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Ma perché il sud non si incazza? Provocazione italia |
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luned 12 ottobre, 2009 18:34 by terrone
La classe dominante da ormai 15 anni ha delegato il ruolo di protagonista nel teatrino della politica a un uomo del nord (Berlusconi – ’sto stronzo!) che ha fatto dell’alleanza con il partito del nord (la Lega Nord – ’ste merde!) l’asse portante del suo potere. Il sud è stato umiliato, sottomesso, stuprato, saccheggiato, dimenticato… anche dai “compagni”. Le immagini di Messina sono terrificanti, quelle dell’Aquila non le abbiamo ancora dimenticate. Ma che fine ha fatto nell’Italia meridionale il movimento anarchico? Che fine ha fatto il movimento rivoluzionario? Perché il sud non si incazza? La classe dominante da ormai 15 anni ha delegato il ruolo di protagonista nel teatrino della politica a un uomo del nord (Berlusconi – ’sto stronzo!) che ha fatto dell’alleanza con il partito del nord (la Lega Nord – ’ste merde!) l’asse portante del suo potere. Il sud è stato umiliato, sottomesso, stuprato, saccheggiato, dimenticato… anche dai “compagni”. Sono le 19 e 30 del 11 ottobre 2009 e mi faccio una passeggiata sul web anarchico, una piccola statistica… - www.anarchaos.it home page: sezione comunicati, 2 su 15 riguardano il sud (in realtà Napoli sarebbe centro-sud geograficamente…), 1/15 il centro (in realtà Pisa sarebbe centro-nord geograficamente), un paio non sono collocabili, le altre riguardano tutte il nord di questo lurido Stato! - www.informa-azione.info home page: 4 notizie su 25 vengono dal sud, le altre la metà sono estere e l’altra metà viene dal nord di questo Stato del cazzo! Non vado avanti. Pensate solo alla vecchia redazione torinese di Umanità Nova (l’ultima è abbastanza migliore, anche se molto settentrionale ancora), redazione che parlava in tutte le sue notizie di Torino… scusate la provocazione cazzo, ma proprio non resisto… come si fa a definirsi anarchici e poi interessarsi solo di quello che succede nella fottutissima e sempre maledettissima Capitale Sabauda? Ma che fine ha fatto lo spirito brigante? Che fine hanno fatto le rivolte contadine della Puglia? Rimaniamo nella Capitale Sabauda (sempre maledetti i Re e i loro sudditi). Pensate cosa sarebbe successo se un anarchico fosse stato ricoverato in TSO, legato al letto di un lager psichiatrico e ammazzato di botte a Torino… la rivolta dei tempi di Baleno e Sole sarebbe riesplosa con una forza inarrestabile e con un impeto insurrezionale implacabile. Ebbene siccome Mastrogiovanni era un terrone su informa-azione non ha meritato nemmeno una riga!!! E non penso che i redattori di informa-azione siano dei leghisti infiltrati. Purtroppo no. Dico purtroppo perché è molto molto peggio: sono dei bravissimi compagni, davvero generosi e impegnati per cambiare il mondo e rovesciare la casta crudele che lo governa, ma oggettivamente nella loro area geografica, nella parte ricca del paese, le notizie di quotidiano sfruttamento, di tortura, di sottomissione, di uccisione, di repressione della provincia dimenticata dell’impero sabaudo non arrivano. E’ così ed è drammatico. Non vi è un movimento anarchico organizzato o meno che alla notizia di un compagno storico ammazzato in un manicomio scrive comunicati, fa manifestazioni, sfascia tutto, punisce gli assassini. Nell’era di internet siamo collegati a tutte le forme di rivolta che esplodono in tutto il mondo, le linkiamo, le leggiamo col culo in poltrona e gli occhi su questo cazzo di elettrodomestico che è il computer, ma la linea di demarcazione fra nord e sud, fra ricchi e poveri, non riesce ad essere superata da nessun link. C’è il silenzio. Il silenzio sulla morte in manicomio di Mastrogiovanni. Il silenzio sulla militarizzazione dell’Abruzzo. Il silenzio sulla devastazione del territorio messinese e la conseguente catastrofe naturale. Il silenzio sugli scioperi, le manganellate, gli arresti. Il silenzio. Lo Stato ha abbandonato il sud, non c’è dubbio. Lo vediamo in Abruzzo, con le case fatte di sabbia e la Protezione Civile che denuncia gli scienziati che avevano previsto il terremoto, i campi profughi circondati dai militari, il coprifuoco, le sfilate di regime. Lo vediamo a Messina con i fiumi deviati dal loro corso, le montagne che crollano sulle case, i miliardi spesi per il ponte sullo stretto. Lo vediamo in Calabria con gli ospedali che chiudono. A Palermo e Napoli con i rifiuti nelle strade e le discariche e gli inceneritori che la fanno da padroni. La strategia è stata chiara: 1) prima il Piemonte ha colonizzato il sud, ha massacrato decine di migliaia di persone per schiacciare la rivolta dei Briganti e, mentre sviluppava un primo modello industriale a Torino e a Milano, lasciava milioni di meridionali a spaccarsi la schiena nei latifondi; 2) poi il fascismo ha massacrato le minoranze etniche, come quelle greche e albanesi in Calabria e Sicilia, ha armato i latifondisti e sparato sui braccianti; 3) la democrazia borghese, per fermare le rivendicazioni degli operai del nord, ha costretto milioni di migranti a elemosinare lavori a prezzi stralciati nelle metropoli settentrionali, ha usato la manodopera meridionale nelle proprie fabbriche e nei propri cantieri; 4) infine, quando quella manodopera non serviva più, quando essa è stata sostituita dai nuovi schiavi provenienti dal nord Africa e dall’Europa dell’est, quando ormai non c’era più nulla da saccheggiare sono nati movimenti come la Lega che ha deciso di staccare la spina a questo moribondo che ormai non può più essere succhiato e tenerlo in vita è solo una spesa per i contribuenti padani. La strategia del potere è chiarissima. Ma qual è la strategia anarchica? Cari compagni, scusate, ma io non l’ho capita. Non la trovo su Umanità Nova, né su Informa-azione. Eppure non sarebbe così difficile trovarla. Nel piano più contingente e superficiale è abbastanza semplice. Alimentare un clima anti-leghista che faccia odiare ai napoletani, ai calabresi, ai siculi, ai lucani, ai salentini, ai baresi come agli abruzzesi Bossi, Maroni, Tremonti e Berlusconi. Dobbiamo alimentare un odio profondo verso questa gente del nord che governa la polizia, che decide i tagli, che affama i poveri del sud. Eppure la gente si incazza: i precari salgono sui tetti delle suole, Berlusconi scappa da Messina sotto i fischi… ma manca qualcosa. Manca il fuoco della rivolta. A Napoli lo abbiamo sfiorato, ma poi i loschi accordi di Berlusconi con la camorra l’hanno evitato… Serve una miccia, qualcosa che faccia esplodere il sud. Serve un movimento anarchico forte. UN MERIDIONALISTA INCAZZATO NERO |
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