La contestazione al “DDL Gelmini”

Fin dai primi giorni dell’anno scolastico 2010/11 riparte la protesta degli studenti, in previsione dell’imminente approvazione della riforma Gelmini [legge 133].

Venerdì 1 ottobre prima mobilitazione, con cariche in via Po, a cui fa seguito un’altra iniziativa il venerdì successivo, 8 ottobre.
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8 ottobre: [ 1 ]

Successivamente, mercoledì 13 ottobre, anche gli studenti del Politecnico contribuiscono alla protesta con corteo e blocchi del traffico, a cui segue, dopo anni, l’occupazione della facoltà.
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Venerdì 15 ottobre altra manifestazione con corteo e iniziative propedeutiche alla manifestazione dei metalmeccanici del giorno successivo.
La protesta cresce con l’avvicinarsi del “DDL Gelmini” al parlamento e lunedì 18 ottobre un corteo “selvaggio” degli studenti universitari percorre le vie cittadine, motivato dai tagli del governatore cota all’EDISU, che si vanno a sommare a quelli previsti dalla legge 133.
Alla fine del mese di ottobre, venerdì 29, tornano in strada gli studenti medi.

Mercoledì 17 novembre, gionata internazionele per il diritto allo studio, ribattezzata in Italia “No Gelmini Day”, vede lo sciopero generale del mondo della conoscenza; le diverse componenti del movimento bloccano i punti nevralgici della città: gli studenti medi bloccano la stazione di Porta Nuova dopo un corteo per il centro e il blocco della metropolitana, mentre gli studenti universitari, appoggiati dai precari dell’università, giungono in piazza Castello dopo aver manifestato in centro; successivamente occupano Palazzo Campana.
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Mercoledì 24 novembre il movimento studentesco improvvisa un presidio sotto l’Unione Industriale di Torino.
Il giorno successivo, in cui si prevedeva l’approvazione del DDL alla Camera dei Deputati, un altro partecipatissimo corteo blocca la città.
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Ma l’approvazione del DDL slitta a martedì 30 novembre, intensa giornata di mobilitazioni: un corteo percorre tutta la città, paralizzando il traffico in centro, assaltando la sede del MIUR [Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca], bloccando la tangenziale e corso Regina Margherita e, a fine giornata, anche Porta Nuova.
Un resoconto della giornata.
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