Eventi in Arrivo

Internazionale | Guerre e Antimilitarismo

nessun evento corrisponde alla tua ricerca!

Iraq: libero il lanciatore di scarpe

category internazionale | guerre e antimilitarismo | re-imbucato da altri media author sabato 19 settembre, 2009 13:10author by informatore

«Io sono libero ma il mio paese è ancora prigioniero». È con queste parole che il giornalista Montazar al-Zaidi, arrestato nove mesi fa per aver lanciato le sue scarpe contro l'allora presidente Usa, George W. Bush, ha iniziato la sua conferenza stampa subito dopo essere giunto nella sua redazione, presso la sede della tv 'al-Baghdadiyà.

 «Si è parlato molto in questi giorni di eroismo e di come il mio paese viva ancora sotto occupazione - ha affermato a pochi minuti dalla sua liberazione - Negli ultimi anni più di un milione di persone sono morte a causa dell'occupante. Eravamo un popolo unito, sciiti e sunniti celebravano con i cristiani il natale di Gesù. L'occupante ha diviso le persone, ha diviso un fratello dall'altro e il padre dal figlio». Al-Zaidi ha quindi spiegato le ragioni che l'hanno spinto a lanciare le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti. «Abbiamo visto in questi mesi numerose stragi come quelle di Falluja o Sadr City - ha affermato - Ho visto con i miei occhi migliaia di vittime e di orfani. Ho avuto un'occasione e non me la sono lasciata sfuggire. Ho voluto lanciare le scarpe in faccia al criminale di guerra Bush per dire no a tutto quello che hanno fatto. Dopo 6 anni di uccisioni e violazioni dei luoghi sacri ho voluto difendere il nostro onore». Il giornalista ha poi aggiunto: «Alcuni mi chiedono: perché non gli hai fatto una domanda durante la conferenza stampa? Come potevo se prima della conferenza ci è stato ordinato di non fare domande?». Ora al-Zaidi teme di essere nel mirino della Cia per il suo gesto. «Io temo che i loro servizi segreti, quelli americani, mi perseguiteranno in quanto ostile al loro paese e proveranno a colpirmi attraverso i media, ma anche fisicamente - ha concluso - In carcere ho subito pesanti torture, mi hanno picchiato con un ferro, colpito con l'elettricità. Una mattina mi hanno portato in un posto molto freddo e mi hanno bagnato con dell'acqua. Se ho subito tutto questo è perché volevo difendere il mio paese»

fonte Aki

© 2001-2009 Indymedia piemonte. Tutto il contenuto è liberamente riutilizzabile, può essere stampato e può essere copiato in rete e altrove, per scopi non commerciali e citando la fonte. Le opinioni sono quelle di chi contribuisce e non sono per forza condivise da Indymedia piemonte. Disclaimer | Privacy