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Libano. Sospese le trattative per la formazione del governo di unità nazionale

category internazionale | guerre e antimilitarismo | notizie author lunedì 02 giugno, 2008 20:01author by unknow

sono sospese fino a data da destinarsi le trattative per la formazione del nuovo governo libanese. Da venerdì premier designato Fouad Siniora aveva il compito di nominare un gabinetto rispettando gli accordi presi a Doha lo scorso 18 maggio.

(annalena di giovanni)

Sono state sospese a data da destinarsi le consultazioni per il nuovo governo in Libano. Fouad Siniora aveva avuto il compito di nominare un gabinetto designato secondo gli accordi presi a Doha lo scorso 18 maggio: 16 ministri provenienti dalla coalizione filo-americana capeggiata dal partito sunnita Future Movement, dal Partito falangista e dai drusi del Partito socialista di Jumblatt; 11 dal cosiddetto "Blocco della Resistenza" formato dal Movimento Patriottico del cristiano Michel Aoun, da Hezbollah e dal partito Amal; e 3 ministri scelti dal neo-presidente della Repubblica, il generale Michel Suleimane. Cruciale la scelta del Ministro degli interni. Costui avrà l'onere non soltanto di gestire le forze dell'ordine in una fase di crescente tensione fra bande armate più o meno fedeli ai vari partiti sul campo, ma soprattutto di preparare il paese alle prossime elezioni parlamentari del giugno 2009. Per questo i maggiori quotidiani libanesi, a cominciare dall'indipendente As-Safir, sono usciti ieri con ampi editoriali che invocavano l'assoluta neutralità nella scelta del candidato. C'è comunque perplessità, da parte dell'Opposizione, per la scelta di Fouad Siniora come premier del governo di unità nazionale, nominato in seguito agli scontri dell'8 maggio. L'impressione che, nonostante gli 81 morti ed il rischio di guerra civile, niente sia cambiato rispetto al precedente assetto politico. Il fatto che Siniora sia stato rieletto dal parlamento con un'esigua maggioranza (68 voti favorevoli, quasi la metà rispetto ai 126 ottenuti nel 2005) aumenta la preoccupazione, da parte degli analisti locali, che la spaccatura politica nel Paese dei Cedri sia tutt'altro che rimarginata. Nel frattempo non si fermano le provocazioni fra bande armate di Amal e Future Movement, sia a Beirut che in Dohat Aramoun - distretto controllato dalle milizie del Partito Socialista druso. Proprio a Dohat Aramoun è rimasto ucciso un soldato, Hussein Mohammed Janbey, nel tentativo di sedare gli scontri. L'esercito è rimasto coinvolto anche nelle aggressioni di Martedì a Beirut, fra Corniche al Mazraa e Tariq ej-Jedideh, riportando un numero non noto di feriti. Per limitare la mobilità dei miliziani la polizia di Beirut è arrivata persino a varare una nuova ordinanza che vieta la circolazione su due ruote. Dallo scorso lunedì, infatti, chiunque verrà sorpreso a girare in motorino sarà soggetto ad arresto immediato. Nel tentativo di gestire le vicende libanesi, il presidente francese Nicholas Sarkozy ha aperto uno spiraglio diplomatico nei confronti di Damasco, lodando il ruolo di mediazione assunto dal presidente siriano Bashar Assad. In Iran, il presidente Ahmadinejad ha già annunciato di voler essere il primo capo di stato a recarsi a Beirut per rendere omaggio al nuovo governo libanese

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