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Udienza tribunale di sorveglianza di Milano per l11 marzo 2006 piemonte |
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mercoledì 01 luglio, 2009 23:40 by CCP - Collettivo Comunista Piemontese colcompiemonte at yahoo dot it via Spotorno 4 Torino 3476558445
Ringraziamo fraternamente tutti i compagni che, sino ad oggi, hanno mostrato queste tendenze positive e che, malgrado le differenze e le divergenze, hanno espresso concretamente la loro solidarietà al compagno Valter e agli altri antifascisti processati. Udienza tribunale di sorveglianza di Milano per il compagno Valter
Mercoledì primo luglio presso il tribunale di sorveglianza di Milano, si è svolta l’udienza per il compagno del CCP (Collettivo Comunista Piemontese) Valter Ferrarato durante la quale i giudici avrebbero dovuto decidere se accettare o rigettare l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali o in subordine di arresti domiciliari presentata dall’Avvocato Giuseppe Pelazza, difensore del nostro compagno. L’istanza era stata presentata a seguito della condanna definitiva a 4 anni di carcere per “concorso morale in devastazione e saccheggio, possesso di molotov, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale” relativa alla manifestazione che l’11 marzo 2006 tentò di sbarrare la strada a una parata fascista autorizzata dalle Autorità milanesi. Il procuratore generale, dopo avere ascoltato la giudice relatrice, la quale “dimenticava” di accennare al fatto che i precedenti penali di Valter risalivano agli anni ottanta e non erano quindi recenti (come da “omissione” avrebbe potuto emergere) e l’avvocato Pelazza il quale ricordava alla corte l’omissione fatta dalla giudice relatrice, annunciava parere favorevole alle richieste del nostro compagno. La corte quindi si ritirava riservandosi di decidere. Ricordiamo che durante l’udienza di Cassazione che confermò le pene di 4 anni di carcere (pena ridotta di 3 anni grazie all’indulto), in via definitiva per gli antifascisti di corso Buenos Aires dell’11 marzo 2006 a Milano, il Procuratore Generale aveva chiesto l’annullamento della condanna a causa di “anomale modalità di indagine degli agenti predisposti” paragonando queste modalità a quelle che caratterizzarono le indagini sul G8 genovese. Malgrado questa richiesta, presentata proprio dall’Autorità che avrebbe dovuto rappresentare l’accusa, la Corte di Cassazione decise di convalidare la condanna a 4 anni rendendola definitiva. Quell’11 marzo antifascista scosse (dimostrando anche alcuni limiti, certo!) le coscienze di molti e restituì attenzione nei confronti dello sdoganamento del fascismo e della necessità di praticare l’antifascismo quotidianamente, nelle piazze e nei quartieri delle nostre città. Crediamo che quell’11 marzo antifascista abbia in se molti insegnamenti che tutti gli antifascisti dovrebbero fare propri a partire dalla necessità di costituire un fronte comune antifascista - che sappia coordinarsi nelle città e su tutto il territorio nazionale - che impari a dibattere e ad affrontare anche le battaglie politiche interne nel nome di un unità superiore - che si mostri solidale, al di la delle pratiche differenti che si mettono in campo, con gli antifascisti colpiti dalla repressione Ringraziamo fraternamente tutti i compagni che, sino ad oggi, hanno mostrato queste tendenze positive e che, malgrado le differenze e le divergenze, hanno espresso concretamente la loro solidarietà al compagno Valter e agli altri antifascisti processati.
Seguiranno aggiornamenti sulla decisione del tribunale di sorveglianza.
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