L'Universita' non si [s]vende!
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Wed October 08, 2008 11:34

Anche a Torino si moltiplicano le iniziative contro la privatizzazione della scuola.
La ricetta del nuovo ministro non cambia molto rispetto a quelle dei suoi predecessori se non per una maggiore radicalità dell'impianto, sul modello delle Università private americane finanziate dalle foundation.
I dati sono abbastanza chiari: riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) del 20% entro i prossimi cinque anni, entrata di soggetti privati nell'Università e la poco rassicurante proporzione di 5:1. Ovvero, per cinque professori che vanno in pensione, solo uno entrerà in Università.
E' questo un attacco diretto unico nel suo genere, che non permettera' la sopravvivenza delle Universita' pubbliche italiane, ne' tanto meno dei suoi dipartimenti di ricerca di base (non finalizzata a scopi di lucro immediati). Le fondazioni prenderanno quindi possesso degli immobili ed entreranno effettivamente nella gestione degli atenei, regolandone la didattica ed i rapporti tra organi. Avranno inoltre la possibilita' di stabilire autonomamente l'entita' delle rette e, non avendo restrizioni di sorta, il diritto allo studio verrebbe così a decadere.
Video dalle occupazioni di agraria e fisica
::Aggiornamenti::
Mobilitazioni 8-16 ottobre
Martedi' 21 ottobre::
Comunicato stampa dell' assemblea No Gelmini per l'occupazione di Palazzo Nuovo
Mercoldi' 22 ottobre
Comunicato stampa di Radio Blackout che inizia a trasmettere da Palazzo nuovo occupato
Giovedi' 23 ottobre
Occupano anche i licei di Pinerolo
Presidi spontanei a Torino
Venerdi' 24 ottobre
Raccolta di alcune mobilitazioni di oggi di medi e universitari
Mobilitazione al Politecnico
Sabato 25 ottobre
Mobilitazioni di oggi
A Torino c'è anche Economia
Di fronte alle proteste la Gelmini si nasconde a Gallarate
Occupazione facolta Agraria e Veterinaria
Fisica Porte Aperte
La ricerca scientifica è in pericolo
Domenica 26 ottobre
Il controllo della conoscenza in Inghilterra e ora anche in Italia
Comunicato Assemblea No Gelmini
Martedì 28 ottobre
Un solo grido contro la riforma Gelmini
Mercoledì 29 ottobre
Il decreto passa, la protesta non si ferma
Neonazisti attaccano gli studenti a Roma
Giovedì 30 ottobre
Torino - corteo della mattina
Torino - occupazione Porta Nuova

Torino - cariche a Porta Nuova
Torino - Lastampa - Siamo almeno 50.000
Pinerolo - corteo partecipato
VCO - 1500 in corteo
Ascolta la protesta su Radio Blackout, in diretta dall'Università occupata!
::Appuntamenti::
Sabato 4 ottobre - Manifestazione delle scuole elementari e medie | Qui alcuni video della manifestazione.
Lunedì 6 ottobre- Presidio in via Po 17 a partire dalle ore 15:00
Sabato 10 ottobre - Corteo di studenti universitari e medi, da Palazzo nuovo alle ore 08:30
Martedi' 14 ottobre - Assemblea nell' atrio di palazzo nuovo dalle ore 15.30
Lunedì 20 ottobre - Occupazione dell'Istituto di Fisica
Martedi' 21 ottobre - Due giorni di iniziative a Palazzo Nuovo
Martedì 28 ottobre - corteo | Assemblea Ricercatori | Prossime conferenze "Fisica porte aperte" | Presidio in piazza castello
Giovedì 30 ottobre - Torino - Corteo per sciopero generale della scuola | Verbania - Sciopero manifestazione per la scuola pubblica e notte bianca | Pinerolo - Corteo per le vie della città | Cuneo - Corteo per le scuole di montagna
Martedì 4 novembre - Conferenze biologia occupata Mercoledì 5 novembre
Mercoledì 5 novembre - Fiaccolata all' I.C. Manzoni
Lunedì 10 novembre - Conferenze a matematica occupata
Link utili : Assemblea No Gelmini Torino - Assemblea No Tremonti | Imc Calabria - ImcLiguria - ImcLombardia - ImcRoma
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Comments (8 of 8)
Jump To Comment: 1 2 3 4 5 6 7 8Le porte sono state aperte con l´articolo 59 comma 3 della legge 388 del 2000, legge finanziaria 2001, è stata introdotta la possibilità per le università di costituire fondazioni di diritto privato e sono state spalancate con l´art.28 della legge n° 448 del 28/12/2001, Legge Finanziaria 2002, “trasformazione e soppressione di enti pubblici”, accelerando ulteriormente la privatizzazione degli enti pubblici in cui irentrano, appunto, anche le università.
Oramai tutto viene privatizzato. Dall'acqua che non è più di tutti, alle oramai inesistenti farmacie comunali, alla raccolta dei rifiuti sotto il controllo del crimine organizzato, e giu fino agli asili nido e tutti quei servizi a domanda individuale come trasporti etc. solo per citarne alcuni, al grido di “privato è meglio”, poichè riesce ad offrire a costi più bassi servizi migliori. Non c'è bugia più grossa, la qualità e l´efficienza dei servizi nella maggior parte dei casi è peggiorata, ed alla promessa della diminuzione dei costi, è corrisposto un aumento delle tariffe nonchè uno sfruttamento maggiore dei lavoratori, non solo, spesso nelle gestioni miste pubblico-privato, i primi hanno dovuto sanare i buchi di bilancio che si secondi hanno causato, aggiungendo al danno la beffa.
Con quella che si chiama Legge Biagi ( ovvero il dlgs n° 276/2003 o legge vergogna ), è stato dato il colpo finale all'occupazione nel nostro paese rendendo precario il lavoro e di conseguenza il diritto alla vita.
Nell´Università la situazione non è migliore, i continui tagli inflitti al fondo di finanziamento ordinario, il continuo blocco delle assunzioni sono il prertesto perfetto per portare anche qui la politica del "privato è bello". Strumento necessario, dicono loro, per reperire finanziamenti esterni, individuando nelle banche e nelle industrie i soggetti principali a cui fare riferimento. La ricerca, in qualunque campo è morta qui. Difatti non uscirà più niente dalle università che lo "sponsor" non voglia. Ma un danno maggiore sarà quello dei costi, probabilmente molte sovvenzioni per i più poveri rischiano di sparire e andare all'università per studiare e costruirsi un futuro diventerà talmente caro che solo chi ha i soldi potrà costruirselo. Senza contare lo sfruttamento del corrente personale che secondo l´articolo 2112 del c.c. (trasferimento d´azienda), è obbligato a passare alle dipendenze della fondazione, pena la messa in mobilità e il successivo licenziamento. Il passaggio sotto la fondazione comporta anche la trasformazione della propria tipologia contrattuale e la conseguente perdita dello status di dipendente pubblico, dei diritti e delle tutele conquistati con anni di lotte, aperti invece alle peggiori forme di flessibilità e precariato.
Tutto questo incide oltre che sui lavoratori anche sulla classe studentesca che si ritroverà a pagare molte più tasse universitarie e un aumento delle tariffe dei servizi a loro rivolti, in linea con quanto si è verificato negli enti locali sopra descritti.
Ma la costituzione?
Come al solito ne nostro paese la costituzione non sembra contare molto. La violazione è palese. L´art. 9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (…)”, e l´articolo 33 “L´arte e la scienza sono libere e libero ne è l´insegnamento. (…) Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi orientamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello stato”.
Tutto questo è opera sia dei governi di destra che di quelli di sinistra. Mi chiedo solo quanta merda il cittadino medio debba ancora mangiare prima di svegliarsi dal coma farmacologico portato dalla falsa informazione e dai media
OGGI E' STATA OCCUPATA L'UNIVERSITA' DI AGRARIA DI GRUGLIASCO (TORINO) PER RICORDARE LA CONTRARIETA' DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI, ALLA NUOVA RIFORMA SCOLASTICA VOLUTA DALLA MINISTRA GELMINI. INTANTO RICORDIAMO LO SCIOPERO GENERALE STUDENTESCO PER IL 10 OTTOBRE !
Anche il Politecnico di Torino è in mobilitazione!!
Cari tutt*
Finalmente vi scriviamo dopo la magnifica Assemblea NO tremonti di mercoledì 15 ottobre, siamo tantissimi e anche solo trascrivere tutte le mail ha richiesto del tempo! Quella di ieri è stata una grande giornata, l'Assemblea NO Tremonti è stata il più grande momento di partecipazione studentesca al Politecnico di Torino degli ultimi 20 anni! Eravamo in più di settecento studentesse e studenti, in un'Aula Magna pienissima nonostante le lezioni in corso.
Al fine di coinvolgere tutte le componenti del Politecnico, è stato istituito il Coordinamento di Ateneo che comprende studenti, ricercatori, precari della ricerca, docenti, personale ATA, contro i provvedimenti del Governo in materia di Università.
Con i docenti presenti all'Assemblea che hanno manifestato la loro disponibilità si è deciso, per coinvolgere attivamente e positivamente la cittadinanza, di avviare da subito forme di coinvolgimento e protesta come le lezioni in piazza, il cui calendario verrà comunicato nei prossimi giorni. Anche il tema dell'Autoriforma dell'Università ha destato molto interesse, questa potrebbe davvero essere il momento di intraprenderlo.
Al termine dell'Assemblea un corteo spontaneo dall'interno del Politecnico si è riversato in Corso Duca degli Abruzzi bloccando temporaneamente il traffico, per comunicare alla città che è partita ufficialmente la mobilitazione all'interno dell'Ateneo.
Il Coordinamento NO-Tremonti, attraverso una delegazione, ha incontrato nel pomeriggio il Rettore Francesco Profumo, al quale è stato sottoposto il documento votato all'unanimità dall'Assemblea, con il quale si chiedeva una presa di posizione ufficiale da parte dell'Ateneo e la non celebrazione dell'inaugurazione dell'Anno Accademico. Tutti i presenti alle 18:00 all'ingresso del rettorato hanno partecipato alla riunione.
Il Rettore ci ha ascoltati ed ha rimandato ogni decisione al Senato Accademico che avrà luogo il 21 ottobre a partire dalle ore 14:00 in Rettorato, quale un nostro rappresentante: presenterà una mozione in cui si chiede una presa di posizione ufficiale dell'Ateneo contro la legge 133/08; chiederà che sia messa ai voti la proposta di annullamento della cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico. Per dare forza alle nostre richieste, in occasione della riunione del Senato Accademico avrà luogo un sit-in nel cortile del Rettorato, siete tutti invitati a prendervi parte!
Per tutte queste ragioni, è poi convocata l'Assemblea degli studenti
NO Tremonti il giorno
giovedì 23 ottobre alle ore 10:30 in Aula Magna (sede Corso Duca)
per discutere le posizioni che assumerà il Senato Accademico ed organizzare le prossime forme di mobilitazione. In allegato il volantino per questa assemblea, diffondetelo nei vostri corsi!
A presto!
Assemblea NO Tremonti
per info ed adesioni: www.notremonti.org info@notremonti.org
vaolantino assemblea 23 ottobre
E la voragine si allarga, come ovvio. Perché non c'è nulla di strano nella riforma universitaria che il “nostro” governo sta tentando di fare passare, pur a fatica, fra le mille proteste degli studenti e dei docenti. Perché mai in un mondo in cui sotto ogni aspetto della vita sociale vediamo acuirsi la separazione fra le classi l'università dovrebbe restarne fuori? In nome di che cosa la futura intellighenzia che l'università tenta di formare nello specialismo dovrebbe essere esente dalle metamorfosi che coinvolgono tutto il tessuto economico?
L'urgenza dei padroni delle nostre vite, di coloro che pretendono di governarci, è quella di riuscire a continuare ad amministrare le nostre esistenze, garantendo il mantenimento dei propri privilegi, possibilmente in una pace sociale ormai impossibile.
L'università rappresenta il fulcro del domani. E il domani che abbiamo davanti non è certo roseo, non è certo il migliore dei mondi possibile. Nelle “fabbriche della conoscenza” il potere politico ed economico ha da sempre cercato di forgiare i propri eredi, ha da sempre plasmato il sapere a propria immagine e somiglianza. Poco contano le obiezioni, alquanto scontate, per cui all'interno degli istituti scolastici vi persistano alcune menti illuminate e non asservite, qualche docente dal libero pensiero a cui strappare un pugno di nozioni indubbiamente utili nella costruzione di un coscienza critica. Vero, sicuramente vero, ma la sostanza è che gli orrori quotidiani che milioni di persone subiscono sono possibili grazie all'intellighenzia universitaria: è nelle università che si studiano e si elaborano le conoscenze poi applicate negli armamenti e nel controllo, è nelle università che nascono le teorie che determinano l'innovazione delle carceri e dei sistemi coercitivi; è nelle università che vengono vagliati i progetti urbanistici ed infrastrutturali che devastano l'ambiente circostante, avvelenano gli uomini, delineano città tanto degradanti quanto alienanti. Ancora, è dalle ricerche universitarie che vengono varate le leggi sul lavoro, sulla famiglia, sulla salute. E' lì, nella casa della conoscenza, che abita “l'assassino”.
Allo stato attuale delle cose sarebbe totalmente ingenuo il pensare di attribuire tutte le responsabilità del disastro sociale ad un pugno di politici (per di più di scarso livello): il mondo moderno si fonda sulla tecnocrazia ed è gestito dai tecnocrati.
In questo particolare momento in cui le granitiche certezze, per cui l'economia monetarista si sarebbe dovuta espandere all'infinito, si rivelano nella realtà un'allucinazione perversa che sta suicidando il mondo - scaraventandoci tutti nella barbarie – diviene centrale per i poteri correre ai ripari. Meglio, diviene urgente rattoppare la barca per farla stare a galla il più possibile, anche se alla deriva, anche se ormai non è più possibile “tornare indietro.
Ecco allora che le riforme scolastiche in corso si rivelano per ciò che sono: un minuscolo tassello di un grande cantiere alle prese con un palazzo dalle fondamenta marce. Nessuno però a voglia di mettere in discussione il cantiere, nessuno propone la demolizione del palazzo, ancor meno qualcuno vede la necessità di progettare una casa nuova, a misura d'uomo.
La futura intellighenzia si comporta di già, consapevolmente o meno, come élite. Assolve al compito per cui è stata così coscienziosamente educata negli anni di studio. Essa è sterile perché protesta come gli hanno insegnato a protestare, essa è separata perché ogni conoscenza ed ogni esperienza, per il buon funzionamento della macchina sociale, devono essere specialistiche, disgiunte, astratte dalla realtà e funzionali all'economia ed alla politica.
Mesi e anni. Uno stillicidio di violenze e soprusi, il totalitarismo che avanza e prende forma in ogni ambito del quotidiano. E gli studenti? Nulla.
Operai morti ammazzati, denari estorti e finiti a finanziare guerre, povera gente proveniente da altri luoghi più sfortunati rinchiusa in campi di concentramento, ambulanti perseguiti da guardie armate di manganello, “sognatori disperati” affogati nel mediterraneo, ragazze obbligate a vendersi e ora a rischio di galera, famiglie sul lastrico, cure mediche sempre più impossibili per i poveri... L'elenco potrebbe continuare per pagine e pagine. E gli studenti? Ed i professori illuminati? Niente.
Ora hanno toccato l'élite! Not in my backyard!
Ed eccoli a sfilare, a bloccare tutto, a gridare nelle strade. Per loro, solo per loro.
Certo, hanno buona ragione ad indignarsi: il loro futuro è compromesso... esattamente come quello di tutti. Certo, le attuali proposte di riforma andranno, come si diceva, ad acuire ancora di più il divario fra le classi. Sicuramente quello che è in atto e che purtroppo, presto o tardi, prenderà piede è un modello sempre più “americano” in cui i pochi “lati utili” della conoscenza universitaria andranno scomparendo per lasciare definitivamente lo spazio allo specialismo imposto dalle fondazioni - che siano di carattere economico (banche, industrie, società) o di carattere ideologico (chiese, partiti, organizzazioni). In sostanza si passerà da un asservimento parziale alla politica ed all'economia ad un asservimento totale; si passerà dall'educazione cialtrona pubblica (in cui era almeno ancora possibile “strappare” qualcosa) ad un'educazione strettamente funzionale all'impresa ed all'ideologia.
In questa prospettiva potremmo dire che il peggio andrà ad aggiungersi al peggio e di questo non c'è certo motivo di rallegrarsi. Essendo l'università pilastro del funzionamento sociale è ovvio che la sua ristrutturazione è il preludio di un ulteriore peggioramento delle condizioni generali, dal lavoro alla cultura. Se si segue questo abbozzo di ragionamento diventa evidente che le proteste di questi giorni sono un affare di tutti, un problema di tutti, soprattutto una possibilità per tutti. Sta però agli studenti riuscire a guardare un po' più in là del loro naso, riuscire a capire che dallo loro attuale battaglia finora condotta separatamente può nascere la possibilità di una critica e di una pratica che vada a coinvolgere gli altri strati sociali di fatto coinvolti.
Se guardiamo alla storia ci renderemo conto che le lotte studentesche sono riuscite a determinare un mutamento solo quando hanno avuto la volontà di rompere le compartimentazioni. In sé una lotta separata, oggi ancor più di ieri, perde sul nascere il proprio significato e la propria potenzialità offensiva.
Dalla venuta a meno delle compartimentazioni, guarda caso tanto care ai partiti, ai sindacati ed ai padroni, possono scaturire mille possibilità, mille incontri, mille esperienze che, ci auguriamo, avranno finalmente la capacità di mettere in discussione il meccanismo, il cantiere, e non sterilmente solo un tassello.
Allora, che dire? Forza studenti... ancora uno sforzo!
IL 28 OTTOBRE A TORINO GRANDE MOBILITAZIONE STUDENTESCA CONTRO LA PRESENZA DELLA GELMINI, PER DIRE ANCORA UNA VOLTA IL NOSTRO NO ALLA RIFORMA 133 ( NEL CASO IN CUI FOSSE CIECA, SORDA E MUTA ) , ALL'UNIONE INDUSTRIALE DI TORINO, NON CI RESTA CHE DARLE IL NOSTRO CALOROSO BENVENUTO !
COLLETTIVI STUDENTESCHI - TORINO -
Momenti di tensione tra polizia e studenti sotto Palazzo Madama. Un ragazzo è stato fermato per aver sputato a un poliziotto. La reazione della polizia non si è fatta attendere: il ragazzo è stato individuato e fermato per essere identificato. Studenti, di destra e di sinistra, accomunati dal "no" alla riforma Gelmini, stazionano davanti al Senato.
A Roma
Dopo il tentativo di sfondamento da parte di un ragazzo che ha cercato di scavalcare le transenne che bloccano l'accesso ai giovani in corso Rinascimento, immediatamente bloccato dalle forze dell'ordine, i ragazzi hanno lanciato un appello alla calma "da entrambe le parti".
Dal megafono i ragazzi hanno quindi chiesto "il rilascio immediato", del proprio compagno. "Non siamo qui per alimentare la violenza -ha spiegato ancora il giovane studente dal megafono- ma per protestare in maniera pacifica e per rivendicare i nostri diritti".
Francesco, uno dei portavoce degli studenti del Blocco studentesco, dice di aver ricevuto rassicurazioni sul rilascio del proprio compagno. I ragazzi ribadiscono la loro comunità di intenti al grido di "Ne' rossi ne' neri, solo liberi pensieri". Gli uomini delle forze dell'ordine, in assetto antisommossa, si trovano ora a ridosso delle transenne, faccia a faccia con gli studenti, tutti delle scuole superiori, che continuano a intonare cori contro il ministro Gelmini, esponendo striscioni sui quali si legge "No ala riforma", a grandi lettere nere su fondo bianco, e "Giu' le mani dalla nostra scuola".
Un altro migliaio di studenti si è radunato a Piazza della Repubblica dove partirà un corteo che
raggiungerà Palazzo Madama, presidiato dalle forze dell'ordine. Altri studenti si sono gia' raggruppati, invece, sotto al ministero della Pubblica Istruzione, a viale Trastevere. Tra di questi anche quelli del liceo scientifico Malpighi che espongono uno striscione con scritto "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Prosegue la protesta negli istituti romani: occupato da ieri il liceo Gaetano De Santis, proclamata la co-gestione al liceo
Farnesina.
MA RETE DEGLI STUDENTI COSA???? PERCHé IL TITOLO é QUELLO??? MA DOVE CAZZO SONO??? COLORO CHE DOVREBBERO SOSTENERE I DIRITTI DEGLI STUDENTI??? SOLO A CONSEGARE 50 BANDIERE, A RAGAZZI A CASO, PAGATE DALLA CGIL SONO CAPACI???????
MA SMETTELA CHE SENZA L UNIONE DEGLI STUDENTI NON AVRESTE FATTO NIENTE, NON SPUTATE NEL PIATTO IN CUI AVETE MANGIATO BUFFONI.
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