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Provincia di Torino | Migrazioni e antirazzismo

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Ispettori al Cpt

category provincia di torino | migrazioni e antirazzismo | re-imbucato da altri media author mercoledì 28 maggio, 2008 09:53author by h

Il ministro dell’Interno
manda i controlli . Scritte
contro la Croce Rossa: «Assassini»


MASSIMO NUMA
TORINO
La morte di Hassan Nejl, 38 anni (ammesso che questo sia il suo nome vero, sono ancora in corso indagini), avvenuta nella notte tra venerdì e sabato all’interno del Cpt di corso Brunelleschi, ha innescato uno scontro politico, tanto che il Viminale ha disposto un’ispezione «decisa per accertare le circostanze e i fatti occorsi nella notte tra il 23 e il 24 maggio che abbiano rilievo sotto il profilo amministrativo». Ieri scritte di minaccia («assassini») sono comparse sui muri della Croce Rossa, in via Bologna. Gli ospiti proseguono la protesta, culminata in una notte di rivolta e annunciano di proseguire lo «sciopero della fame». Nel frattempo, le indagini coordinate dal pm Sandro Ausiello, e svolte dagli agenti della squadra mobile, sono già a buon punto: ieri, sentiti i primi testimoni, cioè i compagni di Hassan, che per il momento non saranno reimpatriati.

Poi: sequestrate le cartelle cliniche e le videoregistrazioni rilevate, in quelle ore decisive, dal sistema di sicurezza del Cpt. Stamane, l’autopsia che dovrebbe chiarire le cause del decesso. Prima diagnosi, una laringite e difficoltà respiratorie, curate con antibiotico e anti-piretico. Poi, nel certificato di morte firmato da un medico moldavo, si fa l’ipotesi di una polmonite fulminante. E’ stato accertato infine che il medico di turno quella notte non era stato informato sulle condizioni di Hassan. Nella tarda serata di venerdì, l’uomo, pur sofferente, era andato a ritirare il metadone (era tossicodipendente) e le medicine. Durante la notte era passato dal sonno alla morte. Le reazioni.

Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione, (seguito dal segretario regionale Prc, Alberto Deambrogio e da Giovanni Amedura, animatore di Punto Zip), ha detto, dopo la visita nella struttura: «Sarebbe grave se all’eventuale omissione di soccorso si dovesse poi aggiungere il tentativo di travisare la realtà. Mi appello alle forze dell’ordine - ha aggiunto - affinché facciano tutto il possibile per ricostruire i fatti». Il colonnello della Cri Antonio Baldacci, lo ha già seccamente smentito: «Il nostro personale è entrato nella zona in cui si trovava Hassan Nejl, ma tutti dormivano». Nessuno, dunque, avrebbe chiesto l’intervento del medico di turno. Ma anche un altro europarlamentare, Mario Borghezio della Lega Nord, aveva visitato la struttura di corso Brunelleschi: «Ambienti e ambulatori sono nuovi e ben organizzati.

Voglio esprimere tutta la mia solidarietà ai responsabili sanitari. Ho ricostruito con loro le varie fasi dell’episodio e, anche se l’ultima parola spetta al magistrato, sono convinto che l’uomo deceduto è stato assistito con professionalità. E’ in atto un tentativo di strumentalizzazione, che va stroncato subito». Così il sindaco Sergio Chiamparino: «...Tanta attenzione non è stata mai riservata, per esempio, agli atti di autolesionismo nelle carcere o ad episodi di malasanità. E’ evidente che il caso Cpt è un fatto politico. Se dovessero emergere colpe od omissioni, i colpevoli dovranno essere perseguiti come accade in qualsiasi luogo. Staremo quindi attenti all’evoluzione dell’inchiesta, ma senza farlo diventare un caso politico». L’on. Agostino Ghiglia, An-Pdl: «Agnoletto, con i suoi messaggi equivoci, aumenta irresponsabilmente uno stato di tensione già critico prendendo per oro colato il racconto di testimoni verosimilmente non attendibili, che sono in Italia illegalmente. E’ una provocazione». Infine Lucia Centillo, Federsanità: «E’ ora indispensabile accertare che siano state assicurate condizioni di assistenza e cure adeguate».

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