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L’università delle tensioni

category piemonte | repressione | re-imbucato da altri media author domenica 08 giugno, 2008 12:19author by lashtampa

"Palazzo Nuovo e i centri sociali un problema di sicurezza"

Dell’Ateneo delle tensioni se ne parlerà in un Comitato provinciale per la sicurezza al quale sarà invitato anche il rettore. L’ha chiesto il sindaco Chiamparino ieri mattina all’apertura del tavolo sulla sicurezza e dopo aver espresso la sua solidarietà alla studentessa di destra alla quale («Secondo quanto letto sui giornali») sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l’organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli.
Il Comitato per la sicurezza affronterà non solo gli «estremismi dell’Università ma anche il problema dei centri sociali che occupano abusivamente edifici pubblici». Dopo le sollecitazioni dei consiglieri di An Ghiglia e Ravello che hanno accusato il sindaco di avere «atteggiamenti farisaici: «Invece di dare solidarietà faccia qualcosa di concreto, sgomberi i centri sociali come l’Askatasuna da dove vengono i giovani responsabili della contestazione». Accuse accompagnate dalle dure parole del pd Calgaro contro «alleati di giunta come il pdci le cui bandiere sventolavano durante la contestazione: che hanno da dire?». «Che erano lì a titolo personale - ha replicato il comunista Gallo - non a nome del partito».
Chiamparino, pur concedendo di affrontare il tema degli immobili occupati abusivamente, ha però ricordato «che sono otto i centri sociali sgomberati fino ad oggi e sempre seguendo la regola aurea che si chiude quando c’è un riutilizzo immediato dell’edificio liberato». Resta il problema delle tensioni all’interno dell’Università nate da gruppi giovanili di opposte tendenze politiche. Numeri esigui - l’altro giorno si sono confrontati 11 studenti di destra e 23 autonomi - che sono guardati con distacco dalla stragrande maggioranza degli studenti.
Il problema però esiste. E lo risolleva con una lettera aperta Daniela Santus, docente della Facoltà di Lettere contestata dagli studenti dei collettivi autonomi per la sua scelta di tenere un corso su Israele: «Ai gruppi autonomi tutto è concesso, persino di decidere chi possa accedere a Palazzo Nuovo che considerano casa loro». E conclude: «Mi chiedo come mai il Rettore esiti a mettere fine, una volta per tutte, a questa situazione deprecabile che trasforma l’Università nel luogo dell’odio».
Anche Andrea Carapelucci, presidente del Senato degli Studenti, e militante dell’Udu, area sinistra riformista, chiede al rettore di intervenire. La lettera del 7 maggio si riferisce alle tensioni nate in occasione della proposta di boicottaggio della fiera del Libro avanzata dal comitato Free Palestine. Per Carapellucci l’attività del Cua «consiste nell’occupare abusivamente aule destinate agli studenti, bacheche e spazi comuni» e non si «contano le intimidazioni rivolte a membri di altre organizzazioni, rappresentanti degli studenti, docenti». Da qui l’invito a sgomberarli: «Considero il rischio di uno scontro fra le forze dell'ordine e il Cua all'interno del Palazzo certamente preferibile al protrarsi di questi abusi».
Che cosa risponde il rettore? «Il regolamento per l’assegnazione degli spazi è stato bloccato per tre anni perché il Senato degli studenti non trovava un accordo. Un mese fa il Senato Accademico ha definito i criteri per definire un gruppo di studenti come Associazione studentesca, condizione per concedere gli spazi». E aggiunge: «Tocca ai rappresentanti degli studenti certificare la sussistenza di questi requisiti. E una volta chiarite le regole e assegnati gli spazi coloro che occuperanno abusivamente le strutture di altri saranno sgomberati».

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