Provincia di Torino - Eventi
giovedě 15 maggio 2008

presidio per ricordare la Nakba palestinese

category provincia di torino | miscellaneous | eventi author lunedě 12 maggio, 2008 23:48author by compagni/e

Giovedi 15 maggio dalle 16,30 alle 19,30 piazza Castello angolo via Garibaldi - Torino

Presidio per ricordare la Nakba (catastrofe) palestinese, iniziata il 15 maggio 1948 con la nefasta dichiarazione di indipendenza dello Stato d'Israele

Ogni realtà e/o individuo può portare il proprio contributo e/o materiale per arricchire il presidio

Di seguito il testo di un volantino sulla Nakba distribuito durante la campagna di boicottaggio della Fiera del Libro

60 ANNI DI TRAGEDIE E C'E' CHI FESTEGGIA

21.915 palloncini neri sono stati lanciati nel cielo della Cisgiordania per ricordare al mondo i giorni della Nakba. Sono gli anni, i giorni e le ore di massacri, soprusi e prevaricazioni. Le ore di oppressioni e torture, le ore delle guerre infinite di Israele. Malgrado questo c’è chi festeggia ed augura una lunga vita al massacratore.
1948 l’anno della Nakba; è l’anno della nascita di Israele ripulita dai propri cittadini nativi, i palestinesi. 850.000 furono quelli costretti con il terrore e i massacri a lasciare le proprie case, i propri beni e terreni e a fuggire nei paesi limitrofi. Alloggiati in baracche e tende che non hanno più potuto abbandonare, neanche dopo 60 anni.
Lo stato di Israele è nato e vuole essere uno stato esclusivamente “ebraico”. I nativi palestinesi che lo abitano sono un fastidioso elemento di cui sbarazzarsi al più presto, anche perché c’è il rischio che diventino la maggioranza. Il progetto del “trasferimento” dell’intera popolazione palestinese che i sionisti hanno concepito fin dall’inizio significa ancora oggi non solo in Cisgiordania e Gaza ma anche in Israele, demolizioni di case, sradicamento di alberi, politiche di apartheid, discriminazioni di ogni tipo e la cancellazione della cultura, nella speranza che da questo inferno i palestinesi si decidano tutti ad emigrare.
Ma i palestinesi continuano a restarci, in Palestina, anche sulle macerie delle proprie case, anche accanto agli ulivi sradicati, e ricostruiscono, piantano altri alberi, progettano il futuro. Sicuri che tutto questo avrà fine, che quello che è chiamato “stato ebraico”, così come tutte le altre aberrazioni della storia e le passate invasioni e colonizzazioni della loro terra, scomparirà. Già sono all’opera alacri architetti di un futuro diverso: assieme, intellettuali e politici palestinesi ed israeliani (antisionisti) cercano di elaborare un progetto realizzabile dell’unica vera alternativa alla distruzione:
LA COSTRUZIONE DI UN UNICO STATO IN PALESTINA, LAICO E DEMOCRATICO, IN CUI TUTTE E TUTTI, ARABI ED EBREI, E CHIUNQUE VOGLIA, POSSANO VIVERE CON UGUALI DIRITTI E LIBERI.
Anche noi qui possiamo dare un contributo a questo progetto.
Boicottiamo lo stato razzista israeliano, al fianco di chi, palestinesi ed ebrei, lotta ogni giorno per poter vivere in una vera pace giusta.
Diciamo basta. Basta alla macelleria che in tutto il mondo sperpera il denaro pubblico in guerre che accrescono l’odio e ci tolgono il diritto ad una vita serena e dignitosa.
La fiera del libro di Torino ha speso quest’anno decine di milioni di euro in più per soccorrere uno stato sempre più isolato per le sue politiche. Hanno strumentalizzato la cultura, cercato di criminalizzare e mettere a tacere chi, come noi, ha detto: NO. Ci hanno tolto quasi tutti gli spazi per poter comunicare le nostre ragioni, ma la storia non la fanno sempre e solo i vincitori e i potenti.

Torino, 10 maggio 2008

Comitato Ricordare la Nakba
nell’Assemblea Free Palestine

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