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lunedì 30 giugno, 2008 21:17 by P-CARC Torino - P-CARC Torino carctorino at yahoo dot it via Cruto 18 Torino 3476558445
Contrastare la mobilitazione reazionaria colpendo i suoi promotori e i suoi servi Le perquisizioni che giovedì 26 giugno hanno colpito due antirazzisti torinesi sono il sintomo della difficoltà con la quale si trovano a fare i conti i servi della borghesia nostrana nel promuovere e fomentare la mobilitazione reazionaria e la guerra tra i poveri. Una difficoltà creta anche dalla controinformazione efficace di antifascisti e antirazzisti attivi sul territorio torinese. Per quanto televisioni e giornali di regime si diano un gran da fare per cercare di fare valere le “ragioni” del razzismo e della caccia allo straniero allo scopo di alimentare la guerra tra i poveri e i proletari, i padroni e i loro lacchè della politica borghese si vedono costretti a sguinzagliare i loro sbirri nel tentativo di intimidire chi si pone al fianco delle masse popolari immigrate, smaschera e denuncia i criminali che uccidono gli stranieri nei CPT, contrasta le squadracce fasciste e leghiste, propaganda l’unità tra le masse popolari immigrate e il proletariato nostrano nella lotta contro il comune nemico. Per attuare queste perquisizioni i cani da guardia del padrone di turno hanno fatto ricorso a quello che è diventato uno strumento sistematico nelle mani della repressione: trascinare le inchieste all’infinito inserendo nel falcone di inchiesta originale, nuove notizie e documentazioni che, alla bisogna, riguardano i compagni da colpire. Non si tratta di mancanza di fantasia ma di una strategia ben definita tesa a mantenere tutto il movimento sotto la spada di Damocle dei procedimenti giudiziari. Lo sanno bene i compagni della carovana del (n)PCI e in particolare i compagni dei CARC che si trovano oggi ad affrontare l’udienza preliminare per il nono procedimento giudiziario aperto a loro carico e che ha origine da un unico filone di inchiesta. La sezione A.Gramsci di Torino del P-CARC esprime solidarietà ai due antirazzisti perquisiti il 26 giugno scorso e a tutto il proletariato immigrato. Contrastare la mobilitazione reazionaria significa unenire nella lotta il proletariato immigrato con quello italiano per colpire i promotori della reazione e i loro servi in doppio petto o in divisa! |