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luned́ 02 giugno, 2008 12:52
by orabastacpt
diffondiamo la lotta contro i cpt e i colpevoli di morte, tortura, e deportazioni.
in questo momento un gruppo di solidali con i prigionieri in lotta del c.p.t.-lager di corso Brunelleschi sta protestando rumorosamente a Chieri in via Riccardo Zandonai 8, sotto casa del direttore sanitario del centro di permanenza torinese.
L'avv. Antonio Baldacci è responsabile direttamente della morte di Hassan (il ragazzo morto una settimana fa per l'omissione di soccorso della croce rossa), delle torture e dell' uso di psicofarmaci e sonniferi che vengono somministrati agli "ospiti" del c.p.t. a loro insaputa trammite il cibo.
ecco qui a seguito il volantino che viene distribuito in questo momento:
UNA SETTIMANA FA È MORTO FATHI HASSAN NEJL, MAGREBINO DI 38 ANNI.
È morto perché non aveva i documenti.
È morto perché la Legge lo ha chiamato: «clandestino».
È morto perché una organizzazione umanitaria . la Croce Rossa italiana . lo ha
lasciato agonizzare senza cure.
È morto nel nuovo Centro di Permanenza Temporanea di Torino
- inaugurato poche ore prima con il pestaggio di Said, colpevole di aver
tentato di riprendere per sé la libertà. È morto e forse nessuno saprà mai come,
perché la polizia sta deportando chi quella notte era accanto a lui
a vedere e a sentire.
È morto perché gli uomini del dottor Antonio Baldacci - direttore clinico del Centro .
hanno fatto finta di non vedere il trambusto e di non sentire le urla di chi
da dietro le gabbie chiedeva soccorso.
È morto perché nessuno si indigna quando Antonio Baldacci
- medico e colonnello nello stesso tempo - dichiara ai giornali che
delle urla dei clandestini è meglio non curarsi perché «sapete che tipo
di persone sono. Non si sa neppure quale sia la loro vera identità.»
È morto perché i vicini di casa di Antonio Baldacci - crocerossino e carceriere -
hanno ancora lo stomaco di salutarlo ogni mattina quando lo incrociano
sul marciapiede, di stringergli la mano sorridenti oppure ancora
di augurargli una buona giornata.
È morto perché sono pochi a sapere che Antonio Baldacci
- cinico profittatore dell'affare umanitario - abita a Chieri,
in via Riccardo Zandonai 8 e che c'è sempre tempo per bussare alla
sua porta e dirgli che il mondo che lui contribuisce a costruire
è un mondo terribile e ingiusto.
È morto perché nessuno sa che allo 011-9477685 o allo 3386409971 è Antonio Baldacci
a rispondere e che ogni ora è buona per spiegargli che il mondo che lui sta costruendo
è un mondo che - con tutte le forze - non vogliamo.
per maggiori info: ascoltate radio blackout 105.250 fm