Beike all'avanguardia nelle cure con staminali
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mercoledì 01 luglio, 2009 17:30
by Laclamita Strada Colantoni
Possibili cure con staminali già oggi in Oriente
di Cinzia Lacalamita - Maria Strada - Luca Colantoni
Sul fronte della ricerca a sostegno del progresso scientifico l'Italia avrebbe molto da spiegare. Che i fondi vengano annualmente tagliati non è una novità per nessuno. Ma c'è di più: mentre ai nostri ricercatori non rimane altro che lavorare con mezzi obsoleti (o fuggire all'estero), ci si preoccupa anche di sanare il debito Alitalia utilizzando, come riportato in un articolo di Repubblica del 24 aprile 2008, soldi prelevati da un fondo pubblico creato, guarda caso, proprio per finanziare la ricerca (legge 1982/46).
Risultato? Assieme ai fondi tagliati, o gestiti con finalità diverse da quelle previste, vengono meno anche le speranze di chi è ammalato.
Da qui un proliferare di cliniche che, spesso, gridano al miracolo e spillano fior fiore di quattrini a chi, pur di guarire, è disposto a tentare qualsiasi strada: interventi costosissimi, non coperti da assicurazioni o dal servizio sanitario. A detta di molti, i cinesi sono esperti in questo. Bravissimi a promettere, meno nell'ammettere il mancato, o scarso, risultato. A pensarla così anche Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) e Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), che stanno valutando eventuali azioni legali nei riguardi di chi continua a vendere costose illusioni mettendo a rischio la vita stessa dei pazienti.
Nell'occhio del mirino di Uildm e Aisla la filiale europea dell'azienda di biotecnologia Beike ( un'azienda di biotecnologie fondata con capitali delle università di Pechino, Hong Kong e Shenzhen, e supportata anche da fondi della Riserva nazionale di Stato cinese) di Shenzhen che, attraverso il suo sito, si presenta come "un canale diretto che dall'Europa permette di accedere al trattamento con cellule staminali in Cina".
A tal proposito, abbiamo raccolto i pareri di tre figure che occupano ruoli importanti all'interno di questo poco conosciuto scenario: Andrea Mazzoleni, vicepresidente europeo di Beike, il dottor Filippo Buccella, presidente di Parent Project (un'associazione di genitori con figli affetti dalla Distrofia muscolare di Duchenne e Becker che ha contribuito con oltre 1,5 milioni di euro a oltre 50 progetti specifici), e il professor Giulio Cossu della Divisione di Medicina rigenerativa dell'Istituto scientifico San Raffaele e professore di Istologia all'Università di Milano.
Il primo, in merito alla presa di posizione di Uildm e Aisla asserisce: "Ritengo che questo atteggiamento sia dettato da un lato da una diffidenza di principio verso l'Oriente stimolata dai ricercatori occidentali che si sentono in imbarazzo rispetto al gap biotecnologico, dall'altro da un'informazione incompleta che nessuno vuole approfondire e valutare obiettivamente. Su richiesta degli organi competenti la Beike Europe è stata oggetto di analisi e valutazione dettagliata da parte dell'Ufficio federale di salute pubblica che non ha riscontrato alcun problema".
Beike, poi, ha anche provato a presentarsi alle associazioni italiane: "Abbiamo proposto a Parent Project un dettagliato protocollo, sulla base dell'esperienza di oltre 400 casi già trattati, monitorato da un neurologo di fiducia per 5 pazienti con Distrofia assumendoci il 50% dei costi al fine di disporre di un parametro preciso, che potesse essere diffuso e sgombrasse il campo da sterili polemiche, ma ci è stato comunicato il rifiuto alla collaborazione", conclude Mazzoleni.
Buccella replica: "È vero, Parent Project ha rifiutato qualsiasi tipo di collaborazione. La nostra commissione ha esaminato il materiale inviatoci da Mazzoleni, ma non ha riscontrato alcuna informazione utile a giustificare una collaborazione con Beike. Come molte altre associazioni che finanziano la ricerca, noi richiediamo un progetto scientifico da inoltrare ai revisori scientifici che ne giudicano la finanziabilità. Il nostro rifiuto è nato da un'assenza di documentazione coerente, perlomeno al nostro esame. Non metteremo mai i nostri figli in una situazione di ambiguità, dove ogni più piccolo dettaglio non sia stato verificato dal punto di vista scientifico".
Ma esiste la possibilità di verificare l'operato della Beike Europe? Esiste un referente scientifico in grado di confermare eventuali risultati dei trattamenti a cui si sottopongono i pazienti?
In occasione del recente forum cinese Cina Stem Cell Technology 2008, tenutosi presso il Medical City, China Beike ha istituito un "Comitato consultivo di esperti di cellule staminali" e un'apposita "Commissione per la sicurezza dei dati e del monitoraggio", con il compito di valutare la ricerca futura firmando accordi oltre che con Università cinesi, con l'Aelcell di Stanford California e con l' Health Science Center dell'Università di Houston. In tale occasione, il dottor Sean Hu, CEO della Beike, ha dichiarato: "Noi, come Beike, ci siamo impegnati a fornire chiarezza e risonanza nel nuovo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali e nel campo dei trattamento. Cerchiamo di impostare lo standard globale, dimostrando che tutto ciò che facciamo è vero, sicuro e di qualità mondiale. Questo è il motivo per cui continueremo ad aumentare la trasparenza, accogliendo lo standard internazionale dei sistemi che serviranno a rendere il team Beike e i nostri servizi ancora migliori".
Cossu invita alla cautela: "Di questi giorni - dice - è la notizia di un paziente, trattato in Russia con cellule staminali neurali (di origine non ben definita) che ha sviluppato tumori nei siti di iniezione (PloS Medicine, Volume 6 | Issue 2 | e1000029, 2009)".
E continua: " Una specifica task force della Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali, di cui ho fatto parte, ha redatto delle linee guida che dovrebbero guidare il passaggio alla sperimentazione clinica con le cellule staminali. Ho stilato per il Parent Project delle linee guida per valutare l'attendibilità scientifica di tali trattamenti. È cruciale che: 1. la fonte delle cellule sia chiara e documentabile, la loro produzione avvenga in condizioni di grado clinico e che, nel caso si tratti di cellule embrionali, siano indicate le precauzioni per prevenire la crescita di tumori; 2. che l'equipe scientifica abbia pubblicato gli studi pre-clinici e clinici su riviste scientifiche internazionali; 3. che tutta la procedura e i costi relativi siano descritti in estremo dettaglio ed esista un registro di tutti i pazienti trattati con il loro follow up.
In assenza di queste informazioni i rischi del trattamento superano di molto i benefici promessi".
Non è nostro compito stabilire dove e a chi debbano rivolgersi le persone affette da malattie rare. Tuttavia è un dato di fatto che la necessità di rigorosi dati scientifici e procedurali è indispensabile per certificare la speranza dei malati. A riguardo va sottolineato che, per stessa ammissione del signor Mazzoleni, le pubblicazioni in merito ai risultati ottenuti dalla Beike sono reperibili solo ed esclusivamente in lingua cinese, mentre l'operato dei ricercatori occidentali è valutabile in lingua inglese sulle principali raccolte mediche mondiali. Ne consegue che, in assenza di maggiore trasparenza e verificabilità sull'operato dei medici orientali, un confronto alla pari risulta difficile.