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Torino: De Benoist, la “Nuova” Destra alla Libreria Comunardi
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mercoled 12 marzo, 2008 23:21 by Federazione Anarchica Torinese - FAI fat at inrete dot it corso Palermo 46 - giov. ore 21 338 6594361
Venerdì 14 marzo, alla libreria Comunardi di via Bogino a Torino, Costanzo Preve, che alcuni anni fa si autodefiniva “filosofo marxista” oggi spostatosi verso la Nuova Destra, al punto da intrattenere una regolare collaborazione con Diorama Letterario , presenta la sua ultima fatica, un testo dedicato al guru della Nuova Destra, Alain De Benoist, il teorico del razzismo differenzialista.
De Benoist sarà presente alla serata organizzata nella libreria diretta da oltre un trentennio da Paolo Barsi. Nella locandina di presentazione gli organizzatori ringraziano la Libreria per l’ospitalità.
Sia Preve che De Benoist si proclamano oltre la destra e la sinistra, rinverdendo, l’uno da “sinistra”, l’altro da destra il mito tanto caro a tanti neofascisti di ieri e di oggi.
Un mito rossobruno duro a morire e che vede rinverdire i suoi fasti proprio tramite un lavoro di “infiltrazione” il cui successo è testimoniato da personaggi che hanno ormai mutato di campo come Preve e che oggi si pongono come ponte tra stalinisti e fascisti. (tutti, come è ovvio, rigorosamente “post”)
Il testo di Preve “Il paradosso De Benoist” è editato da Settimo Sigillo, ben nota casa editrice fascista.
Per chi volesse approfondire suggeriamo di visitare il sito delle edizioni Settimo Sigillo (da notare i numerosi testi dedicati a Mussolini, al cattolicesimo tradizionalista, ai gruppi rock neonazi, per non dire di testi come “Italia fascista in piedi!”). L’indirizzo è: http://sales.libreriaeuropa.it/default.asp
Vediamo un po’ di fare una breve genealogia della Nouvelle Droite francese ed della corrispettiva Nuova Destra italiana per capire chi sia De Benoist ed i suoi seguaci italiani.
In merito ci rifacciamo al recente testo di Pietro Stara uscito per le edizioni Zero in Condotta di Milano “La Comunità escludente - La Nuova Destra tra piccole patrie e Europa nazione” e ad alcuni articoli dello stesso Stara sul settimanale anarchico Umanità Nova.
Nel suo articolo - Differenzialismo razzista. La “nuova destra” di Alain de Benoist - comparso su Umanità Nova numero 31 dell’ottobre del 2006 Stara così descrive la Nouvelle Droite: “fenomeno politico-culturale, nato nel 1968, intorno all’organizzazione GRECE (Groupement de Recherches et d’Études pour la Civilisation Européenne) e il cui leader, nonché teorico indiscusso, è Alain de Benoist. Il termine “Nuova destra” fu fatto proprio dal gruppo a seguito dell’attribuzione che diede loro il giornalista di “Le Monde”, Thierry Pfister, all’interno di un articolo pubblicato il 22 giugno 1979.
La famiglia della Nuova Destra è composta oltre che dal GRECE e le sue pubblicazioni, “Élements”, “Nouvelle école” e “Krisis”, dai fiamminghi della rivista “Tekos”, dagli italiani legati a Marco Tarchi ed alle riviste “Trasgressioni” e “Diorama Letterario”, alle case editrici “La Roccia di Erec”, che pubblica le riviste citate precedentemente, ad Arianna editrice, che edita tra gli altri De Benoist, Preve etc, a “Il Cerchio Iniziative editoriali” spostato più sul versante storico e cattolico tradizionalista (tra gli autori contempla ad esempio Franco Cardini), dalla rivista argentina “Disenso” del peronista di sinistra Alberto Buela.”
Prosegue Stara: “Il GRECE viene fondato nel 1968 da militanti provenienti da diverse organizzazioni dell’estrema destra, in particolare dal FEN (Federazione degli studenti nazionalisti costituitasi nel 1960) che pubblica i “Cahiers universitaires”, dal mensile “Europe-Action” e dall’insuccesso elettorale del REL (Rassemblement européen de la liberté) alle legislative del 1967, coalizione promossa dal movimento razzista, xenofobo ed anti-comunista denominato MNP (Movimento nazionalista del progresso). L’ideologia che fa da elemento costitutivo al GRECE poggia sostanzialmente su di un neo-nazionalismo europeo fondato su basi razziali – differenzialiste: “La Nazione determina talvolta un’etnia, ma non si confonde obbligatoriamente da essa. Essa è un dipartimento della razza. L’etnia è un’unità razziale di cultura.” Questo è per de Benoist ed i suoi seguaci il presupposto per una politica planetaria di sviluppo razziale separato: “Organizzare, con i differenti gruppi razziali del mondo, una politica di coesistenza pacifica e liberale che permetta a ciascuno di esprimere (…) le sue attitudini e i suoi doni. Sopprimere, in proporzione, ogni contatto mirante alla fusione, all’inversione o allo sconvolgimento dei dati etnici, o alla coabitazione forzata di comunità differenti.” Vedremo poi come, in modo variato, alcune di queste tematiche si ritrovino oggi nelle teorie neo-comunitarie e delle piccole patrie (Alain de Benoist è uno dei firmatari del manifesto di Massimo Fini – Movimento Zero. Manifesto dell’antimodernità )
La prima rottura esplicita con il nazionalismo tradizionale francese di Barrès o di Maurras, come abbiamo visto, avviene sulla questione del nazionalismo europeo; la seconda invece, si consuma sulla questione della metapolitica, o come detto da loro stessi, dalla lettura di Gramsci a destra. Gramsci viene letto dal GRECE come teorico del “potere culturale”: sta appunto alla destra organizzare questa controffensiva culturale conquistando ambienti politici, mediatici, universitari etc.: “L’economicismo liberale comincia allora ad essere fermamente denunciato quanto l’economicismo marxista, e l’‘americanismo’, forma moderna dominante dell’egualitarismo e del cosmopolitismo ‘giudeo-cristiano’, diventa la figura del nemico principale”
La prospettiva antiegualitaria radicale del movimento politico GRECE si risolve, naturalmente, in una prospettiva differenzialista altrettanto radicale, la quale nega, in maniera intelligente, la superiorità razziale richiamata dalle dottrine suprematiste fasciste o naziste, ma nega in maniera altrettanto potente la possibilità della costruzione di un meticciato che possa inficiare l’organicità presunta, naturalmente, con la quale si sono costruiti nei millenni popoli, etnie etc. In subordine a ciò, la supremazia di potenza viene relegata ad uno sviluppo storico in cui le disuguaglianze trovano a confrontarsi ed a scontrarsi in rapporti di forza per così dire “naturali”. Il presupposto teorico di tutto questo è negare innanzitutto come intere civiltà si siano costruite sicuramente attraverso lo scontro militare, ma anche attraverso lo scambio e la contaminazione, pure fisica, di meticciato, tra intere popolazioni, a loro volta prodotto di scambi avvenuti secoli prima. Il secondo presupposto è quello di ritenere la formazione sociale, politica e culturale di intere popolazioni come prodotto di rapporti forza esplicitati in natura, come se il corrispondente organico della società, a-conflittuale in questa ottica, fosse l’organicità del corpo umano. La società è specchio e riproduzione del corpo (spirito, fisicità, intelligenza etc); la teoria razziale torna prepotentemente da dove si pensava di averla fatta uscire: se il corpo è sano, forte, intelligente… allora la società, unione omogenea di interessi che in essa, come nella famiglia trovano la sua ricomposizione è sana, forte, intelligente e quindi predominante sul proprio territorio, ma anche su quello degli altri, inferiori (diversi direbbero loro) per “natura”.
Il terzo congetturato è che le teorie egualitarie siano per forza di cosa appiattenti, omologanti ed omogeneizzanti perché si fanno forza su dei presupposti “naturali” sugli esseri umani che partono dall’idea dell’unicità della razza umana, al di là delle differenze insite in processi di diversificazione biologica, le quali non alterano il carattere di eguaglianza tra le persone (un cuore,un cervello, due occhi etc.). Le teorie egualitarie, dalle moderate a quelle estreme (comunismo ed anarchismo), assumono al proprio interno che il prodotto della differenziazione sociale sia in senso economico che in senso culturale e politico sia passato a e passi attraverso processi storici contestuali (geografici, climatici, risorse, numero di abitanti e facilità di contatti….) nei quali un ruolo significativo ha assunto il fenomeno dello sfruttamento, fenomeno che in chiave moderna si può ascrivere alla lotta di classe. I ragionamenti sulle differenze, passano, per gli egualitari dal principio che comunque si debba fare riferimento alla singolarità dell’essere umano ed alla varianza dei prodotti storici, che per le destre assumono invece una forma di a-temporalità, questa sì univoca, insita nella tradizione, o meglio nella Tradizione.”
Chi volesse leggere la versione integrale dell’articolo la trova:
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2006/un31/a....html
Per approfondimenti sulla nuova destra consigliamo anche questi articoli:
“Nuova Destra. Identità e Comunità” è stato pubblicato su UN n. 35 del 2006
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2006/un35/a....html
“Contro l’uguaglianza. Nuova Destra e religione” è stato pubblicato su UN n. 40 del 2006
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2006/un40/a....html
La Nuova Destra e l’Europa. Tra piccole patrie e impero uscito su UN n. 41 del 2006
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2006/un41/a....html
Il razzismo differenzialista di De Benoist, il suo antiamericanismo in nome dell’Europa nazione trovano in certe aree staliniste una discreta audience. La tentazione di indossare la camicia rossobruna, che ha visto in prima fila il Campo Antimperialista, sta trovando sempre nuovi adepti.
Per noi che siamo inguaribilmente antifascisti ed antirazzisti ci sono pochi dubbi: nessuno spazio per i fascisti vecchi e nuovi, nessuno spazio per chi in nome della Tradizione, sogna un’Europa etnicamente “pura” riecheggiando con altre parole teorie che si sono realizzate nel sangue, nei lager, nell’eliminazione di oppositori politici, ebrei, zingari…
Combattiamo il fascismo e chi ci collabora!
Boicottiamo Comunardi!
Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – Torino
La sede è aperta ogni giovedì dalle 21 in poi
338 6594361
fat@inrete.it
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2. A suo parere è giusto connotare il periodo storico che viviamo come globalizazzione, o sarebbe più corretto parlare di americanizzazione del mondo?
3. Recentemente la crisi dei subprime negli Stati Uniti ha causato un effetto a catena e le principali banche del mondo hanno registrato crolli vertiginosi. Quali cambiamenti geopolitici possono delinearsi con questa crisi?
4. Lei è critico dell’occidentalismo e di ogni forma d'universalismo, mentre sostiene il politeismo relativistico, al contrario di filosofi come Preve, che sostengono una forma d'universalismo democratico. Potrebbe meglio spiegare le sue posizioni?
5. È attualizzabile oggi in Europa una forma di democrazia diretta simile alla proposta degli anarchici di fine ottocento?
6. Praticamente ogni partito politico europeo sostiene il sionismo, o in qualunque caso il diritto d’Israele ad esistere benché sia uno stato fondato su basi etnico-religiose. Come può essere spiegata dal suo punto di vista l’adesione di massa al sionismo in Europa e nell’occidente in generale?
7. Quale è la sua opinione sul pensiero di Karl Marx, e sul neomarxismo di Lukacs, di Bloch o di Althusser?
8. Lei è un sostenitore della decrescita e sostiene che ciò non significa ritornare al passato quanto pensare ad sistema economico che si equilibri con la natura. Tuttavia alcuni pensatori, tra i quali Professor La Grassa, sostengono che se l'Italia o l'Europa intraprendessero la decrescita sarebbero schiacciate militarmente degli USA ed economicamente della Cina. È possibile secondo lei conciliare geopolitica e decrescita?
9. Qual è la sua opinione sul razzismo e la xenofobia?
1)Tutto dipende ovviamente dal modo in cui si definisce la democrazia. I regimi di oggi nella maggior parte dei paesi occidentali sono democrazie parlamentari e liberali, cioè sistemi rappresentativi. Ma, sotto diversi aspetti, c'è una contraddizione di fondo tra la democrazia, il cui principio è l'uguaglianza politica dei cittadini, ed il liberalismo, che privilegia la libertà individuale e tende a mettere la sfera privata al di sopra dello spazio pubblico. La democrazia non è soltanto il regime politico dove la legittimità si basa sulla sovranità del popolo, è anche il regime che in maniera presuntiva dovrebbe mettere il popolo al potere, o almeno permettere al più grande numero dei suoi membri di partecipare agli affari pubblici. In tutta evidenza, non è il caso oggi, poiché vediamo un po' ovunque scavarsi un fossato tra il popolo e la nuova classe politico-mediatica. Carl Schmitt, fedele su questo punto all'opinione di Jean-Jacques Rousseau, riteneva che una democrazia è in egual misura meno democratica di quanto attribuisce importanza alla rappresentanza. In una democrazia rappresentativa, il popolo si disfa infatti della sua sovranità a profitto dei rappresentanti. Una vera democrazia è necessariamente una democrazia, non (soltanto) rappresentativa, ma partecipativa. Più che delle democrazie, i regimi politici occidentali attuali mi sembrano essere oligarchie finanziarie, sostenute da procedure gestionali e di “espertocrazie”.
2) La globalizzazione, prima di tutto, va a vantaggio necessariamente delle potenze dominanti. Americanizzazione e globalizzazione non sono sinonimi, ma vanno oggi insieme: coloro che contestano la globalizzazione pur restando muti sull'americanizzazione farebbero meglio a tacere. Gli Stati Uniti sono oggi la principale base d’ancoraggio del sistema capitalista mondiale, sistema la cui portata va molto al di là della sola sfera economica, nella misura in cui la sua instaurazione su scala mondiale comporta un vero mutamento antropologico (la riduzione di qualsiasi valore al valore mercantile e l'impoverimento dell'immaginario simbolico che ne risulta). La globalizzazione, può definirsi come la trasformazione del pianeta in un mercato gigantesco. È ciò che ho chiamato il regno della forma-Capitale. Gli Stati Uniti sono loro stessi oggetto della forma-Capitale, ma ne sono anche il principale vettore ed i principali beneficiari. Non è dunque possibile denunciare la globalizzazione senza denunciare anche l’imperialismo americano.
3) È ancora molto difficile sapere quali saranno le conseguenze della crisi di "subprimes". Si vede bene tuttavia che nell'epoca della globalizzazione, che è anche quella dell’autonomizzazione e della istantaneità dei trasferimenti finanziari, ogni crisi economica locale tende a propagarsi da un capo all'altro del mondo. Il capitalismo è conosciuto per la sua capacità di trionfare sulle sue crisi, ed anche di nutrirsi di esse. Non credo che questa capacità sia infinita. Il divorzio crescente dell'economia produttiva e dell'economia speculativa immateriale, la fuga in avanti del sistema del credito, l'approfondimento delle diseguaglianze economiche (tanto tra paesi che all'interno di ogni paese), l'incertezza sul futuro, tutto ciò fa sì che il sistema finanziario di oggi sia oggetto di una navigazione vista. La mia sensazione è che il sistema del denaro perirà con il denaro.
4) Non credo che le mie posizioni a tale riguardo differiscano da quelle di Costanzo Preve. Non faccio l'errore, in particolare, di confondere l’universale con l’universalismo. L’universalismo politico mi sembra discutibile, poiché si basa sull'idea implicita che ciò che vale in un posto deve così necessariamente valere ovunque, senza considerazione dei contesti particolari. Occorrerebbe discutere nel dettaglio, ma ciò mi sembra essere un errore. L'universale non è per me l'opposto della singolarità. È al contrario a partire da una singolarità portata ad un certo grado d'eccellenza o d'intensità che si può raggiungere l'universale. Si potrebbe dire, ad esempio, che Dante è tanto più universale in quanto è prima di tutto italiano. Non dimentico neppure che la nozione d'umanità non è una nozione politica, e che inoltre nessuno appartiene all'umanità in modo immediato: apparteniamo all'umanità in maniera mediata, cioè con la mediazione di una cultura particolare. Le varie forme di universalismo politico mi sembrano essere semplici trasposizioni profane di credenze metafisiche o religiose.
5) La democrazia diretta (o la democrazia partecipativa) mi sembra oggi completamente applicabile, a condizione non di cadere nell’angelico o aspettarci più di quello che ci può dare. Occorre qui concepire la globalizzazione come una dialettica: da un lato, omogeneizza ed unifica, dell'altro suscita, per reazione, frammentazioni nuove. L'epoca postmoderna è d'altra parte quella del deterioramento dello stato nazione e delle grandi istituzioni sospese ed astratte che avevano trionfato nell'epoca della modernità. Viviamo oggi in un mondo in cui le Comunità e le reti conoscono una rinnovata importanza. Lo sviluppo delle attività associative, l'emergenza lenta di un'economica più interdipendente, ridà un posto essenziale a tutto ciò che dipende dal localismo. È nelle piccole unità o Comunità locali che è più facile mettere in opera delle pratiche di democrazia diretta, cosa che permette allo stesso tempo di rimediare allo scollamento sociale ed alla scomparsa delle solidarietà organiche.
6) Le persecuzioni antisemite intraprese dalla Germania nazista hanno conferito al popolo ebreo un credito morale evidente. Il problema è che questo credito non può essere illimitato. Il conformismo, il peso dei gruppi di pressione, conducono molti ad approvare per principio tutto ciò che fa lo Stato d’Israele. I difensori di quest'ultimo non esitano, per parte loro, a tentare di intimidire i loro avversari presentando ogni forma di antisionismo o tutte le critiche allo Stato di Israele come "antisemite", cosa che è ovviamente assurda. Per quanto riguarda il sionismo come tale, sono personalmente agnostico. Riconosco volentieri al popolo ebreo il diritto di costituirsi in Stato. Il problema comincia soltanto quando questo Stato si stabilisce in un posto già occupato da altri. Occorrerebbe anche chiedersi se uno Stato "etnico" è ancora concepibile nel mondo attuale. Aggiungo che secondo me, non è esagerato parlare di fallimento del progetto sionista, nella misura in cui quest'ultimo si prefiggeva come primo obiettivo di raccogliere gli ebrei in un luogo in cui sarebbero infine stati al sicuro, mentre è evidente che proprio in Israele sono oggi in stato d'insicurezza. Quanto al conflitto Israeliano-palestinese, non vedo per il momento alcuna possibilità ragionevole di soluzione.
7) Marx non è stato soltanto uno dei primi ad esporre in modo convincente come il capitalismo organizza l'espropriazione dei produttori sul quale si fonda, è stato soprattutto colui che, in modo veramente brillante, ha capito che il sistema capitalista è un sistema antropologico più ancora che un sistema puramente economico. Le pagine insuperabili che ha dedicato al "feticismo della merce", dalle quali Georg Lukács ha potuto formulare nel 1923 il concetto di "reificazione" (Verdinglichung), illustrano perfettamente il modo in cui l'appropriazione della Terra con il capitale introduce una vera "cosificazione" delle relazioni sociali, dove l'uomo stesso non è soltanto sottoposto alla merce, ma si trasforma in merce. Questo dispositivo di aggiustamento enorme ricorda ciò che Heidegger ha scritto a proposito della Gestell, come sistema di fuga in avanti nell'illimitato. Accanto a ciò, Marx tende a sopra valorizzare la sola economia, cosa che porta ad attendere l’avvento di un'altra forma d'organizzazione economica, anziché mettere in dubbio l'economia stessa come valore (è un punto sul quale, attraverso Ricardo, resta dipendente della scuola classica). Egli vuole anche liberare il lavoro, dove sarebbe stato necessario prevedere di liberarsi dal lavoro stesso. Sviluppa una filosofia lineare della storia che è soltanto una trasposizione profana dello storicismo cristiano. Sottolinea giustamente la realtà delle lotte di classe, ma ha il torto di fare di esse il solo motore della storia umana. Ha molto ben capito che la borghesia, detentrice del capitale - ed alla quale riconosce di avere liquidato il sistema feudale perché vi vede in ciò un presupposto indispensabile per l’avvento di una società senza classi -, trova nell'accumulazione di questo capitale la fonte del suo potere e che le forze produttive si sviluppano nella scia della sua sovranità di classe. Ma ha avuto torto nel caratterizzare la borghesia soltanto come la classe detentrice dei mezzi di produzione, senza vedere che era anche e soprattutto portatrice di valori nuovi. Quanto a Lukács, Bloch ed Althusser, essi sono ovviamente fra i suoi interpreti più importanti.
8) La potenza non passa soltanto per la crescita. Se, per non essere schiacciati militarmente dagli Stati Uniti o economicamente dalla Cina, occorre impegnarsi in una corsa senza fine verso sempre più armamenti e sempre più crescita, non penso che saremo mai vincenti. Vivremo soltanto in un mondo che diventerà ancora più intollerabile. La teoria della decrescita si fonda sulla presa in considerazione della nozione dei limiti, ed in particolare su questa constatazione che non si può avere una crescita materiale infinita in un mondo finito. Di fronte al capitalismo, l'obiettivo non è di ottenere migliori risultati rispetto ai concorrenti restando nello stesso sistema, ma al contrario di uscire da questo sistema. Piuttosto che rientrare nella rivalità mimetica, sono dunque favorevole ad una strategia di rottura. Essere "più forte" degli Stati Uniti, deve significare in primo luogo: essere capaci di opporre loro un altro modello di società e di civilizzazione.
9) Ho pubblicato numerosi scritti contro il razzismo e contro la xenofobia. Detto ciò, esprimere sul razzismo un giudizio morale non mi interessa. Trovo più proficuo smontare i preconcetti e farne apparire gli errori intellettuali o teorici. Il razzismo è una forma di alter-fobia, cioè di rifiuto di ammettere, non soltanto l'altro, ma la nozione anche di diversità. Ci sono secondo me due forme di razzismo, molto diverse ma convergenti. La prima è quella del razzismo classico, brutale e discriminatorio, che mira a dividere, a predominare, o sradicare gli altri per la sola ragione che sono diversi. La seconda, più sottile, consiste nel non ammettere l’Altro fino a che non sia stato riportato allo “Stesso”. Dire che "gli uomini sono tutti gli stessi", che ci sono "soltanto uomini come gli altri", può sembrare generoso. È effettivamente soltanto un modo di mostrare che si è incapaci di comprendere e riconoscere la diversità. Il punto comune di questi due razzismi è l'allergia alla differenza.
...ma andate a ciapà i ratt!
...quindi niente più umanità nova da comunardi?
Oddio e ora come faccio a sopravvivere?
Il razzismo differenzialista di De Benoist, il suo antiamericanismo in nome dell’Europa nazione trovano in certe aree staliniste una discreta audience. La tentazione di indossare la camicia rossobruna, che ha visto in prima fila il Campo Antimperialista, sta trovando sempre nuovi adepti.
Non è che forse sono idee più interessanti delle vostre 4 stronzate da vecchi esauriti?
E fateli i nomi di queste aree staliniste a Torino e firmatele FAI.
Che poi si ride.
potrebbe essere una buona occasione per ascoltare un pensiero eccentrico ed anticonformista. Non è necessario essere daccordo e se non lo si è caso mai argomentarlo male non fa. Certo che l'immagine di assalto alla Fortezza parlando della libreria Comunardi evoca biberon, ciucciotti e pannolini. Meglio cercare di sforzarsi di usare il cervello, esercizio faticoso e desueto, alla lunga funziona. Un caro saluto. gy
Eccentrico, non conformista, meglio ancora non conforme, come le occupazione dei fasci a Roma.
Come quello sopra che dice di leggersi l'intervista sui temi del razzismo... Il razzismo differenzialista lo sanno tutti che non è apertamente becero. Ama le differenze De Benoist. E come no se le ama. Purché se ne stiano a casa loro i negri possono pure campare, ognuno con la Sua Tradizione.
Io la chiamo merda fascista. Meglio ancora: merda leghista perchè non a caso De Benoist e tutta la Nouvelle Droite è l'idolo dei giovani leghisti.
Yenkee go home!
fascisti e stalinisti nelle fogne!
Stalinisti nelle fogne, fascisti nelle fogne!
L'esercito della stagnola si è messo in marcia!
Torna alla chetamina e non rompere la minchia che lo stalin in testa la apre.
Ci vuole un bel coraggio per presentare la Nuova destra come anticonformista!
Non c'è niente di più allineato a tutta la vecchia merda: a partire dal culto delle radici e delle etnie fino al ritornello "né di destra né di sinistra".
E poi la scivolata necessaria dei supporter: cominciano a fare da scudo alla Comunardi; poi giustificano Preve e finiscono con l'elogio della nuova destra. Che sorpresa, chi l'avrebbe mai immaginato, no?
meno male che esistete solo su indymedia.
Grazie a Dio il mondo non ha bisogno di voi e ve lo dimostra ogni giorno.
Chi non vorresti mai incontrare mentre stai scegliendo un libro nella tua libreria abituale?
Due fascisti, ad esempio!
Ed invece, venerdì prossimo 14 marzo alle 21, alla Libreria Comunardi in via Bogino 2, rischi di fare brutti incontri: nei locali della libreria (in cui molti e molte di noi acquistano libri, seguono o propongono pubblicazioni e presentazioni) verrà presentato il saggio di Costanzo Preve "Il paradosso De Benoist" , edito lo scorso anno per le "edizioni del Settimo Sigillo" di Roma, con la presenza dell’autore e di De Benoist.
Costanzo Preve a Torino lo conosciamo: i suoi trascorsi da intellettuale marxista possono rendere difficile il riconoscimento nella sua nuova veste, ma alcune sue affermazioni non lasciano dubbi su dove lo stia conducendo il cosiddetto “comunitarismo” che ha abbracciato:
“dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento, infatti sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere. Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel
fascismo” ("Comunitarismo" , dic. 2003, pp. 12-20)
De Benoist invece è esponente della “nuova destra”, affermatasi tra la fine degli anni 70 e 80, prima in Francia e poi in Italia, col progetto di rompere l'immobilismo dei partiti e delle formazioni eredi del passato nazi-fascismo europeo. Questo progetto, promosso principalmente da Alain de Benoist in Francia e da Marco Tarchi in Italia, ha dimostrato fin dall'inizio l’intenzione di recuperare l'esperienza della rivoluzione conservatrice tedesca che negli anni 30 era stata incubatrice dell’ideologia nazional-socialista , valorizzando nello stesso tempo alcuni aspetti "antisistema" dei movimenti contestatari di sinistra sviluppatisi attorno al '68, tanto da prefigurare un superamento della contrapposizione destra-sinistra in nome della comunità di popolo (per approfondire, Pietro Stara, La comunità escludente la Nuova Destra tra piccole patrie ed Europa nazione, Zero in Condotta, 2007).
Oggi, quella nuova destra formalmente non esiste più in Italia, non così in Francia dove il gruppo GRECE (Groupement de recherche et d'études de la civilisation européenne), di cui fa parte De Benoist, ha una fervida attività. Il suo sito è consultabile: www.grece-fr.net. Questo movimento, nato nel 1968, rivendica ancora l'appartenenza alla nuova destra, tant'è che il suo manifesto è intitolato "La nouvelle droite de l'an 2000", nonostante abbia abbandonato le posizioni nazionalsocialiste del primo periodo, mantenendo però posizioni molto ambigue in particolare sulle tematiche relative all'immigrazione. E' innegabile che buona parte delle interpretazioni e delle analisi proposte da questi “intellettuali” militanti hanno conquistato spazi e superato confini ben oltre i territori dell'estrema destra conosciuta come tale, basti pensare alle tante aggregazioni che negli ultimi anni si sono dichiarate "né di destra né di sinistra": dalla Lega Nord al partito di Di Pietro.
Invitiamo tutti e tutte i clienti della Comunardi ad esprimere il loro disappunto per gli sgraditi ospiti della libreria, fotocopiando questo messaggio e lasciandolo in negozio, diffondendo l’informazione, telefonando. ..alla
LIBRERIA COMUNARDI
VIA BOGINO 2 TORINO Tel. 0118395067
Facciamogli capire che, se confermano l’appuntamento, noi clienti, onde evitare brutti incontri, difficilmente passeremo ancora da quelle parti per acquistare un libro! Andiamo alla libreria domani sera alle 21!
Facciamo Breccia-Torino
torino@facciamobreccia. info
www.facciamobreccia .org
Ma facciamo breccia non hanno gente di sinistra critica?
Ma non sono i compagni di sinistra critica che hanno organizzato il meeting alla sapienza su Marx invitando anche Preve?
Ma non erano presenti alla conferenza di Preve con Vattimo (un altro noto neofascista, stalinista, omofobo, razzista tra l'altro) sempre da Comunardi?
Ma che, si ricordano di Preve sdoganatore di fascisti, a singhiozzo?
FACCIAMO BRECCIA mi convince sempre di più, soprattutto con questo comunicato che propone una forma intelligente di protesta e di boicottaggio.
Poi, se i portabandiera della aperture alla nuova destra disapprovano, cavoli loro.
Vuol dire che colpisce bene e nel modo giusto.
- Ma facciamo breccia non hanno gente di sinistra critica?
A Torino non credo, di sicuro c'e' qualcuno a Roma di sinistra critica che potrebbe stare in facciamo breccia, non saprei di preciso
- Ma non sono i compagni di sinistra critica che hanno organizzato il meeting alla sapienza su Marx invitando anche Preve?
Sinistra critica e facciamo breccia di sicuro sono realta' ben distinte e differenti. In ogni caso hai qualche riferimento maggiore sull'iniziativa che sinistra critica avrebbe fatto a roma invitando preve?
- Ma non erano presenti alla conferenza di Preve con Vattimo (un altro noto neofascista, stalinista, omofobo, razzista tra l'altro) sempre da Comunardi?
Su questo dubito seriamente a quanto mi e' dato sapere. Di sicuro non mi risulta una presenza ne' un appoggio di facciamo breccia alla comunardi in alcuna occasione, tantomeno con vattimo e preve.
Di sicuro il problema in questo caso non e' (solo) Preve ma la presenza di uno limpidamente e dichiaratamente fascista come De Benoist...
Paolo Barsi della Libreria Comunardi ci ha comunicato stasera che per rispetto verso la sensibilità antifascista manifestata da più parti la serata con De Benoist è stata cancellata.
Comunardi ha rinunciato per "velate" minacce. Pagliacci e falliti.
OMNIA SUNT COMMUNIA
Vorrei esprimere le mie congratulazioni alla FAI che ha avuto il coraggio di sostenere questa grande battaglia per la libertà impedendo che si potesse svolgere il dibattito alla presenza di Preve e Alain de Benoist. Queste sono le vere battaglie per la libertà! Certo se i Comunardi avessero organizzato un dibattito con Fassino e compagni questo si sarebbe comunque liberamente tenuto perché, nonostante tutto, ci troviamo sempre nella famiglia della Sinistra. Quella famiglia che in nome della libertà e della democrazia partecipa attivamente nel mondo alla salvifica crociata per la libertà esportando democrazia a suon di bombe.
Leggendo il libro di Preve del 2003, Il Bombardamento etico, Saggio sul'Interventismo Umanitario, sull'Embargo Terapeutico e sulla Menzogna Evidente, edizione CRT- mi ero fatto un'idea diversa di Preve. Di uno che scagliava le sue frecce contro gli ossimori della società del capitalismo globalizzato. Di chi richiamava i casi delle due guerre di aggressione alla Jugoslavia ed all'Iraq. Che rifletteva del perché del trattamento differenziato di Auschwitz e di Hiroshima e del conseguente pentimento diseguale e manipolato che ne è seguito. E che si sforzava di individuare in una cultura di resistenza il presupposto necessario per una futura costituzione di forze politiche e sociali. Insomma mi ero fatto l'idea di un filosofo, di un pensatore che lavorava per denunciare l'ideologia capitalitica nelle sue manifestazioni odierne.
Mi ero sbagliato, per fortuna ho incontrato la FAI che con la sua vigilanza antifascista mi ha messo in guardia e mi ha fatto riflettere e capire che ci si trova invece di fronte ad un personaggio che incarna il nuovo fascismo, che bisogna dunque combattere con fiero spirito antifascista. Militante.
Grazie FAI, e naturalmente grazie a tutti quelli che si sono associati ad essa in questa gloriosa ed epica battaglia per la libertà.
ARDITI NON GENDARMI
Per quelli che si preoccupavano che si sprecassero troppe energie nel contrastare il connubio rosso-bruno:
Visto? Con poco spreco di forze e senza picchiare nessuno, è fatta: è stato evitato lo scempio.
Vi siete fin troppo preoccupati troppo per il nostro bene. Rilassatevi.
Adesso, per il fine settimana potreste riposarvi un po', voi, consiglieri non richiesti, che avete sprecato il vostro tempo.
La prossima volta lasciate perdere, non ne vale la pena di affaticarvi tanto per nulla.
Kavolo, hai proprio ragione!!!
Siamo troppo forti, un'altra battaglia vinta... e chi ci ferma più.
Quando si dice che si è contro la schifezza di ospitare De Benoist e Preve e loro fanno finta di capire che si vuol pestare Preve o assaltare la libreria.
Quando si pone il problema delle commistioni tra comunitaristi-marxistoidi e nuova destra e loro fanno finta di capire che si sta dicendo sono l'unico ostacolo alla vittoria.
Quando si dice che si è evitata una schifezza e un'impostura senza bisogno di scontri fisici e senza lo spreco esagerato di energie che certuni denunciavano invitando a lasciar perdere, e loro fanno finta di capire che si è detto che siamo stra-forti.
In realtà il problema non è di essere dei supereroi (questo lo lasciamo ai fasci e al romantico De Benoist) ma è che se non ci fosse nemmeno la forza di combattere e sconfiggere le mistificazioni, allora saremmo davvero finiti.
Che ci sia capacità di intervenire e di bloccare con intelligenza operazioni di questo tipo, è il minimo, senza quello c'è solo la palude.
Ma ormai il meccanismo di chi avrebbe voluto che il duetto andasse bene e incontrastato (ah, che delusione!) è talmente chiaro: giocano esagerare il senso dei discorsi che li contrastano fino a farli sembrare delle scemenze, delle esagerazioni fuori dalla realtà.
Ma in questo modo si sono smascherati da soli, perché è un giochetto troppo grezzo e non ha funzionato.
E la FAI liberticida e autoritaria (!?) e Facciamo Breccia come paravento di Sinistra Critica (!!??)... e tutte le cazzate che sono venuti a raccontare qui non gli sono servite a niente.
Uffa,
il perfetto meccanismo e il complotto ordito da Me, Molotov e Ribbentrop - affinché il summit tra il generalissimo Preve e il felmaresciallo De Benoist si svolgesse senza intoppi - è stato smascherato.
Ma non illudetevi! Torneremo... e il mondo sarà nostro.
Ora vado a farmi una birretta, mi ubriacherò per dimenticare la disfatta.
Buona serata a tutti.
Cordialmente,
la SPECTRE
Avevo fatto di tutto per essere lì stasera e poter chiedere a Preve alcune cose su quanto ha scritto nella sua storia del marxismo della Bollati Boringhieri e su un paio di sue considerazioni su Elogio del comunitarismo. Per colpa della vostra cazzata non ho potuto incontrarlo. La cosa positiva, d'altra parte, è che ho potuto avere direttamente il suo numero di telefono dai compagni che gli sono più vicini, alla faccia vostra.
30 anni fa le vostre cazzate non sarebbero state nemmeno pubblicate. Ringraziate il vostro dio, se ci credete, che ormai tutti, a sinistra, sono diventati arcobaleni, perché se torniamo in campo noi, sono cazzi vostri...
Mario, autonomo, 63 anni, Ivrea
Quando si dice che si è contro la schifezza di ospitare De Benoist e Preve e loro fanno finta di capire che si vuol pestare Preve o assaltare la libreria.
Cari amici vermi, abbiamo parlato con il proprietario della libreria, ce l'ha raccontato di quanto siete viscidi e patetici. Talmente viscidi e patetici che manco avete ritirato le vostre rivistine sfigate dalla libreria dopo avere minacciato chissà quali ritorsioni.
Purtroppo il proprietario di Comunardi è persona troppo tranquilla e ha voluto evitare con voi, visto che se vi presentavate avreste solo fatto via Po a calci nel deretano.
Quando si pone il problema delle commistioni tra comunitaristi-marxistoidi e nuova destra e loro fanno finta di capire che si sta dicendo sono l'unico ostacolo alla vittoria.
Wow! Dei questurini mancati siete, ma tranquilli che non è che ce le dimentichiamo facilmente le vostre facce di cazzo.
Quando si dice che si è evitata una schifezza e un'impostura senza bisogno di scontri fisici e senza lo spreco esagerato di energie che certuni denunciavano invitando a lasciar perdere, e loro fanno finta di capire che si è detto che siamo stra-forti.
Mah, veramente la conferenza si è tenuta lo stesso con una sala gremita di persone interessate. Sicuramente più di quando la Fai tiene le sue conferenze nello scantinato con 3 vecchi e 2 tossici ad ascoltare.
In realtà il problema non è di essere dei supereroi (questo lo lasciamo ai fasci e al romantico De Benoist) ma è che se non ci fosse nemmeno la forza di combattere e sconfiggere le mistificazioni, allora saremmo davvero finiti.
Veramente, dovreste prima combattere contro la vostra coglionaggine congenita, altro che mistificazioni.
Qua si è parlato di governo liquido della società, superamento dello stato-nazione, eternalizzazione del presente...voi tornate pure a parlare di baggianate da XIX secolo.
Che ci sia capacità di intervenire e di bloccare con intelligenza operazioni di questo tipo, è il minimo, senza quello c'è solo la palude.
Ahahahahaha...il bello è che davvero non vi accorgete che siete solo dei rottami politici incagati dal resto del mondo.
Siete alla frutta già da un bel po', strano che non ve ne rendiate manco conto. Anzi, non è strano per nulla: il patetico non sa di esserlo.
Ma ormai il meccanismo di chi avrebbe voluto che il duetto andasse bene e incontrastato (ah, che delusione!) è talmente chiaro: giocano esagerare il senso dei discorsi che li contrastano fino a farli sembrare delle scemenze, delle esagerazioni fuori dalla realtà.
Ma in questo modo si sono smascherati da soli, perché è un giochetto troppo grezzo e non ha funzionato.
E la FAI liberticida e autoritaria (!?) e Facciamo Breccia come paravento di Sinistra Critica (!!??)... e tutte le cazzate che sono venuti a raccontare qui non gli sono servite a niente.
Manco le vostre se per questo, visto che è stata un'ottima conferenza.
Con la differenza che se vi arrivano un po' di stalinate in testa dovrete preparare lestamente un comunicato antifà per denunciare (rigorosamente su indymedia) che l'alleanza "rosso-bruna" vi ha gonfiato come meritate.
OMNIA SUNT COMMUNIA
Caro Mario, come hai ragione, sti sfigati dai mille colori, avrebbero sicuramente applaudito e sponsorizzato qualsiasi manifestazione di qualsiasi forchettone rosso, comunque, ogni cosa a suo tempo.
ARDITI NON GENDARMI
Ai miei tempi gli arditi sparavano sui fascisti, come quelli delle Edizioni Settimo Sigillo, e i gendarmi difendevano i fascisti.
Voi siete proprio sicuri di essere arditi e non, invece, gendarmi?
Per quello che mi riguarda fascisti e gendarmi so ancora come trattarli.
Argo Secondari
Mah, veramente la conferenza si è tenuta lo stesso con una sala gremita di persone interessate. Sicuramente più di quando la Fai tiene le sue conferenze nello scantinato con 3 vecchi e 2 tossici ad ascoltare.
Cazzo hai contro i tossici?
TROPPE PROTESTE, ANNULLATA A TORINO SERATA SU DE BENOIST
(ANSA) - TORINO, 14 MAR - Le proteste del movimento anarchico
e dell'area dell'autonomia hanno spinto la libreria Comunardi, a
Torino, ad annullare la serata di presentazione di un libro su
Alain De Benoist, scrittore francese fondatore del movimento
Nouvelle Droite.
L'incontro, fissato per oggi, era stato organizzato
dall'Associazione 30 febbraio per parlare di un volume firmato
da Costanzo Preve dal titolo Il paradosso de Benoist, ma aveva
scatenato una serie di proteste, culminate, su vari siti
internet, in veri e propri inviti al boicottaggio. Paolo Barsi,
responsabile della libreria, spiega di avere rinunciato ad
ospitare l'evento ''per evitare di trasformare un pacifico e
interessante confronto di opinioni in un momento di scontro e di
ulteriori lacerazioni'', mentre la Fai (Federazione anarchica
italiana) dice che la cancellazione e' stata dettata
''dall'ondata di indignazione degli antifascisti''.
Comunardi, nata nel 1976, ha la sua sede nel centro storico.
Oltre ad essere una delle piu' fornite e conosciute di Torino si
e' da tempo affermata come importante polo culturale e di
ricerca politica, su posizioni di certo non vicine alla destra.
La stessa Fai la descrive come ''storica libreria della
sinistra''. (ANSA).
La presentazione da Comunardi era organizzata dalla Associazione 30 febbraio.
La serata avrebbe dovuto essere presentata da Enrico Panazza ed Enrico Chiais della 30 Febbraio. Questo è quanto riporta Arianna editrice (altra editrice vicina alla destra) nella sua sc heda di presentazione della serata.
Enrico Chiais è tra i firmatari del Manifesto di Movimento Zero, l'organizzazione fondata da Massimo Fini.
Tra i firmatari del Manifesto di Fini, oltre a De Benoist, troviamo il terrorista fascista Paolo Signorelli.
Il Manifesto di Movimento Zero è stato presentato nelle cosiddette "occupazioni non conformi" come Casa Pound a Roma.
Molti siti fascisti hanno link a Movimento Zero.
Questo per chi avesse ancora dei dubbi.
Potete verificare quando dico con un semplice giro in rete.
Antifa info
Ho letto con disgusto tutta la questione, perché conobbi Preve ai tempi di D.P. Un ottimo studioso di Marx, nonché un "mattatore" dal vivo!
Ho letto pure che Facciamo Breccia-Torino riporta una sua presunta affermazione in merito al prendere il meglio del fascismo e del comunismo. Come al solito, non capite nulla. Se leggeste l'articolo che viene citato, peraltro male, che è pubblico (http://www.comunitarismo.it/usa_occidente..htm) non trovereste nulla di ciò che dite. Anzi, Preve, sul finire, a mo' di conclusione, dice: "L’unione di sostenitori rasati del razzismo biologico con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato sarebbe certamente un buon copione di pornografia hard , ma non potrebbe uscire dal piccolo circuito a luci rosse del sottobosco politico". Sapete leggere?
Bene, detto questo, sono comunque contento che Costanzo Preve stia bene e che si tenga lontano da queste stupide diatribe da quattro soldi, continuando nella sua opera di ricerca, contro questi quattro imbecilli che si basano su link su internet per poter giudicare una persona. Peggio dei fascisti!
Rodolfo S., Cuneo
Come fanno a presentarsi come vittime dei figuri che scrivono cose cosi?
Citiamo dai commenti qui sopra:
"vermi
Purtroppo il proprietario di Comunardi è persona troppo tranquilla e ha voluto evitare con voi, visto che se vi presentavate avreste solo fatto via Po a calci nel deretano
tranquilli che non è che ce le dimentichiamo facilmente le vostre facce di cazzo.
la Fai tiene le sue conferenze nello scantinato con 3 vecchi e 2 tossici ad ascoltare
e vi arrivano un po' di stalinate in testa dovrete preparare lestamente un comunicato antifà per denunciare (rigorosamente su indymedia) che l'alleanza "rosso-bruna" vi ha gonfiato come meritate.
questi quattro imbecilli che si basano su link su internet per poter giudicare una persona. Peggio dei fascisti!"
.................................................."
L'ultima riga che poi non fa nient'altro che ritornare al punto di partenza delle oscene alleanze rossobrune teorizzate e praticate da Preve: i fasci sono meglio dei compagni antifascisti.
L'importante non è solo che c'è stata protesta, ma anche che questi finti rispettosi di chi pensa "diverso" presi nella stizza abbiano gettato la maschera, rivelando tutto il fiele e l'odio che sta nel fondo delle loro chiacchiere.
PS: i link sono molto utili. Per qyello che riguarda la comune appartenenza a Movimento Zeri del fascista Signirelli e De Benoist non c'è nemmeno bisogno dei link. Come ha scritto Antifa - info, basta cercare un po' in rete e si trovano subito parecchi documenti e anche il sostegno dei fasci militanti al "Movimento Zero". Ma che bell'anticonformismo!
E poi, quando ci si mescola coi fasci i neonazi e la nuova destra, non è proprio il caso di minacciare (tra l'altro a vanvera) e offendere;
Dà una pessima impressione...
forse sono io che sbaglio. ma prima di boicottare sento cosa si dice. vi assicuro che preve e de benoist non hanno detto nulla di fascista. naturalmente chi li accusa di fascismo non c'era e ovviamente continuerà ad accusarli di fascismo, senza averli nè letti nè ascoltati. a me sembra un atteggiamento poco-filosofico. per non dire anti-filosofico. se io sono in disaccordo, prendo la parola. non boicotto la conferenza. sennò il fascista sono io. ma magari sono io che sbaglio.
Spiace constatare che la la madre dei coglioni è sempre incinta, e soprattutto che i sedicenti sostenitori dell'antifascismo si comportano peggio dei fascisti quando si tratta di boicottare chi pensano che non la pensi come loro. De Benoist, al contrario, ha sempre sostenuto che:
- le idee, per quanto aberranti, non vanno censurate ma confutate;
- c'è sempre da acquisire dal confronto;
- le differenze sono una risorsa quando non sono concepite come assolute;
- non c'è niente di peggio di chi teme contaminazioni: di qui nascono le varie forme di razzismo.
Detto questo, non sono mai stato di destra e tantomeno fascista, e gli anarchici (quelli veri: da Ward a Boockin, non quelli che mettono la A cerchiata con la falce e il martello...) mi stanno pure simpatici, ma ieri sera a sentire De Benoist al Circolo dei Lettori (dov'è stato deviato l'incontro) c'ero. Almeno ho sentito esprimere delle idee, e non degli slogans insensati e imbecilli.
Consiglierei di leggerli, a questi presunti antifascisti, i libri di De Benoist: avrebbero molto da imparare sulla critica all'ideologia del progresso, sull'Europeismo, sull'antirazzismo (piccola precisazione: De Benoist è semmai antirazzista diffenzialista, non razzista differenzialista, ed ha spesso dichiarato che le idee di Le Pen gli danno il voltastomaco), sulla critica al nazionalismo, sul federalismo ecc.
Certo, non tutto quel che dice De Benoist mi convince, come non prendo come Vangelo le idee di nessuno. Il presunto "fascista" De Benoist ha sempre sostenuto che non ci si può affidare ad un solo libro, perché le idee si muovono attraverso il confronto anche tra gli opposti. Ma i libri, naturalmente, bisogna leggerli. Il pregiudizio è una roba da razzisti, o da idioti. Fate voi.
Tanto è inutile discutere con chi ha la verità in mano. Posso solo dire che De benoist è relativista, mentre qui c'è gente più fondamentalista di Ratzinger. Per il resto, dov'eravate quando Berlusconi è andato a propagandare a Torino. Non era meglio prendervela con lui, anziché boiottare le idee di uno che si è opposto a tutte le guerre ed è rimasto, per molti aspetti, l'unico pensatore "a sinistra" che varrebbe la pena di ascoltare?
Ieri ero alla conferenza spostata. Sono di sinistra, lo sono sempre stato. Alle prossime elezioni credo che voterò un partito alla sinistra della Sinistra Arcobaleno. E De Benoist mi piace molto; concordo con quasi tutto quello che dice ed oggi si può concludere senza problemi che le sue idee siano di sinistra. E' contro le guerre imperialiste degli Stati Uniti, contro la loro way of life, contro il consumismo e l'omologazione, contro il capitalismo neoliberista, contro il dogma della crescita economica. E' per l'ecologismo, per la pace. Cita ed imposta le sue affermazioni sulle teorie di Bauman... Chi lo contesta è semplicemente un ignorante. Basterebbe che leggesse De Benoist perché cambiasse idea.
Lo stesso dicasi per la rivista Diorama Letterario di Marco Tarchi. Sono di sinistra e concordo con la quasi totalità di ciò che dice.
Quelle su De Benoist e Tarchi sono etichette che andavano bene negli anni '70. Oggi basterebbe leggerli per capire che la contestazione è un'assurdità. Le loro idee sono palesemente di sinistra.
Lasciamo stare Marcuse (quello vero) che i fasci non li vedeva tanto bene. E che ha partecipato anche a un libro intitolato Critica della tolleranza.
Qui invece, dopo minacce parolaie e le offese contro chi non sta al gioco, arriva la mente aperta,senza pregiudizi, tollerante che ascolta prima di giudicare.
Naturalmente un pensatore così aperto non si interessa del senso dei discorsi, da dove provengono, su quali reti e quali pratiche circolano, a cosa servono.
Quanti sono oggi i discorsi e le politiche razziste che si dichiarano non razziste?
Quante sono oggi le realtà che rivalutano il fascismo, imbarcano e presentano fascisti (come fa il Movimento Zero a cui partecipa Alain de Benoist)e si dichiarano non fasciste e non razziste?
L'importante è la facciata, è che lorsignori si dichiarino non fascisti, antirazzisti e antimperialisti.
Qui di filosofia c'è solo quella per i gonzi, cioè pura demagogia.
Ci sono invece moltissimi studi seri e documentati in italia e nel mondo, sul razzismo diifferenzialista che si presenta come antirazzista, sul neorazzismo della nuova destra e di certe correnti comunitariste.
Ma se si fa appello all'ignoranza, e si cerca di piazzare sto Preve (e il suo amico De Benoist) con un'insistenza da commessi viaggiatori o da setta religiosa, son cose che non contano.
Conta tentare di svuotare il senso dei discorsi, staccandoli dal contesto, come se si potesse giudicare un prodotto dalla sua pubblicità, o un'impresa dai discorsi dei suoi manager e dei suoi tirapiedi.
Ancora con 'sti discorsi delle appartenenze e delle presunti associazioni. Puah...
Chiariamo subito: Alain De Benoist non fa parte e non ha mai fatto parte di Movimento Zero, semmai ci dialoga, come dialoga con molti esponenti filosofici della sinistra. Massimo Fini è stato visto con interesse all'inizio da Diorama, ma sempre come interlocutore, e in modo critico, ma in modo adesivo. Marco Tarchi ha criticato in modo pesante "Sudditi", il libro di Massimo Fini. Inoltre, pur contrari all'intervento in Afghanistan, sia De Denoist che Tarchi credono troppo nella democrazia per andare in giro con un cartello con su scritto "Con i Talebani". Tarchi, questo, l'ha ribadito più volte. Semmai si critica l'ingerenza statunitense negli affari esteri, ma questo non mi sembra un approccio "di destra" (e tantomeno "di sinistra", visti i comportamenti dei nostri parlamentari...).
E poi perché sempre a sottolineare il dialogo con le figure più equivoche, anziché notare le coincidenze e il confronto di De benoist con alcune delle figure più acute della sinistra eterodossa? De Benoist è stimato da gente come Giacomo Marramao, Pietro Barcellona, Massimo Cacciari, Maurizio Pallante, Danilo Zolo (forse il più acuto oppositore dell'attuale deriva del pensiero unico).
Personalmente ritengo Pietro Barcellona e Giacomo Marramao due dei pensatori migliori del nostro tempo, insieme a Bauman e De Benoist. Una bella congrega di fascisti, vero?
Concordo. Sono proprio una congrega di fascisti...In particolare, Preve che ieri ha citato Marx, Gramsci, Adorno...
Che brutte cose l'ignoranza, il pregiudizio e il fanatismo! Questi contestatori sono condannati a rimanere nell'oblio della loro limitatezza mentale e potrebbero quasi essere scambiati per esponenti del bellicismo neoliberista o sostenitori dell'iperconsumismo in incognito visto che criticano autori cone De Benoist e Preve...
Vive la gauche!
Caro Argo (sic), una cosa è certa, oltre la tua età, hi..hi..., ci sono i vostri comportamenti, sempre da gendarmi, false "veline", calunnie, demonizzazioni.
Verrà quel giorno, e come se verrà.
Autonomia e Pulizia
Dal blog di M. Martinez:
"Il 14 marzo, de Benoist avrebbe dovuto presentare un libro di Preve in una libreria storica della sinistra a Torino, e Preve avrebbe dovuto presentare un libro di de Benoist.
Qualunque persona ragionevole non può che essere felice che anche in ambienti un tempo cosiddette di estrema destra ci siano individui che rigettino le tentazioni razziste, mitizzanti, nazionaliste e scoprano appunto i valori di libertà, uguaglianza e fratellanza.
Ma in ogni sistema in decomposizione, la teoria del complotto è sempre la spiegazione più facile. E la sinistra non fa eccezione.[2]
Così, è sorta una mobilitazione, piccola ma feroce, per impedire la presentazione di Torino.
Parte, a quanto pare, sulla mailing list "Facciamobreccia" [3], dove tali Nic e Barbara accusano Costanzo di avere scritto questo paragrafo:
“dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento, infatti sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere. Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel fascismo” ("Comunitarismo", dic. 2003, pp. 12-20)
Ora, l'ultima frase dice il contrario esatto di tutto ciò che sostiene Costanzo, ma sembra credibile, visto che cita una fonte precisa.
Colpisce però che una frase di poche righe occupi ben otto pagine di una rivista ("pp. 12-20"). Allora prendo la rivista Comunitarismo, dicembre 2003, e mi leggo tutto l'articolo, che esiste veramente. Lo potete anche trovare in rete, ma per certezza ho voluto controllare il testo su carta.
Bene, la frase non c'è. Due laidi vermi sulla lista se la sono semplicemente inventata.
Certo, le prime due frasi, che dicono cose lapalissiane, ci sono realmente: è vero che Costanzo si occupa di "riclassificazione culturale", e voglio vedere se qualcuno pensa che il "veterocomunismo e il veterofascismo" abbiano un futuro.
L'ultima frase, che è quella controversa, è opera dei due laidi vermi falsari. Non esiste.
Controllate pure voi.
Anzi, se leggete l'articolo vero di Costanzo, troverete che dice l'esatto opposto:
"Il modello della “addizione” di Forza Nuova e del Fronte Nazionale con forze ultramarxiste di tipo trotzkista, maoista o come diavolo le si vorrebbe nominare è una follia logica e politica che ovviamente nessuna persona intelligente perseguirebbe mai, e che puo’ soltanto essere agitata propagandisticamente come spauracchio da chi in questo modo trova l’alibi per sottrarsi ad ogni serio impegno autonomo antiimperialista al di la’ degli strettissimi e soffocanti limiti del politicamente corretto consentito dalle forze macro e micro parlamentari, per cui ad esempio la guerra di Bush sarebbe criminale, ma non si fa parola del buon diritto del popolo iracheno ad opporsi anche con le armi all’invasore. Questo modello, che nessuno ha in mente , nessuno propone e che nessuno seguirebbe se qualche stupido ( o piu’ esattamente qualche provocatore) per caso lo proponesse seriamente, non farebbe che raddoppiare le patologie incurabili, perche’ alle patologie incurabili della sinistra verrebbero aggiunte anche le patologie incurabili della destra.
L’unione di sostenitori rasati del razzismo biologico con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato sarebbe certamente un buon copione di pornografia hard, ma non potrebbe uscire dal piccolo circuito a luci rosse del sottobosco politico.
Il solo modello culturale e politico che abbia un minimo di prospettiva seria è quello opposto. Deve essere consentito a persone o a gruppi che hanno fatto la triste esperienza della militanza estremistica e settaria sbattendovi contro la testa di uscirne fuori senza essere ricattati per il resto della loro vita con accuse infamanti".
[continua]
Scrive Antifa:
"Arianna editrice (altra editrice vicina alla destra)".
Si vede che non hai mai neppure sfogliato un libro di Arianna.
Posso concordare che alcuni interventi ospitati sul siti di Zarelli sono discutibili (per la fonte, più che per il contenuto...), ma i testi da lui pubblicati non esprimono un rigo (dico uno!) che possa essere considerato "di destra". Arianna si occupa di temi come l'ecologia profonda e la decrescita.
Se poi per te si possono considerare "di destra" autori come Latouche, Kirkpatrick Sale o Bernard Charbonneau...
Sono da sempre lettore di Marx, Korsch, Lukacs, Luxemburg, Mattick, Debord, Cesarano, etc.
Da sempre, con i miei compagni, abbiamo rifiutato la stronzata di dirsi "di sinistra". Da sempre abbiamo pensato che l'opposizione destra/sinistra è spettacolo.
"Volete che i rappresentanti della borghesia siano cinici di destra, o buonista di sinistra"
Trovo incredibile la facilità con la quale i sedicenti anarchici parlano di "razzismo diifferenzialista". Come se fosse evidente a tutti che il solo vero anti-razzismo è quello che produce un umanità conforme, uguale in tutto, identica nei suoi valori e la sua organizzazione sociale. Se questo volete allora continuate con le vostre sciochezze, che intanto la logica del capitale lavora a tutto regime in questo senso.
Ma proprio lo sradicamento, la distruzione delle identità, la dissoluzione delle memorie, produce e accompagna il rapporto sociale capitalista.
L'unico vero antirazzismo è quello che si oppone al capitalismo. Il resto altro non è che malumore di piccoli borghesi annoiati, che non sapendo leggere ne pensare si buttano nel resistenzialismo innocuo, con l'assentimento discreto dei poteri dominanti.
Invece di creare problemi alla comunardi, i sedicenti anarchici (mi si dovrà spiegare cosa c'è di anarchista nella loro pratica) dovrebbero domandarsi se c'è tra di loro qualcuno capace non dico di contraddire, ma solo di capire quel che scrive OGGI, e non 30 anni fa, de Benoist.
La gente cambia, il pensiero più ancora. L'evoluzione di de Benoist gli fa onore. Io l'ho sentito, è bravo e sincero. Poi l'esperienza mi ha anche insegnato che l'affabilità non è qualità da niente (30 anni fa ero sicuro del contrario).
Quel che scrive OGGI la Fai, invece, fa pietà.
Claudio Ughetto (che non conoscevo, ma cercando in rete l'ho ritrovato nel sito Les Amis d'Alain de Benoist ) ha scritto:
"Chiariamo subito: Alain De Benoist non fa parte e non ha mai fatto parte di Movimento Zero"
..........
Ho riletto attentamente il commento di antifa - info, più sopra, e dice:
"La serata avrebbe dovuto essere presentata da Enrico Panazza ed Enrico Chiais della 30 Febbraio. Questo è quanto riporta Arianna editrice (altra editrice vicina alla destra) nella sua sc heda di presentazione della serata.
Enrico Chiais è tra i firmatari del Manifesto di Movimento Zero, l'organizzazione fondata da Massimo Fini.
Tra i firmatari del Manifesto di Fini, oltre a De Benoist, troviamo il terrorista fascista Paolo Signorelli."
......................................................................................................
Poi ho fatto un po' di ricerca nel web, per verificare, e nel sito Politicaonline, settore "DESTRA RADICALE", ho trovato questo commento, tra un tizio che si firma Degrelle e un altro che saluta con "Sieg Heil", ho trovato questo commento, firmato col nick "Hassan":
"Sono d'accordissimo nel segurie con interesse la gestazione del movimento di Massimo Fini. Navigando nel suo sito ho notato che hanno apposto la loro firma al Manifesto, tra gli altri, anche Alain De Benoist e Paolo Signorelli.
E comunque di positivo sottolineo il fatto che non si perseguono tematiche ormai smaccatamente di "area", quale che sia , e secondo me questo è condicio sine qua non per cercare una sintesi rivoluzionaria tra ideologie troppo spesso pilotate dai loro nemici."
..................................................................................................
E poi, ho trovato facilmente il sito di Massimo Fini, dov'è pubblicato il Manifesto del "Movimento Zero"
Le prime due firme sono:
MASSIMO FINI - MILANO
ALAIN DE BENOIST - PARIGI (Francia)
sta di fatto che De Benoist è il secondo firmatario, subito dopo Massimo Fini.
Antifa - info ha scritto, appunto, che D Benoist è un firmatario del Manifesto di Movimento Zero (con Signorelli e compagnia varia).
Non c'è un bel niente da smentire.
Basta cercare un po' per verificare chi dice il vero.
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Morale della favola: vatti a fidare degli Amici di Aalin de Benoist!
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“dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento, infatti sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere. Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel fascismo” ("Comunitarismo", dic. 2003, pp. 12-20)
Ora, l'ultima frase dice il contrario esatto di tutto ciò che sostiene Costanzo, ma sembra credibile, visto che cita una fonte precisa.
Colpisce però che una frase di poche righe occupi ben otto pagine di una rivista ("pp. 12-20"). Allora prendo la rivista Comunitarismo, dicembre 2003, e mi leggo tutto l'articolo, che esiste veramente. Lo potete anche trovare in rete, ma per certezza ho voluto controllare il testo su carta.
Bene, la frase non c'è. Due laidi vermi sulla lista se la sono semplicemente inventata.
Certo, le prime due frasi, che dicono cose lapalissiane, ci sono realmente: è vero che Costanzo si occupa di "riclassificazione culturale", e voglio vedere se qualcuno pensa che il "veterocomunismo e il veterofascismo" abbiano un futuro.
L'ultima frase, che è quella controversa, è opera dei due laidi vermi falsari. Non esiste.
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Se questo è vero allora significa che questi anarchici non valgono meglio che le povere merde staliniste.
Per chi vuole verificare lascio i link:
____________________
Politicaonline (con il commento di Hassan):
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=213465
____________________
Sito di Massimo fini con la firma di Alain de Benoist sotto il Manifesto di Movimento Zero:
http://www.massimofini.it/
boicottaggio assurdo
author by Orwellpublication date Sat 15 Mar, 2008 14:43
Concordo. Sono proprio una congrega di fascisti...In particolare, Preve che ieri ha citato Marx, Gramsci, Adorno...
Che brutte cose l'ignoranza, il pregiudizio e il fanatismo! Questi contestatori sono condannati a rimanere nell'oblio della loro limitatezza mentale e potrebbero quasi essere scambiati per esponenti del bellicismo neoliberista o sostenitori dell'iperconsumismo in incognito visto che criticano autori cone De Benoist e Preve...
Vive la gauche!
In parte lo sono, poiché la contestazione attuale spesso non è che scendere in piazza per rivendicare il proprio posto nella società dei consumi. Se uno fa funzionare il cervello, in quest'assenza di politica davvero partecipata e vissuta, non può che fare la fine di Preve e De Benoist.
Pur avendo scritto su Diorama e pur riconoscendomi in buona parte di ciò che un Tarchi o un De benoist pensano, non ho comunque problemi a non condividere alcune loro scelte. Non ho mai capito, ad esempio, perché Preve scriva su una rivista come "Comunitarismo", che è già una contraddizione nel titolo: i riferimenti ai neocomunitaristi americani, su quelle pagine, sono quasi assenti, e alla fine a prevalere sono l'idea nazionale (di per sé stridente con il comunitarismo e il federalismo) e il peggior risentimento conservato negli ambienti rossobruni. Inosmma, mi sono un po' stufato di blaterare in nome del Che. E, pur molto critico verso l'imperialismo statunitense, non mi oppongo certo ad esso in nome dei peggiori satrapi mediorientali e asiatici. Tra Preve e de Benoist c'è(ra, forse...) una differenza di fondo: il secondo riconosce che le sfide attuali si confrontano nella postmodernità; Preve non so, anche se quello di ieri sera mi è sembrato più disponibile. Anni fa, quando in un mio intervento dissi di auspicare un'Europa federale e fuori dagli stati nazionali, in senso debenostiano, fui criticato (con garbo) sia da Preve che dai (sedicenti) comunitaristi.
Altro esempio: io non appoggio l'opzione euroasiatica in contrasto con l'atlantismo. Putin mi fa schifo come Bush, insomma. Anni fa mi ha fatto piacere sapere che Tarchi sta con i ceceni, nostante questo può comportare la critica d'essere "filoamericani". Mi ha fatto molto piacere, ieri sera, sentire le parole commosse di De Benoist sulla questione Kossovara: i suoi dubbi sono anche i miei. Da un lato vorremmo che qualsiasi popolo possa rivendicare la propria autonomia, ma queste richieste devono partire da condizioni favorevoli, senza strumentalizzazioni statunitensi o favoritismi verso le associazioni mafiose.
Ultima cosa. Andare ad incontri come quello di ieri sera mi ha sempre lasciato l'amaro in bocca, poiché spesso vi ho trovato sempre i soliti reducisti: cinquantenni ex di estrema destra che si sentono vicini alle Nuove Sintesi senza (a mio avviso) averci capito un granché; qualche nostalgico della Cortina di Ferro, seguace di Giulietto Chiesa ecc. Di questo De Benoist e Tarchi non hanno colpa: il loro pensiero è "avanti", ma è chiaro che i pregiudizi su di loro impediscono che persone nuove s'interessino ad idee che fanno pensare. Però ieri sera l'ambiente era un po' diverso: c'erano anche dei ragazzi giovani, di sinistra (ammesso che questa categoria abbia ancora senso) e privi di pregiudizi.
De Benoist e Tarchi non hanno mai chiesto di essere condivisi, adorati come dei guru. Le loro idee possono essere discusse, i loro libri criticati. Ma in base a quello che scrivono, non secondo dei pregiudizi e dei sentito dire.
Tutto lì.
Attenti compagni che questo "Muntzer" è il provocatore fascista Daffy Duck
"E poi, ho trovato facilmente il sito di Massimo Fini, dov'è pubblicato il Manifesto del "Movimento Zero"
Le prime due firme sono:
MASSIMO FINI - MILANO
ALAIN DE BENOIST - PARIGI (Francia)
sta di fatto che De Benoist è il secondo firmatario, subito dopo Massimo Fini.
Antifa - info ha scritto, appunto, che D Benoist è un firmatario del Manifesto di Movimento Zero (con Signorelli e compagnia varia).
Non c'è un bel niente da smentire.
Basta cercare un po' per verificare chi dice il vero."
Che c'entra. Ho letto il manifesto, e messo così lo firmerei pure io...
Di certo non condivido il movimento quando scende in piazza con certi slogan, o Massimo Fini quando se ne esce con i suoi paradossi deliranti.
Sto con i NO TAV, col popolo valsusino, sebbene la strumentalizzazione che ne ha fatto l'ultrasinistra e il sedicente movimente anarchico mi stia sulle palle...
Non è che hai dimostrato un granché, almeno finche non avrai letto libri come: "La sfida della postmodernità", "Comunità e decrescita", "Comunismo e nazismo" ecc.
Avevo letto qui sopra che questi la rigirano, cioè che cambiano argomento a seconda del bisogno o, per usare un'espressione popolare, cambiano in continuazione le carte in tavola.
Ma questo amico di Alain de Benoist prima, qui sopra, ha scritto:
"Alain De Benoist non fa parte e non ha mai fatto parte di Movimento Zero"
Poi,quando dimostri che De Benoist è il primo firmatario del manifesto di questo "movimento", tira fuori un "Che c'entra. Ho letto il manifesto, e messo così lo firmerei pure io... " e "Non è che hai dimostrato un granché," si resta allibiti per il camaleontismo sfacciato.
Probabilmente, a forza di dire che solo loro fanno "funzionare il cervello" rischiano di crederci e si illudono di poterci trattare come dei deficienti.
Comunque con quest'Amico di Alain de Benoist (e con tutti gli altri della sua risma) non vale la pena di stare a discutere.
Mi basta aver smontato una delle tante panzane che provano a rifilarci, purtroppo per loro, senza successo.
E' interessante notare come finora tutti quelli che hanno citato degli autori e dei libri sono i critici di questo pidocchioso boicottaggio. Gli altri citano link, inclusa quella nota fonte di sapere scientifico che è Politicaonline (azz..). Adesso aspettiamo con ansia qualche altro attendibile e documentato studio, per esempio, che ne so, un link a Wikipedia. State bene così, e sperate non vi vada mai via la corrente che sennò correreste il rischio di dover prendere in mano un libro...brr!
Un saluto a Claudio e a tutti i presenti ieri sera
Oh, uno qualunque, ma chi cazzo sei?
Un fascista qualunque?
Voi le lezioni di cultura non le date a nessuno, chissà perché i prof. universitari, i giornalisti, gli sxcrittori sono tti di sinistra........
tanto anke se vi mettete il doppiopetto e usate quei toni pacati e moderati, sempre fasci rimarrete.............
tornate nelle FOGNIE...
Ecco, appunto: proprio ciò di cui si stava parlando.
Caro anti-fahahahaha, hai fatto la scoperta dell'acqua calla,.
Come volevasi dimostrare, gendarme telematico e infame, sarai punito, zitto e pompa.
Autonomia e pulizia
"Claudio Ughetto (che non conoscevo, ma cercando in rete l'ho ritrovato nel sito Les Amis d'Alain de Benoist )".
Cazzarola, mi hai sgamato, anti-cerebro!
E' interessante, caro amico, come passi il tempo a cercare le associazioni più recondite, all'interno del tuo film alla James Bond. Come avrai visto in seguito su questo forum, ho anche dichiarato di aver scritto per Diorama, aggiungo che attualmente collaboro col gruppo cagliaritano Opìfice (www.opifice.it, nel caso dovessi mettere in moto l'OVRA ti facilito le cose), vicino a quel fluttuante e contradditorio (forse inesistente) movimento di idee chiamato Nuove Sintesi.
Potrei aggiungere altre cose cose di me. Ho scritto un romanzo, mi ha intervistato un giornalista del Secolo d'Italia, ho sparato merda su destra e sinistra ma stranamente nell'intervista è saltato fuori che per me la destra è più "aperta" della sinistra (mai detto, ma così ho trovato l'intervista: nel caso dovessi cercare qualche mio scheletro, almeno non mi prendi di sorpresa). Scrivo sul web, i miei scritti finiscono un po' ovunque, a destra come a sinistra, e mi va bene così. Le idee sono di chi le usa: io so cosa dico, ho le mie opinioni, gli altri le interpretino pure. Dove posso confermo o smentisco, ma non è che ci divento matto...
Probabilmente nella mia vita ho anche fatto delle cazzate: avrò magari anche firmato cose di cui poi mi sono pentito, oppure ho sostenuto movimenti di pensiero che poi mi hanno deluso. Ho letto libri che non avrei dovuto, adoro confrontarmi con i pensatori che non condivido ma che mi stimolano (secondo l'insegnamento di persone come Berlin e Canetti), talvolta ripenso a quello che ho detto o scritto e poi mi dico: - Claudio hai detto una cazzata, forse è diverso... -, e cerco di evolvere il mio pensiero in base a quello che ho pensato e detto prima.
Insomma, vivo, e non perdo tempo a fare il poliziotto del pensiero, cercando prove per infamare la gente. Solo nella Germania nazista e sotto Stalin, facevano come te...
Ma tu ami la libertà, sei antifascista ecc.
Qiesto è il mio ultimo post. La vita e breve e preferisco spenderla diversamente. Un caro saluto a "unoqualunque" e a tutte le teste pensanti, piene di curiosità e prive di pregiudizi.
spero che dopo le minacce di questi bastardi pedofili comunitaristi qualcuno decida di andare ad ammazzarli di botte
muntzer=il terrorista assassino
nel loro gruppetto di infami c'è uno che si atteggia a stalinista puro e duro ma in realtà è un fascista "evoliano" e nell'appello per moffa si spacciava falsamente per membro del PDCI inoltre il direttore responsabile della rivista comunitarista è Giuseppe de rosas parente di giovanni de rosas alias Stanis Ruinas assassino fascista che tentò di infiltrarsi nel PCI con l'aiuto del petroliere Enrico Mattei ,non a caso oggi i nazisti amici di Preve frequentano i master mattei
inoltre si sono distinti per decine di provocazioni aggressioni a compagni delazioni e spionaggi
a danni di compagni
sta gente va sterminata a pugni e calci io mi propongo volontario
claudio ughetto di "nuove sintesi" bella accozzaglia di fascisti e nazicomunitaristi come vincenzo cialini e davide d'amario che sono anche sull'appello per quel coglione di moffa
coloro che attaccate sono grossi studiosi che ci hanno proiettati in avanti verso nuove convergenze non a caso prossimamente noi comunitaristi ospiteremo esponenti del Partito Pedofilo Belga nostri grandi amici
confermo quando dice il camerata Matteo
Evola è stato il più grande pensatore marxista del 900 chi mi critica è un ignorante
i nostri amici nazi ci difendono,grandi!!!
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=416052
inoltre il direttore responsabile della rivista comunitarista è Giuseppe de rosas parente di giovanni de rosas alias Stanis Ruinas assassino fascista che tentò di infiltrarsi nel PCI con l'aiuto del petroliere Enrico Mattei ,non a caso oggi i nazisti amici di Preve frequentano i master mattei
una connessione chiarissima, è tutto nero (nero pure lì) su bianco (come il golpe), su "Donna Moderna"
osi forse negare l'evidenza???
per ora l'unica evidenza è questa qui: http://kelebek.splinder.com/post/16349939/Due+falsari+c...49939
pure le frasi inventate per screditare Preve, definitevi da soli.
tu che ti firmi onanista sei un pagliaccio che osa screditare le convergenze di cui godiamo come il master Mattei che ci ha permesso le nostre carriere universiatrie e anche altro nei servizi
"E' interessante notare come finora tutti quelli che hanno citato degli autori e dei libri sono i critici di questo pidocchioso boicottaggio. Gli altri citano link ...." secondo quel che riporta il commento firmato "uno qualunque"
A parte il "pidocchioso"; per me è normale e logico che se si cercano informazioni, per esempio se de Benoist ha ho no firmato il manifesto di Movimento zero; si cerchi in rete e che si indichino dei link, come hanno fatto in molti.
Questo vale soprattutto quando si discute in rete, perché permette riscontri precisi e veloci. L'importante non è che siano link o non link, ma che siano attendibili, con dei dati veri, come per esempio che De Benoist ha firmato il tal manifesto, mentre c'è chi dice che non è vero.
Ma è solo un esempio.
Ci sono anche dei link a degli articoli sulla nuova destra, che propongono delle interpretazioni critiche che sono informative e interessanti.
Sono utili.
E, ultimo: anche dalla parte di quelli che approvano il "pidocchioso" boicottaggio del tentativo di portareBenoist alla Comunardi, se non sbaglio è stato citato un autore (Marcuse) e il titolo di un libro (Critica della tolleranza), ma per voi ii Libri sono solo le Opere di de Benoist e di Preve.
Inoltre è fastidioso e un po' spocchioso che certi personaggi vengano a citare Autori, tanto così, per fare sfoggio di Cultura. Chissà, forse dovremmo intimorirci.
Cribbio, questo qui ha letto nientepopodimeno che Canetti! e noi che leggiamo solo le etichette della birra e che i Libbri non li abbiamo mai letti, al massimo qualche volantino, magari stampato male e su carta di bassa qualità, qualche graffito sgrammaticato sui muri.
Comunque, grazie: per noi è già difficile leggere i giornaletti, e per merito vostro siamo venuti a sapere che esistono i Libbri.
Scusate, adesso non posso più scrivere, perché non ci ho l'abitudine, a me non me l'hanno (con la H o senza? non lo so) imparato.
Fortuna che c'è la nuova destra che prova a impararci delle cose culturali.
A parte il "pidocchioso"; per me è normale e logico che se si cercano informazioni, per esempio se de Benoist ha ho no firmato il manifesto di Movimento zero; si cerchi in rete e che si indichino dei link, come hanno fatto in molti.
Questo vale soprattutto quando si discute in rete, perché permette riscontri precisi e veloci. L'importante non è che siano link o non link, ma che siano attendibili, con dei dati veri, come per esempio che De Benoist ha firmato il tal manifesto, mentre c'è chi dice che non è vero.
Ma è solo un esempio.
Ci sono anche dei link a degli articoli sulla nuova destra, che propongono delle interpretazioni critiche che sono informative e interessanti.
Sono utili.
Il problema è che tante volte questo tipo di informazioni (e di cazzate, tipo la falsa frase attribuita a Preve) sono buttate lì alla rinfusa giusto per dare un tono a ricostruzioni tortuose e complottismi del genere "X ha firmato l'appello di Z che era firmato da Y, che sul suo sito linka l'associazione fascista D". Di appelli su internet ne girano a migliaia e chiunque ne riceve e ne firma, spesso senza stare a preoccuparsi della compagnia in cui si ritrova. Con questo non voglio stare a disquisire sul come e sul perchè de Benoist abbia firmato quell'appello dove tra l'altro non si parla di fascismo: chissenefrega.
La questione è semmai capire chi sia de Benoist aldilà degli appelli con la sua firma che girano per la rete. Per capirlo basterebbe leggersi gli studi su di lui e sulla Nuova Destra (per esempio "Sulla Nuova Destra" di Tagueiff), oppure i libri scritti da lui. Par di capire, però, che in pochi l'abbiano fatto, e che le contestazioni si basino sull'etichetta che si portano appresso gli appelli, le case editrici, le librerie e perfino le citazioni (come se potesse scegliere lui da chi farsi citare su politicaonline...) con cui de Benoist ha a che fare, e non sulle idee che sostiene pubblicamente da decenni e che sono riscontrabili in modo altrettanto preciso e utile (forse meno veloce, ma pazienza).
Idee che, da parecchio tempo, nulla hanno a che fare col fascismo, e molto invece con il rigetto di ogni forma di razzismo, nostalgismo, autoritarismo, occidentalismo o militarismo, con la critica del neoimperialismo statunitense e del pensiero unico globale in nome del diritto all'autodeterminazione dei popoli, con l'ecologia e la contestazione dell'ideologia dello sviluppo, con il federalismo come risposta alla crisi dello stato nazione, con la ripresa di Marx nella critica alla forma capitale (ebbene sì, se ne parla in un'intervista su Diorama 286), eccetera.
Ma forse per qualcuno ignorare le tesi di de Benoist e montare un caso sulla sua conferenza serve come certificato di esistenza in vita, peccato poi che quando a Torino ci vengono Veltroni, Berlusconi o Bertinotti, gente che a differenza di de Benoist le guerre le sostiene e le vota pure in parlamento, lo sdegno antifascista si assopisca. D'altronde loro mica firmano appelli, perchè contestarli?
lady scrive:
“dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento, infatti sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere. Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel fascismo” ("Comunitarismo" , dic. 2003, pp. 12-20)
Tuttavia nell'articolo completo leggibile a questa url http://www.vho.org/aaargh/ital/attua/rs0401.pdf non risulta l'ultimo passo:
"Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel fascismo"
Manipolazione del testo? E a che scopo?
Avevo detto che il precedente era il mio ultimo post, ma sento il dovere di chiarire ancora alcune cose. Poi smetto per davvero.
Anticerebro dice che io ho scritto che Alain De Benoist non ha firmato il manifesto di Movimento Zero. Iio non ho detto questo, bensì che Alain De Benoist "non fa parte di Movimento Zero. Sarebbe come a dire che tutti quelli che hanno firmato quel manifesto sono del movimento. Mi sembra ridicolo. Al banco dei Radicali, io ho firmato appelli per l'utonomia del Tibet e per cessare i massacri di tibetani da parte del governo cinese. Questo fa di me un membro del partito radicale? Se mi piace un'idea, condivido un appello o un'intenzione espressa su un manifesto, perché non dovrei firmarla?
Inoltre, su Movimento Zero. Molti comportamenti e scelte del movimento di Massimo Fini non mi convincono, tuttavia su quel manifesto non c'è niente che faccia di lui un fascista. E' che a quelli come Anticerebro piacciono le generalizzazioni. Non rispondono: io non la penso come te perché..., bensì: tu sei fascista perché quella volta, oppure conosci il tal dei tali. In Movimento Zero ci sono alcune persone che hanno militato nell'estrema destra, e questo fa di quel movimento un movimento fascista. Non importa che il manifesto si oppone alla guerra in Iraq e all'ideologia del consumo... Pochi si ricordano che Massimo Fini è stato anche di estrema sinistra e socialista prima che Craxi trasformasse il partito in quello che è diventato.
Riguardo ai comunitaristi, io non so se sono o no pedofili, sicuramente qualche ex fascista c'è, come qualche fanatico delirante. Scrissi un articolo sulla loro rivista anni fa, poi presi le distanze, perché l'insieme delle loro idee non mi convinceva. E continuo a trovarli molto distanti dalle mie idee.
Tanto per chiarire con la polizia del pensiero, in casa ho un candelabro ebraico, di quelli usati durante le cerimonie. Se due più due fa quattro, di sicuro questo fa di me un filosionista. Qua sopra c'è chi mi ha messo vicino a gente che neppure conosco, fascisti e ultradestri con i quali non prenderei neppure un caffé insieme. Pero sono un amico di Alain De Benoist: la notizia è stata riportata come se ciò fosse una colpa. Perché? Un po' come quelli della Lega che, quando non hanno argomenti contro li avversari, li accusano di passeggiare con La Repubblica sotto il braccio. Un po' come Berlusconi che tira fuori il pericolo comunista quando è a corto di argomenti. Io Alain De Benoist lo conosco per i suoi libri, sapevo che sul suo sito mi hanno messo tra gli "amici" perché collaboro con Opìfice e mi sento vicino alle sue idee. Non abbiamo nessuna tresca insieme, ma se davvero sono suo amico, allora ne sono orgoglioso: è come essere amici di Socrate. Sappiamo che Socrate fu processato e ucciso dai detentori della morale ateniese, perché corrompeva i giovani invitandoli ad adorare falsi déi. Ora i benpensanti, i farisei come Anticerebro la gente non possono più ammazzarla: chiedono il becero boicotaggio, mettono su processi alle intenzioni scandagliando vita e amicizie delle persone, senza neppure occuparsi di quello che le persone pensano e scrivono.
Inutile sofferarsi sulla paura della contaminazione da parte di persone come Anticerebro. E' la base del razzismo, della purezza in senso leghista, però applicata alle idee. Andando al sodo, se anche De Benoist e Preve simpatizzassero per il fascismo (anche se, in quanto antigiacobino, De Benoist è per forza antitotalitario...), se fossero dei destri, questa non sarebbe una buona ragione per non lasciarli parlare. Ogni volta che si applica la polizia del pensiero, impedendo a qualcuno di parlare, si è contro i principi della democrazia. Anni fa, all'università di Torino, fu impedito a Marcello Veneziani di parlare di comunitarismo e liberalismo (argomenti fascistissimi!), e a boicottare fu il solitogruppetto di utili idioti. Ora, le idee di Veneziani sono lontanissime dalle mie, addirittura mi irritano, però non gli avei mai impedito di parlare. Io non impedirei di parlare neppure al mio peggior nemico.
Neppure a un poveretto come Anticerebro.
Adesso ho finito davvero.
Le contestazioni a Berlusconi e Veltroni (da quando ha varato il PD, comincia a beccarsene più spesso di prima anche Veltroni) non c'entrano niente.
Non ha senso appiattire tutto.
Benoist e Preve possono dialogare quando gli pare, lo fanno e lo faranno ancora.
Il problema dell'iniziativa di Torino era quello dell'ospitalità da parte di una libreria storicamente legata ai movimenti a un incontro basato sul "superamento" o sulla "fine" della dicotomia destra/sinistra, dello scontro fascismo/antifascismo, ecc.
Non si tratta di impedire a Preve e nemmeno a Benoist di scrivere io di parlare, scrivano quel cavolo che vogliono, la di rifiutare che le loro mistificazioni vengano accolte e messe addirittura in vetrina nell'ambito dei movimenti.
Taguieff è stato anche molto criticato, soprattutto in Francia ma anche in Italia, per il suo libro sulla nuova destra e le sue aperture a De Benoist. Taguieff non è una Bibbia, ma la nuova destra naturalmente ogni volta che viene messa in discussione, tira sempre fuori Taguieff, uno che è capace di teorizzare che chi rifiuta il dialogo con i razzisti, sarebbe razzista verso i poveri razzisti!
E' sulla base di cazzate di questo tipo (ben confezionate, ma sono lo stesso emerite cazzate) in questa nebbia in cui tutti i topi sono bigi, che spuntano le commistioni, le macedonie tra Marx e le critiche reazionarie del capitalismo e alla modernità e merda varia...
"in questa nebbia in cui tutti i topi sono bigi"!
Fantastico! Le stesse parole usate da Marcello Veneziani quando il gruppo di Tarchi si staccò dal MSI, e lui era fortemente contrario al nuovo. Alla fine è diventato Berlusconiano... Troppo ridicolo.
Tutti coloro i quali hanno usato e stanno usando i nomi ed i cognomi - storpiati - dei compagni sono degli infami. Menomale che ora avete di nuovo Indymedia per poter "fare politica", se no cosa avreste fatto tutto il giorno? Bravi, bravi davvero, i soliti infami.
Per i moderatori di Indymedia:
Io non so cosa pensate di fare, ma, stante il fatto che qui si inneggia alla violenza contro i compagni, contro i cosiddetti "comunitaristi" ed altri, non si mette per niente bene. Vede un po' voi...
io ho il numero di "comunitarismo" in versione cartacea(si sa che quelle web si possono modificae a piacimento) e la frase incriminata c'è eccome.
sono personaggi nazisti eccome:preve comunitaristi de benoist tutti quelli che ruotano attorno al master mattei e a moffa(se ricordate la lista fu firmata da nazisti di Forza Nuova Fiamma tricolore addirittura il loro "appelllo" fu pubblicato anche da sezioni di Forza Italia), sono legati a nazisti tipo arianna editrice settimo sigillo..questo basta per emarginarli e eboicottarli e boicottare chi li invita
"gioctore" le tue minacce sono ridicole,e i comunitaristi non sono compagni ma solo degli infamelli neonazisti
Ho scritto più sopra che non mi interessa discutere oltre con l'Amico di Alain de Benoist Ughetto.
E Ughetto, dopo aver scritto che anche lui scriveva qui per l'ultima volta continua, e poi continua...
Per quanto mi riguarda scrivo solo per ribadire che non ho niente da dirgli.
Del resto non avrebbe senso criticare il dialogo con Benoist e intavolare il dialogo o la polemica,facendoli diventare, anche solo polemicamente, interlocutori degli antifascisti in Indymedia.
Confermo la fine, almeno per me, del capitolo Ughetto.
Chi legge quel che è scritto sopra, se vuole, capirà.
è tipo dal commento numero 30 che non sto più a capi' un cazzo
magnateve tutti la merda!
Sono anni che i dementi come Stalinista cercano di fare propaganda alla merda nera bombardando indymedia con la merda di Preve, Blondet e compagnia bella
Niente di nuovo, stalinisti e nazi s'assomigliano e si pigliano, i fasci sono sempre quelli, gli stalinisti sono anche peggiorati, questi compagni da operetta che sventolano Marx per venderti Benito francamente sono ridicoli, soprattutto per quano si prendono sul serio quando vengono qui a farsi prendere a pesci in faccia :D
Genna si è dimenticato di dire che il sito aaargh che ha linkato nel suo commento è un sito negazionista, con scritti di Faurisson e compari.
seguo il consiglio dell'amico "uno normale" e magno la merda
Di chi parliamo? Cazzo, questo è fascistaaa!!! :D
Costanzo Preve: Autopresentazione http://www.comunitarismo.it/autopresentazione.pdf
--------------------------
Comunitarismo e Comunismo - C. Preve http://www.comunitarismo.it/comunismo_comunitarismo.htm
Utopia e libertà - C. Preve http://www.comunitarismo.it/utopia_liberta.htm
Sinistra e Destra - C. Preve http://www.comunitarismo.it/sinistra_destra.htm
Alcuni problemi per l'orientamento politico e metapolitico nell'attuale momento storico - C. Preve http://www.comunitarismo.it/orientamento_politico.htm
Invito ad una discussione radicale sul marxismo - C. Preve http://www.comunitarismo.it/invito_discussione.htm
Gli Usa ,l’Occidente, la Destra, La Sinistra , il fascismo ed il comunismo. - C. Preve http://www.comunitarismo.it/usa_occidente..htm
Gli intellettuali italiani e la questione scolastica - C. Preve http://www.comunitarismo.it/intellettuali_italiani.htm
Dopo Nassiryia. Che cosa è cambiato - C. Preve http://www.comunitarismo.it/dopo_nassiryia.htm
Il problema dell'indipendenza - C. Preve http://www.comunitarismo.it/il_problema_dell'indipendenza.htm
Intervista a Costanzo Preve http://www.comunitarismo.it/intervista1.htm
La crisi culturale della terza età del capitalismo - C. Preve http://www.comunitarismo.it/crisi%20culturale.htm
Il marxismo e la politica culturale - C. Preve http://www.comunitarismo.it/marxismo%20e%20politica%20c...e.htm
Intervista a Costanzo Preve - http://www.comunitarismo.it/preve2.pdf
Invito ad una discussione radicale sul marxismo http://www.kelebekler.com/occ/marxismo01.htm
Nichilismo, individuo, universalismo reale http://www.kelebekler.com/occ/nichilismo01.htm
Il maoismo http://www.kelebekler.com/occ/mao01.htm
Note critiche sul bordighismo http://www.kelebekler.com/occ/bordiga01.htm
Proposta di interpretazione, metodologia e periodizzazione per la storia della filosofia marxista http://www.kelebekler.com/occ/marxfil01.htm
Per un bilancio categoriale marxista della storia del comunismo storico novecentesco http://www.kelebekler.com/occ/prevecom01.htm
Dalla Rivoluzione alla Disobbedienza http://www.kelebekler.com/occ/disobbed01.htm
Il testamento filosofico di Lukács http://www.kelebekler.com/occ/prevearticoli.htm
Ludovici Geymonat http://www.kelebekler.com/occ/geymonat01.htm
La storia di Lucio Colletti http://www.kelebekler.com/occ/colletti01.htm
Nazione italiana, Europa, Mediterraneo http://www.kelebekler.com/occ/prevenazione00.htm
Esistenzialismo e marxismo http://www.kelebekler.com/occ/esistenz01.htm
L'eredità intellettuale di Louis Althusser (1918-1990) http://www.kelebekler.com/occ/althusser01.htm
Note critiche sul trotzkismo http://www.kelebekler.com/occ/prevetrotzky01.htm
A duecento anni dalla morte di Immanuel Kant (1804-2004) http://www.kelebekler.com/occ/prevekant.htm
Il presente di Costanzo Preve http://www.kelebekler.com/occ/prevebailone1.htm
Una introduzione al pensiero marxista di Gianfranco La Grassa in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro http://www.kelebekler.com/occ/lagrassa.htm
A ottanta anni dalla morte di Lenin (1924-2004) http://www.kelebekler.com/occ/prevelenin01.htm
Da Luigi Berlinguer a Letizia Moratti http://www.kelebekler.com/occ/moratti1.htm
L'assassino è il maggiordomo http://www.kelebekler.com/occ/berlinguer1.htm
Da Antonio Gramsci a Piero Fassino http://www.kelebekler.com/occ/prevefassino.htm
L'ultima transizione http://www.kelebekler.com/occ/bertinotti.htm
Centoventi anni dalla morte di Karl Marx (1883-2003) http://www.kelebekler.com/occ/marx0.htm
Letteratura di guerra http://www.kelebekler.com/occ/preve_fallaci01.htm
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Alessandro Monchietto "Costanzo Preve - Marxismo e Filosofia" http://www.comunitarismo.it/Monchietto.pdf
Preve...
* Cosa possiamo chiedere al marxismo (in AA.VV., Il marxismo in mare aperto). 1983, Franco Angeli
* La filosofia imperfetta. Una proposta di ricostruzione del marxismo contemporaneo. 1984, Franco Angeli
* La teoria in pezzi. La dissoluzione del paradigma teorico operaista in Italia (1976-1983). 1984, Dedalo
* La passione durevole. 1989, Vangelista
* Il filo di Arianna. Quindici lezioni di filosofia marxista. 1990, Vangelista
* Il convitato di pietra. 1991, Vangelista
* L’assalto al cielo. Saggio su marxismo e individualismo. 1992, Vangelista
* Il pianeta rosso. Saggio su marxismo e universalismo. 1992, Vangelista
* L’ideologia Italiana. Saggio sulla storia delle idee marxiste in Italia. 1993, Vangelista
* Il tempo della ricerca. Saggio sul moderno, il postmoderno e la fine della storia. 1993, Vangelista
* L’eguale libertà. Saggio sulla natura umana. 1994, Vangelista
* Oltre la gabbia d’acciaio. 1994, Vangelista, (con Gianfranco La Grassa)
* Il teatro dell’assurdo (cronaca e storia dei recenti avvenimenti italiani), 1995, Punto rosso, (con Gianfranco La Grassa)
* Una teoria nuova per una diversa strategia politica, 1995, Punto rosso, (con Gianfranco La Grassa)
* Un elogio della filosofia. 1996 Punto Rosso
* La fine di una teoria. Il collasso del marxismo storico del Novecento. 1996, Unicopli, (con Gianfranco La Grassa)
* Il comunismo storico novecentesco (1917-1991). 1997, Punto Rosso
* Nichilismo Verità Storia. Un manifesto filosofico della fine del XX secolo. 1997, CRT, (con Massimo Bontempelli (filosofo))
* Gesù uomo nella storia, Dio nel pensiero. 1997, CRT, (con Massimo Bontempelli( filosofo))
* Il crepuscolo della profezia comunista. A 150 anni dal “Manifesto”. 1998, CRT
* L'alba del Sessantotto. Una interpretazione filosofica. 1998, CRT
* Marxismo, Filosofia, Verità. 1998, CRT
* Destra e sinistra. La natura inservibile di due categorie tradizionali. 1998, CRT
* La questione nazionale alle soglie del XXI secolo. 1998, CRT
* Le stagioni del nichilismo. Un'analisi filosofica ed una prognosi storica. 1998, CRT
* Individui liberati, comunità solidali. Sulla questione della società degli individui. 1998, CRT
* Contro il capitalismo, oltre il comunismo. Riflessioni su di una eredità storica e su un futuro possibile. 1998, CRT
* La fine dell'Urss. Dalla transizione mancata alla dissoluzione reale. 1999, CRT
* Il ritorno del clero. La questione degli intellettuali oggi. 1999, CRT
* Le avventure dell’ateismo. Religione e materialismo oggi. 1999, CRT
* Un nuovo manifesto filosofico. Prospettive inedite e orizzonti convincenti per il pensiero. 1999, CRT, (con Andrea Cavazzini)
* Hegel Marx Heidegger. Un percorso nella filosofia contemporanea. 1999, CRT
* Scienza, politica, filosofia. Un'interpretazione filosofica del Novecento. 1999, CRT
* I secoli difficili. Introduzione al pensiero filosofico dell’Ottocento e del Novecento. 1999, CRT
* L’educazione filosofica. Memoria del passato - Compito del presente - Sfida del futuro. 2000, CRT
* Il bombardamento etico. Saggio sull'interventismo umanitario, l'embargo terapeutico e la menzogna evidente. 2000, CRT
* Marxismo e filosofia. Note, riflessioni e alcune novità. 2002, CRT
* Un secolo di marxismo. Idee e ideologie. 2003, CRT
* Le contraddizioni di Norberto Bobbio. Per una critica del bobbianesimo cerimoniale. 2004, CRT
* Marx inattuale. Eredità e prospettiva. 2004, Bollati Boringhieri
* Verità filosofica e critica sociale. Religione, filosofia, marxismo. 2004, CRT
* Dove va la destra? Dove va la sinistra? (con Giano Accame, a cura di Stefano Boninsegni). 2004, Edizioni Settimo Sigillo
* Comunitarismo Filosofia Politica. 2004, Noctua
* L’ideocrazia imperiale americana. 2004, Edizioni Settimo Sigillo
* Filosofia del presente. 2004, Edizioni Settimo Sigillo
* Filosofia e Geopolitica. 2005, Edizioni all’insegna del Veltro, (prefaz. di Tiberio Graziani)
* Del buon uso dell’universalismo. 2005, Edizioni Settimo Sigillo, (prefaz. di Carlo Gambescia)
* Dialoghi sul presente. Alienazione, globalizzazione, Destra/Sinistra, atei devoti. Per un pensiero ribelle (con Alain de Benoist e Giuseppe Giaccio). 2005 Controcorrente
* Marx e gli antichi greci. 2005, Petite Plaisance, (con Luca Grecchi)
* Il popolo al potere. Il problema della democrazia nei suoi aspetti storici e filosofici. 2006, Arianna Editrice, (prefaz. di Giuseppe Giaccio)
* Verità e relativismo. Religione, scienza, filosofia e politica nell'epoca della globalizzazione. 2006, Alpina (prefaz. di Franco Cardini)
* Elogio del comunitarismo. 2006, Controcorrente
* Il paradosso De Benoist. 2006, Edizioni Settimo Sigillo, (prefaz. di Carlo Gambescia)
* Storia della dialettica. 2006, Petite Plaisance
* Storia critica del marxismo. 2007, Edizioni Città del Sole, (introduz. di André Tosel)
* Storia dell’etica. 2007, Petite Plaisance
* Hegel antiutilitarista. 2007, Edizioni Settimo Sigillo, (introduz. di Carlo Gambescia)
* Storia del Materialismo. 2007, Petite Plaisance
* Una approssimazione al pensiero di Karl Marx. Tra materialismo e idealismo. 2007, Il Prato (presentazione di Diego Fusaro)
* Ripensare Marx. Filosofia, Idealismo, Materialismo. 2007, Editrice Ermes
* Alla ricerca della speranza perduta. 2008, Settimo Sigillo, (con Luigi Tedeschi)
SOLIDARIETA’ A PREVE E DE BENOIST,RIPESARE MARX!!! di Pasqualino Polpetta
da ripensare marx website
Ieri, 14 marzo, il famosissimo e rispettatissimo filosofo (noto a livello inter-comunale) Costanzo Preve avrebbe dovuto presentare (sembra, infatti, che l’evento sia saltato, almeno da quello che mi dicono i trolls che popolano la mia folta capigliatura, e comunque anche se non fosse direi le stesse cose), presso la libreria Comunardi di Torino, un suo saggio intitolato “Il Paracesso di De Benoist” (ed. Settimo Sigillo).
A questo evento avrebbe dovuto essere presente [se solo la foia (notare l'assonanza con troia) identitaria delle squadracce noglobal di quelli che girano con le Nike ai piedi pagate dai ricchi padri borghesi e poi magari criticano gli Usa, non si fosse materializzata in tutta la sua insensatezza] lo stesso pensatore francese, ideologicamente proveniente dalle fila della Nouvelle Droite, ma oggi difficilmente inquadrabile anche in quest’ultima, a meno di improvvisi risollevamenti di ordine finanziario della struttura neo-nazista diretta dal noto pedofilo marsigliese Yvés Cochon-De Polle.
Dico subito che noi avevamo pubblicato un’intervista a De Benoist, qualche tempo fa, anche se non se ne accorse nessuno, sottolineando però quanto costui avesse stravolto il pensiero Marx, mettendone in evidenza un umanesimo utopico che non ha mai avuto nulla a che vedere con la carica scientifica della sua produzione teorica complessiva. A nostro modo di vedere, queste operazioni servono (siano fatte in buona o cattiva fede ce ne fotte poco) solo a depotenziare il nucleo logico della teoria marxiana - quello che c’è ancora d’insuperato nel pensiero di Marx - facilitando la neutralizzazione della sua più grande scoperta: il continente della scienza dei modi di produzione sociali (quella con la quale è stato possibile demistificare l’uguaglianza formale nella sfera circolatoria atta a coprire l’ineguaglianza reale e lo sfruttamento capitalistico nella sfera produttiva). Vi invito, a tal proposito, a rileggere i commenti che abbiamo pubblicato sul blog a margine dell’intervista, glosse di immane erudizione e profonda comprensione propria di chi compulsa da decenni lo scibile umano, tralasciando però quelli di alcuni fetidi rikkioni che non sanno nemmeno respirare, amici di Martinez guarda caso.
Fin qui, dunque, le nostre critiche a De Benoist,delle quali,come noto, se ne fottè alquanto. Oggi però apprendo che un gruppo di rossi bastardi,residuati comunisti fuori dalla storia, stirpe fetida di miseri ciabattini e fuochisti sans-papiers anche se italiani, col coraggio dei batraci in amore, ha impedito a Preve di parlare scureggiandogli in faccia a mò di megafono,e minacciando anche il proprietario della libreria che doveva tenere a battesimo la presentazione del testo dicendo lui che avrebbero razziato le sue scorte di Nutella in caso avrebbe lasciato parlare il Costanzo. Pare anche che il Costanzo fosse abbastanza costipato (più del solito) a seguito delle solite immani mangiate di facioli coi peperoncini e aglio che usa accompagnare alle disquisizioni sul valore in senso marxiano inflitte alla povera portiera della stamberga in cui vive,la quale vorrebbe guardare Beautiful in santa pace mentre rammenda i calzini bucati del nipote. Per cui è logico che quest’ultimo (Preve,non il nipote della portiera) abbia, all’ultimo momento, comunicato che per rispetto verso la sensibilità antifascista, e per evitare di soffocare il fine odorato del francioso filosofante coi miasmi dei propri intestini impestati dai luculliani e gravitonici pasti di cui sopra, l'evento veniva cancellato. Passi per il secondo motivo (e chi frequenta il Costanzo tanto sa quanto è bene tenersene a distanza nei giorni susseguenti alle sue scorribande gastronomiche!) ma, Sant'Iddio chiavato da un tuono,ma quale sensibilità antifascista? Un gruppo di sciammanati arricchioniti che vive di slogan consunti quanto le suole delle proprie pulciose babbuccie e si nutre rosicchiando i cartoni delle pizze lasciate al macero nelle stradine, potrà mai essere depositario della sensibilità antifascista? E anche se fosse ce ne fotterebbe qualcosa? Questa teppaglia metropolitana è molto più vicina al sottoproletariato senza arte né parte (quello che Marx definiva la puttana della storia preveggendo la professione di alcuni comunitaristi bombaroli) che non ai partigiani e ai militi della RSI che hanno contribuito a liberare l’Italia dal fascismo.
Rimettiamo le cose al loro posto per favore, da che mondo è mondo le carogne finiscono nelle fogne e non importa la specificazione, siano esse rosse o nere. Se sono rossonere invece o tifano Milan o leggono Costanzo Preve. O forse SONO Costanzo Preve. In ogni modo, è lì che dovrebbero tornare questi miserabili scarti figli di una cagna bastarda che picchierò a sangue uno per uno stiano tranquilli lo giuro sulla testa di quella troia di mia figlia.
La nostra solidarietà a Preve e De Benoist e ai barattoli di Nutella dei Comunardi
Taguieff è stato anche molto criticato, soprattutto in Francia ma anche in Italia, per il suo libro sulla nuova destra e le sue aperture a De Benoist. Taguieff non è una Bibbia, ma la nuova destra naturalmente ogni volta che viene messa in discussione, tira sempre fuori Taguieff, uno che è capace di teorizzare che chi rifiuta il dialogo con i razzisti, sarebbe razzista verso i poveri razzisti!
Lascio perdere il resto perchè mi sembra un parlarsi addosso, su Tagueiff invece mi limito a dire che il suo resta ad oggi lo studio più completo che si possa trovare sulla Nd, peraltro scritto da uno che proviene da tutt'altra storia politica. Non è che per questo non si possa ugualmente dissentire da quel che scrive, ci mancherebbe, ma se Tagueiff non è la bibbia cosa bisognerebbe dire di Stara, Caldiron o Germinario?! Almeno Tagueiff non ha fatto un pamphlet propagandistico, ne' in senso apologetico ne' in senso denigratorio.
ecco il link dell'articolo postato dal sagace SandyMista,in cui trovate anche una anticipazione dell'intervista al capo del partito pedofilo belga Thoren Nakagata realizzata da me stesso
http://ripensaremarx.splinder.com/post/16350444/SOLIDAR...DE+BE
ciao a tutti, sono Simona Tagli e anche io sono molto indignata per l'invito di De Benoist da Comunardi
antifà!!!!!!
Mi unisco alla stimata collega Simona Tagli nell'indignazione per tale provocazione di chiara matrice fascista.
Sono pronto a firmare qualunque appello contro un simile scempio.
Tiberio Timperi
Taguieff è passato da una critica della nuova destra riconosciuta come valida a una posizione di fatto apologetica, secondo la quale, detto, antirazzismo e razzismo cono due forme di razzismo e quindi bisogna riformare l'antirazzismo che deve diventare tollerante verso i razzisti.
Basta e avanza per vedere dove porta la sua "obbiettività".
Nomi-riferimenti-situazioni-falsità-ignoranza totale-documentazione prossima allo zero- identitarismo (per gente senza personalità) BENVENUTA INDY.
Fate i presidi per una stronzata di cui non avete capito un beato cazzo e poi il resto della vostra vita la passate a cacarvi sotto dei fascisti veri quando passano o vi tolgono da sotto al culo i quartieri uno dopo un altro.
Ipocriti senza palle!!!!
Come fare a mostrare al mondo di avere una identità e uno scopo politico nella vita ma senza prenderci le botte che sicuramente mi danno i fasci che non sono come noi ovvero un branco di tossici senza arte ne parte?
Rompo il cazzo a Preve!!!!
I fasci stanno là voi da preve a protestà!!!
Anti fa ah ah ah ah !!!!
Antifa-ggiani!!!
"io ho il numero di 'comunitarismo' in versione cartacea(si sa che quelle web si possono modificae a piacimento) e la frase incriminata c'è eccome."
Ma dove cazzo la trovi 'sta frase?
spiegamelo un po', perché ho tutte le copie di Comunitarismo e di Comunità e resistenza e non ho mai trovato nulla di simile scritto da Preve.
anzi, già che ci sei (tanto non ti costa nulla..), scannerizzala e condividila con noialtri.........
il discorso gira in tondo, torna all'inizio, con la fola che non valeva la pena di opporsi all'esibizione di De Benoist e Preve alla Comunardi, c'è solo l'aggiunta di una virile accusa di essere "senza palle",
Lo spettacolo è finito, qui si strascica tra i rancori dei sostenitori del dialogo, che provano a cantar vittoria.
E' uno strascico noioso e inutile che non serve a niente se non a loro.
Lasciamoli a parlare da soli.
Sono andato a riprendermi il discusso testo di Preve, e (per chiudere in bellezza) ne copio la conclusione:
"Il modello della 'addizione' di Forza Nuova e del Fronte Nazionale con forze ultramarxiste di tipo trotzkista, maoista o come diavolo le si vorrebbe nominare è una follia logica e politica che ovviamente nessuna persona intelligente perseguirebbe mai, e che puo’ soltanto essere agitata propagandisticamente come spauracchio da chi in questo modo trova l’alibi per sottrarsi ad ogni serio impegno autonomo antiimperialista al di la’ degli strettissimi e soffocanti limiti del politicamente corretto consentito dalle forze macro e micro parlamentari, per cui ad esempio la guerra di Bush sarebbe criminale, ma non si fa parola del buon diritto del popolo iracheno ad opporsi anche con le armi all’invasore. Questo modello, che nessuno ha in mente , nessuno propone e che nessuno seguirebbe se qualche stupido (o piu’ esattamente qualche provocatore) per caso lo proponesse seriamente, non farebbe che raddoppiare le patologie incurabili, perche’ alle patologie incurabili della sinistra verrebbero aggiunte anche le patologie incurabili della destra.
L’unione di sostenitori rasati del razzismo biologico con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato sarebbe certamente un buon copione di pornografia hard, ma non potrebbe uscire dal piccolo circuito a luci rosse del sottobosco politico."
Spero che anche i più ottusi siano riusciti a comprendere il messaggio [nel caso contrario, consiglio vivamente una doppia dose di Xanax]
mon, chiaro, prima scrivo una cosa poi nella pratica ne faccio l'esatto opposto (tipo pubblicare per settimo sigillo o collaborare e stimare de benoist)... certi giochetti finti intellettuali non bastano...
“L’unione di sostenitori rasati del razzismo biologico con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato [...] non potrebbe uscire dal piccolo circuito a luci rosse del sottobosco politico”.
Cioè – rovesciando la prospettiva – l’unione dei sostenitori garbati del razzismo differenzialista con sostenitori depilati di un marxismo comunitarista può e deve uscire dal piccolo circuito, e tutti devono piegarsi al Nuovo Verbo trans-ideologico e non-criticabile...
Anche Mussolini o Hitler avrebbero potuto dire “je suis de gauche avec des valeurs de droite!” (A. De Benoist). Già, perché Mussolini e Hitler erano socialisti e identitaristi...
Solidarietà alla Federazione Anarchica Torinese!
Aho! Basta co st'ideologgia!!
Stiamo a fa' la polizia del ppensiero!
Alan Debenoste è un gran capoccione, un cervellone e voi nun ce capite 'na mazza!
il manifesto der MOVIMENTO ZZERO l'ho fimato pure io (annate a vede' in der sito di Massimo Fini).
E' un manifesto che dice che er marxismo è fallito, è piaciuto pure a mi socera!
M con voi gnorantoni nun se po' disctue. So ttempi duri per noi 'ntelleuali. Ah 'nvidiosi de l'intelliggenza e delle buone maniere!
Adesso scusate, devo annà de corsa in der posto.
Xanax, almeno tu riesci a capire cosa scrivi?
Mi rendo conto che per persone con problemi di ottusità cronica come la tua aprire un libro sia qualcosa di azzardato, ma che ne diresti anche solo di leggere un paio di pagine scritte da Preve o de Benoist negli ultimi 10 anni?
magari riusciresti ad evitare queste enormi figure di merda
Costanzo Breve (detto il Greve)
è un fascio e basta
costanzo preve fascista?
Vabbè allora marx è di forza italia perchè è pubblicato da Mondadori.
Quanti sapientoni che lo criticano lo hanno mai letto?...mmmm misà nessuno.
Quali sono i parametri per definire un fascista? Pubblicare per SG?
..apposto!
Dite per favore dove (tolto il fatto di dove pubblica e quindi di dove LAVORA, come tutti noi) avete inteso Preve come fascista.
Aspetto analisi serie costruttive e ragionate.
Sono pronto a farmi qualsiasi opinione, giuro.... non sono ne pro (forse un po' di più) nè contro.
pubblico per la case editrice nazista Settimo Sigillo (notare le iniziali SS)
Però sono andato a vedere il manifesto del Movimento Zero,nel sito di Massimo Fini e i primi 3 firmatari sono:
MASSIMO FINI - MILANO
ALAIN DE BENOIST - PARIGI (Francia)
GIANFRANCO FUNARI - MILANO
E mentre voi vi siete divertiti a mettere foto di Tiberio Timperi eccetera per ridicolizzare chi è contro De Benoist , "Funari" ha fatto bene a ricordare che nel mucchio c'è anche lui , e per davvero.
Ve la siete cercata, cazzi vostri.
metterò bombe nelle case di chi ha osato contestarci e far piangere così per 4 giorni di fila il sensibile Sandy Mista
Mery per sempre
citi Timperi, e a me non mi caghi?
STRONZO!
Simona Tagli
con Alain De Benoist
BENTORNATO MARX!
Marx è morto. È questa lossessiva litania che siamo ormai abituati a
sentire. Dietro tale canto funebre si cela però, forse, lauspicio che tale
trapasso abbia luogo davvero, perché il «morto» in questione è ancora in
forze e non cessa di seminare il panico tra i vivi. Chi si ostina a
ripetere, in nome di Dio o del Mercato, che «Marx è morto» lo fa, allora,
perché assillato dal suo spettro: esso continua a denunciare le
contraddizioni di un mondo capovolto, di una realtà spettrale che sospesa
in un incantesimo di alienazione e sfruttamento, di feticismo e di
mercificazione universale abbiamo prodotto noi stessi, ma che è a tal
punto opaca da sembrare autonoma e da dominarci minacciosa. Da queste
considerazioni è bene muovere per tornare a leggere e a ripensare Marx, per
riflettere sullattualità e linattualità del suo pensiero, su che cosa
resti vivo, oggi, della più grande speranza di felicità sociale di cui la
modernità sia stata capace.
Interverranno:
Diego Fusaro, Gianni Vattimo, Costanzo Preve
Mercoledì 14 maggio, ore 21, presso la LIBRERIA COMUNARDI (via Bogino 2,
Torino, tel. 011-8395067), ingresso libero.