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SUI MORTI IN AFGHANISTAN piemonte |
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giovedì 17 settembre, 2009 21:18 by CCP - Collettivo ComunistA Piemontese
E il dolore e il lutto delle decine di migliaia di vittime provocate dagli attacchi sferrati dai contingenti militari USA, inglesi, italiani e altri, chi li piangerà ? Le vittime dell’imperialismo gridano vendetta!
Giovedì 17 settembre un convoglio militare italiano viene attaccato dalla resistenza afghana e un autobomba viene fatta esplodere provocando 6 morti e 4 feriti tra i paracadutisti della Folgore. Altri morti che si assommano a quelle migliaia di civili e resistenti, uccisi dagli attacchi delle compagini imperialiste che, come l’Italia, sono in Afghanistan non certo per una “missione di pace” come il governo della banda Berlusconi e l’inesistente opposizione dicono. Quei militari, quei contingenti, sono schierati per fare la guerra a un popolo nel tentativo di difendere gli interessi economico politici del paese che rappresentano e che li ha inviati a morire. I sei paracadutisti italiani morti durante l’attacco della resistenza afghana, saranno occasione per le passerelle dei politici di turno i quali piangeranno lacrime di coccodrillo sulle loro tombe e si “stringeranno ai famigliari delle vittime” fingendo di condividerne il dolore e il lutto. E il dolore e il lutto delle decine di migliaia di vittime provocate dagli attacchi sferrati dai contingenti militari USA, inglesi, italiani e altri, chi li piangerà? Quale passerella mediatica potranno ottenere i loro famigliari, chi si stringerà al loro immenso dolore? In Afghanistan come in IRAK, non passa giorno che non vengano uccise decine di persone dalle bombe intelligenti occidentali o dagli “attacchi mirati” sferrati dagli eserciti invasori, compreso il nostro. Abbiamo ancora tutti negli occhi le sevizie e le torture perpetrate da alcuni militari italiani in Somalia, come abbiamo ancora negli occhi (video diffuso a livello mondiale) il divertimento che altri soldati italiani provavano nel mirare uomini iracheni e nel vederli abbattuti dalle loro mitragliatrici e dai loro fucili. Siamo un paese in guerra e non l’abbiamo nemmeno dichiarata apertamente inviando soldati in “missione di pace”, facendo credere alle loro mogli, ai loro figli, ai loro genitori, che sarebbero partiti per “aiutare” un popolo in difficoltà. Ma la Resistenza afghana, come quella irachena, ci restituisce la verità, nuda e cruda, sotto forma di sei bare avvolte dal tricolore. Questa è la cruda realtà. Siamo un paese invasore, in guerra con un popolo che resiste e che farà il possibile (come abbiamo fatto noi durante la guerra di Resistenza e di Liberazione dai nazi-fascisti) per cacciarci dalla loro terra. Altro che “missioni di pace”. Ai famigliari delle vittime dell’imperialismo occidentale diciamo di ribellarsi e di combattere contro chi, imbrogliando e mistificando, manda i loro ragazzi, i loro mariti e i loro padri a morire. Le medaglie al valore non restituiscono i propri cari.
Fuori i militari italiani dall’Afghanistan! W la Resistenza dei popoli oppressi! Morte all’imperialismo! Via il governo di fascisti, mafiosi, speculatori e guerrafondai! Cacciamo il governo Berlusconi!
Collettivo Comunista Piemontese Via Spotorno 4 Torino tel 3476558445 |
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