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Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?

category italia | altro | notizie author sabato 31 ottobre, 2009 21:33author by Mr. Bean - interceptor®

quei satanassi di Nicolò Pollari ed Altana Pietro alla fine son riusciti ad incastrare gli Iraniani

Altana Pietro come dimenticarlo. E' lo 007 del SISMI (ex Servizio Segreto Militare ora AISE) che ha scorrazzato in lungo ed in largo per i centri sociali di mezzo stivale spiando tutto lo spiabile. E nel tempo libero si deliziva a spiare anche gli iraniani di IRASCO ... che adesso son sotto scacco della Guardia di Finanza per aver violato l'embargo all'IRAN. Inchiesta dagli USA?

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

Così  titola quest'oggi  il  SECOLO XIX:

"Inchiesta Usa a Genova «Violato l’embargo all’Iran»

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/10/31/AM6Nx23C-inchiesta_violato_embargo.shtml

Anche  se di  statunitense  st'inchiesta   pare  che  c'abbia  davvero pochissimo, gradiamo  ricordarvi che già  su  queste  pagine di  Indymedia  il 3 dicembre 2008, il 10 maggio 2009  e  il  4  settembre 2009 son usciti tre nostri articoli  che  anticipavano ampiamente l'attività  di  intelligence condotta dal  SISMI contro  gli  Iraniani di  IRASCO, NISCO, IRITEC, (nonchè   i nostri centri  sociali):

 

"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE"

http://piemonte.indymedia.org/../article/3566

 

"Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)"

http://piemonte.indymedia.org/../article/5620

 

"SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano."

http://piemonte.indymedia.org/../article/5025

 

Vi  riproponiamo  in  parte  il  testo  degli  articoli.

"ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE"

Missiva sconcertante ai vertici di SISMI e SISDE. Pubblichiamo il testo di una sconcertante missiva riservata inviata dal giornalista/agente segreto Altana Pietro ai vertici del servizio segreto civile e militare (generali Nicolò Pollari e Mario Mori) e per conoscenza al Ministro dell'interno Pisanu e al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il succo della lettera? I nostri Servizi Segreti spiano i centri sociali e gli iraniani. Questa la trascrizione della lettera. Purtroppo la relazione di servizio allegata è criptata (ma non disperiamo di riuscire a decriptarla quantoprima):

 

(Intestazione) "Altana Pietro" - "Preg.mo Direttore SISMI, Servizio Informazioni Sicurezza Militare, C/a Sig. Generale Nicolò Pollari - 00195 * R O M A, e, p.c.: Preg.mo Direttore SISDE Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica, C/a Sig. Generale Mario Mori, 00195 * R O M A - Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu. RISERVATA

Genova, 2 maggio 2005. OGGETTO: RINVIO A GIUDIZIO AP/iz. Ill.mi Sigg.ri Direttore SISMI, Ministro dell’Interno, Direttore Sisde, mi riferisco alla mia del 15 settembre 2004, rimasta priva di riscontro, che allego in copia, per segnalarVi che - in relazione ai fatti che mi vedono imputato - la Procura della Repubblica di Genova (PM Anna Canepa) m’ha notificato un avviso di rinvio a giudizio. La decisione degli inquirenti, è stata assunta in quanto dagli Organi Istituzionali preposti - in questo frangente - non si è ritenuto di dover assumere autonome iniziative a miglior tutela dei miei interessi e reputazione. Ricorrendo le circostanze sopra menzionate gradisco informarVi che, stante la situazione, i miei legali m’han indotto a predisporre per le prossime udienze dibattimentali (la prima il giorno 30 giugno c.a. ore 9.00 c/o Tribunale di Genova) le documentazioni comprovanti la mia attività professionale, espletata in questi anni a favore del SISMI (e Sisde), dal momento che questa ora rientra a pieno titolo nelle competenze della Magistratura e che in tale sede andrà discussa ed approfondita. Ciò naturalmente con l’esonero da parte mia di qualsivoglia responsabilità, e con la riserva di far valere nelle opportune sedi giudiziarie i diritti con Voi instaurati, nascenti dalla mia qualità di collaboratore subordinato. E’ gradita l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti. Altana Pietro

Intestazione: Altana Pietro - Ill.mo Sig. Presidente della REPUBBLICA ITALIANA Carlo Azelio Ciampi Palazzo del Quirinale 00195 * R O M A, e. p. c.: Preg.mo Direttore SISMI Servizio Informazioni Sicurezza Militare C/a Sig. Generale Nicolò Pollari - Spett.le Ministero dell’Interno C/a Sig. Ministro Giuseppe Pisanu - Preg.mo Direttore SISDE Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica C/a Sig. Generale Mario Mori - RISERVATA - Genova, 15 settembre 2004. Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica Italiana, mi chiamo Pietro Altana, sono nato a Torino il 14 gennaio 1960, residente in Genova, Via Sardorella, 53A/2. Richiedo il Suo autorevolissimo intervento per le circostanze che m’han visto coinvolto. Che Le sintetizzo di seguito. Da anni lavoro per il SISMI (Servizio Segreto Militare) a tempo pieno, ed occasionalmente per il SISDE (Servizio Segreto Civile) in qualità di consulente nei settori di mia competenza: informatica, Società Iraniane e Centri Sociali. Stò seguendo da circa 2 anni sotto copertura, come “infiltrato” i Centri Sociali di Torino, Genova e Milano, e son entrato in contatto con soggetti che hanno rapporti d’interesse e che gravitano nell’area di questi Centri Sociali del triangolo industriale TO-MI-GE. Nell’ambito del mio incarico per i Servizi ho acquisito la fiducia di questi soggetti e acquisito materiali utili ed informazioni. Tra questi materiali: documenti, campioni di stupefacente, esplosivi ed altro. In particolare gli esplosivi di grande interesse (per indagini attinenti recenti attentati effettuati in Genova a danno della Questura di Genova e di una Caserma della Polizia di Stato di Genova-Sturla). Il 5 agosto 2004 avrei dovuto consegnare il predetto materiale al mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso. Quella stessa mattina nei pressi della mia abitazione son stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Genova-Pontedecimo che ha proceduto alla perquisizione della mia vettura (dove avevo parte del materiale dei Centri Sociali da consegnare ai Servizi). Come da disposizioni impartite dico ai Carabinieri che lavoro per il Ministero dell’Interno, che il materiale era da consegnare ai Servizi, ed ho indicato i dati del mio diretto superiore del SISMI, Sig. Renato Raso, che era autorizzato a fornire tutte le necessarie delucidazioni. I militari dell’Arma han richiesto il mio arresto ed esteso la perquisizione al mio ufficio ed abitazione. Quì è stato posto sotto sequestro copioso materiale afferente le società iraniane che sono al centro delle nostre investigazioni (tra cui diversi computers contenenti files di documenti digitalizzati, CD, documenti cartacei etc etc). Il materiale in questione concerne società di trading iraniane (tutte controllate direttamente dal Governo Iraniano) quali le società: IRASCO, NISCO, IRITEC, IRISA, IRITAL, IRAN AIR, TEEN TRANSPORT, e molte altre, tutte società che hanno rapporti con i servizi di intelligence iraniana e che dalle ns. indagini risulta abbiano favorito l’export - da Genova per l’Iran – di alta tecnologia Made in Usa (vietata dall’embargo) ed inoltre tecnologie militari e tecnologie nucleari. Moltissima di questa riservata documentazione era depositata in files nei miei computers (tutti posti sotto sequestro) e sono ora al vaglio degli inquirenti. Queste documentazioni sono state da me acquisite tramite informatori del SISMI all’interno delle società iraniane. I miei legali di fiducia m’han anche paventato l’ipotesi che gli inquirenti (PM Anna Canepa e GIP Todella) possano interpellare le società iraniane per una verifica della documentazione trovata in mio possesso. A questo riguardo Le segnalo – ill.mo Sig. Presidente – il potenziale rischio (peraltro reale) che le società iraniane (e quindi induttivamente anche il Governo Iraniano) possano venire a conoscenza delle Ns. indagini espletate in questi anni sul loro conto. Con tutte le gravi, irreparabili e conseguenti negative implicazioni di carattere diplomatico per il Ns. Paese. Attualmente mi trovo ancora in stato di detenzione nel Carcere di Genova in attesa di sviluppi. Mi metto sin d’ora a Sua più completa disposizione per poterLe fornire - qualora lo ritenesse necessario – ogni ulteriore e più approfondita informazione in ordine alla presente. E’ gradita l’occasione per porgerLe i più deferenti saluti e ringraziamenti. ALTANA PIETRO - Attività svolta da Altana Pietro per il SISMI - RISERVATO - Memoria per: Gen.le Nicolò Pollari, On.le Min. Giuseppe Pisanu, Gen.le Mario Mori - Ho iniziato il mio rapporto di collaborazione “a tempo determinato” con il SISMI (Servizio Segreto Militare) nel ..." (segue rapporto criptato)

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“Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”

In tanti ci siamo chiesti chi era quel personaggio oscuro che qualche anno fa scorrazzava imperturbato per i centri sociali di mezz'Italia raccogliendo diffidenza e/o simpatie. Da “El Paso” (To) al “Csa Zapata” (GE), dal “Leoncavallo” (Torino) al “TDN-Terra di Nessuno” (GE). Nessuno sospettava niente. Al Buridda addirittura l'enigmatico figuro si intrattenne amichevolmente a discorrere con Fausto Bertinotti su TAV e Terzo Valico. Allo Zapata, una sera venne notato alla chitarra ad improvvisare una jam session con Bambi Fossati dei Garibaldi. Ad una manifestazione di protesta aspettando la (vergognosa) sentenza per i fatti dell G8 davanti al Palazzo di Giustizia di Genova losco soggetto fu scorto a disquisire animatamente con Luca Casarini e con l'On.le Paolo Cento. Poi un giorno alcuni attivisti del “Csa Inmensa” e del “Borgorosso” s'accorsero che dietro le mentite spoglie del compagno attivista forse si nascondeva una spia. Lui diceva di chiamarsi Franco Ugo Davolio ed era (perlomeno sembrava) un antistatalista convinto. Al suo attivo più d'un anno di carcere a Forte Boccea ed in altre carceri militari per rifiuto della divisa (aveva dei documenti con questo nome ma si capì ben presto che poteva essere un nome di copertura). Viene seguito e pedinato (ma lui dribbla sistematicamente il tallonamento). Si scopre che le sue generalità non sono quelle date: si potrebbe chiamare Altana Pietro, ha un pass da giornalista, nel suo portafogli s'intravede un badge del “Ministero dell'Interno” e risulta avere una base logistica in Via Sardorella (proprio nella Carserma della Polizia di Stato di Bolzaneto). Il cerchio si chiude. I compagni di Inmensa fanno velocemente circolare la voce e denunciano subito lo sbirro su Indymedia (all'epoca non si sapeva ancora che era un agente del SISMI si credeva potesse essere una pedina del Ministero dell'Interno o della Digos).

Altana Pietro intuito lo sgamo sparisce letteralmente dalla circolazione. Non lo si vede più all'Inmensa, diserta le riunioni dello Zapata, assente totale anche da tutti gli appuntamenti in tutti gli altri centri sociali (e ben per lui se no sai quante mazzate …. ). Di lui non si sentirà più parlare sino al 2008, quando trapelano da Palazzo di Giustizia notizie riservate sull'infiltrato.

Dal Palazzo di Giustizia di Genova torna alla luce un carteggio intrigante e sconcertante sul personaggio. L'Altana non ha spiato solo i centri sociali, ha spiato anche l'alta finanza, fiscalisti ed avvocati (Uckmar, Coeclerici, ENI, FIAT, Italcementi, FS, Finmare, CIR, Finmeccanica, ed un miliardo di altre società). Per non farsi mancare niente spia anche le società iraniane (Irasco, Iritec, Irisa, Ascotec, Iran Air, (se lo beccano gli iraniani lo fanno a fettine). Lo scoop è colossale. Le notizie apprese vengono pubblicate quì su Indymedia.

Altana Pietro (questo il vero nome della spia) è un agente in pianta stabile del SISMI (ed occasionale agente del SISDE). E' un personaggio certamente scomodo (e sicuramente a rischio). Nel 2004 viene fatto arrestare dai Carabinieri di GE-Pontedecimo per ordine del PM Anna Canepa (DDA/Antiterrorismo). Da infiltrato del SISMI nei centri sociali potrebbe sapere un sacco di cose che interessano la Procura genovese. Forse potrebbe salvarsi in corner spifferando alla Canepa le cose che sa sui centri sociali di mezz'Italia (la Canepa infatti stava indagado proprio sui Centri Sociali e sui fatti del G8). Ma Altana è un tipo cazzuto. 15 mesi di galera a Castello Angioino (Gaeta) sono un background mica da ridere e lo 007 non è certo infastidito dal soggiorno obbligato nel Carcere di Marassi (pare che la Canepa l'abbia tenuto lì in ostaggio per quasi un annetto buono buono). Il SISMI di Pollari in questo frangente s'è mantenuto defilato ed equidistante. Benchè interpellato in proposito dalla Canepa evita oculatamente di interloquire con gli inquirenti genovesi. Gli inquirenti genovesi – contrariati dal contegno reticente di Pollari - evitano strategicamente di confrontarsi con i servizi segreti. Casualmente, proprio in quel periodo, per le Procure gira in sordina una nota di sdegno per aver scoperto che il SISMI ha spiato anche le procure e diversi magistrati (c'è di mezzo anche quì Altana? Non ci s arebbe da meravigliarsi). Nel caso Altana l'attesa non premia. Il SISMI aspetta le mosse della procura genovese e vicevesa. Ma niente si muove. Altana Pietro, in ostaggio, ce l'ha nel culo. E' la fine della carriera di spia.

 

Morale della favola? Quando usi uno straccio dopo lo puoi anche buttare via. Per le istituzioni siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile (beh da noi ste cose non succedono).

 

Su Milano Finanza del 15 agosto 2009 è uscito un articolo a firma Marco Gregoretti (che trovate di seguito allegato pdf e ritrascritto) che parla del nostro “straccetto” del SISMI:

 

http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1618052&codiciTestate=14&sez=edicMF&testo=&titolo=Spy%20story%20sotto%20la%20Lanterna

L'articolo è visibile sulla Rassegna Stampa del Ministero della Difesa:

www.difesa.it/files/rassegnastampa/090815/13486355.pdf

Titolo:

 Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti. Da cui si scopre che per anni i fiscalisti furono tenuti d'occhio dal SISMI. Con l'aiuto di una potente società armatrice. Spy story sotto la lanterna”.

 

Ci vorrebbe Pepe Carvalho, il celebre e disincantato investigatore privato inventato dallo scrittore spagnolo Manuel Vasquez Montalban. Solo lui, abituato come è a districare trame dove si incontrano interessi inconfessabili di imprenditori con la faccia pulita, condite da soffiate di giornalisti prestati ai servizi segreti da poliziotti intraprendenti dei reparti speciali, da addetti alle pubbliche relazioni sempre a posto, da montagne di soldi e forse anche da un po' di terrorismo, potrebbe capire la vera intrinseca natura della magica Genova. Sembra, infatti, che sotto la Lanterna da almeno 15 anni, in un parossistico inseguirsi di date, si stiano giocando partite romanzesche, spy story da leggere con gioia sotto l’ombrellone: servizi segreti militari che spiano commercialisti e avvocati d'affari, armatori che usano la propria società come fosse la Cia, tangenti, denunce, blog militanti-militari, querele e finte bombe. Pero, è tutto vero. Gli archivi della Procura della Repubblica di Genova fanno invidia a quelli cosiddetti coperti di Pio Pompa, il potente collaboratore di Nicolò Pollari a capo del Sismi, il vecchio Servizio Segreto Militare.

I fascicoli con documenti riservati, con fotografie, con filmati, con intercettazioni telefoniche e ambientali, con hard disk di computer che scottano, sulla morte in fraq di Fabrizio Quattrocchi e sulla strana storia del Dssa, quel centro studi sul terrorismo accusato di essere una sorta di polizia parallela collegata al Sismi, sono a Genova e costituiscono di fatto un archivio di intrighi tutti collegati. A cui si potrebbe aggiungere quello che sta venendo fuori dalla de-secretazione di pagine giacenti nel dimenticatoio genovese.

 

Accuse da verificare. Una grande e prestigiosa compagnia di navigazione, la Coeclerici spa, avrebbe funzionato come una centrale di spionaggio e controspionaggio stabilmente agganciata ai servizi segreti, ma anche capace di attivare una rete informativa riservata per battere slealmente la concorrenza negli appalti e nelle commesse internazionali. “Negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta”, rivela a MF/Milano Finanza «G-71», un agente proveniente dal Comsubin che aveva già operato all'estero per il cosiddetto Supersid di Vito Miceli e Francesco La Bruna, “usavamo le navi di Coeclerici come copertura per andare a fare operazioni nel Golfo di Guinea. Ricordo che era una donna il nostro riferimento all'interno della compagnia genovese. Non so se fosse la titolare o un alto dirigente”. Nel dicembre del 1994 Coecierici denunciò per spionaggio industriale e intercettazioni telefoniche abusive un giornalista torinese, residente a Genova, collaboratore di alcuni importanti studi di fiscalisti liguri e quindi a contatto con notizie sensiblli e riservate. Infatti, era anche un consulente fisso del Sismi: passava informazioni e a volte era anche mandato in missione, come quando, nel 2004, infiltrato con successo in alcuni centri sociali per cercare connessioni con società iraniane in odore di terrorismo islamico. Pietro Altana ha 49 anni, si professa pacifista al punto da aver fatto 15 mesi di carcere a Gaeta per obiezione di coscienza, abbozza un look militante con codino e in un documento che ha inviato alla Procura della Repubblica di Genova elenca perfino gli studi dei fiscalisti nel mirino dei controlli del Sismi: chissà perché, poi, visto che il servizio segreto militare dovrebbe occuparsi di terrorismo internazionale, finanziamenti off shore, mafia cinese... I casi sono due: o quegli studi sono sospettati di attività pericolosa internazionale o i controlli sono illegittimi.

Per infiltrarsi negli archivi e nei giornali Altana usava (e usa tuttora) diversi pseudonimi. Dal recente Anonymous Remaller a Guglielmo Dabove, quello con cui lo aveva inizialmente identificato la società armatrice genovese. La denuncia del 1994 contro di lui si è trasformata in un potenziale boomerang contro Coeclerici spa e le sue controllate, nonostante i pedinamenti, le perquisizioni a casa e in ufficio effettuate da un intraprendente poliziotto della Digos. Perché il 14 agosto 1998 è il giornalista-spione-investigatore a depositare dai Carabinieri di Bolzaneto, a Genova, una querela denuncia contro i vertici di Coeclerici spa, Coeclerici Logistics spa, Coeclerici Armatori spa, Coeclerici Carbometal spa, il direttore dello studio Banchero & Costa e altri tre personaggi stranieri. Altana accusa tutti di spionaggio industriale, turbativa d'asta, concorrenza sleale.

Anche se la Procura di Genova non ha agito nei loro confronti il documento descrivere la rete informativa e corruttiva che la società genovese sarebbe stata capace di mettere in piedi, dove figurano perfino personaggi di cui si conoscono l’indirizzo e il nome, Jasim, ma non il cognome. O faccendieri come una certo Berdy; con società di catering in India per copertura. La denuncia si riferisce a un contratto che “Coeclerici rincorre da tempo: il contratto denominato Hadeed Lighterage Project (prende il nome dalla omonima società Hadeed - Saudi Iron and Steel Company, che ha indetto la gara). L’ottimismo è palpabile...”.

In effetti c'era l'arma segreta, l'arma letale contro cui i concorrenti in gara per quell'appalto, i norvegesi di Oslo della Torvald Klaveness Konsern As, non potevano nulla: la società di Genova era in grado di avere in anticipo tutti i dettagli dell'offerta di Klaveness. Un mese prima della final commercial dicussion di fine luglio, Coeclerici aveva già in mano le rate offerte da Klaveness, presentate in busta chiusa e sigillata appunto un mese dopo, ad Hadeed. Ecco come cominciava la lettera fax “strettamente confidenziale” di Pino Silvestri, direttore di Banchero & Costa, datata 16 giugno 1998, a Coeclerici Logistics, stando alla denuncia di Altana: “Mi ha appena telefonato Berdy da casa. Mi ha confermato che Hadeed ha chiamato Klaveness il 29 giugno e non 30 giugno. Queste sono le rate che ha offerto Klaveness...”.

È un pezzetto di una grande vicenda, la classica punta dell'iceberg già denunciata due volte, nel 1995 e nel 1996, dal giornalista-agente. Ma ancora non sono del tutto chiari gli sviluppi e i ruoli dei personaggi. Per esempio perché il giornalista-agente si è trasformato in giustiziere finanziario e ora promette nuove rivelazioni su enti pubblici? E adesso che il Sismi non c'è più, Altana-Anonymous Remaller è ancora in servizio?”

 

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

il SISMI  ha  ciulato  gli IRANIANI... (e  noi  il  SISMI)
il SISMI ha ciulato gli IRANIANI... (e noi il SISMI)

author by Mr. Bean - interceptor®publication date lun 02 nov, 2009 18:00

riassunto  delle  puntate  precedenti...

 "Ecco  come  Irasco aggira  le  sanzioni"

http://piemonte.indymedia.org/article/1657?&condense_comments=false#comment1612

 

 

Ecco  come  Irasco aggira  le  sanzioni
Ecco come Irasco aggira le sanzioni

Ecco  come  Irasco aggira  le  sanzioni
Ecco come Irasco aggira le sanzioni

author by intecopiatorpublication date lun 02 nov, 2009 20:20

So  quel  quanto  basta  per  potervi  garantire  che  s'inchiesta  e sto  blitz anti-iran, così  a  tutto  campo  contro gli  iraniani  di IRASCO  (come  quella  che  sta  avvenendo  in  queste  ore  a Genova) è  una  cosa  che  non  sarebbe  mai  potuto  nascere  per  iniziativa locale. L' Italia  non  c'entra  un  cazzo!

Nel  nostro  Paese vi  son  troppe  connivenze,   intrecci  e    d'interessi d'ogni  genere.  A  tutti  i  livelli  (sopratutto giudiziario).

Onde  per  cui -  va  da  sè - che  un'inchiesta  contro  l'export  illegale  degli  iraniani  è  una  cosa  che sarebbe  potuta  venire  solo per  iniziativa degli  States. Che  poi l'input agli  yankee possa  esser  di matrice  tricolore è  possibile (anzi  probabile).  Mi  sentirei  d'ipotizzare il  coinvolgimento dell'ex capo  del  Sismi  Nicolò Pollari (che  conosce  gli  iraniani ed  i  business  d'Irasco come le  sue tasche).

Visto le  inculate spaziali   che  ha  preso  a livello  istituzionale (rinvio a  giudizio  e richiesta  di 13 anni  di  reclusione) può  essere  che Pollarino  nostro   abbia  deciso  di bypassare le  noiosissime e distratte sigle nazionali (Aise/Aisi) ed optare  per il coinvolgimento dell'intelligence di  Obama.

E'  uno  stereotipo. Come la  storia  delle  tangenti  ENI ai  politici nigeriani. C'è voluta la  rogatoria  da Parigi  per  scoperchiare il  calderone  putrescente  del  malaffare ENI (quì  occhi  ben  chiusi). O vedi anche  la storia  Coeclerici (nessuna  rogatoria  dall'Arabia  Saudita ma quì ... occhi sempre  ben  chiusi).

Vedrete  lo  sgomento delle maestranze politiche quando  fingeranno l'italico  sdegno per  il  popò  di roba  bellica, nucleare, hitech, double-use, e  quant'altro  che  gli  iraniani  d'Irasco, Nisco, Iritec, Ika  etc  etc  si  son  tranquillamente cattati  in  giro  per  il  globo negli  ultimi  10-15anni  e  portati in  Iran  via Genova.

Tranqui. Per  fortuna Obama ci  vede ancora  discretamente. E La rogatoria USA bene  o  male  farà  il  suo  corso. 

Fosse  per  noi  st'inchiesta  non  sarebbe  mai  nata.  L'Italia  (come al  solito)  farà l'ennesima  figura  di  merda  mondiale.

 

author by Adnan Malekipublication date mar 03 nov, 2009 09:20

Irasco è  una  società  soggetta  a  controllo e coordinamento dal Governo Iraniano. 

 

E'  più che  ovvio  che  abbiano  esportato in Iran  ciò  che  interessa al  Governo dell'IRAN.

 

Se  ciò  è avvenuto  passando  da  Genova può  voler  dire  solo  2  cose:

 

1) o gli iraniani l'han fatta in  barba  a tutti i controlli e  non è  il  sismi  che  ha  ciulato gli  iraniani, ma  viceversa.  E  gli iraniani  han  ciulato  anche  la  Guardia di Finanza  e  tutte le  autorità di controllo;

 

2) le  autorità  di  controllo son  sapevano  e non han mai  detto  niente (GdF, Sismi, Sisde, pseudoservizi segreti, Procure delle  Repubbliche, Dogane, etc etc)

 

 

Se 1 + 1 fa 2 va da se  che andavano tenuti  

author by Magenespublication date mar 03 nov, 2009 19:29

guarda  che  il  link  dell'articolo  "Ecco come  come  Irasco  aggira  le  sanzioni" non  è  corretto.  Quello  giusto  è  questo:

 

http://toscana.indymedia.org/article/2921 

 

salamalekkum

 

author by lavoratrice che non crede alle vostre fesseriepublication date mar 03 nov, 2009 19:39

non so cos'è  che  vi  spinge  ad  epsrimere  delle  valutazioni  così  pesantemente  offensive  nei  confronti  di  una  degnissima  società  come  irasco che  al  di  là della  colpa  d'esser  iraniana  (magari l'attaccate  proprio  per  questo)  da  moltissimi  anni  da lavoro  a  svariate  famiglie  italiane  e  ha  prodotto  un'indotto  di attività  notevole  per  migliaia  di  piccole,  medie   e grandi  aziende  italiane.

Vedete  di  non  credere  a  titte  le  scemenze  che  si  scrivono  su  internet.  Irasco  è  una  società  onorata,  che  non  ha  mai  fatto  niente  d'illegale, e  contrariamente  a  quanto  è  stato  scritto  da  alcuni  media si  occupa  esclusivamente  di  trading  di ricamrbi pe r le  acciaierie  dell'industria  iraniana.

Il  tempo  comunque  e  galantuomo  e  ci  darà  ragione.

Grazie  per  l'attenzione e  cordiali   saluti. 

author by Ing. Adriano Sacchinipublication date mar 03 nov, 2009 21:04

E chi  mette  in  dubbio  che  esportate  cosette  per le  acciaierie  iraniane.

Bisogna  però  vedere  ste  acciaierie  iraniane  che  producono. Un  conto  è  pipelines  tutt'altro conto  è  se  producono  acciao  speciale  corazzato (quello  ad  uso  bellico  per  intenderci)  tipo  quello  che  viene  prodotto in  questo  sito  quì  vicino a  Tehran...

Una  "Mini-Steel" per la  quale  son  certissimo (mi  ci  gioco  tutti  e  due  i   coglioni) che  Irasco  non  ha  mai  esportato  dall 'Italia  manco  un  bullone e  idem  con  patate  dicasi per  le  altre  aziende  italiane (vedi  IritecnaItalimpianti, Ansaldo, Danieli etc  etc.)

Ecco  come  Irasco aggira le  sanzioni
Ecco come Irasco aggira le sanzioni

author by zapatistissimevolmente vs - zapatapublication date ven 06 nov, 2009 16:30

La  storia dello strano agente trovato "per caso" - dagli  inquirenti - a spiare gli iraniani.

 

"... La  perquisizione  nell'abitazione  di  un  "presunto  ricettatore" rivelò carte  top secret... Pietro  Altana  49  anni almeno  due  mestieri  dichiarati (Giornalista  ed  all'occasione addetto  alle  pulizie di  alcune  grandi  aziende  genovesi) e  altrettanti  nomi  d'arte, è  il  protagonista,  dai  contorni  ancora  indecifrabili, di  un'inchiesta  della  Procura  di  Genova avviata  e  chiusa  in  gran  segreto ...  un'inchiesta  condotta  dal  PM ANNA  CANEPA (oggi  anna  Procura  Nazionale  Antimafia) ..." Secolo XIX   del  3  novembre 2009

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secolo_xix2_1.jpg

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/secoloxix1_1.jpg

 

 

Altri due titoli dal Secolo XIX di Genova del 1° novembre 2009 pag. 6:

 

"Decine di operazioni commerciali in presunta violazione dell'embargo: ecco i segreti del dossier americano"

 

"Il business con gli Ayatollah dall'Italimpianti agli USA"

 

Il capoluogo ligure dunque era da tempo crocevia dei traffici illegali iraniani. Genova pare esser stata (o forse lo è ancora chi lo sa) la testa di ponte per il fraudolento export iraniano di attrezzature vietate dall'embargo USA. E la Procura di Genova che lo sapeva benissimo "pare" - condizionale d'obbligo - abbia insabbiato tutto. Se così è (vedremo se la rogatoria USA lo confermerà) la Procura della Repubblica di Genova, come minimo, è corresponsabile dell'export illegale al pari degli iraniani. Chiamasi in gergo giurisprudenziale "complicità" e/o “connivenza”.

 

Considerato che nel 2004 (quando gli inquirenti genovesi scoprirono la spia del sismi che investigava sugli iraniani) i magistrati italianihanno misteriosamente archiviato tutto quanto in fretta e furia, quasi certamente, all'epoca gli USA non saranno manco stati avvisati dell'IRANIAN gate connection.

 

Ciò  dimostra  solo  una  cosa. Come diceva il premier Silvio Berlusconi a George Bush (l'ha ripetuto anche al nuovo presidente Barak Obama) “… l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti”.

 

E se vede!

 

Articolo del Secolo XIX al link:

 

http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2009/genova_iran_4_anni_di_affari_sospetti.pdf

l'Italia  è  il  miglior - e  più  fedele - partner  degli Stati Uniti
l'Italia è il miglior - e più fedele - partner degli Stati Uniti

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PDF Document Articolo pdf Secolo XIX 3 novembre 2009 PDF Document articolo pdf Secolo XIX 1 novembre 2009

author by Cetara - IL SECOLO XIXpublication date ven 20 nov, 2009 20:43

 

(articolo  estratto da Il Secolo XIX - 5 novembre 2009)

SCHEDATI A  GENOVA BANCHE  E  AVVOCATI, SI  INFILTRO’ NEI  CENTRI  SOCIALI PER  IL G8

Condannato agente  Sisde: <<Spiava violando  la  legge>>

Sentenza-choc: lavorava  davvero per i  servizi segreti, ma  ha  esagerato

Si  infiltrò nei  centri  sociali <<in  coincidenza  con i preparativi del G8 di Genova>>. Indagò sotto  copertura sugli  attentati di  matrice  anarchica alla  questura e  alle  caserme  della  Polizia a  Sturla e dei  Carabinieri a  Prà  e  Voltri,  a suo  dire  <<raccogliendo anche  campioni  di stupefacenti  ed  esposivo>>. Pietro  Altana, 49 anni, era  un  collaboratore dei  servizi  segreti  del Sisde,  oggi  rinominato  Aisi. <<Cercava  documenti top  secret, facendo  l’addetto  delle  pulizie di  alcune  aziende  genovesi e  rovistando  nei  cestini della  spazzatura>>. Poi <<una  volta  o  due  a  settimana>>  consegnava tutto al  suo  contatto, un  maresciallo  della  Guardia  di Finanza, e  veniva  pagato <<in  rimborsi  spese rigorosamente in  nero>>.

E’  un  giudice del  tribunale  di  Genova, Enrico  Gatti, a  raccontare  in  una sentenza  rimasta  finora  inedita uno  dei  retroscena più  inquetanti e  riservati  della  cronaca giudiziaria del  capoluogo ligure degli  ultimi  anni. Ed  è  la storia del  furto  di  alcuni cd e della  ricettazione  di  un  certo  numero  di oggetti  di elettronica e  hi-fi dietro a  cui, si  è  scoperto  nel  corso d elle  udienze a  porte  chiuse, si  celavano  le  indagini  parallele e  i  alcuni  casi <<non  autorizzate>> di  un  vero  agente 007. La  sentenza  che  lo  rivela ha  condannato Pietro Altana, appunto, a  due  anni  di  reclusione.  La  vicenda  emerge a  pochi  giorni dalla  perquisizione, scattata su  rogatoria dell’autorità  giudiziaria Statunitense, degli  uffici di  una  società  italo-iraniana,  la  Irasco, sospettata  di  aver  contribuito a  violare l’embargo deciso  dall’ONU nei  confronti  di  certe  forniture industriali agli  impianti  di  Stato  di  Tehran. Proprio Altana aveva  rivelato, al  processo  che  lo  vedeva  imputato, di  aver  avuto  l’incarico di  spiare  le  società  iraniane. Aziende  inserite in  un lungo  elenco di <<sorvegliati  speciali>>, <<su  ordine dei  servizi>>,  con studi  tributari, come  quello  di  Victor  Uckmar, legali, come  lo  Studio  Bonelli,  uno  dei  più grandi  d’Europa, protagonista di  alcune  delle  operazioni più  importanti  della storia economica  italiana degli  ultimi anni, come  il  salvataggio di Alitalia (oltre  che  per  Genova  la  scissione Amt-Ami), e  anche  Banche, come la  Carige. L’elenco è  contenuto nel  fascicolo  di  inchiesta, aperto  dal  pm,  Anna Canepa, poi archiviato perché  a  giudizio  degli  investigatori dei  carabinieri che  vi  lavorarono <<non  furono  trovate  carte  rilevanti>>. Ufficialmente  Altana  fu  trattato dagli  inquirenti  come  una  sorta  di  millantatore. In  realtà, al processo la  testimonianza  del  mascesciallo dei  Servizi Segreti che  lo  aveva  <<assoldato>> ha  confermato  che  le  investigazioni erano  il  frutto  di  un  mandato effettivo  dell’ex  Sisde. Il  punto cruciale è  stato  quello  riguardante i  reati  contestati ad  Altana compiuti, secondo  la  sua  difesa, per <<la  ragion  di  Stato>>. Quando  fu  arrestato e  trovato in  possesso  di  oggetti di  provenienza  furtiva l’agente  segreto si  era  difeso  sostenendo che  erano  prove  raccolte nel  corso  di  indagini pronte  per  essere consegnate al  suo  contatto  nei  servizi. Il  giudice  Gatti ha  sentenziato che  per  poter  essere <<esentato dalla pena  in  caso  di  violazione della  legge per  un  fine  legittimo (come  è  la sicurezza nazionale)>> sono  necessari <<requisiti tassativi>>: bisogna  essere <<organici>> ai  Servizi Segreti ed  aver  eseguito <<un  ordine legittimo dell’autorità>>. E Altana  a  processo è  risultato  essere ufficialmente come <<un semplice  informatore>> e  il  suo  referente del  Sisde   ha  negato  di  aver  impartito ordini  fuorilegge. Il  sospetto  è  che  Altana  Pietro fosse  stato  assoldato  per  indagare ai  limiti  della  legalità e  occasionalmente  anche  oltre e  che, dopo  essere  stato  colto  in  fallo dai carabinieri, sia  stato  sostanzialmente scaricato. Ma  su  questo nemmeno  il  giudice, evidentemente, se lè  sentita di  proferir  parola”. 

IL RETROSCENA

AFFARI LIGURIA-IRAN L

E CARTE AGLI USA

“La figura  di  Pietro Altana, il  collaboratore dei  servizi segreti le cui attività  all’ombra  della  Lanterna  sono  oggi  svelate dai  giudici e  non  solo  dai  “boatos” via  internet, è  indirettamente  legata a  una  delle  indagini  più  delicate  aperte di  recente  nel  capoluogo  ligure. Si  tratta  degli  accertamenti disposti  dalla procura  federale della  Callifornia, con  rogatoria  internazionale, sulla  società genovese  Irasco, specializzata  nell’import-export con l’Iran. Secondo  gli  Stati  Uniti Irasco  sarebbe  stata il ‘tramite’ , fra  il  2004 ed  il  2007,  di  una  serie  di  esportazioni (materiali  industriali  e materie  prime) non  autorizzate dagli  USA verso  la  repubblica  degli Ayatollah. Le  autorità  statunitensi, attraverso  il  Ministero  degli  Esteri, hanno  perciò  chiesto all’Italia  di  acquisire  una  serie  di  documentazioni nella  sede  dell’azienda, all’interno del  Matitone,  e  giovedì  scorso  è  scattata una  perquisizione  della  Guardia  di  Finanza. Irasco  ha  repllicato  nei  giorni scorsi di avere   documenti  in  regola e soprattutto  di  sentirsi  vittima di <<pressioni  politiche>> sull’asse America-Golfo  Persico. Ed  è  su  questo  fronte che  si  inserisce  Altana, come  descritto  nell’articolo a  fianco. Indagando sulla  sua  attività  di  spionaggio per conto  del  Sismi, la  Procura  genovese  scoprì che controllava di nascosto pure  Irasco.

 

 

GRAZIANO CETARA  cetara@ilsecoloxix.it

MATTEO      INDICE   indice@ilsecoloxix.it

 

 

 

Altana Pietro spiava  violando  la  legge
Altana Pietro spiava violando la legge

PDF Document Doc. pdf. "Articoli stampa Altana Pietro"

author by Mr. Bean - interceptor®publication date dom 22 nov, 2009 16:29

ISIAMED ci riprova.

 

Stavolta  offre  una  copia  omaggio  del  libro "Leggere  la  Rivoluzione  Islamica Iraniana"  ai  primi 100 arrivati alla  sala  delle Colonne (Camera  dei  Deputati), Via Poli, 19, Roma.

 

Povero Gian Guido Folloni  (sei davvero alla  frutta).

 

http://piemonte.indymedia.org/article/5025 

SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.
SISMI e IRANIANI - Prima si spiano poi gli si tende la mano.

author by Ettelaat - intercopiator ®publication date lun 23 nov, 2009 13:28

Ma  va  là  che  Irasco  non  ha  mai  exportato  niente  d'illegale  in  Iran.

Tutte  illazioni  degli  anti  iraniani (prima i  Bush-boy   adesso gli  obamaniani sfegatati). E'  un'invenzione  della  propaganda  anti-iraniana. Adesso  tutti  dicono  che  sanno e  che  sapevano.  Ma  che  cazzo  sapete.  Non  sapete  niente. 

E'  come se  io  ora  dicessi  che  so  quando  sarà  la  data  del  prossimo consiglio  di  amministrazione  di  Irasco. E l'ora.  E  poi  magari dico  che  so  nome  e cognome dei partecipanti, e  magari   che  so  pure  gli  argomenti  all'ordine  del  giorno.

Se  dovessi  saperlo (e  non  son  un  veggente)  allora  avete  ragione  voi. Se  no  statevene  zitti, non  sparate  cazzate  e  sopratutto  rispettate  gli  iraniani  (come  loro  rispettano e han  sempre  rispettato noi).

 

salamalekkum

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(tiro  ad  indovinare)

 

The  Board  of  Directors of  IRASCO Srl shall be convened on Thursday 17th december 2009 at 10.00 a.m. in  Genoa, Via  di Francia, 3,  in order to  approve the  following Agenda:

 

1) Examination of  the  various projects and  adoption of  the  policy for  their execution;

2) Examination of  the  financial situation;

3) Impasco receivables;

4) Cooperation agreements for  new  projects: remuneration fo  Irasco  activity;

5) Communications concerning the  investigation carried out by "Guardia  di Finanza" conducted pursuant to  the  international  rogatory request from United  States  of America;

6) any other business.

 

Members of  the  Board  of  Directors

Dr. Iraj Pourhossein Akbarieh

Mr. Mohammad Rajaei

Mr. Ahmad Karami

Mr. Rahim Ghasr Loghmani

Members of  the  Statutory Auditors

 

Dr. Giacomo Catalfamo (Chairman)

Avv. Renato Colavolpe (Standing Statutory Auditor)

Dr. Andrea  Fontana (Standing Statutory Auditor)

 

Hojjatizadeh Mohammadreza (Managing  Director)

Iranian Mr.  Bean?
Iranian Mr. Bean?

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