregua del falso in bilancio).
E poi ci chiediamo perchè il diritto sta andando a bagasce?
Vignetta Altan 1
Vignetta Altan 2
Si vede che i Master di Telecom in "intelligence" danno i loro frutti (se pensate che Camfin-Tronchetti Provera è tra i soci di Coeclerici si capisce bene come buon sangue non mente).
Sarà mica per caso - in fatto di spionaggio - che l'allievo (Paolo Clerici) vuole superare il Maestro (Tronchetti Provera)?
I Master Telecom stanno dando i loro primi frutti
Si potrebbe visionare copia delle querele citate? In subordine anche solo la querela contro Repubblica, Massimo Razzi, Franco Manzitti e il Prof. Franco Bonelli. E' possibile? (o quì su Indymedia o anche via mail è indifferente).
Grazie molte in anticipo
Saluti
Buon giorno vorrei richiedere gentilmente, a chi di Voi ha la possibilità di farlo avere, se si può ottenere una copia del dispositivo di archiviazione circa questo investigazione, da parte del Tribunale italiano (o di Genova)
Ringraziamenti in anticipo e molti cordiali saluti
js
(jon.slade@ft.com)
Spionaggio non è reato .... (a allora interceptor® anch'io)
Spionaggio non è reato .... (a allora interceptor® anch'io)
Spionaggio non è reato .... (a allora interceptor® anch'io)
Spionaggio non è reato .... (a allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Se spionaggio non è reato .... (allora interceptor® anch'io)
Paolo Clerici, Orgoglio Italiano
Spionaggio Made in Italy (orgoglio italiano)
Spionaggio Made in Italy (orgoglio italiano)
Ti diverte sparare merda?
Beh, insomma, merda non direi .....
E' controinformazione ...... certo diversa da quella un pò schematica cui siamo abituati ..... ma VERA e DOCUMENTATA ......e che va a toccare precisi interessi .....
Piuttosto non ho ben capito perchè, trattandosi di questioni soprattutto relative alla Liguria, le posta invece soltanto su Indy Piemonte e Toscana ....
Forse perchè Indy Liguria limita la pubblicazione di immagini .....e quindi non potrebbe sparare tutti questi allegati, certamente necessari all'efficacia e alla dovuta documentazione delle notizie.
Comunque non è certo l'unico che posta un pò a cacchio nel primo posto che gli capita o gli conviene .....
Su Indy è pieno di scemi che pubblicano le cose più strettamente "locali" un pò dappertutto.
Ad esempio, Indy Abruzzo è sempre piena, chissà perchè. di news riguardanti l'Umbria ed Indy Roma di cose localissime provenienti da tutta Italia.
Insomma, questo Mr Bean non mi sembra il peggiore, anzi .....
Si noto anch'io una predilezione del "comico" inglese per le tematiche genovesi. Però devo ammettere (non so se c'avere fatto caso) che alcune son di respiro più vasto. Come la TAV.
Considerando la mole di documentazioni sull'Alta Velocità, su Rete Ferroviaria Italiana, su Moretti etc etc (molto interssanti) che sto Mr. Bean ha sparato su Indymedia, il personaggio francamente ha tutta la mia ammirazione e m' auguro di tutto cuore che sto Mr. Bean continui imperituro (se non lo fan secco prima) a sparare merda ancora per un bel po (magari sempre quì su Indymedia).
n'abbraccio
(alcuni articoli targati Mr. Bean su Indi)
http://piemonte.indymedia.org/article/1487
http://toscana.indymedia.org/article/1933
http://italy.indymedia.org:666/news/2006/10/1172346.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093543.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093694_comment...93700
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093543.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093517.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093056.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/05/1074381.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1093732.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1103565.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1106042.php
http://italy.indymedia.org/news/2006/08/1126848_comment...27674
http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1119920.php
http://italy.indymedia.org:666/news/2006/07/1108491.php
http://italy.indymedia.org:666/news/2006/11/1181655.php
http://toscana.indymedia.org/article/2414
http://toscana.indymedia.org/article/1934
Confindustria in collaborazione con Assonime e la Camera di Commercio Internazionale organizzano a Roma per il prossimo 28 maggio 2008, una tavola rotonda sul tema:
"LA NUOVA DISCIPLINA DELLE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE".
Lista delle imprese invitate:
Aer Lingus, Aprilia Spa, ASUS, Law Study Bonelli Erede & Pappalardo, CEPU Srl, Chateau D'Aux Spa, Cisalpina Tours, Citroen, Collistar Spa, COOP, Daewoo/Chevrolet Italia Spa, Daihatsu, Del Monte, E-Bay, EMA, Eridania Spa, Euronics, Fabbri Editori, Ferring Spa, Fina Italiana, Fineko Bank, Foppa Pedretti Spa, Francorosso/Alpitour, General Electric, Geymonat, Google Italia, Armani Group, Healthcare Spa, Honda, HP Italiana, Icat Food, Illy Caffè Spa, IW Bank, Kellog Italia Spa, LG Electronics Italia, Motorola, Mastercard, Mc Donalds Italia, Mr. Bean-interceptor® & Associati, MSC Crociere, National Geographic, Nissan Italia, Nokia Italia, Olio Carli, Panasonic, Lancome, Peugeot, Poltrone Sofà, Postalmarket, Promatech, Q8, Renault Italia, Richmond, Ryanair, Samsung, San Pellegrino, Santal, SNAM, Star Spa, Supermercati GS, Toyota, Trenitalia, Trony, Unichip, Unioncamere, Virgin Express.
CAZZO ... NON C'E' COECLERICI!!
Belin ... Manca COECLERICI
Parteciperanno anche:
Abbott Spa, ABI, Acqua Minerale San Benedetto, Acqua Vera Spa, Aer Lingus, Air Liquide Italia Spa, Air One Spa, Alleanza Assicurazioni Spa, Algida Spa, Amplifon, Ania-Associazione Nazionale Imprese Assicurative, Aprilia Spa, Artsana Spa, Assicurazioni Generali, Assobirra, ASUS, Auchan Spa, Autogrill Spa, Autostrade Spa, Banca Carige Spa, Barilla Spa, Bayer Spa, Benetton Group Spa, BNL-BNP Paribas, Bolton Alimentari Spa, BT Italia Spa, Carapelli Firenze Spa, Carrefour Italia Spa, Coca Cola Italia Spa, Colgate Palmolive Commerciale Spa, Conad, Consorzio Aceto Balsamico di Modena, Crai Spa, Danone Spa, De Agostini Spa, De Cecco Spa, De Longhi Spa, Decathlon, Diesel Italia, Eminflex, Endesa Italia Spa, Enel Spa, ENI Spa, Esso Italiana, Europ Assistance ai Spa, Fabbri Editori, Farmagruppo Srl, Fata Assicurazioni, Federfarma, Federolio, Federpesca, Ferrero Spa, Ferring Spa, Ferrovie dello Stato Spa, FIAT Spa, Fina Italiana, Fineko Bank, Finmeccanica Spa, FISE, Foppa Pedretti Spa, Ford, Egidio Galbani Spa, General Electric, Geox, Geymonat, Glaxo Smith Kline Consumer, Granarolo Spa, Gruppo Coin Spa, Gruppo Editoriale l'Espresso, Henkel Spa, Hertz Itaiana Spa, Honda, IBM Italia, Icat Food, Illy Caffè Spa, Intesa-San Paolo, Istituton dell'Enciclopedia G. Treccani, Italgest, Kellog Italia Spa, Kia Motors Italia, Kodak, Kraft Foods Italia Spa, LA7, La Rinascente, Lancia, Land Rover Spa, Lavazza Spa, Lever Fabergè It, LG Electronics Italia, L'Oreal Saipo Spa, Lottomatica Spa, Luxottica Spa, Martini & Rossi, Mastercard, Mediaset, Mellin, Merck Serono Spa, Microsoft Spa, Mitsubishi, Moby Lines, Mondadori Editore, NEC, Nestlè Italiana Spa, Opel, Parmalat, Pasta Garofalo, Perfumes et Beauty Italia, Philips Morris Italia Srl, Pirelli & C. Spa, Heinz Italia Srl, Poltrone Frau, Poste Italiane, RAI-Radio Televisione Italiana, RCS Edizioni, Red Bull Srl, Renault Italia, Rete Ferroviaria Italiana, Richmond, Saiwa Spa, Sanofi Pasteur, Santal, Sea Aeroporti, Seat Pagine Gialle Spa, Siemens, Sky, SMEG, SNAM, SNAV, Sony BMG Music Entertainmnet Spa, Star Spa, Telecom Italia Spa, Terna Spa, Tirrenia di Navigazione, Total Italia, Trenitalia, Unicredit Banca, Unilever, Valentino Fashion Group Spa, Valtur, Viaggi del Ventaglio, Volkswagen Group Italia Spa, Volvo, Winthertur, Zanichelli Spa, Zoppa Industries, Zuegg.
... cacchio di COECLERICI non c'e ancora traccia !! Manco di Impregilo ... e eanche di ...
P.S.: fate sta gentilezza va ... qualcuno dell'Associazione Industriali mandi n'invito a Paolo Clerici & C. (thanks)
sono concorde con Joachino De Feo e aggiungo che il grande Jack, all'epoca, si era contornato da dirigenti con i "controcoglioni".
I personaggi di questa squallida storia, che ben conosco, sono solo dei mediocri avventurieri (peraltro sempre proni) che, anche se "allontanati" dalla Coe & Clerici, si sono riciclati in altre società ricoprendo, a tuttoggi, cariche di spicco.
Paolo Clerici è tutto sommato uno sfigato/vittima il che giustifica il poco fiuto per la scelta dei suoi manager. Ma in qualche modo Jak aveva già previsto sto sfacelo (concordo con te che Jak Clerici padre era senza dubbio molto più lungimirante). Ne conosco alla lontana qualcuno e posso asserire- con cognizione di causa - che trattasi di veri filibustieri doc. Dal Capitan Fracassa Mario Terenzio a Ugo Salerno dallo speudoavvocato Emanuele Zanotti al pseudoavvocato2 Pietro Pellerano, dal ...
E chiodo schiaccia chiodo. Per ogni sfigato che se ne va c'è un'altro sfigato pronto a prendere il suo posto.
L'unico insostituibile è il Boss, Paolo Clerici. Difficile trovarne un'altro che possa sostituirlo.
Che Coeclerici stia navigando in brutte acque?
Che Coeclerici stia navigando in brutte acque?
Che Coeclerici stia navigando in brutte acque?
Vuoi approvvigionare una centrale ENEL a carbone? Gradisci siglare il contratto in tempi brevi e sentra troppi "intoppi"? Desideri interfacciarti con un personaggio discreto, riservato e "onesto" (nel senso che "costi il giusto")?
La risposta è Antonino Craparotta (*)
Purtroppo il personaggio adesso è bruciato (e non perchè è stato per troppo tempo vicino alle turbine) .
Ora che non c'e più Craparotta come fa Coeclerici a farsi riconfermare tutti quei contratti di trasporto carbone alle centrali ENEL?
Ma chi ha preso il posto di Craparotta?
-----------------------------
(*) Antonino Craparotta (ex Amm. Del. di Enel Produzione) è quel personaggio a cui Siemens Ag ha elargito tangenti per 5 milioni di euro ( su conto monegasco) per aggiudicarsi l'appalto relativo alla fornitura di turbine a gas per la riconversione delle centrali Enel in varie località italiane. Sempre Craparotta è lo stesso signore che ha mediato la tangenti per 15 milioni di euro chiesti da Craparotta per conto di Pianimpianti (Gruppo Falck) alle società Gea GmbH e Lurgi GmbH (per vari progetti di termovalorizzazione in Sicilia).
il colmo è portare un cognome così e poi rompersi la crapa
Dio bono sto cazzo di carbone (ed almeno stavolta non alludo a Sergio Maria)...
Per uploadare il doc. "2008 BMA Investor Tour.pdf" andare al link:
http://www.zshare.net/download/143524427efbf607/
abbiam provato a trovare traccia di questo fantomatico Berdy ma s'ha sentore che non esista proprio (se non nella fantasia di chi ha scritto quanto su).
Peccato sembrava na storia credibille.
Saud Al-Thani Hamad bin Khalifa - HADEED-Saudi Iron and Steel Company
About Berdy Bharadwajan
(Part 1)
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
Saud Al-Thani Hamad bin Khalifa - HADEED-Saudi Iron and Steel Company
About Berdy Bharadwajan
(Part 2)
p.s.: in enclosure audio recording (only few minutes) phone call between Berdy Bharadwajan (ex Hadeed) and Pino Silvestri (agent of Coeclerici and Banchero & Costa Dry Cargo)
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
About Berdy Bharadwajan
L'hai fatta in barba?
Servito di barba e capelli!
Belin Pino Silvestri sei un pirla
Belin Pino Silvestri sei un pirla
Sai tenere un segreto? Per aver successo nella vita a volte ci vuole la faccia come il culo! To be successful in life is sometimes necessary to have the face as her ass!
Sai tenere un segreto? Per aver successo nella vita ...
Scusate il disturbo ho visto sul vostro sito la lettera di Franco Bernabè dell'ENI che è stata pubblicata in questa pagina (del 24 maggio 1999 Prot. 33 R.R.).
Si fa riferimento ad un allegato presente con la relazione di Moscato. Trattasi d'uno studio su Gazprom effettuato da Dresdner Kleiworth Benson.
Se in vostre mani sarebbe possibile avere una copia di questo studio? (anche postata quì eventualmente).
Grazie e molti cordiali saluti
D. G.
Scusate il disturbo ho visto sul vostro sito la lettera di Franco Bernabè dell'ENI che è stata pubblicata in questa pagina (del 24 maggio 1999 Prot. 33 R.R.).
Si fa riferimento ad un allegato presente con la relazione di Moscato. Trattasi d'uno studio su Gazprom effettuato da Dresdner Kleiworth Benson.
Se in vostre mani sarebbe possibile avere una copia di questo studio? (anche postata quì eventualmente).
Grazie e molti cordiali saluti
D. G.
Scusate il disturbo ho visto sul vostro sito la lettera di Franco Bernabè dell'ENI che è stata pubblicata in questa pagina (del 24 maggio 1999 Prot. 33 R.R.).
Si fa riferimento ad un allegato presente con la relazione di Moscato. Trattasi d'uno studio su Gazprom effettuato da Dresdner Kleiworth Benson.
Se in vostre mani sarebbe possibile avere una copia di questo studio? (anche postata quì eventualmente).
Grazie e molti cordiali saluti
D. G.
certo ch'è possibile, aspetta che telefono a all'AD dell'ENI e te ne faccio mandare subito na copia ...
A volte ... basta chiedere a Scaroni
bst rgds
basta chiedere
Non molto tempo fa un noto quotidiano economico ha dedicato un articolo allo 007 Altana Pietro (l'agente del Sismi pestato dall'agente di Polizia).
Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti che parla d'un curioso agente “tuttofare” del SISMI (l'ex servizio segreto militare) che spia centri sociali, iraniani, fiscalisti, alta finanza, etc etc.
L'articolo è visionabile al link:
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna
o anche sul sito del Ministero della Difesa Italiano al link:
www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf
Titolo:
“Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.
Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.
I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in Iraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.
Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.
Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale.
Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”.
In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”.
È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”
-------------------------------------------------------------------
<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->
Link correlati:
Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE - Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE "
http://piemonte.indymedia.org/article/3566
“Genova – Spy story al pesto - ecco come Coeclerici Spa spiava ”
http://piemonte.indymedia.org/article/1347
“Mafioso è bello" (parola di COECLERICI) ”
http://piemonte.indymedia.org/article/1700
“ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
“SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano. ”
http://piemonte.indymedia.org/article/5025
=======================================================================
On the financial newspaper Milano Finanza of the 15 august 2009 was published an article by Marco Gregoretti (that you find the following PDF attachment and transcribed) speaking of this SISMI's 007:
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna
The article is also visible on the Press of the Italian Ministry of Defense:
www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf
Title:
"Great intrigue. At the Court of Genoa an archive of relations between politics, finance and intelligence. It turns out that for years the tax consultants were being watched by the Military secret service. With the help of a powerful shipping company. Spy in Genoa".
“It would Pepe Carvalho, the famous and disillusioned private detective invented by the Spanish writer Manuel Vasquez Montalban. Only he, used to unravel plots where regional interests unmentionable of entrepreneurs with your face clean, seasoned with blown of journalists loan to the secret services, resourceful police special units, from PR people always place, mountains of money and perhaps even a bit of terrorism, could understand the true nature of the magic inherent Genoa. It seems, in fact, that at least 15 years in Genoa, chased in a paroxysm of dates, are playing games romance, spy story to read with joy under the umbrella: military intelligence spying accountants and lawyers business, ShipOwners who use their company as if the CIA, corruption of money, complaints, Blog militants-military, exposed to the court and fake bombs. But it's all true. The archives of the Court of Genoa are the envy of those so-called covered of Pio Pompa, powerful contributor of Nicolò Pollari head of SISMI (the old Military Secret Service). The files with sensitive documents, with photographs, films, with phone intercepts and environmental, Hard drives of computers that burn, on the death in Iraq of Fabrizio Quattrocchi, and on the strange story of Dssa, center studies on terrorism accused of being a sort of parallel police linked to SISMI, are in Genoa and are in fact an archive of intrigue all connected. To which one might add what is coming out the de-classified status of pages stored in the oblivion of Genoa.
Allegations to be verified.
A big and prestigious italian shipping company, Coeclerici Spa would function as a central espionage and counterespionage permanently attached to the secret services, but also capable of activating an Reserved information network unfair competition in order to win contracts and international orders. «... In the eighties and early nineties ...» revealed to MF/Milano Finanza «G-71»,agent from the Comsubinwho had already worked abroad for so-called Supersid of Vito Miceli and Francesco La Bruna,«...We used the Coeclerici's vessels as a cover to go for operations in the Guinea's Gulf. I remember a woman who was our reference in the company of Genoa. I do not know if it was the owner or a senior ...». In december 1994 Coeclerici complaint for industrial espionage and illegal wire-tapping a reporter of Turin, resident in Genoa, collaborator of some important studies of italian fiscal consultant, and then in contact with sensitive and confidential information. In fact, it was also a regular SISMI's consultant: delivered informations and sometimes it was even sent on a mission, as when, in 2004, infiltrated with success in some Social Centers to search for connections with Iranian society in the odor of Islamic terrorism. Pietro Altana has 49 years, he professed pacifist to the point of doing 15 months in prison for conscientious objection in Gaeta, paints a militant look with hair with pigtail, and in a document sent to the Court of Genoa even lists the studies of fiscal consultants in the crosshairs of SISMI's controls: some reason, then, because the military secret service should deal with international terrorism, offshore funds, Chinese mafia … The cases are two: or those studies are suspected of threatening international or controls are illegitimate. To infiltrate the archives and newspapers Altana used (and still uses now) different pseudonyms. From recent e Anonymous Remaller to Guglielmo Dabove, name by which it had originally identified the Genoa shipping company. The 1994 complaint against him has turned into a potential boomerang against Coeclerici SpA and its subsidiaries, despite the stalking, searches at home and office made by an enterprising policeman of Digos. Why the August 14, 1998 is the journalist-spy-investigator that delivering to the Bolzaneto's Carabinieri, in Genoa, a complaint against the leaders of Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, the director of Banchero & Costa and three other foreign persons. Altana accuse all of industrial espionage, auction disturbance, unfair competition. Although the Court of Genoa did not act against them the document describes the corrupt and information network that the Genoese company would be able to set up, which appear even people that are known address and the name, Jasim, but not the surname. Or fixer as Berdy, with a catering company in India as cover. The complaint refers to a contract that «...Coeclerici sought for so long: contract called Hadeed Lighterage Project (takes its name from the company Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, issuing the invitation to tender).The optimism is palpable ...».
In fact, there was the secret weapon, lethal weapon against which competitors in the race for that contract, Norwegians of Oslo of the Torvald Klaveness Konsern As, were not enough: society of Genoa was able to get ahead of all the details for Klaveness. A month before the final commercial dicussion in late July, Coeclerici had in his hands the rate offered by Klaveness, submitted in a sealed envelope and sealed precisely one month later, to Hadeed. Here's how to begin the letter fax “Strictly Confidential” of Pino Silvestri, Director of Banchero & Costa, dated 16 june 1998, to Coeclerici Logistics, according to the complaint of Altana: «...I just called Berdy from home. He confirmed that Hadeed called Klaveness June 29 and no June 30. These are the rates that offered Klaveness ...».
It is a bit of a big story, the classical tip of iceberg already reported twice, in the 1995 and in the 1996, by journalist- secret agent. But still not entirely clear developments and roles of people involved. For example, because the reporter-secret agent became executioner financial and now promises new revelations about government agencies? And now that SISMI no more, Altana-Anonymous Remaller is still in service? ".
Altana Pietro & SISMI
Altana Pietro & SISMI
Scusate se salto di palo (mmmmhh) in frasca (arimmmhhh), rimanendo in tema di carbone (inteso come coke) porrei domanda, magari banalotta:
come mai la nota shipping exibhition dedicata al carbon fossile si chiama COALTRANS?
Sarà mica perchè alcuni son convinti che sia frequentata da ricchioni?
Perchè COALTRANS? Son tutti ricchioni?
News from the Indymedia portal at the link:
http://piemonte.indymedia.org/article/6178
“U.S. investigation in Genoa "Violated the embargo on Iran"
Thursday, October 29th, 2009 in Genoa, the financial police searched the offices of an Iranian-Italian company specialized in the import-export: it was the crucial step taken on an international letter rogatory in the United States. The suspicion is that, through a system of "triangulation" of trade between countries, unrelated to any "black list" have been violated restrictions imposed after the UN Security Council resolutions on particular types of industrial supplies to Iran. Not fully understood the terms of engagement with the Iranian company based in Genoa, where, however, were acquired documents to be sent to the USA.
Site Indymedia has discovered that years ago the Italian military secret service spied many Iranian society - all controlled by the Iranian government - with operational base in Genoa (IRASCO, NISCO, IRISA, TEEN TRANSPORT, ASCOTEC, IRITEC, IRAN AIR, etc etc). The site publishes some confidential SISMI's documents where he reveals the names of some secret agents: Altana Pietro and Renato Raso.
IRASCO, NISCO, IRISA, TEEN TRANSPORT, ASCOTEC, IRITEC, IRAN AIR, etc etc
La storia dello strano agente trovato "per caso" - dagli inquirenti - a spiare gli iraniani.
"... La perquisizione nell'abitazione di un "presunto ricettatore" rivelò carte top secret... Pietro Altana 49 anni almeno due mestieri dichiarati (Giornalista ed all'occasione addetto alle pulizie di alcune grandi aziende genovesi) e altrettanti nomi d'arte, è il protagonista, dai contorni ancora indecifrabili, di un'inchiesta della Procura di Genova avviata e chiusa in gran segreto ... un'inchiesta condotta dal PM ANNA CANEPA (oggi anna Procura Nazionale Antimafia) ..." Secolo XIX del 3 novembre 2009
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secoloxix1_1.jpg
Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:
"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"
"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"
Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.
Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italianihanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.
Ciò dimostra solo una cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.
E se vede!
Articolo del Secolo XIX al link:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
(articolo estratto da Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)
SCHEDATI A GENOVA BANCHE E AVVOCATI, SI INFILTRO’ NEI CENTRI SOCIALI PER IL G8
Condannato agente Sisde: <<Spiava violando la legge>>
Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato
Si infiltrò nei centri sociali <<in coincidenza con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto copertura sugli attentati di matrice anarchica alla questura e alle caserme della Polizia a Sturla e dei Carabinieri a Prà e Voltri, a suo dire <<raccogliendo anche campioni di stupefacenti ed esposivo>>. Pietro Altana, 49 anni, era un collaboratore dei servizi segreti del Sisde, oggi rinominato Aisi. <<Cercava documenti top secret, facendo l’addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi e rovistando nei cestini della spazzatura>>. Poi <<una volta o due a settimana>> consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza, e veniva pagato <<in rimborsi spese rigorosamente in nero>>.
E’ un giudice del tribunale di Genova, Enrico Gatti, a raccontare in una sentenza rimasta finora inedita uno dei retroscena più inquetanti e riservati della cronaca giudiziaria del capoluogo ligure degli ultimi anni. Ed è la storia del furto di alcuni cd e della ricettazione di un certo numero di oggetti di elettronica e hi-fi dietro a cui, si è scoperto nel corso d elle udienze a porte chiuse, si celavano le indagini parallele e i alcuni casi <<non autorizzate>> di un vero agente 007. La sentenza che lo rivela ha condannato Pietro Altana, appunto, a due anni di reclusione. La vicenda emerge a pochi giorni dalla perquisizione, scattata su rogatoria dell’autorità giudiziaria Statunitense, degli uffici di una società italo-iraniana, la Irasco, sospettata di aver contribuito a violare l’embargo deciso dall’ONU nei confronti di certe forniture industriali agli impianti di Stato di Tehran. Proprio Altana aveva rivelato, al processo che lo vedeva imputato, di aver avuto l’incarico di spiare le società iraniane. Aziende inserite in un lungo elenco di <<sorvegliati speciali>>, <<su ordine dei servizi>>, con studi tributari, come quello di Victor Uckmar, legali, come lo Studio Bonelli, uno dei più grandi d’Europa, protagonista di alcune delle operazioni più importanti della storia economica italiana degli ultimi anni, come il salvataggio di Alitalia (oltre che per Genova la scissione Amt-Ami), e anche Banche, come la Carige. L’elenco è contenuto nel fascicolo di inchiesta, aperto dal pm, Anna Canepa, poi archiviato perché a giudizio degli investigatori dei carabinieri che vi lavorarono <<non furono trovate carte rilevanti>>. Ufficialmente Altana fu trattato dagli inquirenti come una sorta di millantatore. In realtà, al processo la testimonianza del mascesciallo dei Servizi Segreti che lo aveva <<assoldato>> ha confermato che le investigazioni erano il frutto di un mandato effettivo dell’ex Sisde. Il punto cruciale è stato quello riguardante i reati contestati ad Altana compiuti, secondo la sua difesa, per <<la ragion di Stato>>. Quando fu arrestato e trovato in possesso di oggetti di provenienza furtiva l’agente segreto si era difeso sostenendo che erano prove raccolte nel corso di indagini pronte per essere consegnate al suo contatto nei servizi. Il giudice Gatti ha sentenziato che per poter essere <<esentato dalla pena in caso di violazione della legge per un fine legittimo (come è la sicurezza nazionale)>> sono necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna essere <<organici>> ai Servizi Segreti ed aver eseguito <<un ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana a processo è risultato essere ufficialmente come <<un semplice informatore>> e il suo referente del Sisde ha negato di aver impartito ordini fuorilegge. Il sospetto è che Altana Pietro fosse stato assoldato per indagare ai limiti della legalità e occasionalmente anche oltre e che, dopo essere stato colto in fallo dai carabinieri, sia stato sostanzialmente scaricato. Ma su questo nemmeno il giudice, evidentemente, se lè sentita di proferir parola”.
GRAZIANO CETARA cetara@ilsecoloxix.it
IL RETROSCENA
“AFFARI LIGURIA-IRAN L
E CARTE AGLI USA”
“La figura di Pietro Altana, il collaboratore dei servizi segreti le cui attività all’ombra della Lanterna sono oggi svelate dai giudici e non solo dai “boatos” via internet, è indirettamente legata a una delle indagini più delicate aperte di recente nel capoluogo ligure. Si tratta degli accertamenti disposti dalla procura federale della Callifornia, con rogatoria internazionale, sulla società genovese Irasco, specializzata nell’import-export con l’Iran. Secondo gli Stati Uniti Irasco sarebbe stata il ‘tramite’ , fra il 2004 ed il 2007, di una serie di esportazioni (materiali industriali e materie prime) non autorizzate dagli USA verso la repubblica degli Ayatollah. Le autorità statunitensi, attraverso il Ministero degli Esteri, hanno perciò chiesto all’Italia di acquisire una serie di documentazioni nella sede dell’azienda, all’interno del Matitone, e giovedì scorso è scattata una perquisizione della Guardia di Finanza. Irasco ha repllicato nei giorni scorsi di avere documenti in regola e soprattutto di sentirsi vittima di <<pressioni politiche>> sull’asse America-Golfo Persico. Ed è su questo fronte che si inserisce Altana, come descritto nell’articolo a fianco. Indagando sulla sua attività di spionaggio per conto del Sismi, la Procura genovese scoprì che controllava di nascosto pure Irasco.
MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it
Articoli pdf "Secolo XiX Altana Pietro" al link:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/articolo_stampa_altana_pietro.pdf
Altana Pietro spiava violando la legge