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Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?quei satanassi di Nicolò Pollari ed Altana Pietro alla fine son riusciti ad incastrare gli Iraniani Altana Pietro come dimenticarlo. E' lo 007 del SISMI (ex Servizio Segreto Militare ora AISE) che ha scorrazzato in lungo ed in largo per i centri sociali di mezzo stivale spiando tutto lo spiabile. E nel tempo libero si deliziva a spiare anche gli iraniani di IRASCO ... che adesso son sotto scacco della Guardia di Finanza per aver violato l'embargo all'IRAN. Inchiesta dagli USA?
Così titola quest'oggi il SECOLO XIX: "Inchiesta Usa a Genova «Violato l’embargo all’Iran» http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/10/31/AM6Nx23C-inchiesta_violato_embargo.shtml Anche se di statunitense st'inchiesta pare che c'abbia davvero pochissimo, gradiamo ricordarvi che già su queste pagine di Indymedia il 3 dicembre 2008, il 10 maggio 2009 e il 4 settembre 2009 son usciti tre nostri articoli che anticipavano ampiamente l'attività di intelligence condotta dal SISMI contro gli Iraniani di IRASCO, NISCO, IRITEC, (nonchè i nostri centri sociali):
"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE" http://piemonte.indymedia.org/../article/3566
"Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)" http://piemonte.indymedia.org/../article/5620
"SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano." http://piemonte.indymedia.org/../article/5025
Vi riproponiamo in parte il testo degli articoli. "ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE"
Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE. Pubblichiamo il testo di una sconcertante missiva riservata inviata dal giornalista/agente segreto Altana Pietro ai vertici del servizio segreto civile e militare (generali Nicolò Pollari e Mario Mori) e per conoscenza al Ministro dell'interno Pisanu e al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il succo della lettera? I nostri Servizi Segreti spiano i centri sociali e gli iraniani. Questa la trascrizione della lettera. Purtroppo la relazione di servizio allegata è criptata (ma non disperiamo di riuscire a decriptarla quantoprima): (Intestazione) "Altana Pietro" - "Preg.mo Direttore SISMI, Servizio Informazioni Sicurezza Militare, C/a Sig. Generale Nicolò Pollari - 00195 * R O M A, e, p.c.: Preg.mo Direttore SISDE Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica, C/a Sig. Generale Mario Mori, 00195 * R O M A - Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu. RISERVATA Genova, 2 maggio 2005. OGGETTO: RINVIO A GIUDIZIO AP/iz. Ill.mi Sigg.ri Direttore SISMI, Ministro dell’Interno, Direttore Sisde, mi riferisco alla mia del 15 settembre 2004, rimasta priva di riscontro, che allego in copia, per segnalarVi che - in relazione ai fatti che mi vedono imputato - la Procura della Repubblica di Genova (PM Anna Canepa) m’ha notificato un avviso di rinvio a giudizio. La decisione degli inquirenti, è stata assunta in quanto dagli Organi Istituzionali preposti - in questo frangente - non si è ritenuto di dover assumere autonome iniziative a miglior tutela dei miei interessi e reputazione. Ricorrendo le circostanze sopra menzionate gradisco informarVi che, stante la situazione, i miei legali m’han indotto a predisporre per le prossime udienze dibattimentali (la prima il giorno 30 giugno c.a. ore 9.00 c/o Tribunale di Genova) le documentazioni comprovanti la mia attività professionale, espletata in questi anni a favore del SISMI (e Sisde), dal momento che questa ora rientra a pieno titolo nelle competenze della Magistratura e che in tale sede andrà discussa ed approfondita. Ciò naturalmente con l’esonero da parte mia di qualsivoglia responsabilità, e con la riserva di far valere nelle opportune sedi giudiziarie i diritti con Voi instaurati, nascenti dalla mia qualità di collaboratore subordinato. E’ gradita l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti. Altana Pietro Intestazione: Altana Pietro - Ill.mo Sig. Presidente della REPUBBLICA ITALIANA Carlo Azelio Ciampi Palazzo del Quirinale 00195 * R O M A, e. p. c.: Preg.mo Direttore SISMI Servizio Informazioni Sicurezza Militare C/a Sig. Generale Nicolò Pollari - Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu - Preg.mo Direttore SISDE Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica C/a Sig. Generale Mario Mori - RISERVATA - Genova, 15 settembre 2004. Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana, mi chiamo Pietro Altana, sono nato a Torino il 14 gennaio 1960, residente in Genova, Via Sardorella, 53A/2. Richiedo il Suo autorevolissimo intervento per le circostanze che m’han visto coinvolto. Che Le sintetizzo di seguito. Da anni lavoro per il SISMI (Servizio Segreto Militare) a tempo pieno, ed occasionalmente per il SISDE (Servizio Segreto Civile) in qualità di consulente nei settori di mia competenza: informatica, Società Iraniane e Centri Sociali. Stò seguendo da circa 2 anni sotto copertura, come “infiltrato” i Centri Sociali di Torino, Genova e Milano, e son entrato in contatto con soggetti che hanno rapporti d’interesse e che gravitano nell’area di questi Centri Sociali del triangolo industriale TO-MI-GE. Nell’ambito del mio incarico per i Servizi ho acquisito la fiducia di questi soggetti e acquisito materiali utili ed informazioni. Tra questi materiali: documenti, campioni di stupefacente, esplosivi ed altro. In particolare gli esplosivi di grande interesse (per indagini attinenti recenti attentati effettuati in Genova a danno della Questura di Genova e di una Caserma della Polizia di Stato di Genova-Sturla). Il 5 agosto 2004 avrei dovuto consegnare il predetto materiale al mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso. Quella stessa mattina nei pressi della mia abitazione son stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Genova-Pontedecimo che ha proceduto alla perquisizione della mia vettura (dove avevo parte del materiale dei Centri Sociali da consegnare ai Servizi). Come da disposizioni impartite dico ai Carabinieri che lavoro per il Ministero dell’Interno, che il materiale era da consegnare ai Servizi, ed ho indicato i dati del mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso, che era autorizzato a fornire tutte le necessarie delucidazioni. I militari dell’Arma han richiesto il mio arresto ed esteso la perquisizione al mio ufficio ed abitazione. Quì è stato posto sotto sequestro copioso materiale afferente le società iraniane che sono al centro delle nostre investigazioni (tra cui diversi computers contenenti files di documenti digitalizzati, CD, documenti cartacei etc etc). Il materiale in questione concerne società di trading iraniane (tutte controllate direttamente dal Governo Iraniano) quali le società: IRASCO, NISCO, IRITEC, IRISA, IRITAL, IRAN AIR, TEEN TRANSPORT, e molte altre, tutte società che hanno rapporti con i servizi di intelligence iraniana e che dalle ns. indagini risulta abbiano favorito l’export - da Genova per l’Iran – di alta tecnologia Made in Usa (vietata dall’embargo) ed inoltre tecnologie militari e tecnologie nucleari. Moltissima di questa riservata documentazione era depositata in files nei miei computers (tutti posti sotto sequestro) e sono ora al vaglio degli inquirenti. Queste documentazioni sono state da me acquisite tramite informatori del SISMI all’interno delle società iraniane. I miei legali di fiducia m’han anche paventato l’ipotesi che gli inquirenti (PM Anna Canepa e GIP Todella) possano interpellare le società iraniane per una verifica della documentazione trovata in mio possesso. A questo riguardo Le segnalo – ill.mo Sig. Presidente – il potenziale rischio (peraltro reale) che le società iraniane (e quindi induttivamente anche il Governo Iraniano) possano venire a conoscenza delle Ns. indagini espletate in questi anni sul loro conto. Con tutte le gravi, irreparabili e conseguenti negative implicazioni di carattere diplomatico per il Ns. Paese. Attualmente mi trovo ancora in stato di detenzione nel Carcere di Genova in attesa di sviluppi. Mi metto sin d’ora a Sua più completa disposizione per poterLe fornire - qualora lo ritenesse necessario – ogni ulteriore e più approfondita informazione in ordine alla presente. E’ gradita l’occasione per porgerLe i più deferenti saluti e ringraziamenti. ALTANA PIETRO - Attività svolta da Altana Pietro per il SISMI - RISERVATO - Memoria per: Gen.le Nicolò Pollari, On.le Min. Giuseppe Pisanu, Gen.le Mario Mori - Ho iniziato il mio rapporto di collaborazione “a tempo determinato” con il SISMI (Servizio Segreto Militare) nel ..." (segue rapporto criptato) ------------------------------------------ “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)” In tanti ci siamo chiesti chi era quel personaggio oscuro che qualche anno fa scorrazzava imperturbato per i centri sociali di mezz'Italia raccogliendo diffidenza e/o simpatie. Da “El Paso” (To) al “Csa Zapata” (GE), dal “Leoncavallo” (Torino) al “TDN-Terra di Nessuno” (GE). Nessuno sospettava niente. Al Buridda addirittura l'enigmatico figuro si intrattenne amichevolmente a discorrere con Fausto Bertinotti su TAV e Terzo Valico. Allo Zapata, una sera venne notato alla chitarra ad improvvisare una jam session con Bambi Fossati dei Garibaldi. Ad una manifestazione di protesta aspettando la (vergognosa) sentenza per i fatti dell G8 davanti al Palazzo di Giustizia di Genova losco soggetto fu scorto a disquisire animatamente con Luca Casarini e con l'On.le Paolo Cento. Poi un giorno alcuni attivisti del “Csa Inmensa” e del “Borgorosso” s'accorsero che dietro le mentite spoglie del compagno attivista forse si nascondeva una spia. Lui diceva di chiamarsi Franco Ugo Davolio ed era (perlomeno sembrava) un antistatalista convinto. Al suo attivo più d'un anno di carcere a Forte Boccea ed in altre carceri militari per rifiuto della divisa (aveva dei documenti con questo nome ma si capì ben presto che poteva essere un nome di copertura). Viene seguito e pedinato (ma lui dribbla sistematicamente il tallonamento). Si scopre che le sue generalità non sono quelle date: si potrebbe chiamare Altana Pietro, ha un pass da giornalista, nel suo portafogli s'intravede un badge del “Ministero dell'Interno” e risulta avere una base logistica in Via Sardorella (proprio nella Carserma della Polizia di Stato di Bolzaneto). Il cerchio si chiude. I compagni di Inmensa fanno velocemente circolare la voce e denunciano subito lo sbirro su Indymedia (all'epoca non si sapeva ancora che era un agente del SISMI si credeva potesse essere una pedina del Ministero dell'Interno o della Digos).
Dal Palazzo di Giustizia di Genova torna alla luce un carteggio intrigante e sconcertante sul personaggio. L'Altana non ha spiato solo i centri sociali, ha spiato anche l'alta finanza, fiscalisti ed avvocati (Uckmar, Coeclerici, ENI, FIAT, Italcementi, FS, Finmare, CIR, Finmeccanica, ed un miliardo di altre società). Per non farsi mancare niente spia anche le società iraniane (Irasco, Iritec, Irisa, Ascotec, Iran Air, (se lo beccano gli iraniani lo fanno a fettine). Lo scoop è colossale. Le notizie apprese vengono pubblicate quì su Indymedia. Altana Pietro (questo il vero nome della spia) è un agente in pianta stabile del SISMI (ed occasionale agente del SISDE). E' un personaggio certamente scomodo (e sicuramente a rischio). Nel 2004 viene fatto arrestare dai Carabinieri di GE-Pontedecimo per ordine del PM Anna Canepa (DDA/Antiterrorismo). Da infiltrato del SISMI nei centri sociali potrebbe sapere un sacco di cose che interessano la Procura genovese. Forse potrebbe salvarsi in corner spifferando alla Canepa le cose che sa sui centri sociali di mezz'Italia (la Canepa infatti stava indagado proprio sui Centri Sociali e sui fatti del G8). Ma Altana è un tipo cazzuto. 15 mesi di galera a Castello Angioino (Gaeta) sono un background mica da ridere e lo 007 non è certo infastidito dal soggiorno obbligato nel Carcere di Marassi (pare che la Canepa l'abbia tenuto lì in ostaggio per quasi un annetto buono buono). Il SISMI di Pollari in questo frangente s'è mantenuto defilato ed equidistante. Benchè interpellato in proposito dalla Canepa evita oculatamente di interloquire con gli inquirenti genovesi. Gli inquirenti genovesi – contrariati dal contegno reticente di Pollari - evitano strategicamente di confrontarsi con i servizi segreti. Casualmente, proprio in quel periodo, per le Procure gira in sordina una nota di sdegno per aver scoperto che il SISMI ha spiato anche le procure e diversi magistrati (c'è di mezzo anche quì Altana? Non ci s arebbe da meravigliarsi). Nel caso Altana l'attesa non premia. Il SISMI aspetta le mosse della procura genovese e vicevesa. Ma niente si muove. Altana Pietro, in ostaggio, ce l'ha nel culo. E' la fine della carriera di spia.
Morale della favola? Quando usi uno straccio dopo lo puoi anche buttare via. Per le istituzioni siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile (beh da noi ste cose non succedono).
Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti (che trovate di seguito allegato pdf e ritrascritto) che parla del nostro “straccetto” del SISMI:
L'articolo è visibile sulla Rassegna Stampa del Ministero della Difesa: www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf Titolo: “Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.
Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare. I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in fraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.
Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi. Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale. Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”. In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”. È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”
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Commenti (10 of 10)
Vai al commento: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10riassunto delle puntate precedenti...
"Ecco come Irasco aggira le sanzioni"
http://piemonte.indymedia.org/article/1657?&condense_comments=false#comment1612
Ecco come Irasco aggira le sanzioni
Ecco come Irasco aggira le sanzioni
So quel quanto basta per potervi garantire che s'inchiesta e sto blitz anti-iran, così a tutto campo contro gli iraniani di IRASCO (come quella che sta avvenendo in queste ore a Genova) è una cosa che non sarebbe mai potuto nascere per iniziativa locale. L' Italia non c'entra un cazzo!
Nel nostro Paese vi son troppe connivenze, intrecci e d'interessi d'ogni genere. A tutti i livelli (sopratutto giudiziario).
Onde per cui - va da sè - che un'inchiesta contro l'export illegale degli iraniani è una cosa che sarebbe potuta venire solo per iniziativa degli States. Che poi l'input agli yankee possa esser di matrice tricolore è possibile (anzi probabile). Mi sentirei d'ipotizzare il coinvolgimento dell'ex capo del Sismi Nicolò Pollari (che conosce gli iraniani ed i business d'Irasco come le sue tasche).
Visto le inculate spaziali che ha preso a livello istituzionale (rinvio a giudizio e richiesta di 13 anni di reclusione) può essere che Pollarino nostro abbia deciso di bypassare le noiosissime e distratte sigle nazionali (Aise/Aisi) ed optare per il coinvolgimento dell'intelligence di Obama.
E' uno stereotipo. Come la storia delle tangenti ENI ai politici nigeriani. C'è voluta la rogatoria da Parigi per scoperchiare il calderone putrescente del malaffare ENI (quì occhi ben chiusi). O vedi anche la storia Coeclerici (nessuna rogatoria dall'Arabia Saudita ma quì ... occhi sempre ben chiusi).
Vedrete lo sgomento delle maestranze politiche quando fingeranno l'italico sdegno per il popò di roba bellica, nucleare, hitech, double-use, e quant'altro che gli iraniani d'Irasco, Nisco, Iritec, Ika etc etc si son tranquillamente cattati in giro per il globo negli ultimi 10-15anni e portati in Iran via Genova.
Tranqui. Per fortuna Obama ci vede ancora discretamente. E La rogatoria USA bene o male farà il suo corso.
Fosse per noi st'inchiesta non sarebbe mai nata. L'Italia (come al solito) farà l'ennesima figura di merda mondiale.
Irasco è una società soggetta a controllo e coordinamento dal Governo Iraniano.
E' più che ovvio che abbiano esportato in Iran ciò che interessa al Governo dell'IRAN.
Se ciò è avvenuto passando da Genova può voler dire solo 2 cose:
1) o gli iraniani l'han fatta in barba a tutti i controlli e non è il sismi che ha ciulato gli iraniani, ma viceversa. E gli iraniani han ciulato anche la Guardia di Finanza e tutte le autorità di controllo;
2) le autorità di controllo son sapevano e non han mai detto niente (GdF, Sismi, Sisde, pseudoservizi segreti, Procure delle Repubbliche, Dogane, etc etc)
Se 1 + 1 fa 2 va da se che andavano tenuti
guarda che il link dell'articolo "Ecco come come Irasco aggira le sanzioni" non è corretto. Quello giusto è questo:
http://toscana.indymedia.org/article/2921
salamalekkum
non so cos'è che vi spinge ad epsrimere delle valutazioni così pesantemente offensive nei confronti di una degnissima società come irasco che al di là della colpa d'esser iraniana (magari l'attaccate proprio per questo) da moltissimi anni da lavoro a svariate famiglie italiane e ha prodotto un'indotto di attività notevole per migliaia di piccole, medie e grandi aziende italiane.
Vedete di non credere a titte le scemenze che si scrivono su internet. Irasco è una società onorata, che non ha mai fatto niente d'illegale, e contrariamente a quanto è stato scritto da alcuni media si occupa esclusivamente di trading di ricamrbi pe r le acciaierie dell'industria iraniana.
Il tempo comunque e galantuomo e ci darà ragione.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.
E chi mette in dubbio che esportate cosette per le acciaierie iraniane.
Bisogna però vedere ste acciaierie iraniane che producono. Un conto è pipelines tutt'altro conto è se producono acciao speciale corazzato (quello ad uso bellico per intenderci) tipo quello che viene prodotto in questo sito quì vicino a Tehran...
Una "Mini-Steel" per la quale son certissimo (mi ci gioco tutti e due i coglioni) che Irasco non ha mai esportato dall 'Italia manco un bullone e idem con patate dicasi per le altre aziende italiane (vedi Iritecna, Italimpianti, Ansaldo, Danieli etc etc.)
Ecco come Irasco aggira le sanzioni
La storia dello strano agente trovato "per caso" - dagli inquirenti - a spiare gli iraniani.
"... La perquisizione nell'abitazione di un "presunto ricettatore" rivelò carte top secret... Pietro Altana 49 anni almeno due mestieri dichiarati (Giornalista ed all'occasione addetto alle pulizie di alcune grandi aziende genovesi) e altrettanti nomi d'arte, è il protagonista, dai contorni ancora indecifrabili, di un'inchiesta della Procura di Genova avviata e chiusa in gran segreto ... un'inchiesta condotta dal PM ANNA CANEPA (oggi anna Procura Nazionale Antimafia) ..." Secolo XIX del 3 novembre 2009
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secoloxix1_1.jpg
Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:
"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"
"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"
Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.
Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italianihanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.
Ciò dimostra solo una cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.
E se vede!
Articolo del Secolo XIX al link:
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti
(articolo estratto da Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)
SCHEDATI A GENOVA BANCHE E AVVOCATI, SI INFILTRO’ NEI CENTRI SOCIALI PER IL G8
Condannato agente Sisde: <<Spiava violando la legge>>
Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato
Si infiltrò nei centri sociali <<in coincidenza con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto copertura sugli attentati di matrice anarchica alla questura e alle caserme della Polizia a Sturla e dei Carabinieri a Prà e Voltri, a suo dire <<raccogliendo anche campioni di stupefacenti ed esposivo>>. Pietro Altana, 49 anni, era un collaboratore dei servizi segreti del Sisde, oggi rinominato Aisi. <<Cercava documenti top secret, facendo l’addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi e rovistando nei cestini della spazzatura>>. Poi <<una volta o due a settimana>> consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza, e veniva pagato <<in rimborsi spese rigorosamente in nero>>.
E’ un giudice del tribunale di Genova, Enrico Gatti, a raccontare in una sentenza rimasta finora inedita uno dei retroscena più inquetanti e riservati della cronaca giudiziaria del capoluogo ligure degli ultimi anni. Ed è la storia del furto di alcuni cd e della ricettazione di un certo numero di oggetti di elettronica e hi-fi dietro a cui, si è scoperto nel corso d elle udienze a porte chiuse, si celavano le indagini parallele e i alcuni casi <<non autorizzate>> di un vero agente 007. La sentenza che lo rivela ha condannato Pietro Altana, appunto, a due anni di reclusione. La vicenda emerge a pochi giorni dalla perquisizione, scattata su rogatoria dell’autorità giudiziaria Statunitense, degli uffici di una società italo-iraniana, la Irasco, sospettata di aver contribuito a violare l’embargo deciso dall’ONU nei confronti di certe forniture industriali agli impianti di Stato di Tehran. Proprio Altana aveva rivelato, al processo che lo vedeva imputato, di aver avuto l’incarico di spiare le società iraniane. Aziende inserite in un lungo elenco di <<sorvegliati speciali>>, <<su ordine dei servizi>>, con studi tributari, come quello di Victor Uckmar, legali, come lo Studio Bonelli, uno dei più grandi d’Europa, protagonista di alcune delle operazioni più importanti della storia economica italiana degli ultimi anni, come il salvataggio di Alitalia (oltre che per Genova la scissione Amt-Ami), e anche Banche, come la Carige. L’elenco è contenuto nel fascicolo di inchiesta, aperto dal pm, Anna Canepa, poi archiviato perché a giudizio degli investigatori dei carabinieri che vi lavorarono <<non furono trovate carte rilevanti>>. Ufficialmente Altana fu trattato dagli inquirenti come una sorta di millantatore. In realtà, al processo la testimonianza del mascesciallo dei Servizi Segreti che lo aveva <<assoldato>> ha confermato che le investigazioni erano il frutto di un mandato effettivo dell’ex Sisde. Il punto cruciale è stato quello riguardante i reati contestati ad Altana compiuti, secondo la sua difesa, per <<la ragion di Stato>>. Quando fu arrestato e trovato in possesso di oggetti di provenienza furtiva l’agente segreto si era difeso sostenendo che erano prove raccolte nel corso di indagini pronte per essere consegnate al suo contatto nei servizi. Il giudice Gatti ha sentenziato che per poter essere <<esentato dalla pena in caso di violazione della legge per un fine legittimo (come è la sicurezza nazionale)>> sono necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna essere <<organici>> ai Servizi Segreti ed aver eseguito <<un ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana a processo è risultato essere ufficialmente come <<un semplice informatore>> e il suo referente del Sisde ha negato di aver impartito ordini fuorilegge. Il sospetto è che Altana Pietro fosse stato assoldato per indagare ai limiti della legalità e occasionalmente anche oltre e che, dopo essere stato colto in fallo dai carabinieri, sia stato sostanzialmente scaricato. Ma su questo nemmeno il giudice, evidentemente, se lè sentita di proferir parola”.
IL RETROSCENA
“AFFARI LIGURIA-IRAN L
E CARTE AGLI USA”
“La figura di Pietro Altana, il collaboratore dei servizi segreti le cui attività all’ombra della Lanterna sono oggi svelate dai giudici e non solo dai “boatos” via internet, è indirettamente legata a una delle indagini più delicate aperte di recente nel capoluogo ligure. Si tratta degli accertamenti disposti dalla procura federale della Callifornia, con rogatoria internazionale, sulla società genovese Irasco, specializzata nell’import-export con l’Iran. Secondo gli Stati Uniti Irasco sarebbe stata il ‘tramite’ , fra il 2004 ed il 2007, di una serie di esportazioni (materiali industriali e materie prime) non autorizzate dagli USA verso la repubblica degli Ayatollah. Le autorità statunitensi, attraverso il Ministero degli Esteri, hanno perciò chiesto all’Italia di acquisire una serie di documentazioni nella sede dell’azienda, all’interno del Matitone, e giovedì scorso è scattata una perquisizione della Guardia di Finanza. Irasco ha repllicato nei giorni scorsi di avere documenti in regola e soprattutto di sentirsi vittima di <<pressioni politiche>> sull’asse America-Golfo Persico. Ed è su questo fronte che si inserisce Altana, come descritto nell’articolo a fianco. Indagando sulla sua attività di spionaggio per conto del Sismi, la Procura genovese scoprì che controllava di nascosto pure Irasco.
GRAZIANO CETARA cetara@ilsecoloxix.it
MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it
Altana Pietro spiava violando la legge
ISIAMED ci riprova.
Stavolta offre una copia omaggio del libro "Leggere la Rivoluzione Islamica Iraniana" ai primi 100 arrivati alla sala delle Colonne (Camera dei Deputati), Via Poli, 19, Roma.
Povero Gian Guido Folloni (sei davvero alla frutta).
http://piemonte.indymedia.org/article/5025
SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.
Ma va là che Irasco non ha mai exportato niente d'illegale in Iran.
Tutte illazioni degli anti iraniani (prima i Bush-boy adesso gli obamaniani sfegatati). E' un'invenzione della propaganda anti-iraniana. Adesso tutti dicono che sanno e che sapevano. Ma che cazzo sapete. Non sapete niente.
E' come se io ora dicessi che so quando sarà la data del prossimo consiglio di amministrazione di Irasco. E l'ora. E poi magari dico che so nome e cognome dei partecipanti, e magari che so pure gli argomenti all'ordine del giorno.
Se dovessi saperlo (e non son un veggente) allora avete ragione voi. Se no statevene zitti, non sparate cazzate e sopratutto rispettate gli iraniani (come loro rispettano e han sempre rispettato noi).
salamalekkum
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(tiro ad indovinare)
The Board of Directors of IRASCO Srl shall be convened on Thursday 17th december 2009 at 10.00 a.m. in Genoa, Via di Francia, 3, in order to approve the following Agenda:
1) Examination of the various projects and adoption of the policy for their execution;
2) Examination of the financial situation;
3) Impasco receivables;
4) Cooperation agreements for new projects: remuneration fo Irasco activity;
5) Communications concerning the investigation carried out by "Guardia di Finanza" conducted pursuant to the international rogatory request from United States of America;
6) any other business.
Members of the Board of Directors
Dr. Iraj Pourhossein Akbarieh
Mr. Mohammad Rajaei
Mr. Ahmad Karami
Mr. Rahim Ghasr Loghmani
Members of the Statutory Auditors
Dr. Giacomo Catalfamo (Chairman)
Avv. Renato Colavolpe (Standing Statutory Auditor)
Dr. Andrea Fontana (Standing Statutory Auditor)
Hojjatizadeh Mohammadreza (Managing Director)
Iranian Mr. Bean?