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mercoledì 04 novembre, 2009 12:44 by pippo
il crocefisso è stato <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> Sarà davvero che l'età gioca brutti scherzi con la memoria - ma pensavo di non essere ancora a quel punto - fatto sta che mi pareva di ricordare che nel 1984 avessimo staccato il crocefisso dalle aule del nostro liceo. Con il concordato di Craxi non era più obbligatorio. In realtà avremmo preferito togliere la foto dell'allora presidente della repubblica Cossiga ma per quello minacciarono di chiamare i carabinieri, va bene il crocefisso ma non il simbolo della respubblica, e che popò di simbolo! A 25 anni di distanza invece il crocefisso sembra essere l'ultimo baluardo dell'identità italiota. In effetti tra “mignottocrazia”, festini (5000 € un festino? Alla faccia!), corruttori, corrotti e carrozzone al completo, la fiducia nella politica si deve essere un pochino incrinata. Se siamo al punto che le forze dell'ordine manifestano inveendo contro il governo forse la frutta l'abbiamo già superata, abbiamo preso il caffè, bevuto lo sgroppino e anche digerito il tutto. Tolto lo stato (che appunto appare essere stato una volta) agli italiani, per affrontare la pandemia influenzale, non resta che la fede. La fede in chi?
Messa così verrebbe da pensare che solo un popolo di stolti non si ribellerebbe. Chi è però lo stolto? Secondo un detto evergreen (sempreverde) quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito. La luna è la possibilità di cambiare. Perché se non la vedi non importa la situazione che stai vivendo, te la ciuci e pippa (e non diventi nemmeno un ministro). Torniamo al crocefisso. Per chi dovesse credere in dio, quello cattolico apostolico della sacra romana chiesa © , la croce è la via, dio la meta, la croce il dito, dio la luna. Ricapitoliamo: una massa di stolti distratti che percepisce la vita come pericolo e non come unica possibilità di esprimersi. Non crede nemmeno più nel paradiso e nella vita eterna e non si capisce cosa trattenga dal suicidio di massa o dall'acclamare il solito salvatore della situazione. Anche i nostri opinion-leader, quelli fighi che sanno come trasformare le loro parole in opinione pubblica, o almeno lo credono ancora, hanno trovato che il dito sia meglio della luna. Sopratutto quando quel dito nasconde non solo le malefatte ma anche la possibilità stessa di cambiare. Così lo stato, che è stato, si nasconde dietro un dito, facendo di quel dito un idolo o, meglio, usando un idolo come dito. Il dito alzato, d'altro canto, è stato usato dalla campagna contro il decreto sicurezza alla protesta delle forze dell'ordine per attaccare quest'ente che fu (stato) o chi se lo amministra. Quel dito che viene usato per coprire può diventare invece quello che indica, bisogna però avere una luna da guardare.
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