Libri sotto scorta
Blindato un padiglione della Fiera, aumentano telecamere e controlli
GIOVANNA FAVRO
La prossima riunione con le forze dell’ordine è prevista domani, in prefettura. L’ennesima, per i vertici della Fiera del Libro, di quelle con all’ordine del giorno un solo punto. La sicurezza.
A pochi giorni dall’avvio della manifestazione il presidente Rolando Picchioni promette una manifestazione «non blindata né militarizzata, per quanto doverosamente attenta nel difendere la libertà di tutti di godere serenamente dell’offerta culturale iperbolica che proponiamo». E aggiunge: «Abbiamo offerto tutte le occasioni di dialogo, anche mettendo a disposizione spazi in Fiera alle voci di dissenso e di controinformazione. Non capisco perché vogliano privilegiare il muro contro muro rispetto alla possibilità di una dialettica anche dura, acerrima, ma pur sempre dialettica. La Fiera è più bella e più grande che mai. Da chi non è d’accordo con noi auspico una contrapposizione anche dura, ma completamente onesta».
Sulla carta, qualche motivo di stare all’erta c’è. Va considerata la presenza del Capo dello Stato all’inaugurazione, l’8 maggio. E poi gli appelli al boicottaggio degli scrittori di lingua araba, le proteste di ultrasinistra, no global, centri sociali e social forum per Israele ospite d’onore, la promessa di manifestazioni di disturbo e le polemiche dell’Assemblea Free Palestine, e l’arrivo al Lingotto di un corteo nazionale di protesta sabato 10. Tra i padiglioni ci sarà una nutrita pattuglia di scrittori e artisti israeliani, oltre, forse, all’ambasciatore. E tutto questo si mixerà con una festosa calca di circa 300 mila persone.
Senza preoccupazioni eccessive, senza isterismi e senza prevedere chissà che pasticcio, la Fiera s’attrezza comunque con un piano di prevenzione tosto, con misure suggerite dalle forze dell’ordine. Alcune sono segrete, qualche altra filtra. Ad esempio, sono state aumentate le telecamere nei padiglioni: da sempre c’è al Lingotto una «control room» per sorvegliare ciò che capita tra gli stand, ma quest’anno gli occhi elettronici saranno di più. Ci saranno pure più info-point, che sono anche punti di presidio, e Librolandia ha aumentato per scrupolo i premi assicurativi. Sono cresciuti anche i pannelli su cui chiunque può scrivere e dar sfogo a ogni sorta di protesta. Il gran capo dell’organizzazione di Librolandia, Maurizio Poma di Biella Intraprendere, conferma che s’è esaminata, e scartata, pure l’idea di porre agli ingressi dei metal detector: «a meno che le forze dell’ordine non li richiederanno all’ultimo, appaiono una spesa e una preoccupazione eccessiva. In più renderebbero interminabili le file, già lunghe, alle biglietterie». Quanto ai tornelli, «in parte ci sono già , ma per la sicurezza sono inutili». Si prevede invece «che saranno protette in qualche modo le pareti vetrate del padiglione 5, completamente aperto sui fianchi». Anche soltanto per evitare sassate e vetri in frantumi. Saranno pure ridotte le vie d’accesso. Il cancello all’altezza di via Nizza 294, di solito sempre aperto, verrà chiuso. Era il passaggio per le auto di accreditati, espositori e qualche imbucato.
Per Poma, «la situazione è tranquilla e sotto controllo. Abbiamo affrontato quest’edizione come le altre: quando fu ospite d’onore il Canada ci fu l’allarme per la Sars, un’altra volta fu per la Tav, e abbiamo avuto pure i no global sdraiati in via Nizza a bloccare gli accessi. Quest’anno forse è stato fatto più rumore del necessario, ma da parte nostra c’è serenità e serietà ». Per adesso s’è già scongiurato un pericolo. Quello dell’allarmismo inutile. La macchina delle prenotazioni va alla grande, scolaresche comprese.