Aggiornamenti dalla manifestazione di Torino :
Decine di migliaia sono le persone che oggi sono scese in piazza per lo sciopero dei sindacati di base, l’incontro era per le 9:30 da piazza Arbarello, corteo più che partecipato, a maggioranza studenti medi ed universitari che hanno portato in piazza la propria opposizione alla riforma Gelmini, ma anche pubblico impiego, alcuni operai FIAT pronti per la grande mobilitazione di domani a Roma, e tantissimi professori, giovani ricercatori precari, genitori. Il corteo si è svolto in modo pacifico ricco di contenuti e slogan, gli organizzatori promettono nuove iniziative di protesta contro la riforma Gelmini, a partire già dalla prossima settimana, non da meno sono i collettivi universitari e medi, che promorranno diversi incontri nelle aule delle facoltà in particolare al politecnico, e gli studenti medi si promettono in mobilitazione “permanente”.
Il tutto si è concluso poco fà senza incidenti e restano comunque numerose le iniziative che dureranno per tutto il pomeriggio, in particolare a Palazzo Nuovo dove ci sono alcuni collettivi in presidio, l’appuntamento è per la grande mobilitazione di domani a Roma insieme ai Metalmeccanici in lotta contro il piano Marchionne….

Un commento
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La manifestazione di oggi ha visto in piazza diverse centinaia di lavoratori della scuola in sciopero. Lo sciopero, indetto da Cub scuola e Cobas è riuscito benissimo: quasi tutte le scuole di Torino sono state bloccate.
La manifestazione CGIL di domani a Roma non coinvolge il sindacato di base, che da anni contrasta le politiche di svendita dei diritti e delle tutele dei lavoratori sia a scuola che in fabbrica di cui sono stati protagonisti tutti i sindacati statalizzati.
La CGIL di Epifani – che domani parlerà a Roma – si prepara a firmare un accordo sulla rappresentanza sindacale che taglierà fuori dai diritti il sindacalismo di base.
Nella seconda parte del corteo hanno sfilato sia studenti medi che universitari. Tra loro quelli che fanno riferimento all’aska è possibile che vadano a Roma, poiché gli esponenti del centro sociale da tempo affiancano il sindacalismo concertativo e statalizzato di marca CGIL.
Questo non per polemica ma per chiarezza.