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ORBASSANO (TO): Poliziotto del SIULP massacra di botte giornalista (ex agente del SISMI)L'Agente di Polizia ROMANO FILIPPO (Siulp Torino) massacra di botte giornalista che gli ritrova la borsa rubata Quando si dice la realtà supera di gran lunga la fantasia: Giornalista economico ritrova una borsa rubata di un poliziotto del Siulp. L'agente di Polizia lo scambia per il ladro. Lo massacra di botte e lo fa arrestare dai Carabinieri. Accade nella ridente e tranquilla (almeno fino ad oggi) cittadina di Orbassano (prima cintura di Torino). E' il martedì 29 luglio 2008, inizio pomeriggio. La calura estiva è quasi insopportabile. Un giornalista economico decide di sostare con la sua auto in una zona sicura e riparata. L'ombra delle protettive e verdeggianti piante del parcheggio antistante le piscine di Orbassano è invitante. Dovrebbe riordinare alcuni appunti concernenti notizie economiche per le redazioni economiche con cui collabora: in primis la "Privatizzazione di Alitalia" e la "Scissione della CIR di De Benedetti" (notizie poi effettivamente uscite su ""LA STAMPA" di Torino). Mentre compie l'operazione di parcheggio avverte di esser salito con le ruote dell'auto su qualcosa. Scende e vede il contenuto di due borse buttato in terra (i borsaioli hanno forzato un'auto in sosta e han fatto manbassa abbandonando quel che resta del "corpus delicti"). Il giornalista raccoglie gli oggetti abbandonati e prova a capire a chi potessero appartenere. Non fa neanche in tempo a raccapezzarsi che l'agente di Polizia FILIPPO ROMANO gli salta addoso, e lo sottopone a interminabili minuti di sano pestaggio condendo il tutto con con graziosi improperi del tipo: "ladro bastardo", "te la faccio pagare malvivente fottuto "... (ed altre amenità del genere). Arrestato in "flagranza di reato". Ha trovato la borsa rubata del poliziotto. "Dulcis in fundo" ci vorrebbe un arresto plateale. Da manuale. Niente di meglio dei colleghi del 113. Che però non intervengono. Non si sà perchè. Giungono invece sul luogo del pestaggio i Carabinieri di Orbassano che prendono in consegna lo sventurato giornalista. Questu'ultimo perde i sensi. E' visibilmente livido. Respira affannosamente. I Carabinieri chiamano immediatamente il 118. Il giornalista viene trasportato d'urgenza all'Ospedale San Luigi (con i segni di un principio d'infarto) dove rimane semincosciente tutta la notte. Il giorno sucessivo sviene nuovamente e viene trasferito al più attrezzato Ospedale Maria Vittoria di Torino . Quantità industriali di esami del sangue, delle urine, TAC, elettrocardiogrammi, ecografie addominali e quant'altro. La diagnosi purtroppo è infausta: una ginocchiata del poliziotto allo stomaco del giornalista ha lesionato la fascia muscolare addominale (che si è rotta) determinando la fuoriuscita della sacca dello stomaco. Un'altro "calciatore" che sale agli onori della cronaca (credavamo che l'Ispettore Alessandro Perugini fosse il migliore ma dobbiamo ricrederci). Intanto le indagini vengono avviate dal magistrato inquirente. Sull'auto del giornalista non son stati rinvenuti gli oggetti sottratti al poliziotto (peccato l'idea di un giornalista/ladro non era male). Si scopre anche che il giornalista è stato (per oltre 15 anni) un agente del SISMI e consulente del SISDE. Sarebbe proprio un bel titolone: "Poliziotto del SIULP massacra di botte agente del SISMI" |
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Commenti (16 of 16)
Vai al commento: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16Gli sta bene così la prossima volta impara a farsi i cazzi suoi (così si rende conto che vuol dire prendere saccagnate dalla Polizia)
Ma il poliziotto del Siulp si è almeno qualificato prima d'iniziare il pestaggio? (almeno un briciolo di correttezza formale)
Sto poliziotto Romano è proprio un simpaticone. Dopo il pestaggio ha avuto il buon gusto di venire nel nostro ospedale per farsi prescrivere 4 giorni di riposo (ho sentore si tratti d'una distorsione inesistente).
si dovrebbe tornare alla legge mosaica. Un bel calcio nello stomaco pure al poliziotto. Vedi che gli passa di botto la libidine di fare il rambetto del cazzo. Purtroppo mi sa che questo è quello che insegnano nelle scuole di polizia (abbiamo sentito sin troppi casi analoghi di pestaggi da parte di poliziotti). Più o meno siamo sul livello del Brasile!!
Mai, cambierà nulla...
....e come potra mai?Fintanto che pure tra noi "sudditi" c'è chi argomenta così:
"Gli sta bene così la prossima volta impara a farsi i cazzi suoi (così si rende conto che vuol dire prendere saccagnate dalla Polizia)"
Ma un giornalista agente segreto vi sembra normale !?!?!?!?
Ovviamente l'articolo è un falso. quello che si introduceva nell'auto dell'agente, dopo aver spaccato il finestrino, per rubare cellulare ed altri effetti incautamente lasciati in vista, non è un giornalista bensì un pregiudicato, a cui è stata trovata altra refurtiva.
vorrei vedere se anche voi non cerchereste di fermare chi si introduce nella vostra auto per rubare.
la mai domanda è la seguente: il poliziotto derubato non può difendersi?
se fosse capitato a un privato cittadino, avreste scritto comunque questo falso articolo?
Per Daniela (o Daniele ... che sia)
Sei chiaramente disinformata/o.
Intanto:
Primo: all'auto poliziotto non è stato spaccato alcun finestrino. Dalla copia della denuncia (che abbiamo potuto visionare) sporta da Poliziotto ai Carabinieri di Orbassano (TO) il giorno 31 luglio 2008 risulta che gli è stata scardinata la serratura dell'automobile.
Secondo:non risulta (perlomeno dalle dichiarazioni dell'agente) che sia stata lasciato dallo stesso "incautamente" alcunchè "in vista" nella sua auto. Il poliziotto sara anche un picchiatore professionista, ma non è un coglione da lasciare cellulari, documenti, valori in vista (perlomeno ci piace pensare che non arrivi a tanta minchiaggine);
Terzo: Falso che al giornalista sia stata trovata refurtiva. Nè addosso nè sulla sua auto. Risulta inequivocabilmente dai verbali di perquisizione personale redatti dei Carabinieri di Orbassano (che abbiamo potuto visionare). E' certificato nero su bianco dagli agenti di PG Maresciallo O. Infante Renato e dal Carabiniere scelto Ferro Morgan (Stazione di Orbassano-Torino). Procurati i verbali (come può fare ogni buon giornalista), leggiteli e documentati meglio (prima di sparare minchiate).
Quarto: effettivamente (và ammesso) il giornalista risulta che ha numerosissimi precedenti penali. Da un listato della banca dati del Ministero dell'Interno (che abbiamo potuto consultare) risulta inequivocabilmente che il giornalista è stato più volte inquisito. Nel lungo dossier criminale risulta:
1) una condanna a 15 mesi di reclusione per rifiuto della divisa militare come obiettore di coscienza, scontata nel carcere militare di Forte Boccea Roma e nel Carcere Militare di Castello Angioino Gaeta-LT (uno che rifiuta di imparare ad usare le armi e si fa la galera è decisamente un elemento pericoloso);
2) un procedimento per spionaggio ed intercettazioni telefoniche (poi archiviato)
vedi all'uopo articolo di indymedia "GENOVA - SPY STORY AL PESTO - ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA" al link: http://piemonte.indymedia.org/article/1347
3) un procedimento per furto e ricettazione (trovato in possesso di parecchia documentazione iraniana e materiali del SISMI). Pare anche che nel "tempo libero" fosse infiltrato in alcuni centri sociali. Vedi link:
http://piemonte.indymedia.org/article/2257
Scaricato dal SISMI torna all'originaria professione, come capita spesso a tutti i servi di stato come il Gen.le Pollari (ti sfruttano e poi ti gettano via quando diventi scomodo e/o non servi più).
Quinto: il poliziotto non può difendersi. Formalmente dovrebbe essere un tutore dell'ordine integerrimo, inerme e pacifico. Come tutti noi mortali che subiamo soprusi di ogni sorta. Nella realtà dei fatti poi (lo sappiam sin troppo bene) il poliziotto (fortunatamente in isolati e deprecabili episodi come questo) si crede Dio in terra. Si pone al di sopra della legge. Fa i cazzi che vuole e mena le mani (parecchio bene). Dialettica zero. Non ci pensa due volte a riempire di botte il primo sventurato/sfigato che gli capita sotto mano anche solo per sfogare le sue psicosi e frustrazioni. Il terrerino è sempre pronto lì in tasca da poter agitare all'uopo.
Pensateci sù la prossima volta che vi capita di trovare la serratura dell'auto rivoltata dai ladri. E che da normali cittadini vi toccherà scaricare la vostra furia omicida nell'androne di una stazione di periferia dei Carabinieri dove vi faranno fare almeno 3 quarti d'ira (pardon d'ora) di anticamera (con la nettissima consapevolezza che la vs. denuncia non servirà ad un beato cazzo di niente).
Spiace che sia successa una cosa così brutta proprio ad orbassano. Questa è una piccola cittadina, ci si conosce un pò tuitti quanti, ed è anche relativamente tranquilla (almeno io ci vivo bene). Speriamo solo che il poliziotto stia bene ed altrettanto il giornalista e che magari si vengano a bere un buon buon bicchiere di vino da me (offro io)
Scusate se ci permtettiamo di scendere in una garbata polemica (lungi da noi l'idea di esprimere giudizi e/o criticare chichessia). La presente solo per significarvi che abbiamo già sentito fare il nome del giornalista Altana Pietro.
Riferiamo per correttezza che non sappiamo dire con esattezza se si possa trattare della stessa persona di cui stiamo leggendo la storia da voi descritta in queste pagine (riferiamo quindi quanto segue con beneficio d'inventario).
Diverso tempo fa è venuto presso il Comune di Orbassano un signore di Genova che si chiama Altana Pietro (sulla carta d'identità era indicata come professione quella di giornalista). Giunse da noi perchè girava da una mezza giornata e non riusciva a consegnare un anello d'oro che aveva trovato smarrito da qualche parte mentre faceva delle commissioni con la moglie. Disse che aveva anche messo un'inserzione sulla rivista Secondamano per rintracciare il proprietario dell'anello (ci disse che gli telefonarono tanti approfittatori pseudoproprietari che però non furono in grado di riferire l'esatto nome e la data incisa sull'anello d'oro). Il giornalista chiamò anche dai Carabinieri della Stazione di Orbassano che rifiutarono di prendere in consegna l'anello d'oro indirizzando l'Altana presso il nostro Comune (dato che i Comuni solitamente hanno un "Ufficio oggetti smarriti"). Si prese in consegna l'anello. Tutto quì. Fine della storia.
Questo per dire che se è la stessa persona che è finita in ospedale ci dispiace tanto. Sicuramente è un tragico equiproquo. Specie con i tempi che corrono non è bello leggere che è stata presa a calci una persona onesta.
Per verifiche e riscontri comunque il Comune di Orbassano (che confermiamo in toto essere un Comune molto tranquillo ed ospitale) è a più completa disposizione per informazioni.
Cordiali saluti.
Comune di Orbassano (Prov. Torino)
P.zza Umberto I°, 5
10043 ORBASSANO (TO)
Tel. 011/9036111 fax 011/9013337
http://www.comune.orbassano.to.it/
segreteriasindaco@comune.orbassano.to.it
sportellocittadino@comune.orbassano.to.it
Magari sarà che lo letto troppi libri gialli, ma la cosa mi puzza troppo di agguato.
Metti che l'agente segreto stava indagando sul poliziotto? Metti che li poliziotto voleva annientare lo spione.
Niente di meglio che organizzare una trappola (far diventare il predatore preda)
Butti lì l'esca e aspetti che la vittima designata la raccolga. Il resto è un gioco da ragazzi.
Il poliziotto però ha compiuto un solo errore ...
(lo leggerete sul prossimo numero di Diabolik).
Per la cronaca alla Piscina MITO di Orbassano (TO) è anni ed anni che rubano nel parking, non passa giorno che cia sia qualche finestrino rotto delle auto... (vedi foto) ma la cosa pazzesca è che tutto ciò avviene nel'indiffenrenza più totale di tutti (intendiamo proprio tutti).
Quindi se proprio volete farVi una nuotata in santa pace ... cercate una piscina più tranquilla!!!
La piscina Mito non è propriamente una piscina tranquilla
La piscina Mito non è propriamente una piscina tranquilla
Non molto tempo fa un noto quotidiano economico ha dedicato un articolo allo 007 Altana Pietro (l'agente del Sismi pestato dall'agente di Polizia).
Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti che parla d'un curioso agente “tuttofare” del SISMI (l'ex servizio segreto militare) che spia centri sociali, iraniani, fiscalisti, alta finanza, etc etc.
L'articolo è visionabile al link:
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna
o anche sul sito del Ministero della Difesa Italiano al link:
www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf
Titolo:
“Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.
Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.
I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in Iraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.
Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.
Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale.
Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”.
In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”.
È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”
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Link correlati:
Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE - Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE "
http://piemonte.indymedia.org/../article/3566
“Genova – Spy story al pesto - ecco come Coeclerici Spa spiava ”
http://piemonte.indymedia.org/../article/1347
“Mafioso è bello" (parola di COECLERICI) ”
http://piemonte.indymedia.org/../article/1700
“ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/../article/5520
“SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano. ”
http://piemonte.indymedia.org/../article/5025
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On the financial newspaper Milano Finanza of the 15 august 2009 was published an article by Marco Gregoretti (that you find the following PDF attachment and transcribed) speaking of this SISMI's 007:
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna
The article is also visible on the Press of the Italian Ministry of Defense:
www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf
Title:
"Great intrigue. At the Court of Genoa an archive of relations between politics, finance and intelligence. It turns out that for years the tax consultants were being watched by the Military secret service. With the help of a powerful shipping company. Spy in Genoa".
“It would Pepe Carvalho, the famous and disillusioned private detective invented by the Spanish writer Manuel Vasquez Montalban. Only he, used to unravel plots where regional interests unmentionable of entrepreneurs with your face clean, seasoned with blown of journalists loan to the secret services, resourceful police special units, from PR people always place, mountains of money and perhaps even a bit of terrorism, could understand the true nature of the magic inherent Genoa. It seems, in fact, that at least 15 years in Genoa, chased in a paroxysm of dates, are playing games romance, spy story to read with joy under the umbrella: military intelligence spying accountants and lawyers business, ShipOwners who use their company as if the CIA, corruption of money, complaints, Blog militants-military, exposed to the court and fake bombs. But it's all true. The archives of the Court of Genoa are the envy of those so-called covered of Pio Pompa, powerful contributor of Nicolò Pollari head of SISMI (the old Military Secret Service). The files with sensitive documents, with photographs, films, with phone intercepts and environmental, Hard drives of computers that burn, on the death in Iraq of Fabrizio Quattrocchi, and on the strange story of Dssa, center studies on terrorism accused of being a sort of parallel police linked to SISMI, are in Genoa and are in fact an archive of intrigue all connected. To which one might add what is coming out the de-classified status of pages stored in the oblivion of Genoa.
Allegations to be verified.
A big and prestigious italian shipping company, Coeclerici Spa would function as a central espionage and counterespionage permanently attached to the secret services, but also capable of activating an Reserved information network unfair competition in order to win contracts and international orders. «... In the eighties and early nineties ...» revealed to MF/Milano Finanza «G-71»,agent from the Comsubinwho had already worked abroad for so-called Supersid of Vito Miceli and Francesco La Bruna,«...We used the Coeclerici's vessels as a cover to go for operations in the Guinea's Gulf. I remember a woman who was our reference in the company of Genoa. I do not know if it was the owner or a senior ...». In december 1994 Coeclerici complaint for industrial espionage and illegal wire-tapping a reporter of Turin, resident in Genoa, collaborator of some important studies of italian fiscal consultant, and then in contact with sensitive and confidential information. In fact, it was also a regular SISMI's consultant: delivered informations and sometimes it was even sent on a mission, as when, in 2004, infiltrated with success in some Social Centers to search for connections with Iranian society in the odor of Islamic terrorism. Pietro Altana has 49 years, he professed pacifist to the point of doing 15 months in prison for conscientious objection in Gaeta, paints a militant look with hair with pigtail, and in a document sent to the Court of Genoa even lists the studies of fiscal consultants in the crosshairs of SISMI's controls: some reason, then, because the military secret service should deal with international terrorism, offshore funds, Chinese mafia … The cases are two: or those studies are suspected of threatening international or controls are illegitimate. To infiltrate the archives and newspapers Altana used (and still uses now) different pseudonyms. From recent e Anonymous Remaller to Guglielmo Dabove, name by which it had originally identified the Genoa shipping company. The 1994 complaint against him has turned into a potential boomerang against Coeclerici SpA and its subsidiaries, despite the stalking, searches at home and office made by an enterprising policeman of Digos. Why the August 14, 1998 is the journalist-spy-investigator that delivering to the Bolzaneto's Carabinieri, in Genoa, a complaint against the leaders of Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, the director of Banchero & Costa and three other foreign persons. Altana accuse all of industrial espionage, auction disturbance, unfair competition. Although the Court of Genoa did not act against them the document describes the corrupt and information network that the Genoese company would be able to set up, which appear even people that are known address and the name, Jasim, but not the surname. Or fixer as Berdy, with a catering company in India as cover. The complaint refers to a contract that «...Coeclerici sought for so long: contract called Hadeed Lighterage Project (takes its name from the company Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, issuing the invitation to tender).The optimism is palpable ...».
In fact, there was the secret weapon, lethal weapon against which competitors in the race for that contract, Norwegians of Oslo of the Torvald Klaveness Konsern As, were not enough: society of Genoa was able to get ahead of all the details for Klaveness. A month before the final commercial dicussion in late July, Coeclerici had in his hands the rate offered by Klaveness, submitted in a sealed envelope and sealed precisely one month later, to Hadeed. Here's how to begin the letter fax “Strictly Confidential” of Pino Silvestri, Director of Banchero & Costa, dated 16 june 1998, to Coeclerici Logistics, according to the complaint of Altana: «...I just called Berdy from home. He confirmed that Hadeed called Klaveness June 29 and no June 30. These are the rates that offered Klaveness ...».
It is a bit of a big story, the classical tip of iceberg already reported twice, in the 1995 and in the 1996, by journalist- secret agent. But still not entirely clear developments and roles of people involved. For example, because the reporter-secret agent became executioner financial and now promises new revelations about government agencies? And now that SISMI no more, Altana-Anonymous Remaller is still in service? ".
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SIULP VS SISMI?
SIULP VS SISMI?
La storia dello strano agente trovato "per caso" - dagli inquirenti - a spiare gli iraniani.
"... La perquisizione nell'abitazione di un "presunto ricettatore" rivelò carte top secret... Pietro Altana 49 anni almeno due mestieri dichiarati (Giornalista ed all'occasione addetto alle pulizie di alcune grandi aziende genovesi) e altrettanti nomi d'arte, è il protagonista, dai contorni ancora indecifrabili, di un'inchiesta della Procura di Genova avviata e chiusa in gran segreto ... un'inchiesta condotta dal PM ANNA CANEPA (oggi anna Procura Nazionale Antimafia) ..." Secolo XIX del 3 novembre 2009
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secoloxix1_1.jpg
Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:
"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"
"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"
Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.
Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italiani hanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.
Ciò dimostra solo una cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.
E se vede!
Articolo del Secolo XIX al link:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
(Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)
SCHEDATI A GENOVA BANCHE E AVVOCATI, SI INFILTRO’ NEI CENTRI SOCIALI PER IL G8
Condannato agente Sisde: <<Spiava violando la legge>>
Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato
Si infiltrò nei centri sociali <<in coincidenza con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto copertura sugli attentati di matrice anarchica alla questura e alle caserme della Polizia a Sturla e dei Carabinieri a Prà e Voltri, a suo dire <<raccogliendo anche campioni di stupefacenti ed esposivo>>. Pietro Altana, 49 anni, era un collaboratore dei servizi segreti del Sisde, oggi rinominato Aisi. <<Cercava documenti top secret, facendo l’addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi e rovistando nei cestini della spazzatura>>. Poi <<una volta o due a settimana>> consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza, e veniva pagato <<in rimborsi spese rigorosamente in nero>>.
E’ un giudice del tribunale di Genova, Enrico Gatti, a raccontare in una sentenza rimasta finora inedita uno dei retroscena più inquetanti e riservati della cronaca giudiziaria del capoluogo ligure degli ultimi anni. Ed è la storia del furto di alcuni cd e della ricettazione di un certo numero di oggetti di elettronica e hi-fi dietro a cui, si è scoperto nel corso d elle udienze a porte chiuse, si celavano le indagini parallele e i alcuni casi <<non autorizzate>> di un vero agente 007. La sentenza che lo rivela ha condannato Pietro Altana, appunto, a due anni di reclusione. La vicenda emerge a pochi giorni dalla perquisizione, scattata su rogatoria dell’autorità giudiziaria Statunitense, degli uffici di una società italo-iraniana, la Irasco, sospettata di aver contribuito a violare l’embargo deciso dall’ONU nei confronti di certe forniture industriali agli impianti di Stato di Tehran. Proprio Altana aveva rivelato, al processo che lo vedeva imputato, di aver avuto l’incarico di spiare le società iraniane. Aziende inserite in un lungo elenco di <<sorvegliati speciali>>, <<su ordine dei servizi>>, con studi tributari, come quello di Victor Uckmar, legali, come lo Studio Bonelli, uno dei più grandi d’Europa, protagonista di alcune delle operazioni più importanti della storia economica italiana degli ultimi anni, come il salvataggio di Alitalia (oltre che per Genova la scissione Amt-Ami), e anche Banche, come la Carige. L’elenco è contenuto nel fascicolo di inchiesta, aperto dal pm, Anna Canepa, poi archiviato perché a giudizio degli investigatori dei carabinieri che vi lavorarono <<non furono trovate carte rilevanti>>. Ufficialmente Altana fu trattato dagli inquirenti come una sorta di millantatore. In realtà, al processo la testimonianza del mascesciallo dei Servizi Segreti che lo aveva <<assoldato>> ha confermato che le investigazioni erano il frutto di un mandato effettivo dell’ex Sisde. Il punto cruciale è stato quello riguardante i reati contestati ad Altana compiuti, secondo la sua difesa, per <<la ragion di Stato>>. Quando fu arrestato e trovato in possesso di oggetti di provenienza furtiva l’agente segreto si era difeso sostenendo che erano prove raccolte nel corso di indagini pronte per essere consegnate al suo contatto nei servizi. Il giudice Gatti ha sentenziato che per poter essere <<esentato dalla pena in caso di violazione della legge per un fine legittimo (come è la sicurezza nazionale)>> sono necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna essere <<organici>> ai Servizi Segreti ed aver eseguito <<un ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana a processo è risultato essere ufficialmente come <<un semplice informatore>> e il suo referente del Sisde ha negato di aver impartito ordini fuorilegge. Il sospetto è che Altana Pietro fosse stato assoldato per indagare ai limiti della legalità e occasionalmente anche oltre e che, dopo essere stato colto in fallo dai carabinieri, sia stato sostanzialmente scaricato. Ma su questo nemmeno il giudice, evidentemente, se lè sentita di proferir parola”.
(Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)
IL RETROSCENA
“AFFARI LIGURIA-IRAN LE CARTE AGLI USA”
“La figura di Pietro Altana, il collaboratore dei servizi segreti le cui attività all’ombra della Lanterna sono oggi svelate dai giudici e non solo dai “boatos” via internet, è indirettamente legata a una delle indagini più delicate aperte di recente nel capoluogo ligure. Si tratta degli accertamenti disposti dalla procura federale della Callifornia, con rogatoria internazionale, sulla società genovese Irasco, specializzata nell’import-export con l’Iran. Secondo gli Stati Uniti Irasco sarebbe stata il ‘tramite’ , fra il 2004 ed il 2007, di una serie di esportazioni (materiali industriali e materie prime) non autorizzate dagli USA verso la repubblica degli Ayatollah. Le autorità statunitensi, attraverso il Ministero degli Esteri, hanno perciò chiesto all’Italia di acquisire una serie di documentazioni nella sede dell’azienda, all’interno del Matitone, e giovedì scorso è scattata una perquisizione della Guardia di Finanza. Irasco ha repllicato nei giorni scorsi di avere documenti in regola e soprattutto di sentirsi vittima di <<pressioni politiche>> sull’asse America-Golfo Persico. Ed è su questo fronte che si inserisce Altana, come descritto nell’articolo a fianco. Indagando sulla sua attività di spionaggio per conto del Sismi, la Procura genovese scoprì che controllava di nascosto pure Irasco.
ci gioco che spiava la polizia
st'infame di altana spiava i centri sociali, iraniani, alta finanza e forse anche i suoi colleghi sbirri di torino
Gli sbirri l'han massacrato di botte? Fatto bene.
avremmo dovuto farlo noi. Grazie per il favore (a buon rendere)
P.S.: leggete come st'omm 'merda, la guardia di finanza e la prefettura di genova spiavano il csa zapata
"Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali"
http://piemonte.indymedia.org/article/6464
X LA POLIZIA: grazie che l'avete pestato (dovevate dargliene di +)
X LA POLIZIA: grazie che l'avete pestato (dovevate dargliene di +)
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