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Aggiornamenti dal Cie - 5 ore di rabbia italia |
migrazioni e antirazzismo |
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giovedì 05 novembre, 2009 02:21 by aa
Il Cie ha un muro in meno! Le richieste di aiuto dal Centro rimangono inascoltate per tutta la sera. Intanto, però, i solidali si mobilitano e parte un vasto giro di telefonate di protesta. Da dentro al Centro i responsabili negano, affermano che "la situazione è sotto controllo", che provvederanno... alla fine il recluso ferito viene portato in infermeria un attimo e poi riportato nelle gabbie. Intorno alle 22,30 i prigionieri riferiscono entusiasti di sentire un gran baccano fuori dalle mura: "c'è una manifestazione" - dicono. Sono gli antirazzisti, veloci e rumorosi come al solito. Da quel momento in poi la situazione si scalda: i reclusi continuano a protestare rumorosamnte, alle 23,00 inizia una breve sommossa, e i prigionieri delle due aree maschili danneggiano il danneggiabile. Alle 23,20 il ferito si taglia di nuovo, questa volta alla gola. Dopo un attimo di silenzio sgomento, riparte la protesta. Solo intorno alle 23,40 i responsabili del Centro chiamano una ambulanza, che recupera il ferito e lo porta al Pronto Soccorso. Intorno a mezzanotte la polizia circonda le gabbie e minaccia di caricare, i reclusi si barricano dentro accumulando le panchine di cemento contro le porte. Dentro ad una delle aree, i reclusi riescono a buttare giù il muro della saletta interna. La polizia un po' minaccia un po' cerca di calmare la situazione: arrivano i capi dell'ufficio immigrazione e del Centro. "Se non vi rispondiamo al telefono domani mattina, vuol dire che siamo in carcere o all'ospedale" - dicono i reclusi. Alle 0,45 il recluso ferito è in chiurgia all'ospedale Martini. Fuori dall'ospedale due volanti e la Digos, che ferma e identifica alcuni solidali. Nello stesso tempo la polizia comincia a provare a sfondare le porte, ma non ci riesce. Arrivano i vigili del fuoco e altri rinforzi. Ci sono più o meno 50 carabinieri e 100 poliziotti. I capi dell'ufficio immigrazione parlamentano con i reclusi e intorno all'1.05 trovano un accordo: via la celere e i poliziotti armati, nelle gabbie potranno entrare soltanto i pompieri a raccogliere le macerie del muro demolito e due donne dell'ufficio immigrazione. Ora, che sono le 1,15 sembra tornata la calma, dopo 5 ore di rabbia. |