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Cuba socialista resiste agli uragani

category internazionale | miscellaneous | opinioni author marted 09 settembre, 2008 12:13author by riflettere

Nelle ultime settimane ben tre uragani, chiamati Gustav, Hanna e Ike, si sono abbattuti su Cuba, Haiti e altre isole dei Caraibi e sulle coste USA del Golfo del Messico e le hanno devastate. Ovunque si lamentano decine e centinaia di morti e feriti, salvo che a Cuba dove i morti sono a tutt'oggi quattro. Cuba è anche la zona dove le devastazioni sono minori. Non perché l'intensità degli uragani a Cuba è minore, che anzi l'uragano Ike nel pieno della sua forza sta percorrendo l'isola in tutta la sua lunghezza. Ma perché il Partito comunista cubano, il governo, le Autorità e le organizzazioni di massa hanno organizzato in tempo utile l'esodo in luoghi sicuri della popolazione delle zone più interessate dagli uragani, perché tutta la popolazione è da tempo attrezzata e formata per far fronte all'emergenza e perché le strutture necessarie sono curate al meglio in conformità alle conoscenze e alle risorse del paese. Negli altri paesi le Autorità nel migliore dei casi hanno intimato alla popolazione di sgomberare o l'hanno solo avvisata dell'uragano in arrivo. C'è di più. Negli USA, ad Haiti e nelle altre isole colpite, la stragrande maggioranza dei morti e feriti appartengono agli strati più poveri ed emarginati della popolazione, che meno dispongono di rifugi sicuri. Sono anche gli strati maggiormente colpiti dalle devastazioni di case e di altre costruzioni, perché le loro sono quelle costruite a standard inferiori. Sono anche quelli che saranno meno o per nulla coperti dalle assicurazioni, che avranno più difficoltà ad arrangiarsi a ritornare, a rimettere in sesto case, campi, ecc. e a riprendere le attività. Sono anche quelli che saranno maggiormente vittime di usurai e altri sciacalli che approfitteranno dell'urgenza del bisogno immediato di soldi e delle difficoltà del riassestamento e della ripresa per impadronirsi di case e terreni per un boccone di pane. Sono anche quelli che saranno vittime di Autorità che approfitteranno della "calamità naturale" per attuare piani di speculazione immobiliare che era difficile compiere con espropri in condizioni normali. Eppure l'uragano è lo stesso! È il sistema sociale che è diverso! Cuba è un paese immensamente più piccolo e più povero degli USA. Per di più è assediato e boicottato dal governo USA con l'embargo economico e culturale che nonostante le calamità il governo USA ha rifiutato di interrompere. Eppure grazie al sistema sociale più avanzato, la società a Cuba assicura, sia in tempi normali sia in caso di calamità naturali, a ogni persona residente assistenza e condizioni di sicurezza che la maggioranza della popolazione USA non ha. Molti si ricorderanno ancora quello che perfino le TV borghesi hanno mostrato quando New Orleans (USA) e le regioni USA vicine nell'agosto 2005 furono colpite dall'uragano Katrina. Allora furono addirittura le Autorità cubane ad offrire di inviare a proprio carico un'unità sanitaria e un ospedale negli USA, in aiuto ai sinistrati che erano abbandonati a se stessi. Non parliamo poi di paesi come Haiti che sono più poveri degli USA, dove maggiore che negli USA è la percentuale della popolazione in preda alla miseria e all'ignoranza. Qui i morti neanche si sa quanti sono. Con gli uragani di questi giorni, Haiti è diventato il nuovo terreno di caccia per associazioni caritative, ONG e altri organismi di beneficenza che si sono scatenati a raccogliere soldi. Fin qui abbiamo richiamato l'attenzione su quello che ognuno ha potuto constatare anche guardando la TV di Stato, la TV di Berlusconi, la TV vaticana e le altre TV borghesi. Tutti organi di propaganda borghese che non perdono occasione per denigrare i paesi socialisti. Ma in questa occasione, non volendo mostrare apertamente il più alto livello dell'ordinamento sociale di Cuba rispetto anche a quello del più avanzato e ricco paese imperialista, di Cuba hanno parlato il meno possibile. Ma vi è un altro aspetto della questione su cui è utile riflettere. Perché giornali come il Manifesto, Liberazione e altre pubblicazioni e affini centri di informazione non hanno messo in risalto questa macroscopica differenza tra Cuba e gli altri paesi di fronte agli uragani di questi giorni? Per l'anticomunismo che praticano da anni, un anticomunismo talmente inveterato da essere addirittura diventato spontaneo. La denigrazione del movimento comunista e in particolare dei primi paesi socialisti, di quelli che sono crollati, di quelli che in qualche modo e in qualche misura resistono come Cuba e di quelli che a loro modo cercano di seguirne le orme come il Venezuela, è talmente sistematica e tanto assimilata in questi centri di informazione e di opinione della sinistra borghese, da essere diventata "spontanea". Anche in questa occasione confermano la loro natura di organi di informazione borghese e anticomunista: tanto che sarebbe più esatto e veritiero chiamarli organi di disinformazione, di confusione, di intossicazione, di diversione dalla lotta di classe e di evasione dalla realtà. Infatti tacciono delle conquiste del socialismo e sono sempre pronti a fare da gran cassa ai "mali" dei paesi socialisti crollati, di quelli che in qualche modo hanno resistito al periodo di debolezza che il movimento comunista ha attraversato negli ultimi decenni e di quelli che a loro modo cercano di seguirne le orme.

se le cose stanno così effettivamente c'è da riflettere

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