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Cumannari è megghiu di futtiriDEMOCRAZIA DIRETTA Oggi ci troviamo uno Stato sempre più fasullo e meno liberale, occorre che i cittadini si riapproprino della “politica” e che la classe politica la smetta di auto legittimarsi compiti di cui non è stata delegata. Si parla spesso di rafforzare i poteri del “premier”. Ma poco o nulla di accrescere gli strumenti utili per una sovranità davvero popolare. Solo con l’introduzione di strumenti di democrazia diretta il cittadino potrà eliminare la “Casta” e tenere realmente sotto controllo i propri amministratori. Democrazia e democrazia delegata Tutti sanno che democrazia significa governo del popolo, ma in realtà la democrazia che si è vista e che si vede praticata sulla faccia della terra è piuttosto lontana da questo semplice concetto. Infatti molti limiti sono stati posti, e ancora sono posti, ad entrambi i termini ‘governo’ e ‘popolo’. Il popolo, che dovrebbe avere il governo, non è mai stato la totalità dei cittadini di uno stato. Storicamente è sempre stato una parte selezionata dei cittadini. Molto peggiore è, invece, la situazione riguardo i limiti alla parola ‘governo’. Fin dalla nascita delle democrazie moderne, il ‘governo’ non e’ mai stato del ‘popolo’, ma il ‘popolo’ si limitava, e ancora si limita, a scegliere, con le elezioni, alcuni dei suoi membri cui delega il potere di proporre, decidere, eseguire e controllare. Così il ‘governo’ non e’ più del ‘popolo’, ma dei suoi rappresentanti. Il ‘popolo’ si limita ad eleggere, deputati, senatori, governatori, presidenti ecc. ed essi soli hanno il potere di governare. Essi sono i ‘governanti’. Inoltre la delega viene data per un periodo di tempo fissato, più o meno lungo, durante il quale il ‘popolo’ non può cambiare i propri governanti, nemmeno se questi non piacciono più a nessuno, o se non hanno più la fiducia di nessuno! Questa, e’ la democrazia ‘delegata. Che cos’e’ la democrazia diretta? La democrazia diretta tende a ridurre al minimo le restrizioni poste dalla democrazia rappresentativa alla parola ‘popolo’ e, ancor più, alla parola ‘governo’. La democrazia ‘diretta’, diversamente da quella ‘delegata, consiste nella possibilità per il ‘popolo’ di autogovernarsi, appunto, direttamente, senza intermediazioni che distorcano la sua volontà. Questo significa che: -In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha il diritto di contribuire direttamente col alle decisioni generali ed alle leggi, senza delegare un altro a farlo per lui. -In una democrazia diretta, ogni membro del ‘popolo’ ha il diritto di proporre direttamente le leggi da decidere, senza delegare un altro a farlo per lui. -In una democrazia diretta ognuno ha diritto di autocandidarsi per eseguire e mettere in atto le decisioni prese, senza limitare questo potere a pochi eletti. -In una democrazia diretta, ogni membro del ‘popolo’ ha il diritto di controllare direttamente che le decisioni prese vengano eseguite correttamente, senza delegare altri a farlo per lui. -In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha il diritto di esprimere direttamente le proprie opinioni e pensieri, senza essere obbligato a delegare un altro a farlo per lui. -In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha comunque il diritto di delegare parte o tutto il proprio potere ad uno o più altri membri che lo rappresentino. La delega oltre ad avere un limite di tempo, e’ sempre revocabile in qualsiasi momento, ed il controllo e’ così sempre nelle mani del ‘popolo’. -Infine i membri del ‘popolo’ dovrebbero essere costituiti da tutti coloro che semplicemente siano capaci di praticare i diritti della democrazia diretta.
Perché la democrazia si e’ realizzata finora solo come democrazia rappresentativa? Quando si parla di democrazia nei gruppi e nelle organizzazioni sociali (club, associazioni, partiti, stati…) e’ quasi ovvio che si intenda la democrazia ‘delegata. Ma perché è ovvio? Perché deve essere così? Non e’ possibile, invece, pensare ad organizzazioni sociali governate con la democrazia diretta? Non è possibile pensare a partiti, città, regioni, stati … governati con la democrazia diretta? La democrazia è dunque un utopia Un elemento centrale della democrazia è la partecipazione. Partecipare è far giungere agli altri membri del ‘popolo’ il nostro pensiero, le nostre proposte, la nostra volontà. Partecipare è ricevere i pensieri, le proposte, le volontà decisionali degli altri. Partecipare è mettere in atto le decisioni ed è controllare gli atti che vengono eseguiti dai delegati per conto del ‘popolo’. Queste operazioni hanno una natura comune, che in definitiva si riduce alla trasmissione e ricezione di informazioni. La partecipazione è un tipo particolare di informazione, di vera informazione. In Sicilia c’e’ un detto popolare che dice: ‘cumannari è megghiu i futtiri’, cioè: ‘comandare e’ meglio di scopare’. Ci sono state, e ci sono, delle ragioni psicologiche perché la democrazia sia stata finora realizzata solo nella forma ‘delegata. Accanto alle ragioni che spingono gli uomini ad accumulare potere economico e politico, ci sono anche delle ragioni psicologiche che spingono gli uomini invece a cedere il proprio potere e a rinunciare ai propri diritti. Esiste in molti uomini e donne un desiderio di affidamento, di delega delle proprie responsabilità, un desiderio di padre-guida a cui affidare la propria vita liberandosi dal peso di gestire tutte le difficoltà che incontriamo. Molte donne e uomini pensano di essere troppo deboli o incapaci per poter decidere cosa è meglio o peggio per loro. Molti uomini e donne preferiscono che le decisioni dure da accettare vengano prese da altri e magari imposte loro con la forza. A molte donne e uomini piace pensare che qualche ‘profeta’ o ‘duce’ o ‘padre della patria’ possa magicamente affrontare e risolvere i loro problemi. Così, liberandosi dalle responsabilità, oltre a sentirsi illusoriamente più tranquilli, perché qualcuno pensa a loro, nel caso siano gestite proprio male, potranno magari anche prendersela poi proprio con quelli stessi cui le hanno affidate, sentendosi liberi da colpe. Qualche volta gli uomini, anche i più responsabili, hanno bisogno di qualche altro uomo che diventi la bandiera, il simbolo delle loro convinzioni. Noi non pensiamo che queste ragioni psicologiche siano eliminabili per decreto o con qualche legge o modifica costituzionale, ma crediamo fortemente che occorra opporsi a queste tendenze quando esistono. Crediamo che vadano create le condizioni per la ‘crescita’ di questi uomini e donne. E soprattutto combatteremo ferocemente quelli che cercano di approfittare speculando su queste tendenze, e tradiscono poi la fiducia di coloro ai quali l’hanno chiesta. Il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica non può ridursi al voto elettorale, che corrisponde ad una sorta di mandato fiduciario di un assegno in bianco incontrollato per 5 anni. Cittadini e cittadine in un sistema di questo genere non sono riconosciuti come soggetti responsabili, ma sminuiti a corpo elettorale e oggetto da utilizzare a proprio piacimento. E’ una constatazione che la richiesta di partecipazione è spontanea e in continuo aumento. Purtroppo l’unica possibilità è quella di sfociare in protesta. Dare un futuro alla democrazia è compito nostro, di noi cittadini del mondo, non può essere lasciato nelle mani di coloro il cui principale e spesso unico scopo è quello di mantenere il potere. |