Torino, alla Reggia col velo

category provincia di torino | migrazioni e antirazzismo | re-imbucato da altri media author domenica 31 maggio, 2009 16:57author by FEDERICA CRAVERO

Venaria, protesta a favore dell'impiegata musulmana contestata dalla lettera di una turista "Più corretto lasciarla in ufficio e mettere personale magari vestito con abiti dell'epoca"

Alla biglietteria della Reggia tutti gli impiegati indossano il velo come Amellal (al centro)
Alla biglietteria della Reggia tutti gli impiegati indossano il velo come Amellal (al centro)

Il direttore: "Siamo orgogliosi che ci siano tra noi una decina di lavoratori stranieri"
Yanma: "L'affetto dei miei compagni mi dà una felicità che mi accompagnerà per sempre"

 

TORINO - Hanno lavorato per tutta la mattina con il capo coperto da foulard. E a stento si riusciva a distinguere, dietro al bancone della biglietteria della Venaria Reale, la Reggia alle porte di Torino, chi fosse la marocchina Yanma Amellal e chi le colleghe che hanno messo in atto la singolare iniziativa di solidarietà.

A dare origine alla protesta è stata una lettera inviata al quotidiano La Stampa da una visitatrice. "In un clima che evoca intensamente la storia d'Italia e la storia del Piemonte - si leggeva - mi ha colpito non poco notare che la biglietteria era presidiata da due donne islamiche, una addirittura con il velo in testa. Nulla da eccepire sul loro servizio. Ma mi sono chiesta se non sarebbe stato più corretto impiegare queste due signore in un'attività d'ufficio e lasciare, per il primo impatto con la Reggia dei Savoia, personale magari vestito con abiti dell'epoca".

Una lettera che ha indignato i lavoratori. "Sabaudi? Ne troverà ben pochi che parlino piemontese tra di noi. Per fortuna di gente ignorante ce n'è poca", dicono distribuendo volantini ai visitatori, che si fermano incuriositi e per lo più approvano l'iniziativa. Con il capo velato lavorano anche guide e guardiane delle sale della residenza sabauda, una trentina di donne in tutto, che hanno messo sopra i capelli il foulard della divisa che solitamente hanno al collo.

Yanma, 35 anni, a Torino dal 2007, sorride di gioia. "Quando ho visto la lettera ci sono rimasta molto male - racconta - ma vedere l'affetto dei miei colleghi e dei miei capi mi dà una felicità che mi accompagnerà per tutto il tempo che starò in Italia". Un'altra volta era già stata vittima di un'offesa, sempre alla Reggia. "Un signore mi aveva detto "Torna al tuo paese" e i miei colleghi mi avevano difesa anche quella volta - ricorda Yanma - Credo che la Reggia sia un patrimonio internazionale e il 99 per cento delle persone apprezzi il fatto che io lavori l?". Stesso parere del direttore della Venaria Reale, Alberto Vanelli: "Siamo orgogliosi che molti visitatori arrivino anche dall'estero e che ci siano tra noi una decina di lavoratori stranieri - dice - Teniamo molto all'interculturalità, mentre per quel che riguarda gli abiti d'epoca, credo che la residenza sia un patrimonio a disposizione del nostro tempo".

Oltre a Yanma, c'è un'altra persona che si è sentita offesa dalla visitatrice. L'altra "straniera". "Che in realtà sarei io, che sono calabrese e di carnagione scura - dice Marina German, 48 anni - Chi ha scritto quella lettera mi deve chiedere scusa. E non certo perché io mi sia offesa a essere paragonata a Yamna, che è una ragazza validissima che parla quattro lingue. La signora vorrebbe alla biglietteria personale sabaudo, che le spieghi la storia della Reggia, magari vestito in costume? Lo trovi che lavori per cinque euro all'ora come noi".

(31 maggio 2009)

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Commenti (1 of 1)

 
author by neancheiostoconorianapublication date dom 31 mag, 2009 20:28

La signora che ha scritto la lettera non credo sia una "ignorante", bensì una razzista antimusulmana!

Bene per la solidarietà ma, portare un velo ha un significato "islamico"!

Una paga di 5€ l'ora non vuol dire che c'è qualcuno che non la prenderebbe, ma che c'è uno sfruttamento opportunistico della "forza lavoro"!

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