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Immigrato muore nel cpt, è polemica

category provincia di torino | migrazioni e antirazzismo | re-imbucato da altri media author domenica 25 maggio, 2008 20:39author by stampa

I compagni: «Non l'hanno soccorso».
Sd e Rifondazione: chiarire l'accaduto

TORINO
Un marocchino di 36 anni, tossicodipendente, è morto sabato mattina nel Cpt di Torino dopo essere stato male per tutta la giornata di venerdì e non essere stato soccorso, nonostante i suoi compagni dicano di avere più volte chiamato aiuto, senza risultato. La struttura è gestita dalla Croce Rossa.

L’uomo, Hassan Nejl, avrebbe avuto la febbre alta e, anche se sarà solo l’autopsia disposta dal magistrato di turno a chiarire le cause della morte, dalle prime analisi sembra probabile si sia trattato di polmonite. Alcuni compagni del marocchino dicono che è stato visitato solo una volta il venerdì, alle tre di pomeriggio, dal medico di guardia che gli avrebbe dato «solo una medicina, forse un antibiotico». Poi, a mezzanotte e mezza la situazione si è aggravata. I compagni gridavano chiedendo aiuto e «dopo un pò è arrivato un addetto della Croce Rossa - dice un testimone - "Fino a domani mattina non c’è il medico", ci ha detto».

«La morte sarebbe avvenuta durante il sonno - ha detto il presidente della Croce Rossa di Torino, Tonino Calvano - e constatata la mattina di sabato: abbiamo cercato subito di capire l’accaduto. Quanto agli eventuali ritardi nei soccorsi lo chiariranno gli accertamenti, ma occorre considerare che la struttura - ha aggiunto - è presidiata anche dalle forze dell’ ordine ed una richiesta di aiuto sarebbe stata sicuramente ascoltata». Secondo le prime informazioni la tossicodipendenza dell’uomo non sarebbe da mettere in relazione alla morte: il giorno precedente il decesso aveva febbre e gli sono stati somministrati farmaci tra cui un antinfiammatorio. Anche il prefetto di Torino Paolo Padoin ha confermato che l’uomo, deceduto per una polmonite, è stato curato per tutta la giornata di venerdì e che il personale della Cri è intervenuto appena dato l’allarme.

Intanto i gruppi di Sinistra Democratica e Rifondazione Comunista del Consiglio Comunale di Torino chiedono comunicazioni al Consiglio da parte del sindaco Sergio Chiamparino sulla morte di Hassan Nejl avvenuta nel del CPT di corso Brunelleschi. Ma soprattutto chiedono che non vengano allontanati dal Cpt i «testimoni dell’agonia» dell’extracomunitario. «È necessario infatti - affermano in una nota Monica Cerutti, Luca Cassano e Maria Teresa Silvestrini - che vengano approfondite le condizioni in cui il decesso è avvenuto e a tale scopo chiediamo che non vengano allontanate dalla struttura le persone che sono state testimoni dell’agonia del ragazzo».

La senatrice Donatella Poretti e il deputato Bruno Mellano, entrambi radicali, annunciano fin d’ora una interrogazione parlamentare al ministero dell'Interno e una visita del Cpt inaugurato da 4 giorni e parlano di un «campanello d’allarme che suona sui Cpt». «Questo accade - dicono in una nota - mentre il sindaco di Lampedusa denuncia i rischi del Cpt al rischio di collasso, oltre mille immigrati a fronte di una capienza di seicento, definendolo una polveriera e un pericolo per cittadini, turisti e immigrati stessi. Il reato di immigrazione clandestina e il prolungamento da 2 a 18 mesi nei Cpt dovrebbero far suonare un'altra musica, secondo il ministro dell'Interno in vista dell`approvazione del ddl sulla sicurezza. Speriamo non sia un requiem».

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