Per gli antifascisti
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venerdì 11 settembre, 2009 15:01
by Battaglia Comunista
Ecco un commento
Ecco un commento uscito sul corriere della sera, del massimo esponente della borghesia, Giorgio Napolitano, sulla resistenza in merito all'8 settembre 1943.
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150 dell'Unità d'Italia:
«Siamo alla vigilia, io spero, dell'inizio dell'attività celebrativa»
Napolitano ricorda l'8 settembre
«La Resistenza ci ha ridato dignità»
Il capo dello Stato alle celebrazioni a Porta San Paolo: «Continuità con le battaglie del Risorgimento»
ROMA - La guerra di Liberazione fu combattuta «per ridare dignità, indipendenza e libertà all’Italia», tutti «valori fondamentali». Queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a margine della cerimonia a Porta San Paolo per celebrare l'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'armistizio che segna anche l'avvio della Resistenza a Roma contro l'occupazione delle truppe naziste.
LA RESISTENZA E IL RISORGIMENTO - Il capo dello Stato ricorda la Resistenza e sollecita l'avvio delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita d'Italia . Fra le due cose, spiega non c'è soluzione di continuità. «Anche nella sua essenzialità, la cerimonia di oggi è molto significativa», ha detto Napolitano dopo aver deposto una corona di fiori a Porta San Paolo, a Roma, dove ebbe luogo il primo episodio della resistenza contro i nazisti e fascisti. Quindi il capo dello Stato si è soffermato a commentare i numeri delle vittime di quella lotta: 87mila, secondo la lapide che si trova nel vicino parco della Resistenza. «Contano molto le cifre dei caduti», spiega, specificando che «tanti furono i partigiani, e tanti furono i militari che morirono per ridare indipendenza, libertà, dignità» al Paese. Questi sono «i valori fondanti» della Nazione ed è necessario «sottolinearlo oggi che siamo alla vigilia, spero, dell'inizio dell'attività celebrativa per il 150esimo dell'Unità nazionale». C'è «continuità tra le battaglie del risorgimento» e la nascita dello Stato democratico. Pronunciando la parola «spero», Napolitano ha calcato il tono della voce.
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Mettiamo in evidenza questo commento perché il presidente della repubblica non ha sbagliato una virgola rispetto alle cose che successero.
Effettivamente la guerra di liberazione fu combattuta per ridare dignità alla borghesia,la quale con la veste fascista aveva toccato il fondo,mentre con la veste democratica riprese il suo ciclo.
Però questo cambiamento avvenne con il sangue di tutti gli antifascisti morti,ingannati dal PCI che portò il proletariato su di un interesse esclusivamente della classe borghese.
Questo intervento va ai compagni che credono ancora che il vecchio PCI abbia avuto dei limiti nel 1945 a non saper instaurare il socialismo in Italia.
Noi che denunciavamo questa collaborazione del PCI con il progetto borghese, fummo perseguiti sia dai fascisti che dai sicari di Togliatti e bollati come nazisti, gestapo e anticomunisti.
Il Partito Comunista Internazionalista nacque nel fuoco della lotta di classe nel 1943, quando tutti gli operai insorsero contro il regime fascista.
Sul sito www.ibrp.it, si possono conoscere dal vivo della lotta, le posizioni di Battaglia Comunista nella definizione della guerra antifascista come lotta chiusa dentro gli steccati compatibili del capitalismo che porta solo ad un cambiamento di pelle della borghesia, da fascista a democratica senza mettere in discussione il sistema capitalistico.
Saluti Comunisti
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