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Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)

category italia | altro | notizie author venerdì 04 settembre, 2009 21:34author by Mr. Bean - interceptor®

Storia di uno straccetto, usato e buttato via

Storia di uno straccetto, usato e buttato via

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In tanti ci siamo chiesti chi era quel personaggio oscuro che qualche anno fa scorrazzava imperturbato per i centri sociali di mezz'Italia raccogliendo diffidenza e/o simpatie. Da “El Paso” (To) al “Csa Zapata” (GE), dal “Leoncavallo” (Torino) al “TDN-Terra di Nessuno” (GE). Nessuno sospettava niente. Al Buridda addirittura l'enigmatico figuro si intrattenne amichevolmente a discorrere con Fausto Bertinotti su TAV e Terzo Valico. Allo Zapata, una sera venne notato alla chitarra ad improvvisare una jam session con Bambi Fossati dei Garibaldi. Ad una manifestazione di protesta aspettando la (vergognosa) sentenza per i fatti dell G8 davanti al Palazzo di Giustizia di Genova losco soggetto fu scorto a disquisire animatamente con Luca Casarini e con l'On.le Paolo Cento. Poi un giorno alcuni attivisti del “Csa Inmensa” e del “Borgorosso” s'accorsero che dietro le mentite spoglie del compagno attivista forse si nascondeva una spia. Lui diceva di chiamarsi Franco Ugo Davolio ed era (perlomeno sembrava) un antistatalista convinto. Al suo attivo più d'un anno di carcere a Forte Boccea ed in altre carceri militari per rifiuto della divisa (aveva dei documenti con questo nome ma si capì ben presto che poteva essere un nome di copertura). Viene seguito e pedinato (ma lui dribbla sistematicamente il tallonamento). Si scopre che le sue generalità non sono quelle date: si potrebbe chiamare Altana Pietro, ha un pass da giornalista, nel suo portafogli s'intravede un badge del “Ministero dell'Interno” e risulta avere una base logistica in Via Sardorella (proprio nella Carserma della Polizia di Stato di Bolzaneto). Il cerchio si chiude. I compagni di Inmensa fanno velocemente circolare la voce e denunciano subito lo sbirro su Indymedia (all'epoca non si sapeva ancora che era un agente del SISMI si credeva potesse essere una pedina del Ministero dell'Interno o della Digos).


Sull'allontanamento di un losco figuro dal Borgorosso.. .”

http://italy.indymedia.org/news/hidden.php?id=588723


Altana Pietro intuito lo sgamo sparisce letteralmente dalla circolazione. Non lo si vede più all'Inmensa, diserta le riunioni dello Zapata, assente totale anche da tutti gli appuntamenti in tutti gli altri centri sociali (e ben per lui se no sai quante mazzate …. ). Di lui non si sentirà più parlare sino al 2008, quando trapelano da Palazzo di Giustizia notizie riservate sull'infiltrato.


"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE - Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE "

http://piemonte.indymedia.org/../article/3566


Dal Palazzo di Giustizia di Genova torna alla luce un carteggio intrigante e sconcertante sul personaggio. L'Altana non ha spiato solo i centri sociali, ha spiato anche l'alta finanza, fiscalisti ed avvocati (Uckmar, Coeclerici, ENI, FIAT, Italcementi, FS, Finmare, CIR, Finmeccanica, ed un miliardo di altre società). Per non farsi mancare niente spia anche le società iraniane (Irasco, Iritec, Irisa, Ascotec, Iran Air, (se lo beccano gli iraniani lo fanno a fettine). Lo scoop è colossale. Le notizie apprese vengono pubblicate quì su Indymedia:


Genova – Spy story al pesto - ecco come Coeclerici Spa spiava

http://piemonte.indymedia.org/../article/1347


Mafioso è bello" (parola di COECLERICI)

http://piemonte.indymedia.org/../article/1700


ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”

http://piemonte.indymedia.org/../article/5520



SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.

http://piemonte.indymedia.org/../article/5025



Altana Pietro (questo il vero nome della spia) è un agente in pianta stabile del SISMI (ed occasionale agente del SISDE). E' un personaggio certamente scomodo (e sicuramente a rischio). Nel 2004 viene fatto arrestare dai Carabinieri di GE-Pontedecimo per ordine del PM Anna Canepa (DDA/Antiterrorismo). Da infiltrato del SISMI nei centri sociali potrebbe sapere un sacco di cose che interessano la Procura genovese. Forse potrebbe salvarsi in corner spifferando alla Canepa le cose che sa sui centri sociali di mezz'Italia (la Canepa infatti stava indagado proprio sui Centri Sociali e sui fatti del G8). Ma Altana è un tipo cazzuto. 15 mesi di galera a Castello Angioino (Gaeta) sono un background mica da ridere e lo 007 non è certo infastidito dal soggiorno obbligato nel Carcere di Marassi (pare che la Canepa l'abbia tenuto lì in ostaggio per quasi un annetto buono buono). Il SISMI di Pollari in questo frangente s'è mantenuto defilato ed equidistante. Benchè interpellato in proposito dalla Canepa evita oculatamente di interloquire con gli inquirenti genovesi. Gli inquirenti genovesi – contrariati dal contegno reticente di Pollari - evitano strategicamente di confrontarsi con i servizi segreti. Casualmente, proprio in quel periodo, per le Procure gira in sordina una nota di sdegno per aver scoperto che il SISMI ha spiato anche le procure e diversi magistrati (c'è di mezzo anche quì Altana? Non ci s arebbe da meravigliarsi). Nel caso Altana l'attesa non premia. Il SISMI aspetta le mosse della procura genovese e vicevesa. Ma niente si muove. Altana Pietro, in ostaggio, ce l'ha nel culo. E' la fine della carriera di spia.


Morale della favola? Quando usi uno straccio dopo lo puoi anche buttare via. Per le istituzioni siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile (beh da noi ste cose non succedono).


Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti (che trovate di seguito allegato pdf e ritrascritto) che parla del nostro “straccetto” del SISMI:



http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna


L'articolo è visibile sulla Rassegna Stampa del Ministero della Difesa:


www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf


Titolo:



Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.


Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.

I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in fraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.


Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.

Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale.

Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”.

In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”.

È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”



Speriamo di no, ma se del caso postate una foto dello 007 così stiamo in campana.

 

spy_story_milanofinanza_pagina_2.jpg

author by Mr. Bean - interceptor®publication date ven 04 set, 2009 21:48

Il  Centro  Sociale  Leoncavallo  è  di  Milano (non  di  Torino  come erroneamente  scritto  nell'articolo)


chiedo venia (tutto colpa  del  copia/incolla)

author by stancopublication date lun 07 set, 2009 00:24

Sei ancora in giro con le tue storie Altana?

 

Smettila, prendi la pastiglia e vai a letto. Tanto non è credibile una sola delle cazzate che t'inventi

author by TDNpublication date lun 07 set, 2009 13:49

Un  agente  del  sismi  (per  giunta infiltrato  nei  centri  sociali) non  avrebbe  mai  potuto  scrivere  una  stronzata colossale  come  questa (il  Csa  Leonacavallo  di  Torino). Sanno  anche  le  pietre  che il Leoncavallo è  a Milano.

 

chi  scrive  è  evidentemente  un  povero  coglione depresso e malato (dallo  stile  di  scrittura  molto,  ma  molto,  ripeto  ma  molto,  ribadisco molto sbirresco)

author by iopublication date lun 07 set, 2009 14:03

indubbiamente  su  indy  gira un  bordellodi  disinformazione e scrivono  cani  e  porci  però  su  di  una  cosa  credopossa esserci  certezza  assoluta (per  quanto  costa  ammetterlo) sto  pezzo  di  merda  dei  servizisegreti per  un  tot  è  riuscito  a  fotterci  alla  grande (ed  io  me  lo  ricordo  benissimo  st' altana quì  chaveva   detto  di  chiamarsi  francougo davolio)  ma  cho la  sua  immagine stampata  nellamente  e se  ldovessi   beccarlo in  giro nn glistringo certo la mano

author by zapatistapublication date mar 08 set, 2009 11:57

a  parte  il  Leoncavallo  che  è  di  Milano  mi  risula  che  il  pm  anna  canepa  sia  della  DIA  (direzione  investigativa  antimafia)  e non DDA (che  non  si  che  significhi  ma  potrebbe  voler  dire Dimmi  Dove Azzo  ...  vai  e  ti  dirò  chi sei)

author by SISMI che spia i fiscalistipublication date ven 11 set, 2009 17:05

 

Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI.

Non  mi  meraviglia  affatto  che  pubblichi  la  notizia  proprio Paolo Panerai (Milano  Finanza fà  parte  del  gruppo Class  Editori).

Il  più  noto  dei  fiscalisti  italiani - Victor  Uckmar - infatti  è Presidente  di Class Editori  Spa.  

Chissà  che  ne  pensa Uckmar ...

author by giannino - ass fidpublication date sab 12 set, 2009 13:12

Che  lo  scoop  l'abbia  tirato fuori  Milano Finanza  è  fisiologico.

Ma  vuoi   dire  che  Victor Uckmar  ha  dato  l'input a  Paolo  Panerai per  sputtanicchiare  il  sismi?  (magari pochino incazzato  per  essere  finito  nei  dossier  del  servizi segreti  militari?).

Può  essere?. Mavalà. Siamo  seri.

Ma  tu  vuoi  che  un  galantuomo  come il  capo  del  SISMI  Nicolò  Pollari (peraltro generale  della Guadia  di  Finanza) si  metta  a spiare  i  colleghi  tributaristi? E  poi  per  sapere  che? Dove  tiene il  tesoretto Giampiero Pesenti? Gli  intrallazzi  fiscali delle  grosse  corporation?  Come si  procaccia  na  residenza  fittizia  Adriano CelentanoSebastiano  Gattorno  o  il  vip  di  turno? Ma  che  cazzo  vuoi  gliene  frega  ad  un  generale  della  finanza (la  finanza  e  il  sismi fan  altro).

author by Seanpublication date lun 21 set, 2009 00:47

scoop: ecco la foto dello sbirro  del  sismi Franco Ugo Davolio (alias Altana Pietro)

foto dello sbirro  del  sismi Franco Ugo Davolio (alias Altana Pietro)
foto dello sbirro del sismi Franco Ugo Davolio (alias Altana Pietro)

author by al jazeerapublication date mar 03 nov, 2009 15:17

News from  the   Indymedia portal  at the  link:

 

 

http://piemonte.indymedia.org/article/6178 

 

U.S. investigation in Genoa "Violated the embargo on Iran"

 

Thursday, October 29th, 2009 in Genoa, the financial police searched the offices of an Iranian-Italian company specialized in the import-export: it was the crucial step taken on an international letter rogatory in the United States. The suspicion is that, through a system of "triangulation" of trade between countries, unrelated to any "black list" have been violated restrictions imposed after the UN Security Council resolutions on particular types of industrial supplies to Iran. Not fully understood the terms of engagement with the Iranian company based in Genoa, where, however, were acquired documents to be sent to the USA.

 

Site Indymedia has discovered that years ago the Italian military secret service spied many Iranian society - all controlled by the Iranian government - with operational base in Genoa (IRASCO, NISCO, IRISA, TEEN TRANSPORT, ASCOTEC, IRITEC, IRAN AIR,  etc  etc). The site  publishes some confidential SISMI's  documents where he reveals the names of some secret agents: Altana Pietro  and Renato Raso.

U.S. investigation in Genoa "Violated the embargo on Iran
U.S. investigation in Genoa "Violated the embargo on Iran

author by Adnan Khasoggipublication date mer 04 nov, 2009 15:28

Da  il  Secolo  XIX di  Genova  del 3  novembre 2009:

 

"... La  perquisizione  nell'abitazione  di  un  "presunto  ricettatore" rivelò carte  top secret... Pietro  Altana  49  anni almeno  due  mestieri  dichiarati (Giornalista  ed  all'occasione addetto  alle  pulizie di  alcune  grandi  aziende  genovesi) e  altrettanti  nomi  d'arte, è  il  protagonista,  dai  contorni  ancora  indecifrabili, di  un'inchiesta  della  Procura  di  Genova avviata  e  chiusa  in  gran  segreto ...  un'inchiesta  condotta  dal  PM ANNA  CANEPA (oggi  anna  Procura  Nazionale  Antimafia) ..."

Lo  strano  agente  trovato  "per  caso"  a spiare  gli  iraniani
Lo strano agente trovato "per caso" a spiare gli iraniani

Lo  strano  agente  trovato  "per  caso"  a spiare  gli  iraniani
Lo strano agente trovato "per caso" a spiare gli iraniani

author by zapatistissimevolmente vs - zapatapublication date ven 06 nov, 2009 17:24

Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:

 

"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"

 

"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"

 

Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.

 

Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italianihanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.

 

Ciò  dimostra  solo  una  cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.

 

E se vede!

 

Articolo del Secolo XIX al link:

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf

 

l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti?? (ahahhahahahhhhh ... ah)
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti?? (ahahhahahahhhhh ... ah)

PDF Document Articolo Secolo pdf 1 dicembre 2009

author by Cetara-Indice - IL SECOLO XIXpublication date ven 20 nov, 2009 20:51

(articolo  estratto da Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)

SCHEDATI A  GENOVA BANCHE  E  AVVOCATI, SI  INFILTRO’ NEI  CENTRI  SOCIALI PER  IL G8

Condannato agente  Sisde: <<Spiava violando  la  legge>>

Sentenza-choc: lavorava  davvero per i  servizi segreti, ma  ha  esagerato

Si  infiltrò nei  centri  sociali <<in  coincidenza  con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto  copertura sugli  attentati di  matrice  anarchica alla  questura e  alle  caserme  della  Polizia a  Sturla e dei  Carabinieri a  Prà  e  Voltri,  a suo  dire  <<raccogliendo anche  campioni  di stupefacenti  ed  esposivo>>. Pietro  Altana, 49 anni, era  un  collaboratore dei  servizi  segreti  del Sisde,  oggi  rinominato  Aisi. <<Cercava  documenti top  secret, facendo  l’addetto  delle  pulizie di  alcune  aziende  genovesi e  rovistando  nei  cestini della  spazzatura>>. Poi <<una  volta  o  due  a  settimana>>  consegnava tutto al  suo  contatto, un  maresciallo  della  Guardia  di Finanza, e  veniva  pagato <<in  rimborsi  spese rigorosamente in  nero>>.

E’  un  giudice del  tribunale  di  Genova, Enrico  Gatti, a  raccontare  in  una sentenza  rimasta  finora  inedita uno  dei  retroscena più  inquetanti e  riservati  della  cronaca giudiziaria del  capoluogo ligure degli  ultimi  anni. Ed  è  la storia del  furto  di  alcuni cd e della  ricettazione  di  un  certo  numero  di oggetti  di elettronica e  hi-fi dietro a  cui, si  è  scoperto  nel  corso d elle  udienze a  porte  chiuse, si  celavano  le  indagini  parallele e  i  alcuni  casi <<non  autorizzate>> di  un  vero  agente 007. La  sentenza  che  lo  rivela ha  condannato Pietro Altana, appunto, a  due  anni  di  reclusione.  La  vicenda  emerge a  pochi  giorni dalla  perquisizione, scattata su  rogatoria dell’autorità  giudiziaria Statunitense, degli  uffici di  una  società  italo-iraniana,  la  Irasco, sospettata  di  aver  contribuito a  violare l’embargo deciso  dall’ONU nei  confronti  di  certe  forniture industriali agli  impianti  di  Stato  di  Tehran. Proprio Altana aveva  rivelato, al  processo  che  lo  vedeva  imputato, di  aver  avuto  l’incarico di  spiare  le  società  iraniane. Aziende  inserite in  un lungo  elenco di <<sorvegliati  speciali>>, <<su  ordine dei  servizi>>,  con studi  tributari, come  quello  di  Victor  Uckmar, legali, come  lo  Studio  Bonelli,  uno  dei  più grandi  d’Europa, protagonista di  alcune  delle  operazioni più  importanti  della storia economica  italiana degli  ultimi anni, come  il  salvataggio di Alitalia (oltre  che  per  Genova  la  scissione Amt-Ami), e  anche  Banche, come la  Carige. L’elenco è  contenuto nel  fascicolo  di  inchiesta, aperto  dal  pm,  Anna Canepa, poi archiviato perché  a  giudizio  degli  investigatori dei  carabinieri che  vi  lavorarono <<non  furono  trovate  carte  rilevanti>>. Ufficialmente  Altana  fu  trattato dagli  inquirenti  come  una  sorta  di  millantatore. In  realtà, al processo la  testimonianza  del  mascesciallo dei  Servizi Segreti che  lo  aveva  <<assoldato>> ha  confermato  che  le  investigazioni erano  il  frutto  di  un  mandato effettivo  dell’ex  Sisde. Il  punto cruciale è  stato  quello  riguardante i  reati  contestati ad  Altana compiuti, secondo  la  sua  difesa, per <<la  ragion  di  Stato>>. Quando  fu  arrestato e  trovato in  possesso  di  oggetti di  provenienza  furtiva l’agente  segreto si  era  difeso  sostenendo che  erano  prove  raccolte nel  corso  di  indagini pronte  per  essere consegnate al  suo  contatto  nei  servizi. Il  giudice  Gatti ha  sentenziato che  per  poter  essere <<esentato dalla pena  in  caso  di  violazione della  legge per  un  fine  legittimo (come  è  la sicurezza nazionale)>> sono  necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna  essere <<organici>> ai  Servizi Segreti ed  aver  eseguito <<un  ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana  a  processo è  risultato  essere ufficialmente come <<un semplice  informatore>> e  il  suo  referente del  Sisde   ha  negato  di  aver  impartito ordini  fuorilegge. Il  sospetto  è  che  Altana  Pietro fosse  stato  assoldato  per  indagare ai  limiti  della  legalità e  occasionalmente  anche  oltre e  che, dopo  essere  stato  colto  in  fallo dai carabinieri, sia  stato  sostanzialmente scaricato. Ma  su  questo nemmeno  il  giudice, evidentemente, se lè  sentita di  proferir  parola”. 

 

 IL RETROSCENA

AFFARI LIGURIA-IRAN LE CARTE AGLI USA

“La figura  di  Pietro Altana, il  collaboratore dei  servizi segreti le cui attività  all’ombra  della  Lanterna  sono  oggi  svelate dai  giudici e  non  solo  dai  “boatos” via  internet, è  indirettamente  legata a  una  delle  indagini  più  delicate  aperte di  recente  nel  capoluogo  ligure. Si  tratta  degli  accertamenti disposti  dalla procura  federale della  Callifornia, con  rogatoria  internazionale, sulla  società genovese  Irasco, specializzata  nell’import-export con l’Iran. Secondo  gli  Stati  Uniti Irasco  sarebbe  stata il ‘tramite’ , fra  il  2004 ed  il  2007,  di  una  serie  di  esportazioni (materiali  industriali  e materie  prime) non  autorizzate dagli  USA verso  la  repubblica  degli Ayatollah. Le  autorità  statunitensi, attraverso  il  Ministero  degli  Esteri, hanno  perciò  chiesto all’Italia  di  acquisire  una  serie  di  documentazioni nella  sede  dell’azienda, all’interno del  Matitone,  e  giovedì  scorso  è  scattata una  perquisizione  della  Guardia  di  Finanza. Irasco  ha  repllicato  nei  giorni scorsi di avere   documenti  in  regola e soprattutto  di  sentirsi  vittima di <<pressioni  politiche>> sull’asse America-Golfo  Persico. Ed  è  su  questo  fronte che  si  inserisce  Altana, come  descritto  nell’articolo a  fianco. Indagando sulla  sua  attività  di  spionaggio per conto  del  Sismi, la  Procura  genovese  scoprì che controllava di nascosto pure  Irasco.

 

 

GRAZIANO CETARA  cetara@ilsecoloxix.it

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Altana Pietro spiava  violando  la  legge
Altana Pietro spiava violando la legge

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