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martedì 27 maggio, 2008 10:21
by d
Agnoletto: «Ho trovato una situazione di grande tensione tra i detenuti»
TORINO
Hanno iniziato stamattina lo sciopero della fame gli immigrati ospitati nel Centro di permanenza temporanea di Torino dove venerdì notte è morto Hassan Nejl.
Lo ha riferito l’eurodeputato di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto, che questa mattina li ha incontrati con il consigliere regionale Deambrogio, l’avvocato Gianluca Vitale e Giovanni Amedura del Gruppo Migranti.
«Ho trovato una situazione di grande tensione e di forte esasperazione tra i detenuti - ha riferito Agnoletto - ed abbiamo raccolto una ricostruzione estremamente precisa di quanto è accaduto. È differente da quanto vi è stato detto».
Agnoletto ha poi sottolineato la necessità che gli ospiti del Cpt «non vengano spostati nè rimpatriati» fino a quando la magistratura e le forze dell’ordine non avranno fatto chiarezza sull’accaduto.
«Sarebbe grave se all’eventuale omissione di soccorso si dovesse poi aggiungere il tentativo di travisare la realtà ». È quanto ha sottolineato ancora l’eurodeputato Vittorio Agnoletto, al termine della sua visita di questa mattina al Cpt di Torino.
«Mi appello alle forze dell’ordine - ha aggiunto - affinchè facciano tutto il possibile per ricostruire la realtà ».
Secondo le testimonianze raccolte dall’europarlamentare, i compagni del marocchino deceduto hanno cercato per tutta la notte di attirare l’attenzione del personale in servizio. «Hanno fermato gli operatori lungo la recinzione - ha raccontato Agnoletto - hanno suonato più volte il citofono di cui sono dotate le baracche, ma non è accaduto nulla».
Una versione che si discosta da quella formulata dalla Croce Rossa: «Alle 3.30 - ha sostenuto il colonnello Antonio Baldacci - il nostro personale è entrato nella zona in cui si trovava Hassan Nejl, ma tutti dormivano».
E proprio questo dovrà appurare l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica. Intanto, è prevista per oggi l’autopsia sul corpo dell’extracomunitario.