A noi della riforma (Gelmini) non ce ne frega un cazzo

Tratto da: http://lombardia.indymedia.org/node/34001

A NOI DELLA RIFORMA NON CE NE FREGA UN CAZZO.. VOGLIAMO CHE ESPLODA LA SOMMOSSA GENERALIZZATA .. OVUNQUE
Non c’è nulla da spiegare sulla situazione presente.. lo status in cui viviamo è un evidenza . L’urgenza di sbloccare questo empasse, questa paralisi delle prospettive, è anch’essa un evidenza. Strappare un futuro all’impero in declino non è una scelta , è una necessità imperativa.
L’Europa intera, di barricata in barricata, ci chiama ad una responsabilità ben precisa. Non è una protesta quello che serve a questo paese. Quello di cui abbiamo bisogno per sbloccare la paralisi esistenziale delle possibilità è una paralisi materiale dei dispositivi reali. Il discorso non è chiaro? Dobbiamo affossare l’economia italiana, o forse quella europea. Dobbiamo mettere in ginocchio il governo, e che sia chiaro una volta per tutte, qualsiasi governo. Dobbiamo sabotare il funzionamento della metropoli e di tutti i suoi dispositivi che producono e riproducono le condizioni in cui viviamo. Scuole, facoltà, strade, stazioni, fabbriche, banche, supermercati e negozi vanno a seconda sovvertite, occupate, bloccate , saccheggiate o distrutte.
E voi, professionisti della pantomima,non provate nemmeno a nominare l’ onda 2.Quello che ci serve è un terremoto

- Superare ogni divisione tra studenti medi, lavoratori, migranti. Abbandonare le particolarità,le divisioni, le segmentazioni, le aree e i gruppi. Soprattutto abdicare, rifiutare, detonare la patetica litania dei soggetti.. l’insurrezione che viene non ha nome ne volto.

- Agire e pensare sempre in funzione di una generalizzazione della lotta.Questo significa implicare direttamente quanta più gente possibile nella lotta. Scioperiamo quante più porzioni di popolazione possibile. Blocchiamo flussi, didattica, strade, e punti nevralgici della viabilità. Non preoccupiamoci se creiamo disagio. Preoccupiamoci piuttosto di crearne il più possibile.

- Non dimentichiamo mai che la chiave di lettura del presente si chiama crisi. Questo significa in primo luogo essere all’altezza che della situazione. Significa dotarsi dei mezzi adeguati. Facciamoci saccheggiatori. Prendiamo e dissacriamo la merce ogni volta che ci è possibile. Librerie, supermercati, mense, …poi gioiellerie e banche. Il modo migliore per distruggere il la dittatura della merce e il ricatto del lavoro è prendersi la merce e non dover più lavorare. Abbiamo dei bisogni e non abbiamo soldi. Se smettiamo di pagare non saremo più costretti a definirci precari.

- Da Palermo a Milano, da Firenze a Napoli a Torino, da Parigi a Londra fino ad Athene.. e via di seguito… la lotta si parla da un punto all’altro del continente. Il fuoco della rivolta è un armonia deliziosa.. mettiamo in relazione i luoghi , le pratiche, le strategie e le tecniche. E che sia un grande concerto

OCCUPIAMO LE SCUOLE E LE FACOLTA’ , PARALIZZIAMO LA DIDATTICA E FACCIAMONE DELLE FABBRICHE DI CONFLITTO METROPOLITANO

BLOCCHIAMO STRADE, STAZIONI, AREOPORTI, AUTOSTARDE, CENTRI LOGISTICI

SABOTIAMO LA METROPOLI. SCIOPERIAMOL’ITALIA
ASSEMBLEAMETROPOLITANAPERMANENTE
intertutto@autistici.org

LUNEDI’ 29 MATTINA ASSEMBLEA IN OGNI FACOLTA’, LUN 29 H 16.00(atrio fdp) ASSEMBLEA GENERALE DI SCUOLE E FACOLTA’. MARTEDI’ 30 CORTEO SELLVAGGIO H 9,30 CAIROLI
[CI AUGURIAMO CHE I CORTEI PARTANO DALLE SCUOLE E DALLE FACOLTA’ OCCUPATE]