ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.

Anche se già lo sapevamo la rivelazione ha ugualmente dello sconcertante. All’Eni non esistono controlli interni. Ecco spiegato perché possono girare mazzette da centinaia di milioni di dollari per corrompere politici e militari nigeriani senza che nessuno s’avveda di niente. O si possono causare disastri ambientali mostruosi nella più totale inerzia dei vertici aziendali.

Un   conto  è  dirlo in  astratto  un’altro  è  sentirlo  dire  dalla calda  voce  dei diretti  protagonisti.

                           

S’è parlato  proprio  di  questo in una  calda giornata  del maggio 2005. Un Workshop realizzato   presso  le  sedi  ENI Corporate  University di  San  Donato  Milanese e Castelgandolfo. Tema:  “Evoluzione del  quadro  normativo e  ruolo  del management in  tema  di  controllo”.

 

Riunito  in  conclave c’è la  crema  dell’ENI  e  alcuni dei  più  fidati  consulenti della  società energetica. L’ing. Stefano  Cao (Dir. Gen.le ENI Div. E. & P.), Dott.  Maurizio  Vecchi  (Direzione  Personale  e  Organizzazione  ENI), Ing.  Luciano  Sgubini (Dir. Gen.le ENI Div. G. & P.), Dott.  Angelo  Maria  Taraborelli (Dir. Gen.le ENI Div. R. & M.), Dott.  Roberto  Jaquinto (Direttore  Amministrativo  ENI), John  McQuiston (consulente  di  Price Waterhouse), Prof.  Guido  Sapelli (Consulente  ENI  e docente  di  economia dell’Università di  Milano), Prof.  Avv. Nicola  Franco  Bonelli (Avvocato  e consulente  legale  dell’ENI)  nonché   una  folta  delegazione  di  manager e dirigenti  dell’ENI.


Tutto il  simposio è  monotematico: la  retorica  dei  controlli interni e  l’ambiguità dei  modelli organizzativi.  


Mr. “io  c’ero”  ci  traccia   un  sintetico resoconto del simposio.


L’Eni  ha  un   Ufficio  Studi.   Ma serve  per  studiare  che? Dice  un dirigente: “si sono scritte  enciclopedie  sul  controllo  interno ma  è tutta aria fritta”. Un’altro  controbatte: “… la  parola d’ordine è:  bisogna   inventarsi  sempre qualcosa  di  nuovo. Bisogna  sempre  vendere  della  merce  nuova”. Taraborelli  precisa:”Purtroppo  nell’Eni  c’è  un  problema  di  lessico.  Si  parla   una  nuova  lingua:  l’organizzese”. Esempio  pratico? “… Se  si ha un  problema  di  tangenti, si  chiama il  dirigente  di  turno  e  si  dice: “mi  scrivi  una  procedura aziendale”? Fa  niente  che  era  già  stato   tutto  scritto dal’ENI nel Codice  di  comportamento dei  dipendenti  dell’ENI del 1994.


Basta  riempirsi  la  bocca  di  parole nuove, un  po’  evocative, e  fai grande  scena. Il  serbatoio  a cui  attingere  è  vasto:  Comitato  per  il  controllo  interno, Codice  di  Autodisciplina,  Codice  Etico (o  Etilico  come  dice  Moscato), SOA, SOA404, 231, 626, 494,  IAS32, IAS27, Governance, Antitrust. La realtà sostanziale è   che  si getta  tanto  fumo  negli  occhi e non si dice mai   niente  d’inedito.


L’ambiente in  cui  Eni  ha  operato negli  ultimi anni è  stato  interessato da  rilevanti  cambiamenti che  ne  hanno  aumentato significativamente  il  grado di complessità” esclama   un  poco  convinto Prof.  Guido Sapelli. “Pertanto,  come anche indicato  nel  Piano  Strategico ENI 2005-2008,  dovrà  essere adottato  un nuovo  modello di  leadership che  consenta  al  manager di  contribuire  in  maniera più  diretta  e  personale alla  gestione e alla  riduzione  della  complessità.  Per  favorire  l’affermarsi del  “nuovo  modello di  leadership”  è  stato  avviato  un  organico programma  di  formazione, sviluppo  e  comunicazione che  coinvolgerà tutto  il  management”.


Un manager Eni ha  la  sagacia di  puntualizzare: “si però è importante  che  questa  cultura  del  controllo parta  dall’alto,  come  responsabilità,  come senso di  necessità e  poi  si  cali  a  tutti  i  livelli sino  all’ultimo  impiegato”.  


L’ing. Stefano  Cao  puntualizza: “Ma  quanti  barili  di  petrolio ci  costerà  questa  SOA?” (che se  c’aggiungi  una “L” diventa SOLA).


Alla  domanda  risponde  Mc Quiston  di   Price Waterhouse Coopers.  “Mediamente  il costo di revisione  SOA và dai 30  milioni  di $  in  su …in alcuni  anche  100 milioni$”.


Caspita costa  all’ENI  quanto  una tangente ad  un  generale  nigeriano.


Il Prof.  Sapelli sbianca ma non  fa  una  grinza: “Se  l’ENI  vuole   rimanere  nel  gruppo  di  testa delle  major deve  passare  questa  linea fondamentale…”.  Quale Sapelli?


Prosegue l’imperturbabile  Prof. Sapelli: “Io  tra  le  tante  cose  inutili  che  ho  fatto  nella  mia  vita  ho presieduto  Trasparency  International…  solo  il  fatto  di  continuare  a  credere  che  ci  sia  la  possibilità  del  controllo  interno … In  cinese  non  esiste  una  parola  che  traduce  il  termine  “corruzione”. Perché  per  loro  è  connaturata  allo  scambio. Non parliamo  della  cultura  araba. Che  poi  è  diventata  un  pezzo  della  cultura  meridionale la  nostra  cultura  araba,  solo  che  oggi è  diventata  un  pezzo  della  cultura  nazionale … in  italia.  Siamo  un  paese naturalmente  corrotto  ormai …   (qui Sapelli viene  interrotto da  un  fragoroso sghignazzo  generale e tutta la platea dell’ENI  si  piscia  addosso  dal  ridere  da  Jaquinto  a Bonelli,  ndr ).(vedi  video  “ENI1” a  margine  del  presente  articolo)


A  sto  punto prorompe il Sapelli fine  stratega  geopolitico (a  Edward Luttwak  ci  da  dei  giri  della madonna) : “L’Eni  una  volta  fomentava  le  rivoluzioni  come  in  Iran … io sono  all’antica a  mio  giudizio  dovrebbe  ancora  farlo”.


Intuito l’imbarazzo degli  astanti Sapelli  targiversa correggendo  il  tiro: “Parliamo del processo  di  creazione  del  valore”. (sarà  meglio va).  “Il  valore  è  qualcosa  di  più  del  profitto.  Quell’intagibile  asset  che  è  la  reputazione  aziendale..  Tu  fai  affari  e  fai  profitto anche  grazie  al  fatto  che  hai  una  buona reputazione. Questo  è  il  processo  di  creazione  del  valore. La  reputazione  è  una  cosa  che  crea  nel  tempo,  ed  è  un  fattore  ad  alto  rischio.  Basta  il  battito  d’ali  di  una  farfalla a  mille  miglia  da  quì  che da  noi  distruggi una  reputazione  costruita per  anni”.


Esatto.   Basta  uno  scandalo ENI/SAI e  l’immagine  dell’Eni si guasta  per  sempre. E  sufficiente uno  scandalo  tangenti  in  Nigeria che   la  reputazione  dell’ENI  qui (già  funestata da  anni  di  tangentopoli e  scandopoli)  ti  finisce  definitivamente  nella  bratta.


Però  “L’ENI  è  un  animale  che  non   ha  eguali  nel  mondo. Ha una  governance  perfetta che  si  basa  su  un  sistema  di  “Balance  of  power” che  si  fonda  su  di un  sistema  di  controlli e  di  “metacontrolli”. Conclude  Sapelli  (ma  che  roba  fuma si  può  sapere?)


Chiudo  con  l’espressione   -  a  mio  giudizio – più  carina  della  convention (sempre  del  mitico  Sapelli):  


il  mercato  ci  chiede  gas,  ci  chiede  carburante,  ci  chiede  energia  ma  soprattutto   ci  chiede  il  rispetto  di  certe regole…”.


(vedi  video  “ENI2” a  margine  del  presente  articolo)


Parole   sante. “Pirle” di  saggezza.


Chissà  se  all’Eni  se  le  ricorderanno   quando  si  parlerà  del  prossimo  scandalo tangenti, del Kazakistan, e quando verrà  fuori l’ennesimo caso di disastro  ambientale.

 

 

Video “ENI1”

http://it.tinypic.com/r/nnktb6/7

 

Video “ENI2”

http://it.tinypic.com/r/vevihv/7

 

Links  più o  meno correlati:

 

- Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.

http://piemonte.indymedia.org/article/5590

- L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro

http://piemonte.indymedia.org/article/9593

- Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”

http://piemonte.indymedia.org/article/8981

- ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

 - Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!

 http://piemonte.indymedia.org/article/5988

 - “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”

http://piemonte.indymedia.org/article/5958

- Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI

 http://piemonte.indymedia.org/article/6152

-AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”

http://piemonte.indymedia.org/article/6131

- “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”

http://piemonte.indymedia.org/article/2046

-  Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)

http://piemonte.indymedia.org/article/5620

- “Enichem Porto Marghera

 http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php

- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.

http://piemonte.indymedia.org/article/9715


- “
L’ENI avvelena il Kazakistan

http://piemonte.indymedia.org/article/10372

- Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.

 http://piemonte.indymedia.org/article/10392

 

 

P.S.: non è stato possibile  uploadare qui i 2  file  video “avi” (25 mb l’uno AVI) perchè  il  server  non  accetta  allegati  video


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eni_modello_di_gruppo.pdf