Solidarietà agli antinuclearisti piemontesi

Solidarietà agli antinuclearisti piemontesi

La Confederazione Unitaria di Base del Piemonte sostiene le ragioni degli antinuclearisti e denuncia l’operato delle forze dell’ordine in occasione del presidio antinucleare a Chiusa San Michele.

Come è noto, alle prime ore dell’alba di lunedì 7 febbraio 2011 una quarantina di antinuclearisti manifestava per impedire il passaggio del treno della morte trasportante scorie nucleari liquide provenienti dall’impianto di stoccaggio di Saluggia e dirette al centro di trattamento di La Hage in Francia.
Già da anni in tutta Europa gli antinuclearisti hanno adottato questa tattica per impedire la circolazione di materiale pericolosissimo prodotto dalla follia nucleare che si sta preparando a tornare anche nel nostro paese.

Dobbiamo domandarci se il pericolo sia nell’azione degli avversari del nucleare o in quella della lobby nuclearista.

Verso le 3.30 le forze di polizia hanno accerchiato e caricato ripetutamente i manifestanti, ferendone alcuni.
Successivamente hanno bloccato e identificato i malcapitati, trattenendoli per due ore presso la statale 24, temporaneamente chiusa e trasformata in un ufficio della Questura. Al termine di questa schedatura “per strada” la Polizia ha effettuato due arresti e ventinove denunce per interruzione dei trasporti.
L’estrema violenza delle cariche e il trattamento ricevuto dai fermati ci ricordano altri avvenimenti che hanno segnato il decennio appena trascorso; ricordiamo che anche l’utilizzo di strumenti come il fermo per resistenza di manifestanti inermi non sia una novità in questo paese e nella nostra città.

Condanniamo l’intervento della polizia e richiediamo l’immediata liberazione dei due manifestanti trattenuti in stato d’arresto.

L’opposizione al ritorno al nucleare non verrà fermata dalla repressione.

Torino, lì 8 febbraio 2011

Per la CUB Piemonte
Il Coordinatore Regionale
Stefano Capello