"Se mi avessero avvertito sarei corso subito da lui"

category provincia di torino | migrazioni e antirazzismo | re-imbucato da altri media author martedì 27 maggio, 2008 10:23author by g

I reclusi accusano il personale

Niente allarme: «Nemmeno il suo compagno di stanza se ne è accorto»

TORINO
Il direttore del centro clinico, il dottor Antonio Baldacci, non ha dubbi: nessuno degli ospiti ha chiesto l’intervento dei sanitari. Anzi, l’unico «contatto» con gli ospiti, compreso Hassan Nejl «che era in piedi e parlava con noi», è avvenuto al ritorno dell’ambulanza dall’ospedale, dove era stato appena ricoverato l’evaso. «Gli stranieri, compreso Hassan, hanno chiesto all’autista come stava l’amico che aveva tentato la fuga, ma neanche una parola sulle sue condizioni. È morto nel sonno - dice il responsabile - il suo vicino di letto ha dichiarato alla polizia di non essersi accorto di nulla e di non avere mai chiesto a nessuno di intervenire». Ma i testimoni? «Sapete che tipo di persone sono. Non si sa neppure quale sia la loro vera identità. Sollevare un polverone, proprio adesso, può sembrare utile...».

Il dottor R. M. un medico generico, era di servizio nel Cpt di corso Brunelleschi, nella notte tra venerdì e sabato. Aveva rilevato la collega E. N., di origine africana, la prima a fare una diagnosi e a stabilire una terapia, alle 21,30 della stessa sera. Gli ospiti della stanza dove c’era Hassan, dicono di avere urlato per almeno un quarto d’ora per attirare l’attenzione del personale sulle condizioni del compagno. Ribatte: «Credo che le cose siano andate molto diversamente. Intanto, quella notte, le urla c’erano state, sì, ma per il tentativo di fuga finito con un insuccesso e con un ospite ferito. Aveva tentato di scavalcare il muro. Ci fu molto trambusto, com’è facile capire. Nessuno, ripeto nessuno, s’è rivolto a me, per segnalarmi uno stato di sofferenza, perché è la Croce Rossa che fa da intermediario tra noi e gli ospiti. Nessuno della Cri mi ha informato di nulla. Avevo visto la diagnosi, non c’era niente di preoccupante. Alle 8 sono smontato regolarmente, senza sospettare nulla sulla sorte di quell’uomo. Mi hanno chiamato dopo».

Ma gli amici di Hassan, però, insistono: «È venuto un italiano solo dopo molte insistenze ma non ha fatto nulla». Sono pronti ad andare a testimoniare davanti al giudice. Dicono di essere stati loro ad accorgersi del decesso, quando hanno cercato di svegliare Hassan per farlo parlare con il fratello, al telefono.

il dottor R. M. è preoccupato ma sereno: «La verità verrà fuori dalle indagini. Io temo solo che la mia immagine di medico possa subire un danno... Se avessero spiegato la situazione alla Cri, il mio intervento sarebbe stato immediato. Il servizio sanitario copre le 24 ore, abbiamo mezzi e strutture adeguate». Nel complesso ci sono videocamere, agenti di polizia, carabinieri, finanzieri. Non sarà difficile ricostruire ogni fase, trovare riscontri. Sulle cause della morte interviene il dottor Baldacci: «Dobbiamo aspettare gli esiti dell’autopsia. Potrebbe essere una forma di polmonite fulminante, ma è presto per trarre delle conclusioni. Si potrebbe ragionevolmente pensare a una crisi respiratoria, ma non sarebbe corretto, adesso, anticipare gli esiti degli esami. Le possibilità sono tante, non possono limitarsi a una sola o a un paio. Vedremo nei prossimi giorni».

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