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mercoledģ 03 dicembre, 2008 03:30
by P-CARC
āLettera aperta al presidente del consiglio provinciale di Torino e a tutti i consiglieriā.
In data 02/12/2008, si è tenuta una seduta del consiglio provinciale durante la quale il consigliere di Italia dei Valori Petrarulo ha presentato un’ interpellanza sulla gestione poco trasparente del personale impiegato presso gli uffici della Provincia. Tale interpellanza (per la quale ringraziamo il consigliere Petrarulo) è stata possibile grazie al fatto che il nostro Partito aveva denunciato pubblicamente, tramite un volantinaggio davanti agli uffici provinciali, la minaccia di mobbing rivolta al compagno Umberto Ruggiero, lavoratore presso gli uffici della Provincia e iscritto al nostro Partito. Egli era infatti stato esortato dal suo dirigente a richiedere il trasferimento presso un altro ufficio in quanto una esponente politica per la quale faceva da addetto stampa diceva di preferire “personale affine alle sue posizioni politiche”, cosa che non è contemplata dal CCNL dell’ente provinciale. Il compagno Umberto Ruggiero, iscritto anche alla CGIL, ha informato i funzionari sindacali i quali, invece di intervenire sulla questione della lesione dei diritti di un lavoratore, lo espellevano dalla CGIL perché membro del Partito dei CARC. Una discriminazione dietro l’altra!
All’interpellanza del consigliere Petrarulo, prima che vi fosse la risposta dell’assessore, è seguita l’interpellanza del consigliere Delia del PRC, il quale sollevava la questione delle discriminazioni e delle pressioni che la CGIL sarebbe costretta a subire dalla giunta e dagli altri sindacati. Un fatto gravissimo che rientra nel contesto più generale del tentativo di screditare e indebolire l’organizzazione dei lavoratori e al quale i dirigenti del sindacato rispondono espellendo i suoi membri più combattivi e sensibili alla difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori.
A quel punto il segretario della sezione di Torino del P-CARC, che era presente in qualità di osservatore nei posti assegnati al pubblico, ha interrotto il consigliere del PRC dicendo che “se la CGIL è nelle condizioni di subire pressioni e discriminazioni è perché invece di difendere i lavoratori della Provincia che denunciano i soprusi e le malefatte, li espelle dal suo sindacato” e continuava dicendo: “Il punto da chiarire, per la “trasparenza necessaria”, è quanto e come i dirigenti del sindacato siano collusi con il malcostume dei politicanti, cosa che si è evidenziata benissimo anche questa mattina quando trattando questioni relative alle drammatiche condizioni di centinaia di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo nella nostra provincia, i consiglieri leggevano il giornale, parlavano tra loro, telefonavano e usavano il PC invece di prestare attenzione massima ai problemi della collettività”.
Il presidente del consiglio ha quindi invitato gli addetti a fare tacere il nostro compagno e ha minacciato la sospensione del consiglio. Molto probabilmente abbiamo turbato il quieto vivere e l’armonia che unisce i consiglieri nel farsi scivolare addosso tutto ciò che succede al di fuori del loro mondo e che gli consente di utilizzare le aule del consiglio per leggere tranquillamente il giornale?
Questi sono i fatti accaduti il 02/12/2008 in una sala consigliare dove dovrebbero essere dibattuti e affrontati con impegno e estremo interesse i problemi della collettività. Un aula consigliare dove i politici hanno potuto accedere grazie al voto popolare (!?) A giudicare dall’indegno spettacolo offerto proprio da quei soggetti che avrebbero dovuto essere delegati dai cittadini a curare i loro interessi, sembrerebbe proprio che i consiglieri non debbano rispondere a nessuno del loro operato e che ciò gli permetta di godersela fin che è possibile, salvo qualche piccola eccezione.
Ma che ne direbbero gli operai e i lavoratori che subiscono veramente gli effetti devastanti della crisi e degli attacchi padronali? Pensano forse i consiglieri che questi operai, vedendoli intenti ognuno a farsi i fatti propri, li ringrazierebbero di cuore per il loro operato? Credono forse i consiglieri che il fatto di ricoprire la carica pubblica che ricoprono sia dovuto ad una investitura divina e che non debbano rendere conto all’elettorato e alle masse popolari che sono state costrette, a causa della legge elettorale assurda, a votarli?
Se è questo il vostro pensiero, cari amministratori e consiglieri, vi rammentiamo che malgrado la finta democrazia con la quale vengono mascherate le peggiori malefatte nei confronti delle masse popolari, esse sono cosa reale, concreta e con le cose concrete e reali ci si “sbatte sempre il grugno”. Cari consiglieri e amministratori, il vostro mondo non è un mondo a parte e presto il vostro operato dovrà fare i conti con la realtà, quella vera, quella che voi dimostrate di avere chiuso dietro le porte dei palazzi del potere. Quella realtà fatta di uomini e di donne che lavorano e si battono per un mondo migliore, sta bussando alle porte che tentate di tenere ben chiuse dietro di voi!!
Facciamo quindi appello a quei consiglieri e a quei sindacalisti che ancora non si sono fatti imbrigliare dai meccanismi abbietti che regolano le relazioni dei politicanti in nome del quieto vivere e della tutela degli interessi di “amici degli amici”, a dare un segno robusto e tangibile della loro buona fede e a denunciare, senza se e senza ma, le malefatte delle Autorità e delle amministrazioni pubbliche unendosi al lavoro per la costruzione di Comitati Popolari di Controllo e di denuncia dell’operato delle Autorità, di quello che fanno e che non fanno, di quello che dicono e quello che non dicono.
Il Partito dei CARC esprimendo la piena solidarietà nei confronti dei delegati della CGIL che onestamente si battono per la difesa dei lavoratori della provincia e che subiscono pressioni e discriminazioni da parte della giunta provinciale, li esorta a costringere i propri dirigenti a fare il loro mestiere e a combattere con forza contro i tentativi di discredito e di intimidazione da parte dei politicanti di turno, di centro destra o di centro sinistra che essi siano. Li invita anche a protestare, presso le proprie sedi di competenza, contro l’espulsione dei comunisti e dei lavoratori più combattivi dal sindacato.
A breve la nostra federazione interverrà sul territorio cittadino e provinciale per denunciare lo squallido atteggiamento dei consiglieri e degli amministratori che si fanno beffe dei problemi delle masse popolari e avvierà una raccolta di firme di protesta che, considerata la già esistente pubblica opinione sull’operato delle Autorità, crediamo possano essere tantissime.
Nel salutarvi
Per la federazione Piemonte e Lombardia del P-CARC
Valter Ferrarato.