[Appello alla Mobilitazione] Domani giornata decisiva per cercare di affondare il ddl Gelmini.

Università in rivolta. Si moltiplicano le azioni di protesta in tutta Italia

Le manifestazioni di protesta degli studenti universitari, in questo caso dei ricercatori, hanno toccato anche gli scavi di Pompei. Un gruppo di persone della Rete 29 aprile, infatti, e’ entrata nell’area archeologica pagando regolarmente il biglietto. Una volta dentro hanno pero’ messi i caschi gialli da lavoro simbolo della protesta e hanno srotolato uno striscione su cui c’era scritto: “Governo della distruzione pubblica, oggi Pompei domani gli atenei”. I manifestanti hanno ribadito di volere “il ritiro del Ddl Gelmini”. (DIRE)

 

Occupazioni studentesche per protestare contro il ddl Gelmini proseguono in tutta Puglia, anche in vista della discussione di domani alla Camera dove e’ prevista la votazione del testo di legge di riforma sull’Universita’.
Oltre 200 studenti delle facolta’ di Giurisprudenza e Scienze Politiche e delle facolta’ umanistiche dell’Ateneo di Bari
hanno occupato un ponte nel centro cittadino, in corso Cavour, bloccando di fatto la circolazione stradale per circa mezzora. Subito dopo aver lasciato il ponte gli studenti, in corteo lungo una pista ciclabile, hanno raggiunto i loro colleghi del Politecnico di Bari dove era in corso un’assemblea. Intanto, sempre in mattinata, un gruppo di circa 70 studenti ha manifestato all’interno dell’Ateneo di Bari, mentre la protesta e’ attiva anche all’ Universita’ di Lecce dove un docente di Sociologia della Comunicazione, ha organizzato una lezione sulla rotonda dove anche alcuni automobilisti si sono fermati bloccando il traffico stradale. Nel frattempo nelle facolta’ del polo umanistico studenti dell’Ateneo salentino occupato, e ricercatori, hanno fatto interventi nelle aule mentre, nel Polo Scientifico, si e’ formato un corteo di circa 200 studenti che ha attraversato i corridoi delle facolta’ di Economia. Il corteo ha poi raggiunto le Facolta’ di Ingegneria e Giurisprudenza.

Un secondo striscione, dopo quello affisso sul Duomo, e’ stato calato dal balcone di Palazzo Reale e da quello dell’Arengario, entrambi in piazza Duomo a Milano. “Soldi subito per istruzione, cultura e ricerca”, e’ la frase
che e’ comparsa sulla piazza. Ad affiggerli gli studenti dell’accademia di Brera.

Una piazza sui tetti della capitale per rivendicare la liberta’ dell’universita’ pubblica. Studenti e ricercatori della facolta’ di architettura dell’universita’ di Roma, La Sapienza, hanno occupato, ormai da giorni, il tetto del palazzo che domina piazza Fontanella Borghese e oggi lo battezzano con il nome di “Piazza dell’universita’ libera, pubblica e aperta”. Un gesto che trova il sostegno di molti esponenti della cultura e dell’informazione: attesi sulla terrazza, tra gli altri, i registi Ettore Scola e Acanio Celestini. Ma il primo ad arrivare e’ stato il compositore Nicola Piovani. Per lui una “scalata” di alcune decine di metri affatto agevole: dalla strada le scale portano soltanto ad un primo terrazzo, in basso rispetto al tetto al quale si accede solo per una scaletta verticale in ferro, simile a quella utilizzata dai vigili del fuoco. “Salire una rampetta di scale e’ il minimo che si possa fare per restituire al paese la possibilita’ di pensare e di guardare al futuro”, ha spiegato Piovani vincendo l’affanno. Ad accoglierlo sono stati gli stessi ricercatori che accolgono gli ‘ospiti’ con pasta al pomodoro e vino rosso. E’ sempre Piovani a spiegare che “la classe dirigente di questo paese e’ schiacciata sul passato, mentre i ricercatori guardano al futuro cosi’ come fanno tante famiglie con figli. C’e’ un modo di governare questo paese che cancella quello che c’e’ stato prima e, quindi, cancella la cultura”. Rispondendo alle domande dei cronisti, Piovani ha poi aggiunto: “cultura e ricerca non vendono merce al minuto, questo e’ il problema per chi ci governa. Dire che la cultura non si mangia, come mi e’ capitato di sentire, e’ una metafora da quattro soldi: e’ come dire che il pil non si balla”.  Mentre i ricercatori erano impegnati nei preparativi per l’inaugurazione della nuova ‘piazza’, in piazza Borghese studenti e altri ricercatori davano vita a un sit-in partecipato da alcune centinaia di persone. La colonna sonora dell’iniziativa e’ stata affidata al cantautore Enrico
Capuano mentre, tra gli interventi, particolarmente applaudito e’ stato quello del regista Ettore Scola:  “rappresentiamo la cultura, una e indivisibile: dalla scuola alla ricerca, dalla poesia alla musica. Cosi’ come l’ignoranza e’ tutta una e indivisibile ed e’ difficile da decifrare quando una persona afferma che essa non si mangia. Qui si costruisce qualcosa di nuovo – ha proseguito il regista – tutti insieme. Il fondamento della felicita’ e’ la cultura e mi auguro che la nostra testimonianza sia sempre piu’ forte e unita”. Al microfono si sono poi alternati gli interventi di studenti di altre facolta’ romane intervallati dalla lettura degli articoli del la Costituzione. Infine, dal tetto, e’ stato fatto calare un lunghissimo striscione di circa venti metri sul quale si legge: “da questo tetto le fondamenta di una scuola e di una universita’ pubbliche, libere e aperte”.

Domani mobilitazione studentesca generale in tutta Italia per cercare di affondare il ddl Gelmini.

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