BIPARTISAN NO all'arresti di Di Girolamo
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venerdì 26 settembre, 2008 10:32
by Marjiuano - Rete Marjiuano
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Il PD copre e difende il PDL al senato.
Il primo «salvato» della sedicesima legislatura si chiama Nicola Di
Girolamo. Classe 1960, eletto per il PdL nella circoscrizione Europa
estero, si è presentato agli elettori italian-europei dichiarando di
vivere ad Etterbeek, una cittadina dalle parti di Bruxelles che ha
visitato sì e no un paio di volte.
Una violazione palese della legge
per il voto degli italiani all'estero, che definisce eleggibili
«esclusivamente i cittadini italiani che siano residenti ed elettori
nella circoscrizione estero», e un brutto reato, su cui la procura di
Roma indaga da tempo accusando Di Girolamo, tra l'altro, di «attentato
contro i diritti politici del cittadino>) e di «falso ideologico»
reiterato.
Eppure, quando ieri pomeriggio si è trattato di votare sulla richiesta
della procura di Roma che vuoIe mandare Di Girolamo agli arresti
domiciliari perché ha tentato di inquinare le indagini e «contattare»
i testimoni, il senato si è schierato quasi tutto dalla parte del
collega: 204 voti per lui, e contro i magistrati di Roma, 53 contrari
ed un astenuto.
PdL e Pd l'hanno salvato e l'Italia dei valori ha cercato di dar
ragione ai pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri, anche se tra
le file dell'opposizione c'è stata una cospicua defezione, se è vero
che Di Pietro ha con se quattordici senatori e all'appello (a
scrutinio segreto) mancano giusto trentanove voti. «La posizione
espressa dal Pd - fa outing Felice Casson, ex magistrato e senatore Pd
- era una classica arringa suicida, assolutamente arrampicata sugli
specchi. La situazione è chiara,incontestabile)). E Gerardo
D'Ambrosio, ex procuratore capo di Milano e politico intransigente
quando si parla di giustizia, incassa la spaccatura del Pd:
«Evidentemente c'è chi vuole essere coerente, non si può prima dire
che crediamo nel principio della legge uguale per tutti e poi
proteggere la casta. Persino lo stesso Di Girolamo ha detto che da
parte dei pm non c'è nessuna persecuzione ».
E dire che di prove contro il senatore truffatore, la procura di Roma
ne ha raccolte parecchie. Ad esempio ha dimostrato che «deve
escludersi, per quanto documentalmente accertato, che il Di Girolamo
si sia mai recato presso il comune di Etterbeek. Piuttosto, con
l'aiuto di Aldo Mattiussi - un funzionario del consolato di Bruxelles
che in carcere è finito già a giugno scorso - ha basato la sua
candidatura su una sfilza di certificati falsi. Per poi chiedere la
residenza belga a maggio, quando l'elezione era ormai avvenuta.
Come se non bastasse, due testimoni dell'inchiesta hanno raccontato ai
magistrati romani di aver ricevuto parecchie «chiamate» in cui il
senatore e i suoi assistenti li invitavano a raccontare qualche
sciocchezza ai magistrati pur di salvare il potente senatore. (E'
sufficiente leggere le missive indirizzate all'ufficio del pm dal
Ferranti Dario (uno dei falsi «coinquilini» del senatore in Belgio
ndr) ed in cui chiaramente questi riferisce di essere stato contattato
per conto del Di Girolamo da una sedicente sua collaboratrice che gli
richiedeva notizie circa il" controllo della residenza" da parte della
polizia belga», si legge nell'ordinanza della gip Luisanna Figliolia
che il 7 giugno scorso ha chiesto al senato di poter procedere alla
custodia cautelare. L'avvocato e senatore Idv Luigi Li Gatti, in aula
ne ha raccontata una peggiore: «Nei verbali resi magistrati il 15
maggio, che abbiamo potuto esaminare, il testimone Oronzo Cilli (pure
lui «coinquilino» fasullo ndr) prima prova a reggere il gioco e poi
racconta con chiarezza di essere stato avvicinato dagli assistenti del
senatore. Personaggi che l'hanno contattato a Roma, anche dopo questa
prima audizione». Non solo, spiega sempre Li Gotti: «La giunta
elettorale che sta valutando l'eleggibilità del senatore, ha sentito
alcuni testimoni coinvolti nella vicenda che Roma non ha ancora
ascoltato. Dunque il rischio di inquinamento c'è.
Già, la giunta delle elezioni. Perché al senato succede anche che la
stessa commissione voti contro i magistrati quando si riunisce in
quanto «giunta delle immunità parlamentari>). E si prepari ad
esprimersi per l'annullamento del voto europeo la prossima settimana,
quando il medesimo gruppo sarà convocato in qualità di «giunta delle
elezioni». tI senatore Luigi Lusi, che ha spiegato in aula perché il
Pd protegge Di Girolamo, ne ha fatto persino un punto d'onore:"Le
prove sono evidenti, il senatore ha fatto cose indegne di quest'aula.
Provvederà la giunta". La convocazione è per martedì prossimo.
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