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domenica 01 giugno, 2008 12:38
by macerie
Una giornata al Cpt
1/Una mattina qualsiasi (in una gabbia)
31 maggio. Proprio nella stessa sezione dove è la settimana precedente era morto Hassan, le guardie entrano con i manganelli e si avventano su due reclusi. Uno lo spogliano, lo ammanettano mani e piedi e lo riempiono di manganellate. L'altro pure se le prende, ma da vestito. La colpa contestata ai due era di correre nelle gabbie - di giocare ad evadere. Uno dei due viene trasportato fuori e si pensa verrà arrestato. La notizia esce e in pochi minuti comincia a muoversi la catena della solidarietà. Ancora una volta i centralini dei responsabili del centro vengono inondati di telefonate e dopo un'oretta il ragazzo ritorna, livido, nella gabbia coi suo compagni.
2/Un corteo e un presidio (fuori dalla gabbia)
31 maggio. Nel pomeriggio un corteo parte da piazza Sabotino, per dirigersi verso il Cpt. Centinaia di persone, italiani e stranieri, sfilano chiedendo la chiusura del Centro e libertà di movimento per tutti. Intanto, un gruppo di antirazzisti comincia a radunarsi sotto le mura del lager torinese, ad urlare "libertà", a parlare con i reclusi, ad esplodere mortaretti e fuochi d'artificio. Prima in pochi, poi diventano centinaia pure loro, fino all'arrivo di molti dei partecipanti al corteo, che si è concluso a qualche centinaia di metri di distanza. Da dentro rispondono, telefonano ed urlano: "basta fascismo: spaccate tutto, liberateci".