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LENIN SULL'INTERNAZIONALISMO PROLETARIO piemonte |
storia e memoria |
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martedì 10 marzo, 2009 14:30 by Internazionalista
sE UN TEDESCO SOTTO Lenin sull’internazionalismo proletario
“Se un tedesco sotto Guglielmo o un francese sotto Clemenceau dicesse: Io, come socialista, ho il diritto e il dovere di difendere la mia patria se il nemico ha invaso il mio paese-questo non sarebbe il ragionamento di un socialista,né di un internazionalista,né di un proletario rivoluzionario, ma la dichiarazione di un nazionalista piccolo-borghese. Perché in questo ragionamento scompare la lotta di classe rivoluzionaria dell’operaio contro il capitale; scompare la valutazione di tutta la guerra nel suo assieme dal punto di vista della borghesia mondiale e del proletariato mondiale; scompare cioè l’internazionalismo e non rimane che un misero, fossilizzato nazionalismo. Si fanno dei torti al mio paese,il resto non mi riguarda: ecco a che si riduce questo ragionamento e dove risiede la sua meschinità piccolo-borghese nazionalista (…..) questo individuo vede unicamente il proprio “paese”, pone al di sopra di tutto la “sua”….. borghesia, senza pensare ai legami internazionali che fanno della guerra imperialista, della sua borghesia un anello della catena delle rapine imperialistiche.(…..) “Il socialismo, il proletario rivoluzionario,l’internazionalista ragiona altrimenti: il carattere di una guerra (è essa reazionaria o rivoluzionaria?) non è determinato dal fatto: chi ha attaccato e in qual paese si trova il “nemico”- ma dipende da questo: quale classe conduce la guerra, di quale politica la guerra è la continuazione. Se la guerra è una guerra reazionaria, imperialista, condotta cioè da due gruppi mondiali della borghesia imperialista, aggressiva, spolatrice,reazionaria, ogni borghesia ( anche se di un piccolo paese) diventa partecipante della spoliazione,e il mio dovere, il dovere di un rappresentante del proletariato rivoluzionario, è quello di preparare la rivoluzione mondiale, unico mezzo di salvezza dagli orrori della guerra mondiale. Io non devo ragionare dal punto di vista del “mio” paese (poiché questo ragionamento è quello di un misero cretino piccolo-borghese nazionalista che non comprende di essere uno zimbello nelle mani della borghesia imperialista), ma dal punto di vista della mia partecipazione alla preparazione, alla propaganda, al lavoro per rendere più prossima la rivoluzione proletaria mondiale. “Ecco che cos’è l’internazionalismo, qual è il dovere dell’internazionalista,dell’operaio rivoluzionario, del vero socialista”.(Lenin)
Questa posizione politica la si può leggere nel libro di Lenin “ La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky (1918). E’ chiaro che chi pratica il puro antifascismo, guerre partigiane, guerre di liberazioni nazionali e lotte per autodeterminazioni dei popoli deviano dall’unico interesse di classe, la rivoluzione proletaria.(internazionalista) |