Eventi in Arrivo

Provincia di Torino | Altro

nessun evento corrisponde alla tua ricerca!

[Free Palestine] Torino 8.000 al corteo per la Palestina.

category provincia di torino | altro | comunicati author domenica 11 maggio, 2008 01:17author by infoaut.org

La Fiera registra una significativa flessione di presenze

10 maggio| Una manifestazione ampia e vivace ha attraversato oggi le vie di Torino, a suggello della campagna Free Palestine di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 e della sua infausta scelta di dedicare l'annuale edizione della kermesse allo stato di Israele come "ospite d'onore".

La manifestazione di oggi, composta da delegazioni nazionali (da tutta Italia) e internazionali (Svizzera, Francia, Israele) ha mostrato in maniera molto chiara di sapere "da che parte stare": contro gli inchini ai poteri forti, con le ragioni di chi resiste al (neo)colonialismo di marca imperiale, ricordando che "non c'è nulla da celebrare" per uno stato criminale fondato sulla rimozione di un altro popolo e una pratica continua di pulizia etnica e regime istituzionalizzato di apartheid

L'Assemblea Free Palestine ritiene di aver raggiunto i propri obiettivi nella misura in cui ha imposto un dibattito pubblico a livello nazionale sulle ragioni del boicottaggio contro quelle della resa. A conferma di un successo annunciato dall'intensità della polemica, l'inflessione pesante nel numero delle visite, già evidente nei giorni inaugurali, pesante in questo sabato-giorno clou della kermesse.

Un corteo comunicativo e partecipato
Il serpentone era aperto da una bandiera palestinese lunga dieci metri e larga quattro, sostenuta da una quindicina di persone. Tanti i partecipanti, un centinaio le organizzazioni che hanno aderito. Subito dopo il vessillo palestinese, uno striscione mostrava le immagini del conflitto israelo-palestinese, con scritto «Boicotta Israele, sostieni la Palestina». C'era anche una gigantografia con il rogo delle bandiere di Israele e degli Stati Uniti in piazza a Torino il 1° maggio e la frase «Israele non è un ospite d'onore».

Il corteo ha attraversato i quartieri popolari di San Salvario, Nizza Millefonti e Lingotto, riuscendo a comunicare le proprie ragioni con gli abitanti, nei giorni precedenti pesantemente spaventati da una campagna mediatica di isteria e terrorismo psicologico, mirante a descrivere una giornata di zone rosse, e scontri. Un'operazione non riuscita, grazie alla presenza degli abitanti del quartiere e di numerosi esercizi commerciali che hanno scelto di non aderire all'appello allarmista alla chiusura.
Alcuni di loro hanno addirittura voluto esprimere dal furgone del corteo il proprio dissenso alla cappa di paura imposta da media, politici e questura. Gli abitanti del quartiere invece di farsi intimorire dall'invito a rimanere barricati nelle proprie case, hanno accolto il corteo e l'hanno rimpolpato di persone, portando a 8000 le 5000 presenze iniziali.

Gli interventi di lungo tutto il corteo hanno ribadito le parole d'ordine della mobilitazione per un "2008 anno della palestina". Dai microfoni hanno parlato i vari soggetti che hanno promosso la campagna e organizzato la manifestazione.
Oltre alla foltissima presenza di centri sociali antagonisti, organizzzazioni di solidarietà internazionale, sindacati di base e la comunità palestinese, significativa e molto apprezzata la presenza di Ebrei contro l'occupazione, che hanno accompagnato il corteo con interventi e testimonianze durante e alla fine del percorso.

Imponente la presenza delle forze dell'ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza che hanno letteralmente blindato con più di 1000 uomini, il perimetro del Lingotto Fiere, bloccando con vari reparti antisommossa tutte le vie di accesso ad un 'evento che continua a pretendersi "culturale" nonostante l'elmetto indossato.
La manifestazione si è infine conclusa dove aveva preteso di arrivare, a un centinaio di metri dall'ingresso del Salone, con una serie di interventi che hanno ricordato le ragioni - molto politiche - di un evento "culturale" e del suo boicottaggio.

COMUNICATO NETWORK ANTAGONISTA TORINESE
Si è concluso da poche ore il corteo di oggi in solidarietà con la Palestina contro l'invito a Israele ospite d'onore alla Fiera del Libro, e l'informazione apre una guerra di cifre che non ci riguarda. Non abbiamo bisogno di fare il conto preciso di quanti e quante oggi hanno manifestato a Torino, le immagini parlano da sole e forse eravamo in 10.000 a partecipare ad una manifestazione che è stata il corollario alla campagna di boicottaggio del salone che con l'assemblea Free Palestine, abbiamo condotto da diversi mesi. E' stato un corteo che ha sfilato determinato, per vie che nonostante avessero molte serrande dei negozi abbassate (la questura è da due giorni che batte negozio per negozio) hanno trovato molte persone ai margini del corteo a guardarlo sfilare, chiedendo e ascoltando le ragioni del boicottaggio. Non aveva bisogno di dare una prova, quella si era già data, in questi mesi e fino a ieri, laddove non si poteva parlare del salone senza parlare della mobilitazione, delle prese di posizione contro, delle mille iniziative che abbiamo creato per dimostrare perché Israele non poteva essere considerato un ospite d'onore, e così è stato. Abbiamo manifestato contro la scelta della fiera del libro torinese motivando con forza le nostre ragioni, che non sono altre da quelle di chi in Palestina vive l'occupazione militare e in Israele l'apartheid, il corteo ne è diventata l'espressione più pubblica e di massa, superando gli ostacoli creatici da chi vorrebbe che ogni manifestazione di dissenso nei confronti uno stato razzista si trasformasse in propaganda antisemita; lo hanno dovuto ammettere tutti, persino il presidente della Repubblica Napolitano, che per la prima volta ha inaugurato la fiera del libro, dimostrando come l'Italia sia supina alle politiche israeliane. Abbiamo dato prova di come la lotta del popolo Palestinese non sia isolata e su quanta solidarietà possa contare anche qui, in Occidente.
Anche sul piano culturale, quello di una cultura che l'entourage della Fiera vorrebbe al di sopra delle parti, anch e a quellivello, non c'è stata storia: i partecipanti ai seminari e ai dibattiti pubblici organizzati da Free Palestine, sono stati gli unici momenti in cui la cultura ha preso la parola a fronte del dominio e della propaganda, dimostrando chiaramente chi è l'oppresso e chi l'oppressore.
A sera ci giungono i dati delle presenze alla Fiera e sono di gran lunga minori rispetto agli anni scorsi...
A ciascuno i suoi conti!

centro sociale Askatasuna
network antagonista torinese csa Murazzi, csoa Askatasuna, Ksa, Cua

Related Link: http://www.infoaut.org

© 2001-2009 Indymedia piemonte. Tutto il contenuto è liberamente riutilizzabile, può essere stampato e può essere copiato in rete e altrove, per scopi non commerciali e citando la fonte. Le opinioni sono quelle di chi contribuisce e non sono per forza condivise da Indymedia piemonte. Disclaimer | Privacy