ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.

Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.

Quali  sono le geniali menti che  hanno concepito un Condono tombale/ambientale  di  tal  sorta?. Eppure l’avvelenamento del  territorio ha  determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla  vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi  se  ne  fotte del   rispetto dei  diritti umani,  direte  voi. Sta anche scritto  sulla  carta (e lì rimane). D’altronde è  una  logica conseguenza. Che  ci potevamo aspettare  da  un’esecutivo che  legifera  “ad  personam” e che dispensa  impunità alla   bisogna (tutelando chi delinque). Se  pensate  che lo scudo  ambientale  per  l’ENI  cade  in  una  stagione del tutto casuale vi  sbagliate  di  grosso. In questo  particolare  momento sta per  incombere  sull’Eni la  mannaia  delle  Procure   per  gravi  fatti  di  inquinamento. Paolo Scaroni  (amministratore  delegato  dell’ENI) è reduce  da  una  recentissima  sentenza del Tribunale  di  Torino che  ha  pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare  1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da  decenni di  velENI nel Lago Maggiore dello  Stabilimenti ENI di Pieve  Vergonte).

- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.

http://piemonte.indymedia.org/article/5590

 

Tra  non  molto  potrebbero  aggiungersi a Pieve  Vergonte  decine  di  altri siti  industriali  dove  l’ENI è  acclarato  essere  stata  la  diretta responsabile  di  paurosi  scempi ambientali. Vedi  per  l’appunto  Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientaleCrotone, Cengio, Avenza, Mantova, GelaPorto  Torres.

 

Come  ne  uscirà  stavolta l’Eni? Direi   elegantemente. 

 

La società  energetica si  sta  confezionando all’uopo un  “Protocollo  transattivo”  che  dovrebbe  metterla  al  riparo  da  ogni  contestazione. Questo  protocollo    dovrebbe  essere  siglato  a  breve  con il    Ministero dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio e  del  Mare (MATT). Fonti  molto  ben  informate   che  hanno  potuto visionare questo  delicato  carteggio  hanno  rivelato  che  le  bozze  degli  atti transattivi  son  già  tutte  pronte  e potrebbero  essere già controfirmate  nei  prossimi   giorni dal  Ministro  Prestigiacomo e al  numero  uno dell’ENI.   

 

Il documento chiave del  dossier  titola:

 

Protocollo  d’intesa per  la  determinazione degli  obiettivi  di  riparazione ai  fini  della  sottoscrizione di  atti  transattivi in  materia  di  danno  ambientale con  riguardo  ai  siti di  interesse   nazionale  di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto  Torres”.

 

Dovrebbe  essere  una  cosa del tipo  saldi  di  fine  stagione e/o supermercato.  Inquini  10  paghi  1. Risarcisci a  forfè. Ecco  come  l’Eni  dribblerà la  sanzione  del  Tribunale  di  Torino (secondo  la  giurisprudenza  è importante  che  ci  sia  una  generica  riparazione  del  danno  non è  importante  che  si  paghi  realmente  tutto  il  danno).

 

Sulla  falsariga  dell’Eni è in  serbo un  pacchetto  di offerte speciali  anche  per  il  Gruppo  ERG. Come degno successore dell’ENI,  a Priolo  Gargallo (provincia  di  Siracusa)   ha  seguitato  ad  avvelenare per  decenni le   falde  e  la  rada. Secondo  quanto  riportato  in  un autorevole  Parere  Pro Veritate  reso  alla  società ERG  Spa qualche  mese  fa  dal  chiarissimo (sicuramente molto  più  dell’acqua di  Priolo)  Prof.  Avv.  Vincenzo  Roppo,  il  gruppo petrolifero di Riccardo  Garrone se la  dovrebbe poter  cavare indennizzando  70-90  milioni  di  euro… briciole (un’inezia se  si  considera  che  talune  fonti  qualificate hanno quantificato  il  danno  prodotto all’ambiente in  non meno di 50 miliardi di  euro). Questi    quattrini,  per  di  più  sarebbero dilazionati  in 10  anni  senza  interessi e  con la  possibilità  di  effettuare compensazioni con   eventuali  investimenti di  ERG  MED  sul   sito inquinato. Genialoidi  che  non  sono altro (così  se  Garrone nell’’arco  d’un  decennio fa  risultare  d’aver investito  90  milioni  di  euro in impianti  pseudoecologici non risarcisce   più  manco un  cent   al  Ministero  dell’Ambiente)..

 

Priolo  Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con  la più  grande  concentrazione di  inquinanti  e di  industrie  petrolchimiche  d’Europa. S’è scoperto che  gli  scarichi  degli  stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio  puro  versato  direttamente  nei  tombini.  A Priolo uno  su  tre è morto  di  tumore. Come  l’operaio escavatorista che  copriva i veleni che  andava  a  buttare. Bambini  malformati  nati  senza ossa. Nello  specchio di  mare davanti  allo  stabilimento  Enichem  è  stata riscontrata  una  concentrazione  di  mercurio  superiore di  20.000  volte i  limiti consentiti  dalla  legge. Se  andate  a  Priolo  è  vietata  la  caccia (ma  non  è  proibito inquinare).   

 

Sento  forte  puzza  di beffa  per  i  siracusani. Chissà  che  ne  pensa  il  Ministro  dell’Ambiente  la  siciliana On.le Stefania  Prestigiacomo. Guardacaso    pure  lei Siracusana  doc..

 

Forse l’imminente  stagione  delle   offerte  speciali  fa  comodo  anche  a  lei (non  so  se è  notorio che  due  aziende  chimiche  controllate  dalla  Fam.  Prestigiacomo -  CoemiFinche – hanno contribuito generosamente ad  ammazzare  l’ecosistema siciliano scialando anche  loro migliaia di tonnellate  di mercurio  nell’ambiente). Mai  prima  d’ora,  nella  storia  d’Italia,  un ministro  della  Repubblica  s’è trovato  nel  posto  giusto al  momento  giusto.

 

Rimembro  l’illuminato  pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli:  il  mercato  punisce  sempre chi  sbaglia … l’ex amministratore delegato della Enron,  è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi  la  Enron  è  scomparsa. Il  mercato  ha  sanzionato”. (ma  non  sosteneva  che  “il  mercato  non  esiste”? boh …)

Se  così  fosse  non  dovrebbe  esistere  più manco  l’ENI (e  neppure ERG e Prestigiacomo  & C.).

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Link  più  o  meno  correlati:

 

- Video di  Giulio Sapelli all’ENI Corporate University

http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7

http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7

- L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro

http://piemonte.indymedia.org/article/9593

- Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”

http://piemonte.indymedia.org/article/8981

- ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

 - Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!

 http://piemonte.indymedia.org/article/5988

 - “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”

http://piemonte.indymedia.org/article/5958

- “L’ENI avvelena il Kazakistan”

http://piemonte.indymedia.org/article/10372

- Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.

 http://piemonte.indymedia.org/article/10392

- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.

http://piemonte.indymedia.org/article/10468

- Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI

 http://piemonte.indymedia.org/article/6152

- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”

http://piemonte.indymedia.org/article/6131

- “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”

http://piemonte.indymedia.org/article/2046

-  Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)

http://piemonte.indymedia.org/article/5620

- “Enichem Porto Marghera

 http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php

- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.

http://piemonte.indymedia.org/article/9715


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protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf