Verona: morto Nicola Tommasoli, Fini l"'omicidio di Verona è meno grave delle c
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luned 05 maggio, 2008 23:30
by infoaut
morto Nicola Tommasoli, è omicidio fascista. Fini l"'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino"
Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato da alcuni fascisti la notte del primo maggio è morto. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione iniziato dopo l’assenza di attività cerebrale. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Mentre i media continuano a parlare di futili motivi, quello che è un omicidio fascista, il neo presidente della Camera Gianfranco Fini dagli studi di Porta a Porta, giudica l'omicidio di Nicola di rilevanza minore rispetto ai fatti di Torino e la dimostrazione delle bandiere d'Israele bruciate. La testimonianza: “Erano delle bestie”. Al tg Studio Aperto, uno dei due amici che era con la giovane vittima ha raccontato il pestaggio. “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi – ha aggiunto – uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perchè ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti – ha aggiunto – ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì – dice l’amico, riferendosi alla rianimazione – si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.
Due latitanti. Fermati nella notte altri due neofascisti coinvolti nella brutale aggressione. Avrebbero ammesso le loro responsabilità convincendo la magistratura a trasformare il fermo in arresto nel carcere veronese di Montorio. Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, catturati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri di distanza da Verona. Ieri si era costituito e aveva confessato Raffaele Dalle Donne, un estremista di destra già noto alle forze dell'ordine per episodi di violenza. Gli altri due componenti del gruppo non ancora arrestati sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Pero e Tabuio, risultano fuggiti all'estero con l'auto della madre di uno di loro, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese.
i futili motivi I media nazionali continuano a parlare di "futili motivi", di una sigaretta negata, ma persino dalla testimoinanza di uno degli amici di Nicola si evince che la famosa sigaretta era solo un pretesto per un'aggressione di gruppo, infame e brutale come solo un branco di fascisti sa compiere. Il voler continuare a sminuire un omicidio di mnatrice politica risulta una strategia abile per non far crescere la tensione e la solidarietà antifascista. Persino lo stadio viene utilizzato per celare la matrice politica, mascherando al frequentazione saltuaria degli assini alle iniziative del Veneto Fronte skinhead, preferendoli ultras. La curva del verona, le brigate gialloblu' sono proprio questo infatti un connubio di neofascismo, neonazismo e ultras, tenuti insieme dalla matrice poliica del gruppo nota per le sue sternazioni e agrressioni politiche nei confronti di curve giudicate di sinistra.
Per Fini l'omicidio di Verona è meno grave delle contestazioni a Israele a Torino. Gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona, dice il presidente della Camera a Porta a porta. L'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi - afferma il Presidente della Camera- "sono due fenomeni che non possono essere paragonati". A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l'aggressione di Verona non c'è alcun "riferimento ideologico", a Torino le frange della sinistra radicale "cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista", un autentico antisemitismo, veri e propri "pregiudizi di tipo politico-religioso".
sono in elaborazione alcune iniziative, seguiranno aggiornamenti.
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Commenti (1 of 1)
Vai al commento: 1ma taci idiota.. quelli sono semplicemente delle teste di cazzo... e voi compagni siete identici, quindi chiudi la bocca e stai zitto.
comunque concordo che fini è un pirla, però è anche antifascista... ma le 2 cose vanno a braccietto....