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luned 08 ottobre, 2007 14:18
by da somministrare a Grillo e altri fessi
CHI USA IL CERVELLO, RIFIUTA I LUOGHI COMUNI
Quando le condizioni di vita si fanno più precarie, quando si fa fatica a pagare l’affitto di casa o ad arrivare a fine mese, emerge l’esigenza di trovare un capro espiatorio a portata di mano. Immancabili, tornano alla ribalta i tromboni razzisti e nazionalisti, pronti a dare un programma politico a rancori e pregiudizi.
Quello che sta accadendo in Italia (e non solo) è inquietante. Bastano alcuni episodi per rendersene conto. A dicembre dell’anno scorso, ad Opera (MI), le tende di un campo nomadi vengono incendiate in pieno giorno da un gruppo di leghisti e fascisti. La spedizione punitiva, preannunciata in Consiglio comunale, trova non poco consenso tra la popolazione locale. Carabinieri e polizia restano a guardare.
Da due mesi a questa parte non si contano più gli attentati incendiari contro negozi di arabi e contro campi nomadi. A Livorno due bambini rom muoiono in seguito al lancio di alcune molotov: l’azione viene rivendicata da un gruppo fascista che si richiama alla pulizia etnica. A Siena un campo nomadi viene assediato da alcuni abitanti capeggiati da esponenti leghisti: durante il comizio, ben applaudito, si invocano le camere a gas. La stessa scena si ripete a Pavia. A Ponte Mammolo (Roma), ancora un attentato incendiario contro un campo nomadi.
Ovunque, queste azioni squadristiche vengono precedute e accompagnate da campagne politiche e mediatiche condotte soprattutto dalla Lega e dai fascisti (AN, Forza Nuova e Fiamma Tricolore). Il centrosinistra li rincorre sul loro stesso terreno (come ben dimostrano le ruspe di Cofferati e il vergognoso provvedimento fiorentino contro i lava-vetri).
Raddoppiano le spese militari, si sperperano miliardi di euro in opere utili solo agli industriali, si alza l’età pensionistica dei lavoratori mentre gli stipendi e gli indennizzi dei politici toccano cifre indecenti… ma il problema sarebbero i “privilegi dei Rom”. Troppo difficile guardare in faccia i nemici reali, troppo rischioso prendersela con i capitalisti e i loro protettori politici: molto più comodo accanirsi contro i poveri e gli esclusi. La povertà e l’esclusione ben raramente spingono a vivere da santi, mentre un dirigente industriale non ha certo bisogno di puntarti un coltello per rubarti i soldi.
I Rom e i Sinti sono tra i pochi popoli al mondo a non avere banche, eserciti e Stati: per questo sono sempre stati perseguitati e non persecutori, colonizzati e non colonizzatori, vittime e non responsabili delle guerre. Chi non dice nulla contro la guerra (condotta anche in nome del popolo italiano), chi non dice nulla contro il potere delle banche, definisce criminali… gli “zingari”. Negli anni Trenta successe la stessa cosa e sappiamo come è andata a finire.
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