piemonte / altro "09/11/2009 17:29:08"

Dall'inizio dell'autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l'opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c'è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell'introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l'eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell'informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito. Nella discussione sull'opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell'importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell'informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l'emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell'individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L'altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.

Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell'open publishing e nell'informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.

[aggiornamenti 11-11-09]

L'ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell'emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che - costitutivamente - scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.

Appuntamento mercoledì 2 dicembre alle ore 21 presso radio blackout, via cecchi 21/A.

Indymedia Piemonte

provincia di torino / repressione "20/10/2009 12:53:59"

20 ottobre. Alle prime luci dell’alba Digos, celere e pompieri hanno sgomberato il Velena Squat di corso Chieri.

La ex palazzina dei vigili, occupata il 28 febbraio sgomberata una prima volta il 25 marzo e poi rioccupata due settimane dopo, è tornata vuota. Chi fa vivere le case abbandonate da fastidio perché, nella Torino dei locali e della movida più “frizzante d’Europa”, mostra la possibilità di relazioni non mercificate, di una socialità all’insegna della condivisione, della “Bellavita”.

Dopo lo sgombero gli occupanti hanno lanciato l’appello per una prima risposta alle 11,30 a Palazzo Nuovo, in via S. Ottavio 28.

Il pacchetto sicurezza, approvato dal governo questo 23 luglio, vara una serie di leggi, che pesano sulle categorie che più dovrebbero essere protette, su chi vive ai margini, sugli immigrati e sui più poveri.

Leggi razziste e diseguali che prevedono la colpevolezza non per quello che si fa, ma per quello che si è, per la propria condizione, per il proprio status, non per un reato commesso.

Un immigrato privo di documenti regolari diventa di fatto un criminale che merita di essere rinchiuso in un CIE (centri di identificazione ed espulsione - veri e propri lager) fino a sei mesi, per poi essere deportato nel proprio paese di origine, in cui con ogni probabilità non voleva e non poteva vivere.

 

Leggi diseguali e razziste perché prevedono sanzioni e pene più alte per gli immigrati per il semplice fatto di essere tali, perché istituiscono un registro per la schedatura di chi è privo di fissa dimora, perché senza permesso di soggiorno non si potrà avere un'iscrizione anagrafica, né usufruire dei servizi pubblici come i nidi, le scuole materne o i servizi sociali.

Gli unici servizi previsti sono le scuole dell'obbligo e l'assistenza sanitaria di base, dove nessuno però può garantire ad un immigrato irregolare di non venire denunciato, poiché tutti coloro che ricoprono pubblici uffici sono tenuti per legge a denunciarli, e possono a loro volta essere denunciati dai colleghi per non aver adempiuto ai propri compiti.

 

Ecco il ripresentarsi di alcune tecniche fasciste, come la paura della delazione o le ronde che non sono poi diverse dallo squadrismo, e che vengono previste da questo pacchetto sicurezza.

Senza parlare dell'inasprirsi delle pene che prevedono il carcere da sei mesi a tre anni per il reato di danneggiamento, spesso dato a chi occupa case, o per fatti successi durante manifestazioni...

 

Alessandria. Sabato 10 ottobre

corteo contro il pacchetto sicurezza

Appuntamento alle 15 al “cavallo” dei giardini antistanti la stazione FS – corso Crimea

http://piemonte.indymedia.org/../article/5870

piemonte / migrazioni e antirazzismo "10/09/2009 16:42:53"

Il 12 ottobre 2008 un gruppo di rifugiati/e provenienti dalla Somanlia ha occupato lo stabile dell'ex clinica San Paolo in Corso Peschiera 178, uno stabile in disuso da parecchi anni. I rifugiati/e stanno lottando per ottenere quei diritti basilari (casa, lavoro, cure mediche) che dovrebbero essere garantiti ad ogni essere umano.

Adesso, dopo quasi un anno, il comune ha proposto il trasferimento dei rifugiati in parte nel nuovo progetto dell'ex caserma di via Asti ed in parte, per le persone individuate come destinatarie del progetto FER, nel Centro Fenoglio di Settimo Torinese. Ma lo stessso Comitato di Solidarietà la considera una proposta emergenziale che non rappresenta una risposta sul terreno dei diritti per i rifugiati e le rifugiate che da anni stanno chiedendo con lotte e mobilitazioni (casa, lavoro, residenza); la residenza, per citare il nodo politico principale, è una delle parole d'ordine cardine di ogni mobilitazione dei rifugiati e delle rifugiate, e la "soluzione" via Asti, non la affronta e non la risolve, aprendo ancora una volta una contraddizione incredibile che vedrà rifugiati e rifugiate ospitati per mesi all'interno di una struttura pubblica in una città che però rifiuta a queste persone il diritto ad avere una residenza anagrafica, con tutti i problemi che questo continua a comportare. Solo alcuni dei richiedenti asilo sono disposti a trasferirsi nelle nuove destinazioni, altri invece avrebbero deciso di non accettare l'offerta del comune, ma di continuare a battersi per i diritti di tutti/e proseguendo nella via che hanno intrapreso fino ad adesso. Lo sgombero dell'ex clinica San Paolo e' previsto per venerdi 11. Il Comitato di Solidarieta' con Rifugiati e Migranti ha quindi indetto un presidio in corso Peschiera 178 per venerdi 11 alle ore 8.00.

Aggiornamenti: 1 - 2

Comunicato per presidio 11-9

italia / repressione "06/07/2009 23:00:18"

Lunedì 6 luglio la Procura di Torino ha emesso 21 ordinanze di custodia cautelare che sono state eseguite con 12 arresti a Torino, 2 a Padova, 4 a Bologna, e uno a l'Aquila. La motivazione di questo atto repressivo alla vigilia del vertice del G8 a l'Aquila viene ricondotto dalla Procura, agli scontri che accaddero alla fine del corteo contro il G8 University Summit, il 19 maggio scorso a Torino. L'operazione, denominata "Rewind", giunge in seguito agli arresti di Ale e Domenico avvenuti durante il vertice e ha portato a trentacinque perquisizioni in case private e centri sociali, fra cui l'Askatasuna. L'ipotesi di reato riguarda violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata, lesioni personali aggravate e violenza privata.

Gli investigatori, corroborati dalla vetrina offerta loro dal vertice del G8 e preannunciati dagli allarmi del Viminale, parlano di "tecniche di guerriglia" e "formazioni paramilitari" (Carlo De Stefano - UCIGOS); "mutazione genetica del corteo" in cui alcune mazze e caschi fanno ipotizzare "un'organizzazione premeditata e si può dire paramilitare degli scontri" (Giancarlo Caselli - procuratore capo di Torino).
Teoremi che si preoccupano in primo luogo di lanciare un'allarme, quale che sia, prima del vertice del G8 in Abruzzo, tentando di intimidire chi scenderà in piazza nei giorni di mobilitazione e, nel contempo, distogliere l'attenzione dal vertice dei pochi che continuano a volersi spartire le briciole lasciate dalla crisi da loro stessi creata.

Azioni
6 luglio - Occupati i Rettorati di Milano: [1] - [3] - [3], Roma [1] - [2], Pisa, Napoli: [1] - [2], Venezia | Corteo a Bologna

Gran parte delle azioni in solidarietà con gli arrestati svoltesi durante i giorni del G8 si trovano all'indirizzo http://g8.italy.indymedia.org/

9 luglio Conferenza stampa dell'Onda nel Rettorato del Politecnico occupato
10 luglio - [Video] 2000 in corteo a Torino

Per contattare gli/le arrestat* | L'Onda Vs il Giuardiano

Rassegna stampa
ANSA Repubblica | Repubblica Torino | Reuters | Corriere | La Stampa | Agenzie: [1] - [2] | InfoAut | Global Project | Uniriot

Multimedia
Audio La prima diretta di RBO - [2] - Conferenza stampa | RODU: Torino - Napoli - Bologna - Padova
Il copincolla-video della Digos

Comunicati e solidarietà
Onda anomala Torino | CCP | Compagni/e di Tor Vergata | Su Uniriot | Torino Squatters | Disoccupati organizzati | Radio Blackout | Assemblea NO Tremonti | Comutato antifascista 18 luglio | Comitato pace Robassomero | Velena Squat

newsfilter

Notizie Recenti

Scontri a Berkeley imageVideo: California, Berkeley scontri studenti polizia 22-11-09 15:24 by onda USA

Ecco come  il SISMI spia  i  centri sociali imageScoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali 22-11-09 14:30 by Mr. Bean

textScontri a Torino: calci e pugni tra politici e studenti 21-11-09 19:19 by see

textieri speakeraggio e parapiglia al consolato marocchino 21-11-09 13:54 by antira

textCIE Torino: Marveen libero 21-11-09 13:37 by liberi tutti!

textNESSUNO SPAZIO PUBBLICO AI FASCISTI 21-11-09 02:22 by CCP- GDA

imageReport presidio antifa 21-11-09 01:56 by ostinato

textI "No Euro" alleati con Forza Nuova 21-11-09 00:19 by Antifascista

textCesare Battisti resterà in Brasile 20-11-09 21:03 by coquino

textConferenza Forza Nuova in Corso Regina? 20-11-09 19:57 by antifa

altro >>

Comunicati

textLasciateci stare.. 21-11-09 17:00 by art

textManifesto corteo 19 dicembre 2009 in solidarietà agli spazi occupati 19-11-09 17:33 by la torino che pre occupa

textcomunicato stampa Radio Blackout 19-11-09 10:13 by blackoutsider

textVerona: Arrestati due compagni antifascisti 17-11-09 22:13 by Arditi del Popolo

textSolidarietà agli studenti Milanesi 17-11-09 19:49 by CCP Coordinamento Collettivi Comunisti

altro >>

IMC network

© 2001-2009 Indymedia piemonte. Tutto il contenuto è liberamente riutilizzabile, può essere stampato e può essere copiato in rete e altrove, per scopi non commerciali e citando la fonte. Le opinioni sono quelle di chi contribuisce e non sono per forza condivise da Indymedia piemonte. Disclaimer | Privacy