NOSTRO PARERE SULLE SCUOLE, SUI MEDIA.....

category piemonte | arti e media | opinioni author lunedì 24 marzo, 2008 23:44author by PUNX

A PROPOSITO DEI METODI DI INSEGNAMENTO E DI CONTROLLO....

Nell’Asia sud orientale nei villaggi per addomesticare un elefante selvaggio e impiegarlo nei lavori agricoli, prima di tutto bisogna distruggere il suo spirito. Per fare ciò si adesca un giovane esemplare, allontanandolo dagli altri della sua specie e poi si incatena ciascuna delle sue zampe assicurandole direttamente al terreno. L’elefante non riesce a muoversi, né a chiamare aiuto verso la sua famiglia o verso i compagni, e non riesce a mettersi al sicuro da sé. La povera creatura è totalmente in una posizione di dipendenza, imprigionata e accerchiata da strane scimmie che ridono e si fanno scherno del suo dolore e della sua disgrazia. Dopodiché si continua per giorni, finché lo spirito selvaggio dell’elefante è spezzato e diventa un docile animale da attaccare all’aratro.

La scuola serve ad uno scopo simile nella sua opera di civilizzazione e di rottura dello spirito dei giovani. Alla tenera età di 4 o 6 anni un bambino ha già cominciato ad articolare chiaramente un complicato linguaggio simbolico e comincia ad avere padronanza di esercizi fisici e meccanici complessi. E’ a questo punto che il fragile giovane umano viene forzatamente portato via dall’ambiente domestico familiare, dal contatto umano e dal suo ecosistema. Con la minaccia della violenza della polizia e dell’arresto, o quantomeno del sequestro del bambino, i genitori vengono costretti ad assicurare la loro complicità, e innumerevoli bambini vengono caricati in massa su mezzi di trasporto e portati via. Per i successivi 13 anni essi trascorrono circa 8 ore al giorno con centinaia di altri giovani sradicati in massa dentro edifici istituzionali sterili e freddi. All’interno ditali istituzioni essi vengono addestrati, sotto la costante minaccia di varie crudeli e impensabili punizioni psicologiche, a stare seduti, a eseguire gli ordini senza porsi domande, ma soprattutto a temere ciò che potrebbe succedere se mai loro andassero a vagabondare all’esterno, al di fuori dei muri e del territorio della loro piccola prigione e dello sguardo attento dei loro sorveglianti.

Nello stesso periodo in cui i bambini vengono scolarizzati, un’altra potente arma comincia a eclissare completamente ed a dominare la loro percezione del mondo. Per moltissimi bambini del primo mondo il tremolante raggio di luce proiettato dagli apparecchi televisivi e dai monitor dei computer, e i suoni registrati delle radio, dei nastri e dei CD possono diventare fondamentali per la loro percezione già nelle primissime fasi del loro sviluppo, quando le loro percezioni sensoriali, visive e uditive, diventano chiare e distinte. In altri casi i genitori del bambino tentano di rimandare questa esperienza almeno finché l bimbo non raggiunge i 3 o 5 anni, o persino fino ai 14 anni, tuttavia oltre questo punto diventa virtualmente impossibile salvare qualsiasi essere umano dall’esperienza di lavaggio del cervello impartita dalle multinazionali dei media commerciali.
Talvolta questi suoni e queste immagini offrono ai bambini un voce di ribellione, che sembra contrastare e sovvertire la loro scolarizzazione, esaltando la ricerca di uno status sociale ‘cool’ attraverso il consumo di prodotti commerciali. Altre volte i media semplicemente ripropongono gli stessi messaggi di obbedienza, paura e conformismo impartiti già nell’ambito del sistema educativo. In ogni caso TV, radio, musica, computers e gli altri media elettronici definiscono e delimitano l’esistenza di un giovane a tutti i livelli, da quello fisiologico e quello di creazione di miti.

Combatti il reale nemico

Alcune persone che contribuiscono a questa pubblicazione hanno suggerito che quelli che vogliono combattere fisicamente la civilizzazione dovrebbero darepriorità agli attacchi contro le biotecnologie e la nanotecnologia. Questi sviluppi, che normalmente sono percepiti dalla maggioranza delle persone civilizzate come essenziali e inevitabili, rendono imminente la possibilità del totale collasso a livello delle basi molecolari e genetiche della vita, così come la più spaventosa minaccia di un totale controllo dell’uomo sui principi della vita, un mondo post-ecologico che è il fine che i fautori delle nanotecnologie sostengono di perseguire nei loro lavori. Tutte queste motivazioni pongono le biotecnologie e le nanotecnologie al primo posto nella lista dei principali obiettivi della lotta contro le macchine.

Allo stesso tempo, nelle manifestazioni pratiche dell’amore per la vita e dell’odio per i meccanismi di morte, le persone informate non dovrebbero dimenticare che le principali istituzioni che si occupano di plasmare gli essere umani e di trasformarli in cittadini, consumatori e capitalisti ci sono sostanzialmente i media di massa dominati dalle multiazionali, la lobby del nucleare e il sistema di educazione coatta. Nel cercare i modi per contrastare e trascendere queste influenze demoniache è essenziale allontanarsi al di fuori della civilizzazione. Delle tre, solo la scuola e i mass media hanno punti operativi centrali chiaramente identificabili. E proprio come le entità più direttamente responsabili della distruzione della terra hanno nomi e indirizzi, alla stessa maniera gli edifici e le strutture funzionali all’indottrinamento dei giovani e del mantenimento del controllo sulle menti degli adulti sono evidenti in qualsiasi paese o città, essi sono chiaramente inseriti nelle liste degli elenchi telefonici e in molti casi (tranne che nel caso di carceri, uffici governativi e uffici delle multinazionali che si occupano di estrazione delle risorse) essi hanno in ciò una certa sicurezza.

Questo è personale e politico

Io ho trascorso 13 anni di formazione nella scuola pubblica, ho visto andar sciupati amati decenni lavorando per essa ed ho persino pasato alcuni anni come schiavo salariato all’interno del sistema scolastico. In base a questa esperienza ho deciso che da un punto di vista anarchico, e soprattutto anarco-ecologista, non c’è quasi nulla da apprezzare riguardo all’esperienza della scolarizzazione e del sistema scolastico pubblico. Ogni idea utile e supporto emozionale che un giovane può ricevere da un randagio e iconoclasta insegnante, tutore o assistente, viene completamente trascurato e ignorato dal sistema educativo nel suo insieme: una macchina burocratica di massa che si evolve in istituzioni sempre più militaristiche e simili alle prigioni, il cui deliberato scopo è quello di modellare lo spirito naturale degli uomini per conformarlo al ruolo di buoni cittadini e docili lavoratori. Per chiunque dichiari di opporsi allo stato, all’autoritarismo, alla gerarchia (per non parlare della civilizzazione), difendere il sistema della scuola pubblica per il suo supporto non è che pura ipocrisia ed è anche un passo indietro. Nonostante la mia personale sopravvivenza economica dipenda parzialmente da un salario da fame proveniente dalla scuola pubblica, io vorrei essere allietato dal vedere incendiate tutte le scuole sulla faccia della terra.

Se non credi che i giovani di oggi siano trasformati in parassitari e docili consumatori dalla scuola e dai media, ti suggerisco di passare un po’ di tempo nei pressi di raggruppamenti di giovani. Ascolta il modo in cui i ragazzini ripetono pappagallescamente le battute dei film e degli show televisivi, e in cui strutturano le loro stesse identità e le loro abitudini quotidiane su quei modelli. Osserva la mancanza di curiosità degli studenti delle scuole superiore, che non va al di là dell’interesse per prodotti di consumo, per icone mediatiche da idolatrare.

Fare un po’ di spazio per pensarci

Se i giovani del primo mondo non potessero andare a scuola, né guardare la televisione, né navigare regolarmente nel web, e i loro genitori non potessero intrattenerli, sorvegliarli e tenerli buoni con questi espedienti, cosa diavolo succederebbe, allora?
Io non lo so, ma suona come uno scenario che incoraggerebbe soprattutto una rivolta spontanea contro la situazione presente.

Predisporre alternative

Quando e se, migliaia di bambini annoiati cominceranno a vagare per le strade in orde, sarà dovere degli anarchici offrire loro l’accesso alle idee radicali ed agli strumenti per affrontare e comprendere il loro mondo.
A questo scopo gli anarchici dovrebbero cominciare sin da ora a mettere su librerie pubbliche accessibili, seminari scolastici gratuiti e resoconti personali di teoria socio-politica, di conoscenze storiche e, ancora più importante, del resto, stimolare le capacità di farsi le cose da sé, con le proprie mani: dalla creazioni artistiche e musicali al costruirsi le proprie macchine, le bombe e le biciclette; e ancora, dalla permacultura alla raccolta di cibo selvatico ed alla caccia; dall’abilità nel tiro alla soluzione dei conflitti.
Intendo dire: non vogliamo imparare come vivere davvero e dividere questo con le nuove generazioni?

Siamo tutti in prigione

Io non voglio sminuire la crudele e iniqua situazione in cui si trovano coloro attualmente detenuti nei reali istituti di pena, ma la maggior parte degli individui sulla terra al giorno d’oggi vive un’esistenza che è fondamentalmente non differente da quella dei carcerati. Persino per la maggior parte di noi che viviamo nel primo mondo, i nostri corpi e le nostre menti non sono libere.
Io vorrei non aver mai perso le ore della mia gioventù chiuso a scuola o davanti allo schermo televisivo o davanti al monitor di un computer. In un certo senso per me è troppo tardi adesso, il mio spirito è stato spezzato, ma proprio come un elefante addomesticato che un giorno azzanna e calpesta i suoi sorveglianti, anch’io posso colpire e attaccare le voci che hanno spento il mio spirito, e facendo così posso contribuire a salvare le nuove generazioni dall’assopimento del loro spirito.

PUNX

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