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ORBASSANO (TO): Poliziotto del SIULP massacra di botte giornalista (ex agente del SISMI)

category italia | altro | notizie author lunedì 04 agosto, 2008 13:12author by Blakblok - Freemind

L'Agente di Polizia ROMANO FILIPPO (Siulp Torino) massacra di botte giornalista che gli ritrova la borsa rubata

Quando si dice la realtà supera di gran lunga la fantasia: Giornalista economico ritrova una borsa rubata di un poliziotto del Siulp. L'agente di Polizia lo scambia per il ladro. Lo massacra di botte e lo fa arrestare dai Carabinieri.

perugini_copia.jpg

Accade nella  ridente e tranquilla (almeno  fino ad  oggi) cittadina di Orbassano (prima  cintura di Torino). E'  il martedì 29  luglio  2008, inizio pomeriggio. La calura  estiva è quasi  insopportabile.  Un giornalista  economico decide  di sostare con la  sua  auto in  una  zona sicura e riparata. L'ombra delle protettive e verdeggianti  piante  del  parcheggio antistante le piscine  di Orbassano è invitante. Dovrebbe riordinare  alcuni  appunti  concernenti  notizie  economiche per le  redazioni  economiche  con cui  collabora: in  primis la  "Privatizzazione  di Alitalia" e  la  "Scissione  della  CIR di De Benedetti" (notizie poi effettivamente uscite  su ""LA STAMPA"  di Torino).

Mentre compie l'operazione di parcheggio  avverte  di  esser  salito con le  ruote  dell'auto  su  qualcosa. Scende  e vede il  contenuto di due borse buttato  in terra (i borsaioli  hanno forzato un'auto in  sosta e  han  fatto  manbassa abbandonando  quel  che  resta  del  "corpus delicti").

Il giornalista raccoglie gli oggetti  abbandonati e prova  a  capire a  chi  potessero  appartenere.  Non  fa  neanche  in  tempo a raccapezzarsi  che l'agente  di  Polizia FILIPPO  ROMANO gli salta  addoso, e lo sottopone a interminabili minuti di  sano pestaggio condendo il tutto con con graziosi improperi  del  tipo:  "ladro  bastardo", "te la  faccio pagare  malvivente fottuto "... (ed  altre  amenità  del genere).  

Arrestato in "flagranza di  reato". Ha trovato la  borsa  rubata  del  poliziotto.

"Dulcis in fundo" ci  vorrebbe un arresto  plateale. Da manuale.  Niente  di  meglio dei colleghi  del  113. Che però non  intervengono. Non  si sà  perchè. Giungono  invece sul  luogo  del  pestaggio  i  Carabinieri di Orbassano che  prendono  in  consegna  lo  sventurato giornalista. Questu'ultimo  perde i  sensi. E'  visibilmente  livido. Respira affannosamente. I Carabinieri chiamano immediatamente il 118. Il  giornalista  viene  trasportato d'urgenza  all'Ospedale  San  Luigi (con i segni  di  un  principio  d'infarto) dove rimane semincosciente  tutta  la notte. Il  giorno sucessivo sviene  nuovamente  e  viene  trasferito al più  attrezzato Ospedale  Maria  Vittoria di Torino . Quantità industriali di esami  del sangue,  delle urine, TAC,  elettrocardiogrammi, ecografie  addominali e  quant'altro. La  diagnosi purtroppo  è infausta: una ginocchiata  del poliziotto allo stomaco del  giornalista ha  lesionato la  fascia muscolare addominale (che  si è  rotta) determinando la  fuoriuscita della  sacca  dello  stomaco.

Un'altro  "calciatore" che  sale  agli  onori   della  cronaca (credavamo  che  l'Ispettore  Alessandro Perugini fosse  il  migliore  ma  dobbiamo  ricrederci).

Intanto le  indagini  vengono  avviate  dal magistrato inquirente. Sull'auto  del  giornalista non  son stati  rinvenuti gli oggetti  sottratti al  poliziotto (peccato l'idea  di  un  giornalista/ladro non  era  male).  Si  scopre anche che il  giornalista  è stato   (per  oltre  15  anni) un agente  del SISMI e consulente  del SISDE.

Sarebbe  proprio un  bel  titolone: "Poliziotto del SIULP massacra  di botte  agente  del  SISMI"

author by internetnautapublication date lun 04 ago, 2008 16:37

Gli   sta  bene   così la  prossima  volta  impara  a farsi  i  cazzi  suoi (così  si rende  conto  che  vuol  dire  prendere  saccagnate  dalla  Polizia)

author by giottistapublication date lun 04 ago, 2008 19:17

Ma il  poliziotto  del  Siulp  si  è  almeno  qualificato  prima  d'iniziare  il  pestaggio? (almeno un briciolo  di  correttezza  formale)

author by Infermiera del San Luigi (Orbassano)publication date lun 04 ago, 2008 19:36

Sto  poliziotto Romano  è  proprio  un  simpaticone. Dopo il  pestaggio  ha  avuto   il  buon  gusto di  venire  nel  nostro  ospedale  per  farsi  prescrivere 4  giorni  di  riposo (ho  sentore  si  tratti d'una  distorsione  inesistente).

 

author by Mosespublication date lun 04 ago, 2008 20:49

si  dovrebbe  tornare  alla  legge  mosaica. Un  bel  calcio  nello  stomaco  pure al poliziotto.  Vedi  che  gli  passa  di  botto la  libidine  di  fare  il  rambetto del  cazzo. Purtroppo  mi  sa che questo è  quello  che  insegnano  nelle  scuole  di  polizia (abbiamo  sentito  sin  troppi  casi  analoghi  di  pestaggi  da  parte  di  poliziotti). Più o  meno  siamo sul  livello  del  Brasile!!

author by Pumpa Ghindupublication date lun 04 ago, 2008 23:22

Mai, cambierà nulla...

....e come potra mai?Fintanto che pure tra noi "sudditi" c'è chi argomenta così:

"Gli   sta  bene   così la  prossima  volta  impara  a farsi  i  cazzi  suoi (così  si rende  conto  che  vuol  dire  prendere  saccagnate  dalla  Polizia)"

 

 

author by nessuna pietàpublication date mer 06 ago, 2008 01:30

Ma un giornalista agente segreto vi sembra normale !?!?!?!?

author by danielapublication date mer 06 ago, 2008 15:15

Ovviamente l'articolo è un falso. quello che si introduceva nell'auto dell'agente, dopo aver spaccato il finestrino, per rubare cellulare ed altri effetti incautamente lasciati in vista, non è un giornalista bensì un pregiudicato, a cui è stata trovata altra refurtiva.

vorrei vedere se anche voi non cerchereste di fermare chi si introduce nella vostra auto per rubare.

la mai domanda è la seguente: il poliziotto derubato non può difendersi?

se fosse capitato a un privato cittadino, avreste scritto comunque questo falso articolo?

author by Blakblokpublication date mer 06 ago, 2008 17:23

 

Per  Daniela (o  Daniele  ...  che  sia)

Sei  chiaramente  disinformata/o.

Intanto:

Primo: all'auto  poliziotto  non  è  stato  spaccato  alcun  finestrino. Dalla copia della  denuncia  (che  abbiamo  potuto  visionare) sporta da  Poliziotto ai Carabinieri di  Orbassano (TO) il giorno 31 luglio 2008 risulta che gli  è  stata  scardinata  la  serratura  dell'automobile.

Secondo:non   risulta  (perlomeno  dalle  dichiarazioni  dell'agente) che  sia stata  lasciato dallo  stesso  "incautamente" alcunchè  "in  vista" nella  sua  auto.  Il  poliziotto  sara  anche  un picchiatore  professionista,  ma  non  è  un  coglione da  lasciare cellulari,  documenti, valori in vista (perlomeno  ci  piace  pensare  che  non arrivi a tanta  minchiaggine);

Terzo: Falso che  al  giornalista  sia  stata  trovata  refurtiva.  Nè  addosso  nè   sulla  sua  auto. Risulta  inequivocabilmente dai  verbali  di  perquisizione personale redatti dei  Carabinieri  di  Orbassano (che  abbiamo  potuto  visionare).  E'  certificato nero  su  bianco  dagli  agenti  di  PG Maresciallo O. Infante Renato e  dal Carabiniere scelto Ferro  Morgan (Stazione  di  Orbassano-Torino). Procurati  i  verbali  (come può  fare  ogni  buon   giornalista),  leggiteli  e documentati  meglio (prima  di  sparare  minchiate).

Quarto: effettivamente (và  ammesso) il  giornalista   risulta  che  ha  numerosissimi  precedenti  penali. Da  un  listato   della  banca  dati  del  Ministero  dell'Interno (che  abbiamo  potuto  consultare) risulta  inequivocabilmente  che  il  giornalista è  stato più volte  inquisito. Nel  lungo  dossier  criminale  risulta:

1) una  condanna  a 15 mesi  di  reclusione per rifiuto  della  divisa  militare come  obiettore di  coscienza, scontata nel carcere militare  di  Forte  Boccea  Roma e   nel Carcere  Militare di  Castello Angioino Gaeta-LT (uno  che  rifiuta di  imparare  ad  usare le  armi e  si  fa  la  galera è decisamente  un elemento pericoloso);

2) un  procedimento per   spionaggio   ed  intercettazioni  telefoniche  (poi  archiviato)

vedi all'uopo articolo di  indymedia "GENOVA - SPY STORY AL PESTO - ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA" al  link: http://piemonte.indymedia.org/article/1347

3) un  procedimento  per furto  e  ricettazione (trovato  in  possesso  di  parecchia documentazione iraniana e  materiali del  SISMI). Pare anche  che  nel  "tempo  libero" fosse  infiltrato  in alcuni centri  sociali. Vedi  link:

http://piemonte.indymedia.org/article/2257

Scaricato  dal  SISMI torna all'originaria professione, come capita spesso a  tutti  i servi  di stato come il  Gen.le Pollari (ti  sfruttano e poi ti  gettano  via quando diventi  scomodo e/o non servi più).

Quinto: il  poliziotto  non  può  difendersi. Formalmente dovrebbe  essere un  tutore  dell'ordine integerrimo, inerme  e  pacifico. Come  tutti  noi  mortali  che  subiamo  soprusi di  ogni  sorta.  Nella realtà  dei   fatti poi (lo  sappiam sin  troppo  bene) il  poliziotto (fortunatamente  in  isolati e  deprecabili  episodi come  questo) si  crede Dio in terra. Si  pone al  di  sopra  della legge. Fa  i  cazzi  che  vuole e  mena le  mani (parecchio  bene).  Dialettica  zero. Non ci pensa due  volte a riempire di botte  il  primo  sventurato/sfigato che  gli  capita sotto  mano anche solo  per  sfogare  le  sue psicosi e  frustrazioni. Il  terrerino è  sempre pronto lì in  tasca  da  poter agitare  all'uopo.  

Pensateci   sù la  prossima volta  che  vi  capita  di  trovare  la  serratura dell'auto rivoltata  dai  ladri. E che da  normali cittadini vi  toccherà scaricare  la  vostra  furia omicida  nell'androne  di  una  stazione  di  periferia  dei  Carabinieri dove   vi  faranno  fare almeno 3 quarti  d'ira (pardon  d'ora) di  anticamera (con  la  nettissima consapevolezza  che  la  vs. denuncia   non  servirà  ad  un  beato  cazzo di  niente).

 

author by Orbassanesepublication date dom 19 ott, 2008 17:54

Spiace  che  sia  successa  una  cosa  così  brutta proprio  ad  orbassano. Questa  è una  piccola  cittadina,  ci si  conosce  un  pò  tuitti  quanti,  ed è  anche  relativamente  tranquilla (almeno  io  ci  vivo  bene). Speriamo  solo che il  poliziotto  stia  bene ed altrettanto il giornalista e  che  magari si vengano  a  bere  un buon  buon  bicchiere  di vino da me (offro  io)

author by Orbassanesi - Alcuni del Comune di Orbassano (con discreta memoria)publication date lun 20 ott, 2008 19:51

Scusate  se ci  permtettiamo  di  scendere  in una  garbata  polemica (lungi  da noi l'idea di  esprimere giudizi  e/o  criticare  chichessia). La  presente  solo  per  significarvi che abbiamo già  sentito fare  il  nome del  giornalista Altana Pietro.

Riferiamo per  correttezza che non sappiamo dire con  esattezza  se  si  possa  trattare  della  stessa  persona di  cui  stiamo  leggendo la storia da  voi descritta in queste pagine (riferiamo quindi quanto  segue con  beneficio d'inventario).
Diverso tempo fa è venuto  presso  il Comune  di  Orbassano  un  signore  di  Genova  che  si  chiama  Altana  Pietro (sulla  carta  d'identità era indicata  come professione quella di giornalista).  Giunse da  noi  perchè  girava  da  una  mezza  giornata  e  non  riusciva  a consegnare  un  anello  d'oro  che aveva  trovato  smarrito  da  qualche  parte mentre faceva delle commissioni con la  moglie. Disse  che  aveva anche  messo  un'inserzione  sulla rivista Secondamano per  rintracciare il proprietario dell'anello (ci  disse che gli  telefonarono  tanti  approfittatori pseudoproprietari che  però  non  furono  in grado  di  riferire  l'esatto  nome  e  la  data   incisa  sull'anello  d'oro). Il  giornalista chiamò anche  dai Carabinieri della Stazione di  Orbassano che rifiutarono di  prendere  in consegna  l'anello  d'oro indirizzando l'Altana presso  il  nostro  Comune (dato che i Comuni  solitamente hanno  un  "Ufficio  oggetti  smarriti"). Si  prese in  consegna  l'anello. Tutto  quì. Fine  della storia.

Questo per  dire che se  è  la  stessa  persona che  è  finita in  ospedale ci  dispiace  tanto. Sicuramente è un  tragico  equiproquo.   Specie  con i tempi che corrono non è bello  leggere che è  stata  presa  a  calci  una  persona  onesta.

Per verifiche  e  riscontri  comunque  il  Comune  di  Orbassano (che  confermiamo  in  toto essere  un  Comune molto tranquillo ed  ospitale)  è a  più  completa  disposizione  per  informazioni.

Cordiali  saluti.

Comune  di  Orbassano (Prov. Torino)
P.zza Umberto I°, 5
10043 ORBASSANO (TO)
Tel. 011/9036111 fax 011/9013337
http://www.comune.orbassano.to.it/
segreteriasindaco@comune.orbassano.to.it
sportellocittadino@comune.orbassano.to.it

author by evakant - diabolikspublication date ven 14 nov, 2008 10:35

Magari sarà  che  lo  letto  troppi  libri  gialli,  ma la cosa  mi  puzza  troppo  di  agguato.

Metti  che  l'agente  segreto  stava  indagando  sul  poliziotto? Metti  che  li  poliziotto voleva  annientare  lo  spione.

Niente di meglio che organizzare una  trappola (far diventare  il  predatore preda)   

Butti  lì l'esca e  aspetti che  la  vittima designata  la  raccolga. Il  resto  è  un  gioco da  ragazzi.

Il  poliziotto  però  ha  compiuto  un  solo  errore ...

 

(lo  leggerete  sul  prossimo  numero  di  Diabolik).

 

author by MITO mani - qausi quasi MITO lgo dai coglionipublication date lun 29 giu, 2009 15:12

Per  la  cronaca  alla Piscina  MITO  di  Orbassano (TO) è  anni  ed  anni  che  rubano  nel  parking, non  passa  giorno  che  cia  sia qualche  finestrino rotto delle auto... (vedi  foto)  ma  la  cosa pazzesca  è  che  tutto ciò avviene  nel'indiffenrenza  più  totale  di  tutti (intendiamo  proprio   tutti).

Quindi  se  proprio  volete  farVi  una  nuotata  in  santa  pace ... cercate  una  piscina  più  tranquilla!!!

La  piscina  Mito  non è  propriamente  una  piscina tranquilla
La piscina Mito non è propriamente una piscina tranquilla

La  piscina  Mito  non è  propriamente  una  piscina tranquilla
La piscina Mito non è propriamente una piscina tranquilla

author by Mr. Bean - interceptor®publication date ven 09 ott, 2009 21:58

Non  molto  tempo fa un noto   quotidiano economico  ha  dedicato un articolo  allo  007 Altana Pietro (l'agente del Sismi pestato dall'agente  di  Polizia).


Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti che parla d'un curioso agente “tuttofare” del SISMI (l'ex servizio segreto militare) che spia centri sociali, iraniani, fiscalisti, alta finanza, etc etc.


L'articolo è visionabile al link:


http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna


o anche sul sito del Ministero della Difesa Italiano al link:


www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf


Titolo:


Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna.


Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.

I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in Iraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.

Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.

Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale.

Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”.

In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”.

È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”


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Link correlati:



Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)

http://piemonte.indymedia.org/article/5620


"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE - Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE "

http://piemonte.indymedia.org/../article/3566


Genova – Spy story al pesto - ecco come Coeclerici Spa spiava

http://piemonte.indymedia.org/../article/1347


Mafioso è bello" (parola di COECLERICI)

http://piemonte.indymedia.org/../article/1700


ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”

http://piemonte.indymedia.org/../article/5520


SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.

http://piemonte.indymedia.org/../article/5025



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On the financial newspaper Milano Finanza of the 15 august 2009 was published an article by Marco Gregoretti (that you find the following PDF attachment and transcribed) speaking of this SISMI's 007:


http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna


The article is also visible on the Press of the Italian Ministry of Defense:


www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf


Title:


"Great intrigue. At the Court of Genoa an archive of relations between politics, finance and intelligence. It turns out that for years the tax consultants were being watched by the Military secret service. With the help of a powerful shipping company. Spy in Genoa".


“It would Pepe Carvalho, the famous and disillusioned private detective invented by the Spanish writer Manuel Vasquez Montalban. Only he, used to unravel plots where regional interests unmentionable of entrepreneurs with your face clean, seasoned with blown of journalists loan to the secret services, resourceful police special units, from PR people always place, mountains of money and perhaps even a bit of terrorism, could understand the true nature of the magic inherent Genoa. It seems, in fact, that at least 15 years in Genoa, chased in a paroxysm of dates, are playing games romance, spy story to read with joy under the umbrella: military intelligence spying accountants and lawyers business, ShipOwners who use their company as if the CIA, corruption of money, complaints, Blog militants-military, exposed to the court and fake bombs. But it's all true. The archives of the Court of Genoa are the envy of those so-called covered of Pio Pompa, powerful contributor of Nicolò Pollari head of SISMI (the old Military Secret Service). The files with sensitive documents, with photographs, films, with phone intercepts and environmental, Hard drives of computers that burn, on the death in Iraq of Fabrizio Quattrocchi, and on the strange story of Dssa, center studies on terrorism accused of being a sort of parallel police linked to SISMI, are in Genoa and are in fact an archive of intrigue all connected. To which one might add what is coming out the de-classified status of pages stored in the oblivion of Genoa.


Allegations to be verified.


A big and prestigious italian shipping company, Coeclerici Spa would function as a central espionage and counterespionage permanently attached to the secret services, but also capable of activating an Reserved information network unfair competition in order to win contracts and international orders. «... In the eighties and early nineties ...» revealed to MF/Milano Finanza «G-71»,agent from the Comsubinwho had already worked abroad for so-called Supersid of Vito Miceli and Francesco La Bruna,«...We used the Coeclerici's vessels as a cover to go for operations in the Guinea's Gulf. I remember a woman who was our reference in the company of Genoa. I do not know if it was the owner or a senior ...». In december 1994 Coeclerici complaint for industrial espionage and illegal wire-tapping a reporter of Turin, resident in Genoa, collaborator of some important studies of italian fiscal consultant, and then in contact with sensitive and confidential information. In fact, it was also a regular SISMI's consultant: delivered informations and sometimes it was even sent on a mission, as when, in 2004, infiltrated with success in some Social Centers to search for connections with Iranian society in the odor of Islamic terrorism. Pietro Altana has 49 years, he professed pacifist to the point of doing 15 months in prison for conscientious objection in Gaeta, paints a militant look with hair with pigtail, and in a document sent to the Court of Genoa even lists the studies of fiscal consultants in the crosshairs of SISMI's controls: some reason, then, because the military secret service should deal with international terrorism, offshore funds, Chinese mafia … The cases are two: or those studies are suspected of threatening international or controls are illegitimate. To infiltrate the archives and newspapers Altana used (and still uses now) different pseudonyms. From recent e Anonymous Remaller to Guglielmo Dabove, name by which it had originally identified the Genoa shipping company. The 1994 complaint against him has turned into a potential boomerang against Coeclerici SpA and its subsidiaries, despite the stalking, searches at home and office made by an enterprising policeman of Digos. Why the August 14, 1998 is the journalist-spy-investigator that delivering to the Bolzaneto's Carabinieri, in Genoa, a complaint against the leaders of Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, the director of Banchero & Costa and three other foreign persons. Altana accuse all of industrial espionage, auction disturbance, unfair competition. Although the Court of Genoa did not act against them the document describes the corrupt and information network that the Genoese company would be able to set up, which appear even people that are known address and the name, Jasim, but not the surname. Or fixer as Berdy, with a catering company in India as cover. The complaint refers to a contract that «...Coeclerici sought for so long: contract called Hadeed Lighterage Project (takes its name from the company Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, issuing the invitation to tender).The optimism is palpable ...».


In fact, there was the secret weapon, lethal weapon against which competitors in the race for that contract, Norwegians of Oslo of the Torvald Klaveness Konsern As, were not enough: society of Genoa was able to get ahead of all the details for Klaveness. A month before the final commercial dicussion in late July, Coeclerici had in his hands the rate offered by Klaveness, submitted in a sealed envelope and sealed precisely one month later, to Hadeed. Here's how to begin the letter fax “Strictly Confidential” of Pino Silvestri, Director of Banchero & Costa, dated 16 june 1998, to Coeclerici Logistics, according to the complaint of Altana: «...I just called Berdy from home. He confirmed that Hadeed called Klaveness June 29 and no June 30. These are the rates that offered Klaveness ...».


It is a bit of a big story, the classical tip of iceberg already reported twice, in the 1995 and in the 1996, by journalist- secret agent. But still not entirely clear developments and roles of people involved. For example, because the reporter-secret agent became executioner financial and now promises new revelations about government agencies? And now that SISMI no more, Altana-Anonymous Remaller is still in service? ".

 

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SIULP VS SISMI?
SIULP VS SISMI?

SIULP VS SISMI?
SIULP VS SISMI?

PDF Document Articolo MIlano Finanza PDF

author by zapatistissimevolmente vs - zapatapublication date ven 06 nov, 2009 16:59

La  storia dello strano agente trovato "per caso" - dagli  inquirenti - a spiare gli iraniani.

 

"... La  perquisizione  nell'abitazione  di  un  "presunto  ricettatore" rivelò carte  top secret... Pietro  Altana  49  anni almeno  due  mestieri  dichiarati (Giornalista  ed  all'occasione addetto  alle  pulizie di  alcune  grandi  aziende  genovesi) e  altrettanti  nomi  d'arte, è  il  protagonista,  dai  contorni  ancora  indecifrabili, di  un'inchiesta  della  Procura  di  Genova avviata  e  chiusa  in  gran  segreto ...  un'inchiesta  condotta  dal  PM ANNA  CANEPA (oggi  anna  Procura  Nazionale  Antimafia) ..." Secolo XIX   del  3  novembre 2009

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg

 

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Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:

 

"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"

 

"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"

 

Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.

 

Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italiani hanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.

 

Ciò  dimostra  solo  una  cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.

 

E se vede!

 

Articolo del Secolo XIX al link:

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf

 

l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti

l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti
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l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti
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l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti
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author by mortacciloropublication date lun 23 nov, 2009 19:21

(Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)

SCHEDATI A  GENOVA BANCHE  E  AVVOCATI, SI  INFILTRO’ NEI  CENTRI  SOCIALI PER  IL G8

Condannato agente  Sisde: <<Spiava violando  la  legge>>

Sentenza-choc: lavorava  davvero per i  servizi segreti, ma  ha  esagerato

Si  infiltrò nei  centri  sociali <<in  coincidenza  con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto  copertura sugli  attentati di  matrice  anarchica alla  questura e  alle  caserme  della  Polizia a  Sturla e dei  Carabinieri a  Prà  e  Voltri,  a suo  dire  <<raccogliendo anche  campioni  di stupefacenti  ed  esposivo>>. Pietro  Altana, 49 anni, era  un  collaboratore dei  servizi  segreti  del Sisde,  oggi  rinominato  Aisi. <<Cercava  documenti top  secret, facendo  l’addetto  delle  pulizie di  alcune  aziende  genovesi e  rovistando  nei  cestini della  spazzatura>>. Poi <<una  volta  o  due  a  settimana>>  consegnava tutto al  suo  contatto, un  maresciallo  della  Guardia  di Finanza, e  veniva  pagato <<in  rimborsi  spese rigorosamente in  nero>>.

E’  un  giudice del  tribunale  di  Genova, Enrico  Gatti, a  raccontare  in  una sentenza  rimasta  finora  inedita uno  dei  retroscena più  inquetanti e  riservati  della  cronaca giudiziaria del  capoluogo ligure degli  ultimi  anni. Ed  è  la storia del  furto  di  alcuni cd e della  ricettazione  di  un  certo  numero  di oggetti  di elettronica e  hi-fi dietro a  cui, si  è  scoperto  nel  corso d elle  udienze a  porte  chiuse, si  celavano  le  indagini  parallele e  i  alcuni  casi <<non  autorizzate>> di  un  vero  agente 007. La  sentenza  che  lo  rivela ha  condannato Pietro Altana, appunto, a  due  anni  di  reclusione.  La  vicenda  emerge a  pochi  giorni dalla  perquisizione, scattata su  rogatoria dell’autorità  giudiziaria Statunitense, degli  uffici di  una  società  italo-iraniana,  la  Irasco, sospettata  di  aver  contribuito a  violare l’embargo deciso  dall’ONU nei  confronti  di  certe  forniture industriali agli  impianti  di  Stato  di  Tehran. Proprio Altana aveva  rivelato, al  processo  che  lo  vedeva  imputato, di  aver  avuto  l’incarico di  spiare  le  società  iraniane. Aziende  inserite in  un lungo  elenco di <<sorvegliati  speciali>>, <<su  ordine dei  servizi>>,  con studi  tributari, come  quello  di  Victor  Uckmar, legali, come  lo  Studio  Bonelli,  uno  dei  più grandi  d’Europa, protagonista di  alcune  delle  operazioni più  importanti  della storia economica  italiana degli  ultimi anni, come  il  salvataggio di Alitalia (oltre  che  per  Genova  la  scissione Amt-Ami), e  anche  Banche, come la  Carige. L’elenco è  contenuto nel  fascicolo  di  inchiesta, aperto  dal  pm,  Anna Canepa, poi archiviato perché  a  giudizio  degli  investigatori dei  carabinieri che  vi  lavorarono <<non  furono  trovate  carte  rilevanti>>. Ufficialmente  Altana  fu  trattato dagli  inquirenti  come  una  sorta  di  millantatore. In  realtà, al processo la  testimonianza  del  mascesciallo dei  Servizi Segreti che  lo  aveva  <<assoldato>> ha  confermato  che  le  investigazioni erano  il  frutto  di  un  mandato effettivo  dell’ex  Sisde. Il  punto cruciale è  stato  quello  riguardante i  reati  contestati ad  Altana compiuti, secondo  la  sua  difesa, per <<la  ragion  di  Stato>>. Quando  fu  arrestato e  trovato in  possesso  di  oggetti di  provenienza  furtiva l’agente  segreto si  era  difeso  sostenendo che  erano  prove  raccolte nel  corso  di  indagini pronte  per  essere consegnate al  suo  contatto  nei  servizi. Il  giudice  Gatti ha  sentenziato che  per  poter  essere <<esentato dalla pena  in  caso  di  violazione della  legge per  un  fine  legittimo (come  è  la sicurezza nazionale)>> sono  necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna  essere <<organici>> ai  Servizi Segreti ed  aver  eseguito <<un  ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana  a  processo è  risultato  essere ufficialmente come <<un semplice  informatore>> e  il  suo  referente del  Sisde   ha  negato  di  aver  impartito ordini  fuorilegge. Il  sospetto  è  che  Altana  Pietro fosse  stato  assoldato  per  indagare ai  limiti  della  legalità e  occasionalmente  anche  oltre e  che, dopo  essere  stato  colto  in  fallo dai carabinieri, sia  stato  sostanzialmente scaricato. Ma  su  questo nemmeno  il  giudice, evidentemente, se lè  sentita di  proferir  parola”. 

(Il Secolo XIX -  5 novembre 2009)

IL RETROSCENA

AFFARI LIGURIA-IRAN LE CARTE AGLI USA

“La figura  di  Pietro Altana, il  collaboratore dei  servizi segreti le cui attività  all’ombra  della  Lanterna  sono  oggi  svelate dai  giudici e  non  solo  dai  “boatos” via  internet, è  indirettamente  legata a  una  delle  indagini  più  delicate  aperte di  recente  nel  capoluogo  ligure. Si  tratta  degli  accertamenti disposti  dalla procura  federale della  Callifornia, con  rogatoria  internazionale, sulla  società genovese  Irasco, specializzata  nell’import-export con l’Iran. Secondo  gli  Stati  Uniti Irasco  sarebbe  stata il ‘tramite’ , fra  il  2004 ed  il  2007,  di  una  serie  di  esportazioni (materiali  industriali  e materie  prime) non  autorizzate dagli  USA verso  la  repubblica  degli Ayatollah. Le  autorità  statunitensi, attraverso  il  Ministero  degli  Esteri, hanno  perciò  chiesto all’Italia  di  acquisire  una  serie  di  documentazioni nella  sede  dell’azienda, all’interno del  Matitone,  e  giovedì  scorso  è  scattata una  perquisizione  della  Guardia  di  Finanza. Irasco  ha  repllicato  nei  giorni scorsi di avere   documenti  in  regola e soprattutto  di  sentirsi  vittima di <<pressioni  politiche>> sull’asse America-Golfo  Persico. Ed  è  su  questo  fronte che  si  inserisce  Altana, come  descritto  nell’articolo a  fianco. Indagando sulla  sua  attività  di  spionaggio per conto  del  Sismi, la  Procura  genovese  scoprì che controllava di nascosto pure  Irasco.

 

 

ci  gioco  che  spiava  la  polizia
ci gioco che spiava la polizia

PDF Document Rassegna stampa Indymedia: "SISMI- Altana Pietro"

author by zapata - csa zapatapublication date lun 23 nov, 2009 19:42

st'infame  di  altana spiava i centri  sociali, iraniani, alta  finanza  e forse  anche  i  suoi  colleghi  sbirri di  torino

Gli  sbirri l'han  massacrato di botte? Fatto bene.

avremmo  dovuto  farlo noi. Grazie  per  il  favore (a  buon  rendere)

 

P.S.: leggete  come  st'omm 'merda, la  guardia di finanza e la  prefettura  di genova  spiavano il csa zapata 

 

"Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali"

http://piemonte.indymedia.org/article/6464  

X LA  POLIZIA: grazie  che  l'avete  pestato (dovevate  dargliene  di +)
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X LA  POLIZIA: grazie  che  l'avete  pestato (dovevate  dargliene  di +)
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PDF Document doc. pdf "Prefettura di Genova Riunione Comitato Sicurezza maggio 2004"

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