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martedì 29 settembre, 2009 00:02 by Anarchici senza cuore
ANCHE I BOIA MUOIONO
Ancora una volta il giornalista nazi-fascista Massimo Numa utilizza un sistema collaudato per intimidire. Sceglie il personaggio da colpire, suggerito dai suoi amici sbirri e ne pubblica sulla BUSIARDA (La Stampa) nome, cognome, soprannome, professione ed in certi casi anche la fotografia, per meglio additare ai suoi camerati chi colpire. Il tutto in un’apoteosi di termini minacciosi e polizieschi che costituiscono la sua cifra stilistica "E adesso indaga la DIGOS di Torino. Caccia aperta agli odiatori anarchici. Alcuni potrebbero essere presto identificati dalla DIGOS. Questione di ore.". (Laudi, minacce anche da morto, La Stampa 26/09/2009). Senza curarsi minimamente se le persone nel mirino abbiano parte nell’episodio di cronaca commentato. Le decine di scritte anarchiche comparse sui muri di Torino in occasione della morte "prematura" del PM Maurizio Laudi hanno avuto il merito di riportare in luce la tragica vicenda di Sole, Silvano e Baleno censurata dai media. Tutti impegnati nella celebrazione del Nobile Magistrato scomparso. Queste scritte hanno fatto imbestialire i politicanti ed i loro tirapiedi che vorrebbero rappresentare una città unanime nel cordoglio. Ma non è così. A Torino c’è chi non fa parte del coro belante del gregge e non ha perso la memoria delle porcate passate. Sono soltanto riusciti a svelare la loro necessità di mentire, per seppellire insieme al Boia anche la Verità , il grande bisogno di falso che c’è in tutti loro, da Mercedes Bresso a Chiamparino, da Don Ciotti, a Gian Paolo Ormezzano, da Caselli a Maddalena. E’ vero gli anarchici non hanno nessun rispetto per la morte. Quando un giudice come Laudi che si è distinto per tutta la carriera nel perseguitare i sovversivi tira le cuoia, noi abbiamo tutto il diritto di rallegrarcene. Nonostante gli sproloqui di Numa non ci risulta che esista e quindi sia perseguibile il reato di "esternato giubilo". Nell’articolo in questione Numa se la prende con l’autore delle SCARPE dei SUICIDI, colpevole appunto d’aver scritto un libro che svela la scombinata montatura giudiziaria dei PM Laudi e Tatangelo, del capo della DIGOS Petronzi, e degli anonimi ROS, responsabili della morte di Sole e Baleno, non sulla base di insulti o illazioni gratuite, ma su documenti dell’inchiesta, rigorosamente citati. Vista l’irritazione destata da questo libro che scopre i meccanismi più miserabili del Potere, stupisce che l’autore non sia mai stato querelato dai diretti interessati, Laudi in testa, anche solo per smentire. Si sono accontentati di arrestarlo al primo pretesto sgomberando e sequestrando Fenix che l’aveva stampato. Come succede in tutte le dittature. Ma Numa non è soddisfatto e vuole mostrare tutto il suo zelo, si stupisce, con una tecnica già collaudata, che Tobia (l’autore) lavori all’Istituto Storico della Resistenza e pretenderebbe, che proprio i depositari della memoria storica dell’antifascismo lo licenziassero per le sue idee… come avveniva durante il fascismo… Non abbiamo rispetto per la morte, ne’ per quella di Laudi, ne’ per quella degli "eroi" di Nassirya o di Kabul, ne’ per quella del padre del direttore della Busiarda. Noi non abbiamo dimenticato Pinelli, Serantini, Carlo Giuliani, Sole e Baleno e le centinaia di persone assassinate dallo Stato e dai suoi servi. ANARCHICI SENZA CUORE DI FENIX X TORINO SQUATTER |
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