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Pusher in fuga da Tossic Park

category italia | repressione | re-imbucato da altri media author marted́ 05 agosto, 2008 10:35author by fff

I pattuglioni misti a Tossic Park Non so voi, ma io dalle immagini mi sento tutt'altro che sicuro. Anzi.

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MASSIMO NUMA
TORINO
Il termometro sfiora i 36 gradi, qui a Tossic Park. Alle 14 in punto inizia il pattugliamento degli alpini del 32° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Alpina Taurinense. Motto dell’unità: «Fino alla fine», usque ad finem. Beneaugurante, si spera, vista la situazione di orribile degrado di questo settore della periferia di Nord di Torino.

Una fila di Land Rover dell’esercito hanno occupato la strada, davanti alla torre dell’albergo Novotel, da anni assedia del racket africano e oggi, almeno per oggi, finalmente libera. Gli ospiti, molti sono stranieri, osservano incuriositi l’autocolonna militare. Gli alpini scendono uno dopo l’altro, divisa mimetica, arma corta, sfollagente. Gli ufficiali formano le pattuglie e ne affidano la guida a poliziotti e carabinieri, che hanno la responsabilità diretta del coordinamento.

Ordini secchi. Alle 14,20 le pattuglie scendono verso le postazioni dei pusher. Ovviamente spariti. Saranno pure gente tosta, gli africani dal fisico atletico, padroni assoluti dello spaccio di eroina white e di cocaina di pessima qualità, ma proprio fessi no. Anzi. Sono svaniti nel nulla. Tre minuti dopo, ecco uno dei pochi neri disinformati dell’operazione in corso che corre a perdifiato verso il fiume Stura. Era nascosto tra la vegetazione, a un passo dal fiume. La foga è tanta da perdere una scarpa. Occhi fuori dalle orbite, la paura di finire tra le mani dei poliziotti-alpini mette le ali. La vedetta degli spacciatori, uno zombie, appena visto le mimetiche e le divise blu della polizia, ha dato l’allarme, con il solito cellulare. Abbastanza in tempo. Solo abbastanza, perché negli anfratti del bosco un gruppo sparuto di fantasmi ha continuato ancora a vagare per ore, alla ricerca di un pusher qualunque.

Tremano per la crisi d’astinenza, si aggirano frenetici nei dintorni delle «stanze del buco», capanne infami, rottami di auto affondate nel fango, frugano in ginocchio nel fango per strappare con le unghie le siringhe «Terumo 300» incastrate nella terra, che lasciano ancora intravedere nei serbatoi, lunghi e stretti, filamenti di sangue e di siero. Mai contrasto più forte: da una parte gli alpini, dall’altra i tossici: «Uno scenario non troppo dissimile dai veri teatri di guerra - dice un alpino -, solo che là non c’era il mare di siringhe. E’ un paradosso, ovviamente. Ma la disperazione ha radici differenti, lontanissime tra loro. Avevo seguito la storia del parco solo sui media, esserci dentro ti lascia scosso, spettacolo atroce e penoso». Con l’anfibio, calci ai rifiuti che infestano da anni la grande area torinese. Un colossale ipermarket della droga, di ogni genere di stupefacente e lasciato prosperare per anni. Fortino imprendibile, nonostante le centinaia di operazioni anti-droga.

I morti per overdose, quattro in pochi giorni, gli stupri, i delitti, fanno da sfondo. Genitori che accompagnano i figli a comprarsi la dose, il padre tossico che - a gennaio - abbandona per ore il suo bimbo di tre anni, nel cuore dell’inferno.

I tossici continuano ad arrivare, scendono dai tram che attraverso corso Giulio Cesare, vicino agli svincoli dell’autostrada. I militari, sotto lo sguardo dei nuovi colleghi, iniziano i controlli. Documenti, perquisizioni degli zainetti, la verifica dell’identità. Velocemente, una ventina di loro viene concentrato nello spazio verde davanti all’albergo, con le camionette a fare da muro. Se ne andranno solo alle 17. Sguardi vitrei e aria depressa. Hanno perso tempo prezioso. Vogliono le dosi di droga e ora il problema è semplice: dove trovarle, adesso? «Fra una ventina di minuti sarò in crisi - minaccia un tossico - e allora sarà peggio per tutti». Per tutti chi? «Io ho bisogno della white, la polvere di Minias (psicofarmaco, ndr) non mi basta più. Se non ce l’ho, sto male. E faccio male. Non solo a me». Bilancio finale: tre arresti per spaccio, cinquanta fermati. In cella anche la «vedetta».

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   altre foto     fff    mar 05 ago, 2008 10:37 


 

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