chiedo scusa se parlo di

category italia | antifascismo | re-imbucato da altri media author mercoledì 17 giugno, 2009 18:15author by ops

novità?

Dal sito del GNI: "IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA GUARDIA NAZIONALE ITALIANA HA DECISO ALL'UNANIMITA' DI NOMINARE UN NUOVO PRESIDENTE CHE SOSTITUISCE L'ATTUALE PRESIDENTE, MAURIZIO CORRENTI. IL TUTTO PER INCOMPATIBILITA' CON L'ATTUALE LAVORO SVOLTO DALLO STESSO IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE." (guida gli autobus a Milano per Atm)

Da LA STAMPA.IT CRONACHE
"16/6/2009 (7:40) - IL CASO
Le ronde nere si tingono di blu
Ecco le "ronde nere": divise e loghi neofascisti
Cambiano le divise e il fondatore prende le distanze dai neofascisti
MASSIMO NUMA
TORINO
E’ finito (forse) ancor prima di iniziare, il progetto delle ronde anti-malavita della Guardia Nazionale Italiana. E se mai ci fosse ancora uno
spiraglio, cambia tutto: via le camicie brune, via le aquile imperiali, via il sole nero, via ogni possibile legame con il nazi-fascismo.
Comprese le placche metalliche stile Gestapo e il cappello imponente con la visiera da obersturmführer. Addio anche ai pantaloni neri
«con banda gialla», ripresi dall’uniforme delle Giubbe Rosse canadesi. Le nuove divise saranno di un azzurro intenso, quasi blu; fregi e mostrine riprenderanno i simboli della Repubblica Italiana. Simili ma non eguali.
Su giubbotti e sahariane resteranno gli scudetti con il tricolore e il motto del corpo, «Per Servirvi e per Proteggervi». Dunque, «una totale
fedeltà» alla Repubblica nata dopo il ‘45. Quella democratica e antifascista? «Sì», sospira il Presidente, piuttosto affannato, con una mazzetta di giornali in mano, dove campeggia la foto che lo ritrae nella complicata divisa da miliziano ante marcia, anzi ante ronda. Oggi, il torinese Maurizio Correnti è stato convocato dai carabinieri (su delega della procura milanese) e dovrà spiegare per bene tutta la storia:
«Che dirò? Solo la verità. Volevo già presentarmi spontaneamente a Milano, dal pm Spataro». Furibondo con alcuni suoi compagni di
strada, con cui aveva condiviso il progetto della Gni: «Con Gaetano Saya voglio un chiarimento immediato e, sino a quel momento, ogni rapporto di collaborazione va considerato sospeso, congelato.
A Milano, al congresso del Nuovo Msi, quando ho visto levarsi il saluto romano, me ne sono andato. Poi ho visto un video su Youtube di
Saya, con tutti quei riferimenti ai valori dell’estrema destra. Intanto salta l’inaugurazione della sede nazionale e non escludo di oscurare il sito Internet. Se lo fanno gli inquirenti prima, meglio ancora. Così evitiamo equivoci e ambiguità. Dirò che le nostra parola d’ordine è il rispetto della Costituzione e la dedizione all’Italia, nel solco del Risorgimento». La sede torinese della Gni, a onor del vero, era ancora in una fase, diciamo così, preparatoria. Si tratta di un piccolo edificio, nascosto nella zona industriale della periferia Nord, all’interno di un deposito. Tetto rosso, ridipinto da poco con una tenue vernice grigio-chiara, dall’aria modesta ed essenziale.
Mancano ancora una parte dei mobili, le insegne, gli impianti elettrici. C’è un grosso tavolo per le riunioni, quattro sedie, e poi un secondo
ambiente, più piccolo: una specie di corpo di guardia, con al centro una vecchia scrivania. Infine classificatori per documenti, vuoti e traballanti. La luce filtra da finestre strette e rettangolari, a bocca di lupo. C’è anche un condizionatore, spento, e le lampade appese ai muri e al soffitto ricordano le guardiole delle caserme dell’Est Europa in piena era stalinista. Fuori, un grande piazzale polveroso. C’è anche un porticato, con un paio di rugginose panchine. «Sono veramente inquieto - conclude Correnti - per le dichiarazioni irresponsabili che ho letto sui giornali. La Gni è una mia creatura, io ne ho curato ogni dettaglio, ho speso soldi e il mio tempo. Saya era un consulente, altri si sono impegnati di più. Con tutta probabilità, la sede nazionale la trasferiremo a Genova. Qui c’è un’atmosfera che non va. E sono pronto a dimettermi».

Dal sito di Gaetano Saya (nonostante avesse affermato che, all'interno della Guardia Nazionale, non sono presenti solo fascisti ma ci sono anche alcuni esponenti comunisti, provenienti dalla Toscana!):
"Le cospirazioni dei Poliziotti iscritti ai Sindacati dei Comunisti
REPVBBLICA ITALIANA    PARTITI POLITICI
MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE
ROMA 09 Aprile 2009
RISERVATO
URGENTE
Trasmesso via TELEFAX
Al sig. Questore
TORINO
Al sig. Capo della Polizia
ROMA
Al sig. Ministro dell’Interno
ROMA
In data 08 Aprile 2009 mi veniva comunicato in forma riservata da personale appartenente ad apparati segreti dello Stato che presso la
Questura di Torino, Ufficio DIGOS, tale XXXXXX, in servizio presso il predetto ufficio; è in possesso di un fascicolo intestato:
DARIO SAYA – GUARDIA NAZIONALE ITALIANA
Con un post-it attaccato recante l’indicazione: “25 marzo ore 11:00 ispezione corso lanza”.
1) La Guardia Nazionale Italiana esiste realmente ma nulla ha a che fare con Saya Dario (mio figlio). Se qualcuno pensa di attaccare mio
figlio per colpire me questa volta l’ha fatta grossa.
2) La Guardia Nazionale Italiana è stata costituita con tutti i crismi secondo le vigenti leggi; Presidente Nazionale risulta essere
CORRENTI MAURIZIO (prestanome durato poco) e Comandante il Colonnello dei Carabinieri della ris. AUGUSTO CALZETTA.(*)
3) La Guardia Nazionale Italiana, ha il suo corrispondente politico nel Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale di cui io sono
Presidente (così come la Guardia Nazionale Padana lo ha nella Lega). Visto che il sig. Bossi unitamente al sig. Maroni (Ministro dell’Interno) hanno la loro bella Guardia, non vedo perché io non debba avere la mia !!! Con la differenza che la Guardia Nazionale Padana incita all’Indipendenza, alla secessione e sputa sul tricolore, la Guardia Nazionale Italiana è pronta a dare la vita in difesa del Tricolore, dell’Unità Nazionale e della Sua costituzione.
4) Tale XXXXXX probabilmente farà parte di quel gruppo di Poliziotti politicizzati, iscritti a Sindacati Comunisti che nei giorni scorsi si sono
permessi di assediare il Viminale per contestare il Decreto sicurezza che riguarda le ronde. Ha fatto male il sig. Ministro dell’Interno a non farli caricare ed arrestare con conseguente espulsione dal Corpo.
5) Riassumendo: mio figlio Saya Dario nulla ha a che fare con la Guardia Nazionale Italiana, di cui il sottoscritto è l’ispiratore politico.
Questa vicenda è l’ennesima pagliacciata e buffonata organizzata da alcuni settori deviati che da anni vado denunciando dopo la nota e
fantasiosa vicenda D.S.S.A. – Polizia Segreta.
La Guardia Nazionale Italiana, obbedendo ai dettami Governativi, è un’organizzazione perfettamente in regola. Sarebbe interessante sapere
chi ha ordinato al sig. XXXXXX e soci questa “trappola” ai danni di mio figlio.
Gli appartenenti alla P.S. non devono discutere e contestare le leggi, ma applicarle. Quindi tutta questa polemica sulle cosiddette ronde è
sterile e strumentalizzata dalla sinistra Comunista, a cui parecchi poliziotti sono iscritti nei loro sindacati e a cui io dico: VERGOGNATEVI.
Spero di essere stato esauriente e chiedo un’immediata indagine sull’operato del sig. XXXXXX e complici.
In ogni caso copia conforme di tutta la documentazione inerente la Guardia Nazionale Italiana è stata inviata alle Autorità di Governo
competenti e la si può reperire anche su Internet:Tel. G.N.I. 320 – 118 15 15"

(*) Nessuno ferma il colonnello: La Guardia Nazionale si è dotata di un presidente, Maurizio Correnti (non più), ex alpino ritiratosi a vita privata e di un comandante generale, Augusto Calzetta, colonnello dell’arma dei carabinieri in congedo. Una vita nella Benemerita, indagini a tutto campo in zona anarchica, tra Massa, Carrara e Genova, il sequestro dell’Achille Lauro, le inchieste sugli attentati “anarchici” ai tralicci in Toscana e lo strano arresto di Ovidio Bompressi nel 2002. Poi il congedo e l’inciampo in due losche vicende. Prima il coinvolgimento nella Dssa dell’irriducibile missino Saya, polizia parallela impegnata in indagini clandestine sul terrorismo islamico. L’altra macchia dell’attivo pensionato è una storia di morte e profanazione. La procura di Massa lavora su reati consumati tra il 2005 e il 2007 da parte di un’azienda (Euroservizi) «creata per massimizzare i profitti e ridurre i costi delle cremazioni. Bruciando in modo irregolare le salme, smaltendo i resti dei cadaveri alla bell’è meglio, falsificando le documentazioni». Ritrovamenti raccapriccianti, resti umani affastellati in magazzini umidi con carcasse di animali. Calzetta viene arrestato il 13 agosto 2008 insieme ad altre 12 persone. Per lui l’imputazione è «favoreggiamento e concorso esterno nell’associazione a delinquere per aver cercato di depistare e ostacolare le indagini». Ottiene i domiciliari. In attesa del probabile rinvio a giudizio, si è trovato qualcosa da fare.
(L'Unità - 04 aprile 2009)

Da Il Messaggero.it
"Saya, un sedicente 007 con l'hobby di creare partiti
Dai servizi segreti della Nato esperto di controspionaggio ai guai per truffa e per propaganda di idee sull'odio razziale
MILANO (15 giugno) - Non si può dire che Gaetano Saya manchi di determinazione. L’uomo ragiona su scala nazionale: «Vogliamo ripulire
l’Italia dal marcio che vi si annida, vogliamo, fermissimamente vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Patria», dichiara dal suo sito riccamente corredato di fotografie, tra cui un biglietto con dedica autografa di Licio Gelli. Le guardie nere a cui intende affidare la sicurezza delle città non sono che l’ultima iniziativa dell’operazione pulizia che è sempre stata il suo pallino. «Un pataccaro», lo definì l’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. E in effetti il fondatore del servizio segreto parallelo Dssa, organizzazione per la quale finì in carcere nell’estate 2005, sembra uscito da un film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ma secondo alcuni gode di appoggi e finanziamenti grazie ai quali continua comunque a restare a galla.
Saya nasce a Messina nel 1956, una vita impostata al motto mussoliniano «Dio, patria e famiglia». Lo cresce il nonno che ha partecipato
alla marcia su Roma e nel ’70, a soli quattordici anni, Saya fa il suo debutto nei moti di Reggio Calabria. Cresce ed entra nei servizi segreti della Nato, ”esperto di Ispeg (informazioni, sabotaggio, propaganda e guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo”, da cui si congederà nel 1997.
Nel novembre 1977 viene citato come teste d’accusa nel processo contro Giulio Andreotti, che indica come mandante dell’omicidio del
generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. Dopo i servizi, una nuova iniziativa: dà vita all’Msi-Destra nazionale, movimento «voluto da Almirante ed iniquamente soppresso».
Creare partiti è la sua passione, tanto che ne fonda due tra il ’98 e il 2001. Peccato inciampi spesso in guai giudiziari: processato a
Firenze per una truffa con carte di credito legate a un commercio di pelli, rinviato a giudizio a Milano per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale."

"Il Partito Nazionalista Italiano, Pni, nascerà ufficialmente a Milano il prossimo 13 giugno, in occasione del congresso nazionale del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale. Quel giorno, io lascerò la presidenza dell'Msi-Destra Nazionale a mia moglie, Maria Antonietta Cannizzaro, che è in ottimi rapporti con il capo del governo. Il sottoscritto diventerà quindi presidente del nuovo Partito Nazionalista Italiano, che alle prossime elezioni politiche nazionali si presenterà nelle regioni settentrionali, dove la fiamma tricolore non tira molto, per contrapporre al nazionalismo padano il nazionalismo italiano. Nelle regioni centrali e meridionali, invece, si presenterà l'Msi
-Destra Nazionale con il suo simbolo storico. Entrambi, spero, come alleati del Pdl di Berlusconi: se poi qualcuno ce lo impedirà,
correremo da soli."

Su Facebook è stato aperto un gruppo di sostegno che comprende tra gli amici Forza Nuova, Italia Nera, Gioventù Italiana e il movimento de La Destra.

"In conclusione:
se i ministri preposti al rispetto delle leggi di questo Stato non sono in grado di farle rispettare, allora occorre rivolgere un appello al
Presidente della Repubblica perché, come già fece Sandro Pertini, intervenga tempestivamente per porre fine a queste vergogne che insultano, vilipendono [ancora!] i sopravvissuti ai campi di sterminio, alle persecuzioni razziali fasciste e naziste in Italia, ai rastrellamenti, ai partigiani ancora in vita e a quelli che ci hanno liberati dagli incubi dei pazzi.
Non vogliamo essere difesi da certo ciarpame.
Tagliare i fondi alle Forze dell'Ordine e ridurre "la sicurezza nazionale" a queste vergogne?"
(Lucio Galluzzi -
http://luciogalluzzi.ilcannocchiale.it/?TAG=ss - le foto scomparse)

E anche nel capoluogo piemontese starebbe per aprire una sede del Msi!

 

 

 

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