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gioved 03 settembre, 2009 00:51 by Free Reporter
Pressioni su Rai 3 e TG 3, denunce a “Repubblica”, bavaglio alla stampa attraverso la Legge sulle intercettazioni. Necessaria una grande mobilitazione il 13 settembre.
In Italia c'è un regime mediatico, un sultanato a reti unificate. Abbiamo un'informazione malata con 3 canali televisivi di cui il Presidente del Consiglio è proprietario, e una televisione di Stato, la Rai, divenuta costola di Mediaset col ruolo anche di kamikaze contro la concorrenza di Sky all'impero del Cavaliere nero, come dimostrano il caso di RaiSat e Tivu' Sat. Una Rai quasi del tutto ridotta a megafono del regime, governata da portaborse alla corte dei partiti, con un direttore del TG 1, Minzolini, che, per servilismo perfetto, si impegna a negare la sua stessa professione eliminando le notizie sul giro di donne a pagamento nelle abitazioni del Presidente del Consiglio, formalizzando normativamente la scomparsa dei fatti. I giornali sono acquistati solo da una persona su 10, e comunque appartengono a gruppi industriali che hanno tutti interessi con questo governo di indagati e pluri-pregiuducati, quindi non possono dare fastidio al Manovratore. Il risultato di tutto ciò è che il popolo viene narcotizzato attraverso un’iniezione letale di bromuro da parte di tanti giornalisti che rappresentano la voce del padrone, il sistema della casta, che evidentemente ha bisogno di mettersi al riparo da quello che per essa è il pericolo più serio: la conoscenza dei fatti da parte dell’opinione pubblica, una conoscenza che può produrre dissenso, critica, opposizione al regime e, magari poi, anche un cambiamento della classe dirigente. Il problema sono i silenzi dell'autorità di garanzia, il girarsi dall'altra parte di chi avrebbe il dovere di intervenire, degli organismi predisposti al corretto funzionamento del servizio pubblico, come ad esempio il presidente della Rai Garimberti e il direttore generale Masi, che, in qualità di uomini di garanzia, dovrebbero attivarsi e contrastare una violazione senza precedenti delle regole editoriali e deontologiche. E’ dunque in atto un escalation legislativa (v. Legge sulle intercettazioni), che punta alla scomparsa dei fatti, attraverso il controllo totale dei mezzi di comunicazione. Ci sono le pressioni volte a rimettere in riga Rai Tre e il Tg3, buttando fuori dal video gli autori e i temi sgraditi a Benito Berlusconi e alla sua accozzaglia di zerbini e lacchè Stessa sorte è stata riservata a “Repubblica” che ha osato solo pensare di poter porre domande all'attenzione del sovrano di Hard Core. Arriviamo al paradosso del rifiuto, da parte di Rai e Mediaset, di mandare in onda il trailer, solo il trailer!, del film “Videocracy”, perchè l'informazione sgradita al Cainano piduista deve essere sistematicamente cancellata, nascosta, oscurata, portando a compimento il famoso “piano rinascita” della P2 che, attraverso il controllo totale dei media, mira a trasformare l'Italia in un regime. Non è un caso che un'organizzazione indipendente e non-profit americana, Freedom House, abbia inserito qualche mese fa l'Italia al 76° posto nel mondo per la difesa della democrazia e la libertà, considerandola tra i paesi “parzialmente liberi” proprio per la proprietà esorbitante del Presidente del Consiglio rispetto al sistema televisivo, classica di un conflitto d'interessi gigantesco,. PER EVITARE DUNQUE L’UCCISIONE DELLA DEMOCRAZIA DAL SUO INTERNO, È NECESSARIO CHE SI REALIZZINO SUBITO LE CONDIZIONI PER UNA GRANDE MOBILITAZIONE CIVILE, SOCIALE E POLITICA IL 13 SETTEMBRE, CHE SI OPPONGA AL DISEGNO AUTORITARIO DI STRAVOLGE GLI EQUILIBRI COSTITUZIONALI E L’ASSETTO DEMOCRATICO DEL NOSTRO PAESE, ANCHE SOPPRIMENDO LA LIBERTÀ DI STAMPA E DI INFORMAZIONE. Come propone anche l’Italia dei Valori, bisogna estromettere la politica dalle nomine pubbliche a tutti i livelli, anche quelle Rai; si deve rivedere il prezzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive a Mediaset e soprattutto bisogna promuovere una legge, mai voluta da destra e centrosinistra, sul conflitto di interessi, che metta nell'impossibilita' di vedere la figura di un ricco monopolista alla guida dell'Italia! |