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aaaNOTAV: ENNESIMA CAROGNATA DEL PENNIVENDOLO NUMA provincia di torino |
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Mon November 21, 2011 17:44
![]() In una conferenza stampa il movimento No Tav ha denunciato un fatto gravissimo, che chiama in causa il comportamento di un infame pennivendolo de La Stampa (massimo numa) e del suo direttore, Mario Calabresi, incapace di assumersi le evidenti responsabilità che scaturiscono da uno scandalo del genere.
Riassumendo, secondo quanto riferito e documentato dai No Tav, il pennivendlo merdoso (numa) avrebbe spedito una serie di mail ad Alessandro Lupi, noto per essere stato colpito da un lacrimogeno in pieno volto. Mail nelle quali firmandosi Alessio e fingendosi un entusiasta No Tav, sgrammaticato e grezzo, scriveva ad Alessandro di essere stato presente all’incidente e di aver visto che Alessandro non era stato colpito, ma era caduto da solo. Comunicazioni alle quali Alessandro ha risposto tra l’incredulo e il perplesso, ma in seguito il pennivendolo Numa ha esibito pubblicamente questa corrispondenza per sostenere che anche “nel movimento” si diceva che Alessandro non era stato colpito dalla polizia. E ad Alessandro qualche sospetto è venuto. Infine il colpo di scena, “Alessio” si dev’essere distratto, perché una mail di Alessio è partita dall’account del pennivendolo Numa @lastampa.it e finita nella posta di Alessandro. Tutte le mail di Alessio, che caso, risultano partite dal server de La Stampa. Da questi fatti pare che il merdoso venduto Numa si sia particolarmente impegnato per smentire il povero Alessandro e diffamare il movimento No Tav, costruendo un carteggio da utilizzare a questo scopo. Purtroppo per lui, il coglione Numa non pare l’hacker capace di penetrare il computer di Alessio e Alessandro, ma uno che non si rende conto che una mail spedita dal suo posto di lavoro è facilmente tracciabile, anche se spedita dall’account di un Alessio inventato a caso. Una cosuccia che ai No Tav, che pure hanno già denunciato falsificazioni e manipolazioni da parte de La Stampa ( http://www.notav.eu/article-print-5706.html ), non è piaciuta. Ne hanno chiesto conto al giornale (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=XR_cFAv7wx4), ma il giornale tace, il direttore tace. e il pennivendolo tace anche lui da infame merda come solo sa essere ed è. È evidente a chiunque che in un caso del genere un giornale serio si comporta in maniera diversa, sia o meno dalla parte del torto. Le accuse sono gravi e le ferite all’etica evidenti e in un caso del genere tacere sperando che la cosa giunga alle orecchie del minor numero di persone è un’offesa che s’aggiunge a offesa. Offesa prima di tutto ai propri lettori, perché i No Tav possono difendere le loro ragioni, mentre i lettori de La Stampa sono del tutto indifesi e non sapranno mai nulla della vicenda. Nel giornale diretto da Mario Calabresi, dicono i No Tav, c’è chi invece di fare il giornalista opera da agente provocatore, poco importa dei suoi motivi o dei suoi ispiratori, così non si fa. ---------------------------------------------------------------
Una cellula ‘deviata’ di giornalisti de La Stampa conduce provocazioni informatiche? Il quotidiano torinese nel mirino dei No Tav. Una conferenza stampa del movimento No Tav, disertata dai giornalisti delle maggiori testate torinesi, ha ieri denunciato l’attività di ignoti che utilizzano sotto pseudonimo alcuni IP de La Stampa per introdurre notizie false in rete ed indurre gli interlocutori a fare dichiarazioni avventate (segnalate probabilmente subito alla polizia) a proprio discapito. Come spesso succede i fatti emergono per coincidenze o casualità. Quelli che mettono La Stampa in difficoltà hanno inizio il 24 Luglio scorso quando A.L., un reporter che sta filmando gli interventi della polizia contro i No Tav presso la centrale elettrica dell’Avanà, viene centrato in pieno volto da un proiettile lacrimogeno sparato da breve distanza. A.L. riporta 15 fratture a denti e mandibola e deve sottoporsi a interventi multipli; se non avesse indossato la maschera antigas, che ha parzialmente attutito e deviato il proiettile metallico, sarebbe probabilmente morto. Recuperato lo shock del primo ricovero e tornato in grado di scrivere mette una cronaca del suo incidente in rete su un circuito aperto frequentato da molti No Tav e anticipa una sua denuncia alla Questura. Tra i tanti messaggi di solidarietà, riceve a più riprese un messaggio firmato Alessio che, fingendosi in confidenza con persone citate con familiarità, tenta di fargli dire che si è ferito da solo cadendo, il tutto con linguaggio roboantemente antagonista (‘…questo Stato che fa schifo…la ‘bottiglia’ del 23 Giugno…ci stavano gasando come topi senza rispetto per nessuno,neanche per i bimbi…). Lupi stupito dall’insistenza nel volergli far dare una versione diversa conferma a più riprese di essere stato colpito da un lacrimogeno. Nello stesso periodo, una delegazione No Tav, all’insaputa di questi scambi di mail, chiede un incontro alla redazione de La Stampa per discutere l’atteggiamento dei giornalisti nei confronti dei fatti della Val Susa. L’incontro è pacato finchè non interviene Massimo Numa, il cronista che descrive sempre in termini terroristici ed estremi gli accadimenti in Valle corredandoli esclusivamente delle versioni della Questura, contesta veemente alcuni dati tra cui le cause del ferimento di A.L. che lui ritiene conseguente a una caduta e difende l’operato della polizia. L’incontro si fa vivace e finisce lì. Il tempo di venire al corrente della strana coincidenza ed ecco l’errore: forse pressato dalle numerose versioni conformi a quella di Lupi, arriva un messaggio non firmato ma in cui lo scrivente riprende il discorso ed il frasario di ‘Alessio’ che ‘stupito delle reazioni’ chiede scusa pur ribadendo la sua versione. Peccato che questo messaggio provenga direttamente dall’indirizzo di Numa alla Stampa. Una svista che rivela l’inganno. I No Tav indagano per via telematica e scoprono che i messaggi di Alessio provengono da almeno un IP de La Stampa. Chiedono un incontro al Direttore Calabresi, richiesta che viene ignorata. A questo punto parte una querela contro ‘Alessio’ e si convoca la conferenza stampa. Sarà l’Escopost a confermare la provenienza dei messaggi e probabilmente l’Ordine dei Giornalisti ad essere informato con un esposto. A questo punto sta al Direttore, se vorrà evitare una campagna di discredito su di lui e sul giornale, fare chiarezza sull’uso improprio dei mezzi del giornale per intraprendere iniziative di provocazione informatica al di fuori dei compiti del giornalista e sull’esistenza in redazione di una cellula ‘deviata’ che si dà come compito quello di coinvolgersi direttamente nelle vicende valsusine per facilitare e/o indirizzare l’intervento poliziesco. Nel caso di A.L. per strappare una ‘confessione’ che annullasse la querela alla Questura. In questa luce si potranno forse interpretare altri fatti con Numa protagonista come la forzatura a velocità pericolosa del presidio della Maddalena (insieme ad un collega) apertamente in cerca dell’incidente con i No Tav presenti (tutto filmato) del giugno scorso o come altre ‘intrusioni’ informatiche volte a screditare singoli attivisti. Non è comunque un mistero che il soggetto pratichi un giornalismo a senso unico, sovente paradossalmente intimidatorio, sempre a senso unico, più proprio di un politico (tipo un Ghiglia o un Esposito) che di un cronista corretto. Del resto mai è stato visto, come altri suoi colleghi di testate pur favorevoli all’Alta Velocità, colloquiare con i manifestanti; sempre invece riparato dai Carabinieri o nascosto dietro i suoi adorati celerini ‘in assetto antisommossa’. Da questa vicenda, se confermata nei suoi aspetti deteriori, l’informazione pro tav ne uscirebbe senz’altro indebolita ma, una volta fatta pulizia, potrebbe tornare ad essere pura e semplice informazione e La Stampa sempre un giornale della lobby industriale ma onesto. Sarebbe comunque un passo avanti.
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Comments (1 of 1)
Jump To Comment: 1numa vabbè ormai lo conosciamo e sappiamo che indegna persona è ma calabresi onestamente mi scade di brutto mi fanno davvero pena entrambi (e ve lo dice uno che legge la stampa tutti i giorni)