sul processo agli antifascisti
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giovedì 25 ottobre, 2007 02:09
by comitato antifascista 18 giugno
comunicato del comitato 18 giugno
Mercoledi 17 ottobre al salone di c.Ferrucci 65 a Torino si è tenuta un’assemblea in solidarietà con gli antifascisti imputati per i fatti del 18 giugno 2005, e per la costruzione del presidio al Tribunale di corso Vittorio Emanuele per il 30 ottobre prossimo, data in cui è prevista la sentenza di primo grado.
All’assemblea ha portato il suo intervento di solidarietà Marco Revelli, storico e ora docente all’Università del Piemonte Orientale.
Esponenti di realtà cittadine che operano sul terreno dell’antifascismo hanno annunciato, durante l’assemblea e nei giorni successivi, l’adesione al presidio da parte delle proprie organizzazioni: Rifondazione Comunista, Associazione Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei CARC, CUB (Confederazione Unitaria di Base), ARCI.
Esponenti di FIOM, FIM e ANPI hanno a loro volta espresso solidarietà .
A queste forze sono da aggiungere le diverse realtà di movimento che il 30 ottobre saranno comunque davanti al tribunale di Torino.
Di seguito l’appello del Comitato 18 giugno:
Il processo di Torino per i fatti di via Po del 18 giugno 2005
LA RABBIA DELL’ANTIFASCISMO
Martedì 30 ottobre 2007 si svolgerà al tribunale di Torino una nuova udienza (forse quella conclusiva) per i fatti di via Po del 18 giugno 2005.
Quel giorno si svolse a Torino una grande manifestazione in solidarietà con due occupanti del Barocchio che erano stati accoltellati da alcuni nazifascisti. La manifestazione di piazza diede luogo a cariche da parte delle forze dell’ordine, cui i giovani antifascisti opposero resistenza. L’esito fu l’arresto con detenzione in carcere di un gruppo di persone, per lo più giovani, cui venne contestato il reato di devastazione e saccheggio.
Si tratta di un’imputazione gravissima, che prevede pene detentive fino a 15 anni. Essa è stata assurdamente applicata anche per i fatti di Milano dell’11 marzo 2006, e il processo di primo grado si è concluso con 18 condanne a 4 anni; ora di quel processo è in corso l’appello, che si concluderà l’8 novembre prossimo.
Per gli antifascisti torinesi al periodo iniziale di carcerazione seguirono mesi di arresti domiciliari e misure cautelari.
Oggi gli imputati sono in libertà , ma il processo sta avendo il suo corso e l’imputazione continua a gravare su di loro.
Come familiari e amici vorremmo ribadire che gli episodi e le forme di resistenza contestate furono parte di una manifestazione politica, furono l’espressione urlata di idee e valori a cui tutti noi, cittadine e cittadini democratici, continuiamo a fare riferimento.
Chi di noi non ricorda manifestazioni politiche di piazza in cui i diritti, valori e domanda di democrazia non fossero urlati ed espressi in linguaggi ed atteggiamenti che le istituzioni hanno sempre fatto fatica a riconoscere come proprie?
L’imputazione di devastazione e saccheggio è di una tale sproporzione rispetto ai fatti che ci induce sollecitare una riflessione, da parte di tutti, sul significato della parola giustizia e sulle derive che portano alla punizione come repressione di idee.
Nei mesi scorsi moltissimi hanno risposto al nostro appello per una giusta sentenza sui fatti di giugno 2005: anche uomini e donne delle istituzioni, della politica, della cultura, del sindacato, della scuola.
Vogliamo continuare a credere nell’antifascimo, che non è solo un bel retaggio di storia italiana, ma un principio vivo e attuale.
Di volta in volta l’antifascismo assume il volto di coloro che liberarono l’Italia dal regime nazifascista, di coloro che oggi lottano contro il razzismo, la xenofobia, le discriminazioni, le guerre; che lottano per il lavoro, per la pace, per la dignità della vita, per il futuro dei nostri figli.
Di generazione in generazione, il testimone dell’antifascismo passa in mano ai più giovani, i quali lo portano avanti con orgoglio e con rabbia, una rabbia forse difficile da gestire ma che bisogna provare a comprendere.
Non lasciamoli soli!
Udienza del processo per i fatti di via Po del 18 giugno 2005
appuntamento martedì 30 ottobre 2007 dalle 9,00
davanti al Tribunale di Torino (c. Vittorio Emanuele 130)
Comitato antifascista 18 giugno
Per contatti: sangyc@libero.it 3332851980